Bollette luce morosi, non 35 ma solo 2 euro in più: ecco tutta la verità

By | 06/03/2018
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L’autorità per l’energia elettrica è tornato a fare chiarezza sulle bollette attraverso una nota che è stata rilasciata proprio nei giorni scorsi, quantificando l’ammontare della spesa che pagheremo per poter saldare le morosità altrui. Si era parlato qualche giorno fa di un aumento di €35 sulla prossima bolletta, ma poi questa si è rivelata una bufala circolata su WhatsApp e che aveva scatenato parecchie polemiche. Si tratterebbe di €2 all’anno, una cifra del tutto differente rispetto a quella di cui si parlava e dunque inizialmente E si tratterebbe degli oneri di sistema delle bollette non pagate dai clienti morosi. I cittadini quindi potrebbero vedersi addebitare circa €2 in più in 12 mesi una cifra che è un po’ più alta per le aziende e anche per i grandi condomini. Questa vicenda risulta essere emersa a metà febbraio quando l’autorità con la deliberazione 50 del 2018 aveva permesso ai distributori di energia di recuperare alcuni crediti attraverso le bollette di tutti i consumatori.

Come spiegato da questa deliberazione però non si trattava dell’importo intero, ma soltanto di una piccola parte degli oneri generali di sistema previsti per la legge. “In particolare, il riconoscimento individuato dall’Autorità per i soli distributori è parziale e attiene ai soli oneri generali di sistema già da loro versati ma non incassati da quei venditori con cui, a fronte della inadempienza di questi ultimi, i distributori hanno interrotto il relativo contratto di trasporto di energia, di fatto sospendendo così a tali soggetti la possibilità di operare nel mercato dell’energia”, è questo quanto si legge nella legge. Si era detto che gli aumenti delle bollette sarebbero partiti dal mese di aprile 2018 Ma secondo quanto riferito dalle autorità sembra che questo non sia vero, visto che prima di un anno non ci saranno nelle bollette dell’energia questi famosi €2 in più.

Quindi molto probabilmente dovrò passare circa un anno prima di vedere l’onere aggiuntivo sulle nostre fatture che sarà comunque pari a €2 l’anno. Per i furbetti però è previsto qualcosa che non permetterà più loro di potersi comportare come hanno fatto fino ad ora. Infatti se non pagheranno si vedranno staccare la luce e non sarà più nemmeno così semplice fare quello che è chiamato turismo elettrico ovvero passare da un operatore all’altro.

“Non si tratta solo di una questione di importi, che saranno comunque più alti, ma anche di una maggiore ingiustizia. Se, infatti, il distributore agisce in concessione, e quindi è un servizio che è giusto remunerare, anche se dovrebbe essere la fiscalità generale a farlo, nel caso delle imprese di vendita questo meccanismo equivale a far pagare ai consumatori il rischio di impresa. Una cosa assurda e contraria al presunto libero mercato che si vorrebbe instaurare a partire dal 1° luglio 2019″, è questo quanto dichiarato da Marco Vignola responsabile del settore energia.

Bolletta luce, dal 1 marzo cambia tutto: prescrizione scende da 5 a 2 anni

Sono in arrivo delle novità riguardo le bollette elettriche e queste novità arriveranno già a partire dai prossimi giorni. Nello specifico sembra che non potranno più arrivare conguagli relativi a periodi superiori ai 2 anni.È questa la regola che è stata stabilita dalla legge di bilancio e che accorcia il periodo che prima era di 5 anni. L’Arera nel comunicato fa sapere che nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al primo marzo e nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella Fatturazione di conguagli Per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione che è passata da 5 a 2 anni cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati. Si tratta della cosiddetta prescrizione delle bollette che la legge di bilancio 2018 aveva abbassato come già abbiamo detto da 5 anni a 2 e lo scorso venerdì 23 febbraio l’ autorità di settore aveva approvato una delibera molto attesa che ha dato seguito a quanto stabilito precedentemente dal legislatore.

Si tratta di una misura che è stata pensata con il solo fine di poter stroncare le Maxi bollette che molto spesso si abbattono sulle famiglie e sulle piccole imprese senza che queste ne potessero avere alcuna colpa. “Nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli, pur disponendo tempestivamente dei dati di misura di rettifica, per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione”, spiegano dall’Autorità di Regolamentazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera).

