Gli hacker russi spiavano Gentiloni, Mosca smentisce

By | 11/02/2017
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Anche la Farnesina, sede del ministero degli Esteri, è stata vittima di un attacco informatico messo a segno da hacker dell’Est europeo. Per ben quattro mesi, quando il premier Paolo Gentiloni era ministro degli Esteri, i «pirati» della rete hanno provato a violare i computer del dicastero. Nessuna informazione sensibile, però, sarebbe stata trafugata e si sospetta che dietro l’attacco ci sia la Russia o comunque esperti dell’est Europa.

A rivelare la storia è stato il quotidiano inglese The Guardian che cita fonti del governo italiano e non meglio precisate «persone informate dei fatti». La Farnesina ha confermato l’attacco sul quale la procura di Roma ha aperto un’inchiesta già da alcuni giorni. Mosca, dal canto suo, ha negato ogni coinvolgimento, sostenendo che si tratta dell’ennesimo caso di «russofobia», come ama ripetere il presidente Vladimir Putin. Gli hacker, stando alla ricostruzione del Guardian in parte confermata dal ministero degli Esteri, sono entrati in azione la scorsa primavera e hanno messo in atto un attacco prolungato.

A fare le spese dell’hackeraggio non è stato l’allora ministro degli Esteri che, per precauzione, alla Farnesina «non usava account email». Né informazioni «sensibili» o «secretate». Gli hacker, fa sapere il ministero, non sono riusciti ad entrare nel sistema di dati criptati attraverso il quale si veicolano le informazioni «più rilevanti e delicate». Notizia, questa, confermata anche dalla Procura di Roma.

In ogni caso, si sottolinea dalla Farnesina, «a seguito del primo attacco c’è stato subito un primo intervento «di rafforzamento» delle difese». Chi sono state, allora, le vittime del cyber- attacco? Solo il sistema di gestione delle e-mail del personale della Farnesina e delle Ambasciate, precisano i soggetti coinvolti nella vicenda. Secondo due persone a conoscenza dei fatti citate dal Guardian non ci sono dubbi: gli hacker hanno agito su mandato dello «stato russo». Per gli inquirenti romani il cyber attacco proverrebbe dall’est Europa in quanto il «malware» utilizzato ha le stesse caratteristiche riconducibili a quella zona.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, su Facebook minimizza l’attacco e ironizza sul caso. «A parte il fatto che spiare l’inutile Gentiloni è fatica sprecata, ormai qualunque cosa accada al mondo è colpa di Putin (o diTrump). Non guardate Sanremo», sostiene il segretario del Carroccio, «è truccato dagli hacker Russi». Per il presidente della commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto, «l’hackeraggio nei confronti di Gentiloni dimostra che degli amici russi non ci si può fidare ad occhi chiusi». Parla di «fatto clamoroso», invece, il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana, Arturo Scotto, che ha chiesto al ministro degli Esteri, Angelino Alfano, di riferire in Parlamento.

Il ministero degli Esteri italiano sotto attacco hacker da parte della Russia per mesi, lo scorso anno, quando alla guida della Farnesina c’era l’attuale premier Paolo Gentiloni. La rivelazione è arrivata dal quotidiano britannico “The Guardian”, in un’esclusiva on-line, che cita anche una fonte diplomatica italiana che ha confermato l’episodio. La vicenda risale alla scorsa primavera ed è «durata quattro mesi» prima che venisse scoperta. L’hackeraggio ha compromesso il sistema di comunicazione via email del ministero, ma i pirati informatici non sarebbero entrati nel sistema criptato usato per le comunicazioni classificate e Gentiloni è rimasto al riparo da tutto, perché, ha affermato la fonte, «evitava di usare le email come ministro degli Esteri».

Gli uffici “sul campo” della Farnesina, comprese ambasciate e membri dello staff che riportano a Roma sui meeting con rappresentanti di governi stranieri, sarebbero stati oggetto dell’attacco malware. Il funzionario governativo citato ha affermato che le informazioni sensibili non sono state colpite perché sono state anch’esse crittografate: «Non ci sono stati attacchi a livello criptato – ha spiegato la fonte italiana – e le informazioni, delicate e sensibili, che di solito si condividono in quella rete», il cui accesso è ristretto da codici «non è mai stato attaccato o parte di questo attacco».

Questa la ricostruzione, anche se la fonte italiana non ha confermato che dietro l’attacco hacker ci sarebbe la Russia, ma altre due persone «a conoscenza dei fatti» hanno spiegato che si crede «che lo Stato russo sia coinvolto». Una volta scoperto l’hackeraggio, il ministero degli Esteri ha modificato la sua “architettura” on-line e introdotto nuovi strumenti per rafforzare la sicurezza interna, scrive ancora il giornale citando il funzionario governativo. La fonte non ha detto come è stato scoperto l’attacco hacker. Il quotidiano britannico commenta l’episodio. «Se la Russia ha davvero attaccato l’Italia – scrive “The Guardian” – allora si tratta di un attacco contro un paese che considera in genere meno ostile rispetto ad altri paesi dell’Ue come la Germania e la Gran Bretagna». Arrivando alla conclusione che «le notizie dell’hac- king potrebbero sollevare timori sul fatto che la Russia possa tentare di influenzare le prossime elezioni in Italia».

A queste rivelazioni non si sono fatte attendere le reazioni. Fonti vicine alla Farnesina hanno precisato che si tratta di «una vicenda di cui si è già a conoscenza», poiché si tratta di «quanto già il governo italiano aveva fatto sapere» allo stesso giornale. A seguito del primo attacco, aggiungono le fonti, c’è stato subito un primo intervento «di rafforzamento», ma – si è tenuto molto a ribadire – «è bene precisare ancora una volta che non si è trattato di attacchi al sistema informatico criptato attraverso il quale si veicolano le informazioni più rilevanti e delicate, ma al sistema di gestione delle email del personale della Farnesina e delle ambasciate». Dura la reazione di Mosca, con il ministero degli Esteri russo che ha smentito di essere dietro all’attacco hacker, sostenendo che «si tratta della solita opera di disinformazione», definita «macchina del fango». La portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, ha aggiunto che se l’Italia ha dati concreti «siamo pronti a collaborare», precisando che «gli attacchi hacker sono fuori legge in Russia» e che c’è «stanchezza» per questo genere di accuse dall’estero.

Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Roma ha aperto da qualche tempo un’indagine, procedendo per una serie di reati che vanno dal procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo al sistema informatico aggravato, fino alla intercettazione illecita di comunicazioni informatiche, nonché spionaggio politico e militare. L’indagine si è basata su una segnalazione del Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale.