Nel ventennio ‘ 54-’ 74, la televisione pubblica era attenta a fornire programmi di utilità sociale di alta levatura culturale.
L’avvento delle reti private in Italia negli anni ‘ 70 ha poi ampliato l’offerta televisiva: è aumentato il numero dei programmi d’intrattenimento e si sono diffusi i Reality Show.
Oggi invece le reti pubbliche e private sono rivali. Si battono per l’ audience e ciò vuol dire che l’obiettivo non è la qualità ma il numero di telespettatori.
“Bruno Vespa in prima serata, Sgarbi in prima serata, meno puntate alla Dandini , nuove puntate alla Annunziata”.Sono le anticipazioni del nuovo palinsesto Rai, tutte pronte a dirci “più spazio ai talk-show.
La domanda è: Che fine faranno i programmi d’intrattenimento? Sarà soltanto una tv tutta reality e politica?
Certo che no: altrimenti diminuirebbe l’audience.
Probabilmente svanirà del tutto il confine, ormai già sottilissimo, tra talk-show e varietà.
I talk-show saranno talmente chiassosi e spettacolarizzati da assomigliare a varietà e quest’ultimi non si occuperanno di svago e intrattenimento, svilupperanno in modo superficiale temi d’attualità.
Il modo di trattare fatti come il delitto di Sarah Scazzi o il ‘Caso Ruby’ ne è solo un primo segnale: migliaia di persone seguono tali avvenimenti come se fossero telenovele.
Questo significa che è cambiato il nostro modo di essere spettatori: abbiamo interiorizzato la tecnologia tv senza conoscerne gli strumenti ed ora siamo inermi di fronte ad uno schermo che non può che essere piatto.
Così lo schermo invece che consolidare la divisione realtà-apparenza, la abbatte.
Il risultato è che i tribunali si riempono di spettatori di uno spettacolo che è tutto tranne che spettacolo e molte persone seguono le fiction (che letteralmente vuol dire finzione) paragonandole alla realtà.
In questo atteggiamento cosa legge il potente? Colui che sta dietro lo schermo?
Egli si rende conto che con il mezzo, la TV, ci può dominare e dare spazio ai talk-show signiica dare spazio alla persuasione attraverso il quarto potere.
Mala persuasione passa anche attraverso la parola: colui che vince non è sempre l’onesto; sicuramente è il grande retore, colui che è riuscito all’interno del talk-show a dire verità o menzogna nel migliore e più convincente dei mondi.
Ecco perchè spariscono i varietà ed aumentano i talk-show,
C’è bisogno di una volontà comune: quella di chi sta dietro lo schermo di essere onesto e quella dello spettatore di essere consapevole dei strucchi e degli scherzi della tecnologia TV.
Giorgia Riconda
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