Dunque, a partire dal primo di marzo nel caso di Maxi conguaglio il fornitore di energia dovrà Informare il cliente di questo suo nuovo diritto almeno 10 giorni prima rispetto alla scadenza dei termini di pagamento. Il calcolo dei due anni parte dal momento in cui i venditori Sono obbligati ad emettere la fattura ovvero entro 45 giorni dall’ultimo giorno fatturato.

In questo modo, dunque, le famiglie le piccole imprese saranno protette in modo maggiore del rischio di dover pagare le cosiddette Maxi bollette ovvero quegli importi di entità molto superiore al consueto che derivano da rilevanti i ritardi dei venditori rettifica del dato di misura precedentemente fornita dal distributore e utilizzato per fatturare o perduranti mancate letture del contatore da parte dei distributori sempre che la mancanza non sia riconducibile alla condotta del cliente. Insieme a questa delibera Arera ha avviato anche una procedura che dovrà concludersi entro l’anno e che mira nello specifico di introdurre altre novità A tutela del consumatore.

Bollette luce, arriva la vera stangata nel 2019: Bonus energia elettrica

Proprio in queste ultime settimane sembra che i consumatori di tutta Italia e anche le varie associazioni a loro tutela siamo sul piede di guerra per alcuni rincari degli oneri di sistema derivanti da una ricerca recente delibera di quella che adesso è la vera che ha reso cooperativi per cercare di recuperare gli importi non pagati e sono pari a circa un miliardo di euro e che sarebbero relativi ai clienti morosi se le società elettriche. Il 23 febbraio 2018 pare che la l’Autorità abbia emesso una nuova delibera in base alla quale la prescrizione della bolletta della luce passa da 5 a 2 anni a partire dalle fatture emesse successivamente al primo marzo 2018. Stando a quanto riferito sembra che la bolletta della luce continua ad essere sempre più cara e di recente non c’è soltanto il caso sulle bollette dei morosi saldati dai clienti regola con i pagamenti ma sono molti gli aggravi che si sono sommati negli ultimi anni sul conto della luce.

Purtroppo in termini di rincari sembra non ci siano buone novità e nello specifico nella giornata di ieri il quotidiano La Stampa pare abbia diffuso una notizia che non farà dormire sogni tranquilli a nessuno, soprattutto i proprietari di seconde case. Secondo alcuni dati sembra che la bolletta della luce soltanto negli ultimi 6 anni abbia subito dei continui rincari in media pari a circa il 15% in più rispetto a quanto versato dalle famiglie italiane nel 2012. Questi calcoli sono stati effettuati proprio prendendo ad esempio una famiglia tipo di 3 persone visto che per i nuclei familiari più numerosi la spesa fare cresca ancora di più.

Già a partire dal 2018 i proprietari delle seconde case in Italia si ritroveranno in bolletta un addebito di circa €20 indipendentemente dal fatto che abbiano usufruito dalla seconda casa o meno per tutto o parte dell’anno. Dunque, indipendentemente dal fatto se questi venti abbiano consumato meno energia elettrica questi si ritroveranno in bolletta un addebito di €20. Con la nuova bolletta della luce la tariffa è stata articolata in modo differente e prevede un motore per i costi fissi che adesso sono svincolati dallo Scaglione di consumo.

L’Autorità sembra stia ancora decidendo ma c’è la possibilità che gli utenti possano trovare un addebito extra sulla bolletta per poter cercare di ripianare in qualche modo il buco lasciato dalle aziende della luce in debito verso lo Stato. In un anno l’aumento per i possessori di seconde case poi le sia arrivato a €130. Bisogna cercare di difendersi comunque da Questi aumenti e si potrebbe fare in questo modo ovvero cercare dei prezzi più bassi sul mercato anche se il risparmio che si riuscirà ad ottenere e sarà ridotto.

Bonus gas e luce 2018: requisiti e come richiedere lo sconto: a chi spetta?

Possono ottenere il bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura di gas naturale (dunque non società o aziende), per la sola abitazione di residenza.

Il bonus dura dodici mesi e dà diritto ad uno sconto sulla bolletta. L’importo dello sconto dipende da una serie di variabili (componenti della famiglia, zona climatica etc).

