Parigi, giovane 22enne stuprato dagli agenti dopo un controllo: in città scoppia la rivolta contro gli agenti

By | 08/02/2017
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E’ bufera a Parigi ormai da diversi giorni dopo le violenze di quattro poliziotti ai danni di un giovane fermato e letteralmente pestato e secondo quanto riferito dall’accusa, sodomizzato con un manganello. L’episodio sarebbe avvenuto lo scorso giovedì, quando il giovane 22enne, ovvero Theo residente nel quartiere, pare sia stato fermato dalle forze dell’ordine per un controllo di identità, ma proprio durante tale controllo tra le due parti sarebbe nato un diverbio e proprio a quel punto i due agenti pare lo abbiano inseguito, bloccato e pestato.Secondo quanto riferito dal giovane, sembra che dopo la richiesta dei documenti d’identità la polizia lo avrebbe scaraventato a terra e riempito di manganellate, così senza un apparente motivo e sembra che ad immortalare questa scena siano state le telecamere di sorveglianza installate proprio di fronte al luogo dove è avvenuta l’aggressione.

Il video dell’aggressione, poi pare sia stato messo in rete e diffuso dai media provocando inevitabilmente un’ondata di proteste nella periferia parigina. I poliziotti sono sospettati di violenza di gruppo e sono stati fermati; nello specifico uno di loro risulta indagato per stupro ed altri tre per violenze volontarie. Nonostante tutti abbiano escluso la violenza sessuale, l’esame medico sul corpo del giovane pare abbia confermato importanti lesioni. Proprio nella giornata di ieri pare sia intervenuto il primo Ministro Bernard Cazeneuve il quale ha chiesto fermezza contro i responsabili elle violenze; intanto sono stati giorni davvero pesanti quelli appena trascorsi a Parigi, dove i manifestanti hanno bruciato diverse auto ed anche bus, ed ancora nella giornata di lunedì 500 persone hanno partecipato ad una marcia di sostegno al giovane aggredito e contro la polizia. Nel corso degli incidenti, proseguiti domenica notte, un colpo di mortaio artigianale è stato sparato contro una pattuglia della polizia, mentre nella notte tra lunedì e martedì, secondo quanto riferito dalla polizia, almeno 26 persone sarebbero state fermate, cinque auto sono state date alle fiamme ed altri hanno anche tentato di dare fuoco a due ristoranti che sembra siano rimasti parecchio danneggiati.

“Ci hanno ordinato di restare in piedi contro il muro, l’ho visto con il suo manganello”, ha spiegato il giovane, che ha poi raccontato in tv nel dettaglio la violenza subita e ha denunciato di aver subito successivamente di insulti a sfondo razziale in un’auto della polizia.Intervenuto sulla questione anche il Presidente francese Francois Hollande, il quale ha sottolineato il ruolo protettivo della giustizia per i cittadini, incluso quando a sbagliare sono gli agenti delle forze dell’ordine; sempre nella giornata di ieri il Presidente è andato in ospedale a trovare il 22enne che si trova ancora ricoverato, da dove ha voluto lanciare un appello alla comunità per fermare la protesta. “Stop guerra ragazzi, so quello che sta accadendo.Pregate per me”, sono queste le parole annunciate dal giovane Theo dal suo letto d’ospedale.

Colpi di mortaio contro le forze dell’ordine Banlieue in rivolta a Parigi

Tre giorni di scontri dopo la denuncia di un giovane: «Sodomizzato dalla polizia» Torna a Parigi lo spettro della violenza nelle banlieue. Per la terza notte consecutiva ci sono stati scontri tra giovani e la polizia nel sobborgo settentrionale di Aulnay-sous-Bois, dopo l’arresto di un 22enne di colore in seguito al quale sono stati incriminati e sospesi dal servizio quattro poliziotti, uno dei quali è accusato di aver sodomizzato il giovane, identificato come Theo, con un manganello telescopico. Per questo agente l’accusa è di violenza sessuale, mentre gli altri tre sono accusati di violenza volontaria.

Theo ha denunciato all’emittente Bfmtv le violenze subite e di essere stato fatto bersaglio di insulti a sfondo razziale in un’auto della polizia. I fatti risalgono a giovedì scorso e domenica il ministero dell’Interno francese ha annunciato la sospensione dei quattro agenti, che erano intervenuti per controllare l’identità di una decina di persone sospettate di spaccio di stupefacenti. Secondo la Procura, durante la retata gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e lo sfollagente telescopico a causa della resistenza opposta da Theo.

