Gli oneri di sistema della bolletta elettrica non pagati dai clienti morosi ci costeranno, in media, 2 euro all’anno. Una cifra molto lontana dai 35 euro paventati nei giorni scorsi, ma  alta abbastanza per far infuriare tutti i clienti onesti, che pagano la bolletta, magari facendo qualche sacrificio. I due euro all’anno si riferiscono al cliente  domestico. Si può quindi presumere che le aziende cd energivore , o i grandi condomini, debbano pagare qualcosa in più.

La querelle sugli oneri di sistema. La polemica è nata intorno a metà febbraio dopo la delibera di Arera 50/2018. Ad oggi, infatti, gli oneri di sistema (una voce della bolletta slegata dal consumo della luce) che paghiamo al nostro operatore vengono a loro volta girati ai distributori di energia, che li versano nelle casse del  Gestore dei servizi energetici- GSE S.p.A.-  società per azioni italiana, interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze . I clienti che non pagano le bollette, però, creano un danno economico sia ai propri operatori che ai distributori. Questi ultimi, infatti, anticipano il denaro. E se non lo ricevono dai venditori lo perdono per sempre, perché si tratta di crediti inesigibili. La delibera prevede che questi oneri irrecuperabili debbano essere versati dal cliente finale. Fino a poco tempo fa, invece, il rischio legato alla morosità era esclusivamente in capo a venditori e distributori.L’Autorità dell’energia, si è dovuta adeguare alle sentenze del Consiglio di Stato e del Tar della Lombardia, cui si erano appellati alcune società di distribuzione.

 Arera e Unione Nazionale Consumatori. Nella nota, Arera, spiega di aver fatto di tutto per scongiurare la “gabella” nei confronti dei consumatori onesti.
Nel frattempo c’è chi contesta la stima dei 2 euro. “Questo è l’effetto previsto come conseguenza della delibera n. 50, già entrata in vigore, non della delibera 52, che purtroppo estende anche a favore dei venditori quanto la delibera 50 prevede per i soli distributori” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Questo meccanismo equivale a far pagare ai consumatori il rischio di impresa. Una cosa assurda e contraria al presunto libero mercato che si vorrebbe instaurare a partire dal primo luglio 2019″ continua Vignola. Per questo Unc ha chiesto un incontro tra associazioni aderenti al Cncu (consiglio nazionale consumatori e utenti), il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e la stessa Arera.

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