Anche nel corso del 2018 sono previsti i nuovi bonus per il gas e l’energia e anche per la conduzione idrica. Per quanto riguarda il bonus gas questo altro non è che una riduzione sulle bollette del gas riservata soltanto a quelle famiglie con basso reddito e numerose. Nello specifico potranno richiedere il bonus gas e tutti quei clienti i quali saranno in possesso di un reddito Isee inferiore a 8.107,50 euro annui, mentre nel caso in cui all’interno del nucleo familiare ci siano più di tre figli, la cifra sale a €20000. Questo bonus potrà essere ottenuto da tutti i clienti domestici che risultano intestatari di un contratto di fornitura di gas per la propria abitazione di residenza e dura circa 12 mesi. Non verranno addebitati i soldi su conto corrente o cose del genere, ma semplicemente uno sconto sulla bolletta del gas. Riguardo l’importo, questo dipenderà da tutta una serie di variabili ovvero dalle componenti della famiglia, dalla zona climatica e tanto altro.

Per Richiedere il bonus bisognerà presentare la domanda che dovrà essere corredata di documento d’identità, eventuale allegato di delega qualora la domanda sia presentata da un delegato e non da intestatario della fornitura ed ancora un’ attestazione ISEE in corso di validità, l’allegato CF con i componenti del nucleo ISEE e l’allegato FN per il riconoscimento di famiglia numerosa qualora gli stessi è superiore a 8107,5 euro.

Infine bisogna presentare anche un’ autocertificazione riguardante l’utilizzo del gas naturale. Come già abbiamo riferito, il bonus non verrà erogato in un’unica soluzione ma l’ammontare verrà suddiviso nelle diverse bollette nei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda. Nel 2018  sembra si possa anche presentare la domanda per poter usufruire del bonus acqua. Si tratta di una misura che prevede agevolazioni per tutti i cittadini che presentano reddito basso e per tutte le famiglie numerose. Questo bonus permetterà di ottenere uno sconto sulla bolletta idrica. Per poter accedere al bonus acqua, si dovrà essere in possesso di determinati requisiti tra i quali residenza e dunque il bonus potrà essere applicato soltanto per le abitazioni principali.

Inoltre l’applicazione non dovrà risultare catastata come A/7 villino, A1 casa signorile, A/9 castelli o palazzi di prestigio. Le domanda può essere presentata a partire dal prossimo primo luglio presso tutti i comuni di residenza o Centri Caf delegati. Infine, è previsto anche un bonus energia elettrica 2018. Anche in questo caso è previsto uno sconto in bolletta per le famiglie meno abbienti e che hanno un certo ISEE o che hanno un particolare problema di salute che prevede l’utilizzo delle apparecchiature salvavita. Le famiglie dovranno essere clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura per la sola abitazione di residenza e non per le seconde case e avere una potenza impegnata fino a 3 kilowatt fino a 4 familiari con la stessa residenza o fino a 4,5 KW per le famiglie con più di 3 membri della famiglia con la stessa residenza.

La misura dei consumi di gas e luce.

Il gas La misurazione dei consumi del gas avviene per mezzo del contatore, di proprietà del Distributore, posizionato presso il domicilio e/o l’attività commerciale del Cliente. Il Distributore del gas raccoglie le letture del contatore grazie ai propri addetti, che si recano presso il domicilio/attività commerciale del Cliente, leggono il contatore e comunicano i dati a Eni che, sulla base di questi dati, emette la bolletta.

Il Distributore invia i suoi addetti a leggere il contatore del gas circa due volte all’anno (solo per i Clienti con consumi particolarmente elevati sono previste letture più frequenti), mentre Eni deve emettere le bollette con una frequenza maggiore (a seconda del Cliente, ogni due o quattro mesi). Eni, quindi, deve spesso emettere una bolletta senza disporre della lettura del Distributore, ricorrendo così ad una stima dei consumi, basata sulle abitudini di consumo del Cliente. Tale situazione può verificarsi anche nel caso in cui il contatore risulti inaccessibile agli addetti del Distributore e, quindi, quest’ultimo non possa eseguire la lettura secondo le cadenze definite. I Distributori gas stanno procedendo a sostituire i vecchi contatori, installando presso il domicilio/attività commerciali dei Clienti i misuratori integrati, tramite i quali è possibile rilevare la lettura anche da remoto (c.d. telelettura).

