Le Iene smascherano i ristoranti All you can eat di Milano: attenzione al sushi che offrono

By | 07/03/2017
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Interessantissimo servizio effettuato dal programma Le Iene in onda su Italia 1, che questa volta ha acceso i riflettori sui tanti ristoranti “all you can eat”, che da tempo sono apparsi sul nostro paese e che a prezzi stracciati offrono menu apparentemente appetitosi. Ciò che ci si chiede ormai da tempo è se il sushi che mangiamo in questi locali è davvero sicuro e se dunque è possibile davvero conciliare risparmio con la qualità. Ecco che Le Iene hanno voluto fare luce sulla questione, portando avanti una nuova inchiesta sulla qualità del sushi offerto dai tanti “all you can eat”, considerando che inizialmente mangiare del sushi era roba da “ricchi”, mentre adesso è possibile farlo con pochi euro. Nadia Toffa, in un servizio del programma in onda su Italia 1, ha analizzato il pesce servito da alcuni all you can eat di Milano, grazie all’aiuto i un sushi man; ebbene la conduttrice si è recata personalmente in alcuni esercizi del capoluogo lombardo che offrono questa formula e con l’aiuto di un esperto ed il prelievo di alcuni campioni di pesce crudo, ha tentato di tracciare un quadro della situazione dal punto di vista sanitaria all’interno di questi locali.

I test sono stati effettuati in ben 8 esercizi commerciali e secondo quanto emerso, sembra che tre degli esercizi controllati hanno avuto un riscontro positivo sulla qualità del pesce crudo, nei restanti cinque, invece, è stata riscontrata un’elevata presenza di batteri nocivi, tra i quali lo Stafilococcco ed E. COli, a testimonianza del fatto che quei locali non fossero sufficientemente sterilizzati.

I valori altissimi di batteri riscontrati nei campioni di pesce crudo, vanno da 50 ad 80 volte i limiti di riferimento; in due casi, sono stati addirittura rilevati valori alti di istamina, che in caso di allergie può portare anche alla meningite. Nel caso degli enterobatteri, dove i valori di riferimento sono al massimo di 10.000, i valori registrati oscillavano tra i 520.000 e 860.000 e questo significa che non solo il sushi non era buono o fresco ma che con ogni probabilità era stato conservato in maniera del tutto inadeguata e soprattutto chi lo aveva preparato non aveva rispettato la normativa sanitaria.

E’ stato, inoltre, evidenziato che questi valori negativi sono stati riscontrati giusto nei ristoranti dove era possibile mangiare del sushi a prezzi davvero stracciati, al contrario nei ristoranti con prezzi normali, è stato trovato tutto perfettamente in regola. I prezzi bassi, soprattutto per il pesce non sono un buon indicatore di qualità del prodotto; spesso il salmone risulta essere d’allevamento, mentre questi locali sono soliti utilizzare i gamberi importati da Thailandia, Vietna o Cina e arrivano surgelati; il cliente, rischia di contrarre qualche fastidioso batterio intestinale, ingerendo del pesce non di qualità, e nel contempo possono andare in contro ad una pericolosa reazione allergica.