Acciaierie Pombino, ex operaio contro Renzi. La disperazione del lavoratore: “Mai avuto paura del futuro come ora”

By | 14/11/2017
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Paolo Veronesi è un ex operaio 52-enne dell’acciaieria Aferpi di Piombino, dove ha lavorato per 20 anni: lo stabilimento siderurgico fu ceduto da Lucchini all’imprenditore algerino Issad Rebrab, il cui gruppo è stato messo in mora. Non essendo stata salvata l’azienda, dal 2014 inizia il calvario lavorativo di Paolo, intervistato da Myrta Merlino nel corso de L’Aria che Tira (La7): “Trentatré anni fa, come militare, fui mandato a Beirutall’epoca della famosa crisi dell’Achille Lauro. C’era uno scenario pauroso, perché c’era stata la guerra e la notte si sparava sempre. Ma non ho avuto mai paura del mio futuro e soprattutto di quello di mio figlio come oggi. Mio figlio ha 23 anni, fa l’università e gli dico sempre di finire di studiare e di andar via da questo Paese”. E aggiunge: “Per colpa di pochi bisogna pagare in milioni. Le bombe di Hiroshima e a Nagasaki hanno fatto meno danni di quelli creati dal signor Renzi a Piombino.Renzi ha fatto dei danni incommensurabili”. Merlino obietta che Renzi è solo il capro espiatorio, ma Paolo Veronesi ribatte: “Gli accordi di programma su Piombino li ha firmati Renzi. Ora ho un sussidio di 640 ‘euroni’. L’altro giorno ho visto che l’amico mio Matteino (Matteo Renzi, ndr) si è detto non favorevole al reddito di cittadinanza di 1000 euro al mese, proposto da Di Maio e dal M5s. Renzi ha detto che è contrario, perché non bisogna tenere la gente a casa senza fare niente. Lui invece mi tiene a casa senza fare niente e mi sta dando l’elemosina”. “La prossima volta che sente Di Maio gli chieda come pagherà il reddito di cittadinanza” commenta il consigliere economico di Palazzo Chigi, Luigi Marattin

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