La luce Anche la misurazione dei consumi della luce avviene per mezzo del contatore di proprietà del Distributore, posizionato presso il domicilio e/o l’attività commerciale del Cliente. In questo caso, il Distributore rileva i consumi del Cliente grazie ai “contatori elettronici teleletti” e trasmette i dati a Eni entro i 20 giorni del mese successivo alla rilevazione. Sulla base dei dati ricevuti, Eni emette poi la bolletta. Anche in questo caso, può aversi quindi una stima dei consumi, ad esempio qualora il dato di misura teleletto rilevato dal Distributore pervenga a Eni successivamente all’emissione della bolletta. 3.3 L’autolettura Le bollette emesse da Eni, quindi, possono essere basate su: • letture reali, cioè sulla base dei consumi effettivi del Cliente rilevati dal Distributore oppure della c.d. autolettura, ossia la lettura del contatore rilevata dal Cliente e da questo comunicata direttamente a Eni; • letture stimate, cioè sulla base dei consumi stimati da Eni, in tutti i casi di assenza di letture reali. Attraverso l’autolettura il Cliente comunica direttamente a Eni i dati che appaiono sul contatore. L’autolettura è, quindi, uno strumento molto importante a disposizione del Cliente, in quanto evita il rischio che la stima non sia in linea con i consumi effettivi di luce e/o gas. Comunicare regolarmente l’autolettura a Eni è pertanto una buona abitudine, perché consente di avere sempre bollette in linea con quanto effettivamente consumato. Se l’autolettura viene comunicata a Eni, tale autolettura verrà considerata nella prima bolletta successiva alla comunicazione dell’autolettura stessa. Inoltre, per i nuovi contratti, è fondamentale comunicare l’autolettura perché si crei uno “storico consumi” il più coerente possibile con le proprie abitudini.

Per il gas L’autolettura comunicata dal Cliente viene sempre considerata da Eni ai fini dell’emissione della bolletta, anche quando interviene la lettura del Distributore. Se infatti, ad esempio, viene comunicata un’autolettura e, successivamente a tale comunicazione, perviene a Eni anche la lettura del Distributore, in bolletta si terrà conto dell’autolettura per i consumi relativi al periodo a cui la stessa si riferisce e della lettura del Distributore per il periodo successivo. È importante ricordare che nel caso in cui l’autolettura venga comunicata nell’intervallo temporale indicato in bolletta, ai fini della fatturazione del consumi al Cliente Eni prenderà in considerazione solo l’autolettura comunicata. Se l’autolettura viene comunicata dopo il suddetto intervallo temporale, la stessa verrà comunque considerata, ma nella prima bolletta utile successiva alla comunicazione dell’autolettura. Per la luce Se il tuo contatore non è teleletto, puoi comunicare l’autolettura in ogni momento. Se il contatore è teleletto, il dato relativo ai tuoi consumi viene automaticamente rilevato dal Distributore.

L’autolettura del Cliente viene presa in considerazione quando il Distributore non comunica la lettura oppure quando la data in cui viene comunicata l’autolettura è successiva alla data in cui il Distributore ha comunicato la lettura”. Come si comunica a Eni l’autolettura del gas? Effettuare l’autolettura del gas è semplice e veloce, puoi scegliere tra le seguenti modalità: • Registrarsi all’area personale My Eni e inserire la lettura del gas nell’area “I miei consumi > Consumi e letture”; • Scaricare l’app Eni gas e luce per inserire l’autolettura in tutta comodità; • Chiamare il Numero Verde 800 999 800, attivo tutti i giorni dalle 6.00 alle 24.00. Se si chiama dall’Estero, contattare il numero 02 89 67 41 81, attivo tutti i giorni dalle 6.00 alle 24.00 (festività nazionali escluse). Come si comunica a Eni l’autolettura della luce? Puoi comunicare l’autolettura della luce tramite il Numero Verde 800 999 800, attivo tutti i giorni dalle 6.00 alle 24.00. Indipendentemente dal mezzo usato per comunicare l’autolettura, in qualsiasi momento è possibile verificare, nell’area personale My Eni, data, valore e validità dell’ultima lettura pervenuta e delle precedenti. Cosa succede se comunichi a Eni un’autolettura non corretta? Qualora comunicassi un dato palesemente elevato rispetto alle tue abitudini di consumo, a tua tutela, Eni non terrà conto dell’autolettura – dandone informazione nella bolletta – e procederà a calcolare l’importo dei consumi in bolletta attraverso il criterio di stima, sempre che non sia già disponibile una lettura del Distributore.

