Istat: in Italia 58,6 milioni di abitanti nel 2045

By | 27/04/2017
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È quanto emerge dagli ultimi dati rilevati all’interno della nuova ricerca dal titolo Il futuro demografico del Paese, in cui emerge una situazione italiana molto negativa, specialmente nel Sud del Paese: un Sud Italia che appare, quindi, non solo sempre più povero di denaro, ma anche sempre più povero di persone e quindi sempre più desolante e meno popolato. Mentre nel Mezzogiorno il calo di popolazione si manifesterebbe lungo l’intero periodo, nello scenario mediano per il Centro-nord, superati i primi trenta anni di previsione con un bilancio demografico positivo, un progressivo declino della popolazione si compierebbe soltanto dal 2045 in avanti. Passando dai 60,7 milioni di abitanti nel 2016 ai 58,6 milioni nel 2045, per poi crollare a 53,7 milioni nel 2065. Laprobabilità di un aumento della popolazione al 2065 è pari al7%.

Dopo una prima fase di lieve diminuzione, da 157 a 132mila tra il 2016 e il 2035, gli emigrati per l’estero presentano a loro volta un’evoluzione stabile nel medio e lungo termine, intorno a un valore medio di 130mila unità annue dal 2035 in avanti.

Tenendo conto delle variazioni dovute ad eventi demografici, le previsioni per il 2065 parlano infatti di una “forchetta” che oscilla tra i 46,1 ed i 61,5 milioni.

Secondo l’ISTAT, le future nascite in Italia non saranno sufficienti a compensare i futuri decessi.

La quota di immigrati si manterrà “a lungo” poco sotto il livello delle 300 mila unità annue, per poi gradualmente scendere fino al livello delle 270 mila unità annue entro il 2065. Una popolazione in calo di 7 milioni di individui con circa il 70% dei residenti che vivono al Centro-Nord.

L’età media della popolazione, sempre al 2065, dovrebbe passare da 44,7 anni a oltre 50, la durata media della vita arriverà a 86,1 anni per gli uomini e 90,2 anni per le donne (nel 2015 l’aspettativa era di 80,1 anni per i maschi e 84,6 per le femmine). Stando al report, “il processo di invecchiamento della popolazione è da ritenersi certo e intenso“. Che la vita si allunghi è senz’altro una notizia positiva ma incrociata alla progressiva mancanza di forze giovani rischierà di portare alla destabilizzazione sociale e previdenziale. “Previsioni regionali della popolazione residente al 2065”, pubblicato oggi dall’Istat. Nello scenario mediano tracciato dall’Istat l’effetto addizionale del saldo migratorio sulla dinamica di nascite e decessi comporta 2,5 milioni di residenti aggiuntivi nel corso dell’intero periodo previsivo. Tuttavia, l’incertezza aumenta lungo il periodo di previsione. L’intervallo di confidenza proiettato al 2065 è piuttosto alto e oscilla tra 1,25 e 1,93 figli per donna. In totale sarebbero 6,7 milioni gli emigrati dall’Italia nell’intero arco di proiezione.

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