Piacenza, arrestate due maestre dell’asilo nido Nido Farnesiana

By | 26/05/2017
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“Se ci vedessero fare questo ci arresterebbero”, si dicevano, non sapendo di essere ascoltate, le due educatrici dell’asilo Nido Farnesiana arrestate il 25 maggio dai carabinieri della stazione Levante.

Le donne piacentine, 53 e 31 anni, arrestate in flagranza di reato, ora si trovano alle Novate con l’accusa di maltrattamenti. Sono state bloccate dai militari dopo che avrebbero schiaffeggiato, per l’ennesima volta, alcuni bambini.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Levante guidati dal maresciallo Marco Orlando, sono scattate nell’aprile del 2017 grazie al coraggio di una loro collega che ha denunciato le violenze alle quali aveva assistito.

Da quel momento i carabinieri hanno installato telecamere e microfoni per capire se quanto riferito fosse vero ed effettivamente hanno visto le due donne mentre, senza nessun motivo, si sarebbero accanite contro i piccoli. Quattro i “cuccioli” dai 12 ai 20 mesi – così li ha definiti il titolare delle indagini, il sostituto procuratore Antonio Colonna – presi maggiormente di mira.

“Avevano un comportamento violento senza nessun motivo. In questo caso non si tratta di abusi di mezzi di correzione ma proprio di atteggiamenti abituali e quotidiani di accanimento e di violenza verbale e fisica su soggetti che non avevano nessuna possibilità di riferire ai genitori quanto succedeva loro”, ha dichiarato il sostituto procuratore Roberto Fontana.

LE VIOLENZE

Le due donne, fanno sapere gli inquirenti, lavoravano sempre insieme e si prendevano cura di circa 12 bambini, sostenendosi l’una con l’altra nelle condotte violente e offensive nei confronti dei piccoli. Gli episodi accertati avvenivano in un’aula spesso dopo pranzo quando i bambini facevano il pisolino pomeridiano: chi non voleva dormire veniva letteralmente lanciato sui lenzuoli, o preso per una caviglia e alzato di peso a testa in giù, o bloccato a terra con una gamba sul collo.

Durante un pranzo una delle due avvertiva un bimbo non italiano di fare attenzione alla minestra troppo calda e la collega interveniva dicendo: “Lui può anche bruciarsi”, delineando una condotta quasi razzista, sostengono i magistrati.

“BIMBI LEGATI CON IL NASTRO ADESIVO”

I carabinieri escludono categoricamente violenze di tipo sessuale sui bimbi che invece sarebbero stati più volte al giorno insultati: “Sei un cretino”, “sei un deficiente”, “ti spacco la testa in due”. E poi schiaffi, manate in testa e addirittura sembra, dalle intercettazioni ambientali, che qualche piccolo possa essere stato legato con del nastro adesivo: “Portamelo che lo ‘scoccio'” e l’altra: “Ah, sì come avevo già fatto io. Fallo, fallo”. Dalle intercettazioni i carabinieri hanno scoperto che, durante una riunione tra educatrici, una avrebbe avanzato qualche perplessità sul metodo educativo definito “tropppo ruvido” delle due colleghe, ma la 53enne le avrebbe risposto che si sarebbe dovuta adeguare o poteva licenziarsi.

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