Cosa fare in caso di dubbi sulla correttezza dei consumi e degli importi Il Cliente può contattare il Servizio Clienti Eni attraverso i vari canali di assistenza e chiedere tutti i chiarimenti che ritenga opportuni. L’operatore del Servizio Clienti, se possibile, risolverà la problematica segnalata dal Cliente nel corso della conversazione. Nel caso in cui il Cliente segnali un problema che non può essere risolto immediatamente dall’operatore del Servizio Clienti, quest’ultimo illustrerà al Cliente la situazione, spiegandogli la natura del problema, le possibili soluzioni e i tempi ragionevolmente previsti per trovare ed attuare la soluzione.

Fino a quando la problematica segnalata dal Cliente afferente una specifica bolletta non sarà risolta, Eni bloccherà ogni azione per il recupero del suo credito nei confronti del Cliente in relazione a tale bolletta (ad esempio, invio di solleciti di pagamento, di diffide legali, incarico a società di recupero del credito e/o avvio di procedure di distacco della fornitura, etc.), astenendosi altresì dal porre in essere forme di condizionamento sul Cliente per ottenere il pagamento della bolletta. Ovviamente le società di recupero crediti saranno invitate ad adeguarsi a tale policy, sadottando analoghi criteri di comportamento. Cosa succede se ritieni che i consumi – e, quindi, l’importo – indicati nella tua bolletta non siano corretti? Qualora dovessi ritenere che i consumi indicati nella tua bolletta non siano in linea con i tuoi consumi effettivi e, quindi, l’importo che ti è stato fatturato in bolletta non sia corretto, puoi segnalarlo a Eni (vedi sezione 2). Eni procederà ad effettuare le necessarie verifiche nei tempi minimi necessari e, qualora i consumi e l’importo non siano corretti, dopo avere ricevuto la lettura del Distributore o la tua autolettura, Eni procederà ad un conguaglio nella la prima bolletta utile. Ciò significa che in tal modo Eni ti restituirà le somme eventualmente pagate in più (se Eni ha stimato consumi superiori a quelli effettivi) o a richiederti le somme eventualmente pagate in meno (se Eni ha stimato consumi inferiori a quelli effettivi). Come avviene la restituzione al Cliente delle somme eventualmente addebitate in più per un calcolo dei consumi non corretto? Se il calcolo dei consumi è più alto del dovuto, puoi segnalarlo a Eni che provvederà a restituirti l’importo attraverso due modalità: a) conguaglio: nel caso in cui tu non abbia ancora pagato la bolletta. In questo caso Eni detrae la somma addebitata in più dall’importo oggetto della prima bolletta successiva, che contiene una lettura o una autolettura; b) rimborso: nel caso in cui tu abbia già pagato la bolletta. In questo caso contattando il Servizio Clienti è possibile richiedere un rimborso tramite: • Bonifico Bancario (è sufficiente comunicare l’IBAN su cui fare il versamento); • Assegno bancario per posta.

ELENCO DOCUMENTI PER IL CALCOLO ISEE 2018 DATI DEI COMPONENTI IL NUCLEO FAMILIARE (alla data di presentazione della domanda) • Dati anagrafici e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare (come da stato di famiglia), e dei figli fiscalmente a carico (compreso l’eventuale coniuge iscritto all’AIRE); • copia del contratto con gli estremi di registrazione, se il nucleo risiede in abitazione in locazione; • eventuali certificazioni attestanti il grado di invalidità.

DATI REDDITUALI DEL NUCLEO FAMILIARE RIFERITI ALL’ANNO D’IMPOSTA 2016 • Dichiarazione dei redditi (Modello 730/2017 – Modello Redditi PF 2017) e, in ogni caso, certificazioni rilasciate da soggetti erogatori di redditi imponibili ai fini IRPEF (Modello CU 2017, ecc.); • documentazione attestante altri redditi o indennità percepite (borse di studio, assegni percepiti dal coniuge separato per il mantenimento dei figli, sussidi pubblici a titolo assistenziale, assegni di natalità, assegni familiari del pacchetto famiglia, reddito minimo di garanzia, contributo per famiglie numerose), compensi per l’esercizio di attività sportive dilettantistiche, corrispettivi per vendite a domicilio, ecc.; • redditi da lavoro dipendente prestato all’estero; • proventi da attività agricole (Imponibile ai fini IRAP); • reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza per l’eventuale coniuge iscritto all’AIRE.