Il giovane è stato sottoposto a intervento chirurgico perle ferite all’ano e curato anche per ferite alla testa e al volto. I medici gli hanno prescritto fino a 60 giorni di convalescenza. Il presidente francese, Francois Hollande,gli ha fatto visita in ospedale.
In seguito, l’uomo dall’ospedale ha lanciato un appello alla calma, dopo che si era rivelato inutile l’invito lanciato da Aurelie, sorella maggiore di Theo, durante una manifestazione di protesta a cui hanno partecipato centinaia di persone, con la famiglia del giovane aggredito in prima fila.

Gli scontri nel sobborgo multietnico erano cominciati sabato, quando alcuni giovani hanno distrutto o incendiato auto e fermate di autobus. Nel corso degli incidenti, proseguiti domenica notte, un colpo di mortaio artigianale è stato sparato contro una pattuglia della polizia. La notte scorsa, riferiscono fontidipolizia, almeno 26 persone sono state fermate, cinque veicoli dati alle fiamme e gli esagitati hanno cercato di dare fuoco a due ristoranti, che sono rimasti danneggiati.

PARIGI Théo era uscito venerdì sera per andare a portare un paio di scarpe a un’amica della sorella, si è ritrovato ieri a stringere la mano su un letto d’ospedale a Francis Hollande. Fuori, il suo quartiere, la Rose-des-vents, un nome romantico per un agglomerato di case popolari, 3000 alloggi costruiti negli anni ’60 nella banlieue nord-ovest di Parigi, brucia da giovedì sera. Da quando Théo, nato e cresciuto alla Rose-des-vents, si è fermato a salutare un gruppo di amici davanti al centro culturale Nouvelle Cap. È arrivata una pattuglia, i poliziotti hanno chiesto i documenti, qualcuno ha alzato la voce, Théo si è ritrovato davanti a un muro, è riuscito a spostarsi di qualche metro, dove sa che c’è una delle tante videocamere di sorveglianza piazzate dalla polizia municipale per riprendere le aggressioni dei “ca’id” della zona. Invece hanno ripreso Théo con i pantaloni calati, le botte dei poliziotti, un agente colpisce col manganello, le immagini sono scure, ma il manganello non è di taglio, Théo viene sodomizzato, lo confermerà la visita in ospedale. Poi gli spruzzano gas lacrimogeno in faccia, lo buttano dentro l’auto. Quando arriva in commissariato perde sangue, non riesce a sedersi, un agente lo prende in consegna, lo porta in ospedale.

TUTTI SOSPESI

«Quell’agente mi ha salvato» ripete Théo, 22 anni, 1 metro e 93, un ragazzone conosciuto da tutti nel quartiere. I poliziotti sono stati tutti sospesi, sono accusati di aggressione, uno di violenza sessuale. Théo non vuole la guerra, ha detto che vuole «ritrovare il quartiere come l’ha lasciato», ha detto «grazie al presidente per essere venuto», ma non tutti a Aul-nay-sous-Bois sono pronti a ringraziare. O a mettere una pietra sopra il referto medico: «Piaga longitudinale del canale anale e taglio del muscolo sfintere». O a dimenticare le parole che gridavano i poliziotti a Theo in ginocchio: «Negro, puttana». E gli sputi.

LEPROTESTE

Sabato c’è stata una marcia delle mamme: basta violenza della polizia. Di notte sono stati i figli a scendere per strada: auto e cassonetti bruciati, vetrine in frantumi, in 26 sono stati già fermati. La famiglia di Théo (è l’ultimo di otto fratelli e sorelle) continua a lanciare appelli alla calma. Eleonore, Mickael, Aurélie lo hanno detto a tutti: «Basta, niente violenze, non

faremo che confermare quello che già pensano di noi, la Ro-se-des-Vents, il quartiere della violenza». Hollande, emozionato, è restato mezz’ora all’ospedale di Aulnay con la famiglia di Théo, ha reso omaggio alla reazione di tutti: «Con dignità e responsabilità», ha ricordato, che «la giustizia sta lavorando, che bisogna darle fiducia, che l’inchiesta andrà fino in fondo e ha già cominciato a prendere le prime decisioni».

Ma le rivolte delle banlieue francesi sono a rischio alto di contagio. Nel 2005 bruciarono per dieci giorni, in tutto il paese, dopo la morte di due ragazzi inseguiti dalla polizia a Clichy-sous-Bois, qualche chilometro più a sud di Aulnay: stato d’emergenza, coprifuoco, sei morti, 56 feriti. In piena campagna per le presidenziali, potrebbe essere una scintilla pericolosa. Ieri anche Marine Le Pen, è andata nel quartiere, ma non in ospedale, bensì nei diversi commissariati, a «sostenere le forze dell’ordine». «Li difendo fino a prova contraria della giustizia – ha detto la candidata del Fronte nazionale – Non sappiamo in quali circostanze sia avvenuto il fermo. I poliziotti e i gendarmi lavorano in condizioni spaventose, in particolare quelli che operano in banlieue».