Cresce il peso degli amici a 4 zampe sul bilancio familiare. E le tasse pesano :: Blog su Today

By | 19/05/2017
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Gli italiani sono un popolo molto amante degli animali da compagnia e molto preoccupato del benessere dei propri amici a 4 zampe, secondo quanto risulta dalla decima edizione del Rapporto Assalco – Zoomark, curato dall’Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia e da Zoomark International, con il contributo di IRI Information Resources e dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

In Italia ci sono tanti animali da compagnia quante persone, secondo le stime ce ne sono infatti almeno 60 milioni e tendenzialmente vivono in nuclei familiari più numerosi rispetto alla media nazionale – 2,8 componenti a fronte di 2,4 – ma risultano in crescita anche nelle famiglie con un solo componente (passate dall’8,4% del 2011 all’11,1% nel 2017). I gatti sono circa 7,5 milioni, i cani 7 milioni, ma estremamente diffusi sono anche i pesci – quasi 30 milioni – e gli uccellini (la quota di circa 13 milioni vale il primato in Europa). Gli altri piccoli mammiferi – tra cui conigli, furetti e roditori (criceti, cavie, cincillà e degu) – raggiungono quota 1,8 milioni, mentre i rettili – tartarughe, serpenti e iguane – sono circa 1,3 milioni.

Pet food e cure veterinarie sono tassati con un’aliquota Iva al 22%, tra le più alte in Europa ed il 70% dei proprietari italiani ritiene che queste spese siano sottoposte ad una tassazione eccessiva, pari a quella di un bene di lusso. Il 77% degli animali viene nutrito con pet food industriale, che l’85% dei veterinari raccomanda come bilanciato, nutriente e sicuro. il settore del “pet care”, che include alimenti e accessori, è cresciuto in valore dello 0,9% annuo (a giugno 2016) secondo le rilevazioni condotte dall’istituto di ricerca IRI, nel canale Mass Market in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, e Spagna. Pari a 9.980 milioni di euro il valore del pet care a quella data in quei Paesi, l’Italia è quella che ha dato il contributo maggiore alla crescita del mercato (+2,2) dopo la Spagna (+5,5%) e davanti alla Germania (+2,1%).

Nove proprietari su 10 hanno un veterinario di riferimento e l’85% ci va abitualmente una o più volte all’anno. Ad accompagnare i pet dal veterinario sono soprattutto le donne (68,5%). In netto aumento anche gli uomini, passati dal 24,7% di dieci anni fa al 31,5% di oggi. L’Italia ha la miglior offerta alberghiera per chi ha un animale da compagnia: secondo uno studio della società di prenotazioni alberghiere Hotel Tonight, infatti, con 1 struttura ricettiva pet friendly su 2, l’Italia si posiziona al di sopra della media mondiale (che si attesta al 37%) ed europea (40%).

Il 60% dei ristoratori è propenso a preparare la doggy bag secondo dati forniti di recente alla Food Week di Milano. Tuttavia i clienti mostrano  imbarazzo nel 41% dei casi a chiederlo, mentre al 24% ritengono (erroneamente) che i ristoratori non siano attrezzati. Il 15% della clientela  non sa invece dove riporre e conservare gli alimenti (un12% che avanza il cibo perché non lo ha apprezzato).

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