DATI DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DEL NUCLEO FAMILIARE al 31.12.2017 (anche all’estero) • Certificazioni catastali aggiornate di terreni e fabbricati (visure catastali, atti di compravendita, successione, donazione); • Valore venale in comune commercio per i terreni edificabili; • Certificazione attestante la quota residua al 31/12/2017 del capitale del mutuo stipulato per l’acquisto o la costruzione di immobili.

DATI DEL PATRIMONIO MOBILIARE DEL NUCLEO FAMILIARE al 31.12.2017 (anche all’estero) • per i depositi bancari e postali (conti correnti e libretti): documentazione attestante il saldo al 31/12/2017 nonché la GIACENZA MEDIA ANNUA (in caso di non disponibilità della giacenza media, sono necessari gli estratti conto scalari periodici rilasciati dalla banca), il codice IBAN ed il codice fiscale dell’intermediario; • per i titoli di Stato, le obbligazioni, i certificati di deposito e credito, i buoni fruttiferi ed i valori similari: valore nominale delle consistenze al 31/12/2017; • per i contratti di capitalizzazione, i contratti di assicurazione mista sulla vita e le polizze di assicurazione con finalità finanziaria va assunto l’importo dei premi complessivamente versati fino al 31/12/2017 al netto di eventuali riscatti (con esclusione dei contratti di assicurazione mista sulla vita per i quali al 31/12/2017 non era esercitabile il diritto di riscatto, con o senza penale); • per le azioni o quote di organismi investimento collettivo di risparmio (Oicr) italiani o esteri: prospetto redatto dalla società di gestione, attestante il valore alla data di riferimento; • in caso di partecipazione non qualificata in società quotate, va assunto il valore rilevato al 31/12/2017, ovvero in mancanza di rilevazione in tale data, al giorno antecedente più prossimo; • in caso di partecipazioni in aziende o società per le quali non viene redatto il bilancio – Imprese individuali: certificazione attestante il valore del patrimonio netto calcolato sull’ultima situazione patrimoniale ed economica (rimanenze finali + beni ammortizzabili al netto dei fondi + eventuali altri cespiti) – vedi allegato; • in caso di partecipazioni in aziende o società per le quali viene redatto il bilancio: ultimo bilancio approvato con l’indicazione del patrimonio netto – vedi allegato.

DATI RELATIVI AL POSSESSO DI AUTOVEICOLI E ALTRI BENI DUREVOLI • TARGA di tutti gli autoveicoli, i motoveicoli di cilindrata di 500 cc e superiori e le imbarcazioni posseduti alla data di presentazione della pratica. PER RICHIESTA BONUS LUCE E/O GAS • Fattura Energia Elettrica; • fattura fornitura gas; • documento d’identità dell’intestatario dei contratti di fornitura. PER ISEE UNIVERSITA’ E PRESTAZIONI A FAVORE DEI MINORI • Dati anagrafici ed eventuale numero di attestazione ISEE di genitori dello studente o del minore se non coniugati e non conviventi. PER ISEE SOCIO-SANITARIO RESIDENZE • Dati anagrafici ed eventuale numero attestazione ISEE di figli NON conviventi col beneficiario per calcolo componenti aggiuntive PER ISEE CORRENTE • Attestazione ISEE in corso di validità; • redditi conseguiti nei due mesi precedenti la presentazione della DSU; • certificazione attestante la variazione della condizione lavorativa.

Scegliere liberamente cosa acquistare e come acquistare, tra le varie opportunità offerte dalla produzione di beni e servizi, è un primo fondamentale diritto di ogni cittadino. In molti settori, però, questo è reso difficile e in parecchi casi impossibile per chiusure corporative, nicchie protette e rendite di posizione. Questa situazione, ancora abbondantemente presente nel nostro Paese, non danneggia soltanto i consumatori ma l’intero sistema economico. Negli ultimi anni, anche per ottemperare alle Direttive dell’Unione Europea, in alcuni settori qualcosa si è mosso. Infatti da qualche tempo i cittadini italiani hanno il diritto di scegliere i propri fornitori di energia elettrica e di gas. Questo diritto dei cittadini spesso viene vissuto dalle imprese del settore energia come una nuova terra di conquista e in tal modo si rischia di vanificare l’obiettivo che il Legislatore si era prefisso con l’apertura del mercato e cioè di ridurre il prezzo e migliorare il servizio. Considerando che l’apertura del mercato dell’energia elettrica e del gas, se ben funzionante e sufficientemente controllato, può portare reali benefici per le famiglie, Federconsumatori FVG intende attraverso questo opuscolo informativo fornire al cittadino consumatore tutte le informazioni necessarie per effettuare la scelta ritenuta più conveniente. La Federconsumatori, accanto all’Autorità per l’Energia, è impegnata a far sì che il diritto di scegliere sia sempre più facilmente esercitabile e che i consumatori possano decidere sempre più liberamente, consapevolmente e convenientemente, in uno scenario di trasparenza, di concorrenza e di efficienza di mercato.

