Un drink e poi l’abisso: l’effetto droga dello stupro

By | 25/11/2017
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Un drink innocente può aprire la porta dell’abisso. E’ quello che raccontato le tante storie di violenza e stupro subite da giovani e giovanissime dopo una serata in un locale. Un incontro in discoteca, l’offerta di una bevanda, qualche sorriso e poi il buio. La vittima è caduta nella trappola della droga dello stupro premeditato (‘Date rape drug‘). Non siamo sulla scena di un film. Questo tipo di sistema è molto più diffuso di quanto si possa pensare. Perché semplice da mettere in pratica e dagli effetti devastanti per la vittima. Insieme all’acol viene mixato il Ghb o idrossibutirato, una sostanza (incolore e inodore) che ha il potere di annullare le reazioni e procurare amnesie. Ci si trasforma in un oggetto nelle mani sbagliateNon si ha il controllo del proprio corpo. Il respiro si fa affannoso, come sedati e ipnotizzati. Prede facili per qualsiasi ‘mostro’.

Il Ghb non è la sola sostanza usata come droga dello stupro. Anche l’Mda e alcuni tipi di benzodiazepine possono generare gli stessi effetti. Recentemente sono stati sequestrati a Parma dalla Polizia 2,5 litri di gamma butirro-lattone (Gbl), precursore chimico del Ghb. Dalla quantità sequestrata potevano essere ricavare 5mila dose della droga dello stupro. Il Gbl quando viene mescolato in una cocktail o drink, dopo 30-45 minuti dalla sua assunzione, produce un calo dei freni inibitori, cioè addormenta letteralmente il sistema nervoso e provoca la perdita di memoria. Questa condizione indotta permette allo stupratore di abusare fisicamente della sua vittima senza la possibilità di essere riconosciuto nelle ore seguenti per il sopraggiungere degli effetti della sostanza che renda la memoria meno lucida.

C’è un modo per difendersi da questo tipo di stupratori che usano mezzi subdoli come le droghe dello stupro? Le testimonianze della Giornata contro la violenza sulle donne hanno un effetto positivo. Le ragazze devono stare attente e diffidare dai drink offerti dagli sconosciuti. C’è poi chi è passato dalle idee ai fatti. Tre studentesse americane hanno sviluppato una cannuccia ‘smart’ che segnala la presenza della droga dello stupro nel drink. Come? Colorandosi di blu. Per ora si sono limitate a registrare il brevetto, ma presto cominceranno una raccolta fondi sul web per produrla.

Circa un mese fa a Roma è stato inaugurato l‘International response center against violence (Ircav), la prima struttura in Italia, e una delle poche in Europa, concepita per assistere le vittime della droga dello stupro a 360 gradi, dal punto di vista medico, psicologico ma anche legale. Il centro, ospitato nella clinica Sant’Alessandro sulla via Nomentana, poco fuori dal Gra, è stato pensato con un taglio internazionale per assistere non solo le vittime italiane ma anche quelle straniere come studentesse, turiste o personale al lavoro nelle varie ambasciate e consolati presenti a Roma e che, se vittime di reati, vengono spesso lasciate sole. All’Ircav opererà personale medico, psicologico e infermieristico formato appositamente, in grado di parlare diverse lingue tra cui quella dei segni. Prevista inoltre la presenza di legali in grado di aiutare quelle vittime in difficolta’ a rapportarsi con legislazione diverse e gap culturali rispetto al Paese d’origine.

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