Ventura non si dimette e incassa mezzo milione Tavecchio sta ancora zitto: “Se ne parla domani”

By | 14/11/2017
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“È un insuccesso sportivo che necessita una soluzione condivisa”. Carlo Tavecchio, presidente della Figc, parla con l’Ansa il giorno dopo il pareggio dell’Italia contro la Svezia. Un risultato che esclude gli azzurri dai prossimi mondiali di Russia 2018. Se lunedì Gian Piero Ventura ha detto che non si dimetterà dall’incarico di Commissario tecnico, il presidente della Federcalcio incontrerà i vertici federali per prendere una decisione. “Ho convocato una riunione con le componenti federali per fare un’analisi approfondita e decidere le scelte future. Siamo profondamente amareggiati e delusi per la mancata qualificazione al Mondiale”. Il Ct non sarà presente all’incontro fissato per domani.

I ragazzi dell’82 – In gioco però non c’è soltanto il futuro del Ct ma anche quello del presidente federale, considerato il capro espiatorio al pari di Ventura della disfatta italiana. Secondo un ex campione del mondo come Marco Tardelli, il numero uno della federcalcio “dovrebbe andarsene, se solo avesse la stessa dignità di Giancarlo Abete“, ex presidente della Figc dal 2007 al 2014. Tardelli, intervistato da Agorà, attacca duramente il presidente federale: “Tavecchio in Inghilterra non sarebbe più entrato in uno stadio, da noi è il presidente della federazione”. Un altro dal passato glorioso in azzurro è Alessandro Altobelli, a segno come Tardelli nella finale di Madrid contro la Germania. “Ventura si è preso le sue responsabilità, ma dopo di lui ci sono anche i giocatori. Il nostro calcio va rivisto” dice all’Adnkronos. Altobelli attacca poi il sistema di composizione dei gironi: “Non è possibile che una Nazionale come l’Italia, che ha vinto 4 coppe del mondo, vada a finire in un girone con la Spagna dove ne passa solo una. L’Italia, dopo 4 mondiali, deve sempre partire testa di serie”. Nella finale dell’82, Francesco Graziani giocò soltanto sette minuti, lasciando spazio proprio ad Altobelli: “Alcune scelte dell’allenatore non mi sono piaciute – commenta Graziani – Abbiamo penalizzato il più bel talento che abbiamo in Italia, Lorenzo Insigne. Ventura può fare ciò che vuole, ma non si può sacrificare un giocatore così”. Secondo l’ex attaccante di Roma, Fiorentina e Torino, il problema sta nei troppi giocatori stranieri impiegati nei settori giovanili, una visione condivisa anche da Giorgia Meloni e Matteo Salvini: “Il calcio italiano non si deve rifondare, l’unico problema sono i tanti stranieri che arrivano penalizzando la crescita dei nostri giovani. Molte società di Serie A investono poco sui settori giovanili e alla lunga paghiamo qualcosa”.

Una battuta sul momento del calcio italiano è arrivata anche da Walter Veltroni, ex segretario nazionale del Pd: “Forse è la più grande catastrofe sportiva italiana degli ultimi 60 anni, che non può essere scaricata solo sul commissario tecnico”. Secondo Veltroni, il problema riguarda non soltanto la nazionale ma anche i club e l’intero movimento: “C’è un problema nel calcio italiano che riguarda la gestione. Serve un nuovo presidente, un nuovo allenatore. Dopo Del Piero e Totti c’è un problema di fondo del calcio italiano. Manca autorevolezza”.

L’Italia non mancava alla rassegna mondiale dal lontano 1958, in quella che fino a ieri era stata l’unica edizione senza la nazionale italiana. Un mondiale che per uno strano scherzo del destino si giocò proprio in Svezia.

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