IL MERCATO DELL’ENERGIA Da gennaio 2003 per il gas naturale e da luglio 2007 per l’energia elettrica sono stati liberalizzati i rispettivi mercati; è stata, però, mantenuta la possibilità di continuare il rapporto di fornitura nel mercato tutelato. A partire da tali date il consumatore domestico può quindi passare liberamente dal mercato tutelato a quello libero e viceversa. Se sceglie il mercato protetto, denominato “regime di maggior tutela”, la bolletta viene calcolata con tariffe fissate dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) che prevedono un aggiornamento trimestrale. Qualora il consumatore opti, invece, per il “mercato libero”, può scegliere il fornitore, il tipo di contratto e le offerte più convenienti; una volta effettuate queste scelte le condizioni contrattuali proposte dal fornitore vengono accettate integralmente. Ogni fornitore presenta offerte con diverse caratteristiche e durata; per un orientamento nella scelta in base al proprio profilo di consumo si può utilizzare un sistema di ricerca via internet (www.autorita.energia.it) e cliccare sul “trova offerte” per le società che hanno aderito all’iniziativa.

L’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) è un organismo nato in seguito alla decisione dell’Unione Europea di liberalizzare i settori dell’Energia e del Gas sostituendo i monopoli presenti nella maggior parte dei paesi aderenti alla comunità: è stata istituita nel 1995 dalla legge “Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità”; è operativa dal 1997. Al fine di tutelare maggiormente il cliente e incentivare la libera concorrenza nel mercato viene imposto l’obbligo di separazione funzionale e societaria tra attività di distribuzione e attività di vendita per i distributori locali con più di 100.000 clienti finali: si è inteso così evitare eventuali abusi di posizioni dominanti da parte di alcuni operatori.

L’AEEG ha la funzione di promuovere e garantire la concorrenza e l’efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale: a tal fine viene definito un sistema tariffario certo, trasparente, basato su criteri predefiniti e idoneo a promuovere la tutela di utenti e consumatori. I venditori di energia elettrica e gas naturale sono quindi tenuti a rispettare appositi codici di condotta commerciale. L’Autorità inoltre attua la normativa di riferimento; formula osservazioni e proposte da trasmettere al Governo e al Parlamento; determina le tariffe del mercato protetto; assicura la pubblicità e la trasparenza delle condizioni di servizio e l’uguaglianza nell’accesso alle reti energetiche; dispone gli opportuni controlli sull’operato dei gestori applicando anche eventuali sanzioni; infine valuta reclami e segnalazioni presentate dagli utenti ai fornitori di servizi.

DISTRIBUTORI L’attività di distribuzione viene svolta da imprese che operano sulla base di concessioni rilasciate dallo Stato per il gas distribuito esclusivamente attraverso tubazioni, non attraverso bombole o serbatoi condominiali. L’impresa di distribuzione locale realizza la rete, effettua le manutenzioni, realizza gli allacciamenti, posa i contatori e attiva la fornitura. L’attivazione della fornitura può essere ottenuta solo se l’utenza è allacciata alla rete ed è stato stipulato un contratto di fornitura. Se il cliente richiede la fornitura per un’utenza non ancora allacciata, l’attivazione è realizzata dal distributore locale su richiesta del venditore. Anche la lettura del contatore è compito dell’impresa di distribuzione locale che ne trasmette il dato al venditore. Nei casi di richieste di informazioni relative alla distribuzione o all’esecuzione di lavori senza l’attivazione della fornitura, o se il cliente richiede lo spostamento di linee non funzionale allo spostamento del contatore, è possibile relazionarsi direttamente col distributore.

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