Caso Regeni, la Reuters cita fonti egiziani: “In mano alla polizia il giorno della scomparsa”

By | 21/04/2016
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Sempre più contorto il caso Regeni: il giovane ricercatore, scomparso lo scorso 25 gennaio al Cairo e ritrovato in una strada di periferia, il 3 febbraio, morto e col corpo straziato da terribili torture, sarebbe stato preso in custodia dalla polizia egiziana il giorno stesso della sua scomparsa.

Lo ha rivelato l’agenzia di stampa Reuters che ha citato delle fonti, sei in tutto e che non si sono incrociate tra di loro, provenienti dai servizi segreti e dalla polizia di stato. L’affermazione sarebbe gravissima e getterebbe ulteriori ombre sull’operato del governo del Cairo che, sin dall’inizio, ha sempre cercato di “depistare” le indagini sulla morte del friulano. Mohamed Ibrahim, funzionario del dipartimento di Comunicazione dell’Homeland Security, ha smentito quest’indiscrezione: “Non abbiamo mai trattenuto Regeni, né è stato detenuto. Il suo unico contatto con la polizia è stato per il timbro sul passaporto“. Le fonti aggiungono comunque che Regeni non era un obiettivo “concreto” ma che sarebbe stato fermato solo nell’ambito di una “stretta” per la sicurezza, visto che il 25 gennaio era l’anniversario della Primavera Araba che rovesciò il governo Mubarak.

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