Michelle Hunziker e le sue confessioni

By | 27/03/2017
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Sono cresciuta con le montagne negli occhi, le mucche al pascolo e le mani immerse nella terra. Avevo pantaloni con le toppe per coprire i buchi che mi facevo giocando nei prati e le scarpe finivano spesso dal calzolaio per essere risuolate. Quelle c’erano e quelle dovevano bastare». Seduta nel salotto di casa, mentre le voci di Sole e Celeste si rincorrono in altre stanze, Michelle Hunziker fa un salto nel passato. «Sono vissuta in un contesto semplice, totalmente diverso rispetto a quello delle mie figlie, tutte e tre cittadine e certamente privilegiate.

Ma io mi reputo molto fortunata: ho imparato ad apprezzare le piccole cose, a essere autonoma sin da bambina, a rialzarmi subito se cado, senza fare tante storie. Ma, soprattutto, a essere curiosa. Non avevo fronzoli per la testa, solo un caschetto biondo che mio padre voleva il più corto possibile. “Lole ha un bel viso e va lasciato scoperto”, ripeteva a mia madre. Mi chiamava così,  Lole, che significa amore». Ed è pensando a lui – a cui ha dedicato un post su Instagram per la festa del papà: “Mi manchi, saresti stato un nonno fantastico”, ha scritto – che Michelle tiene il volto scoperto ancora oggi.

Oggi che gli anni sono 4 0 e i capelli più lunghi. Di quella bambina restano il sorriso aperto e gli insegnamenti da trasferire alle sue ragazze: Aurora, nata dal matrimonio con Eros Ramazzotti, che oggi ha 20 anni, Sole e Celeste, tre e due anni, nate dalle nozze con Tomaso Trussardi. «La vita è difficile per tutti. Anche se nasci in ambienti agiati gli ostacoli prima o poi arrivano. Per questo, mio marito e io cerchiamo di crescere le bambine nel modo più normale possibile, insegnando loro ad apprezzare quello che si ha. Ho sempre avuto un forte istinto materno, quando sono rimasta incinta per la prima volta ero appena uscita dall’adolescenza ma ero già calata nel ruolo. Con Aurora avevo un rapporto giocoso, ero meno apprensiva di oggi ma molto più severa.

L’insicurezza mi faceva aggrappare alle regole, ero una sorta di generale, non gliene facevo passare una», ricorda, mentre Sole, approfittando di un suo momento di disattenzione, si appresta a esprimere il suo talento pittorico su un tavolino di pelle. «Un tempo sarebbe partito un urlo», ride mamma Hunziker, che invita la piccola a prendere un foglio di carta. «Grazie a Sole e Cece [così chiama la più piccola, ndr] ho imparato a chiudere un occhio, a essere più flessibile. Sono vivacissime, non si fermano mai. Non ero abituata al moto perpetuo», sospira. «Aurora mi aveva viziata: era talmente buona da sembrare finta. Siamo cresciute insieme, è sempre stata la mia forza.

A tratti era addirittura protettiva, si preoccupava se non mi vedeva uscire di casa o se non avevo un fidanzato. È stato grazie a lei se ho trovato il coraggio di dire basta a una situazione che mi stava inghiottendo». La mente va a quattro anni difficili della sua vita, anni di debolezza in cui Michelle si circondò di persone che, con la scusa dell’amore (non a caso titolo dell’autobiografia del 2013 scritta con l’amica avvocato Giulia Bongiorno), fecero terra bruciata intorno a lei rendendosi indispensabili.

Aurora oggi è uscita di casa, ha la sua indipendenza e cerca la sua strada. «Mi chiama anche dieci volte al giorno per consigli di ogni genere: dalla cucina ai fidanzati», ride mamma Michelle. «Abbiamo un legame indissolubile, ma non mancano le discussioni». Su un argomento in particolare: i social network. «Quando aveva 12 anni iniziò ad affacciarsi a Facebook. Per non chiuderla nell’ovatta le avevo spiegato particolarità e limiti del social. La cattiveria che può trapelare da quelle pagine». Cattiveria che non ha tardato ad arrivare: Aurora, crescendo, ha incrociato i guantoni con svariati haters, gli odiatori della Rete. «Io soffrivo per lei, lei all’inizio ci restava male, poi è diventata fortissima, ha imparato a farsi scivolare addosso i commenti anonimi e sgradevoli di chi la massacrava solo perché figlia di due personaggi famosi. Una volta ho letto alcune sue risposte in cui difendeva me e il suo papà. Avevo le lacrime agli occhi».

La famiglia prima di tutto, e Michelle ha le idee chiare in merito, anche per quanto riguarda quelle arcobaleno. «Di mio sono romantica e tradizionalista, penso che per la crescita di un bambino l’ideale sia avere un punto di riferimento femminile e uno maschile per stabilire un equilibrio. Ciò detto, una mamma e un papà, due papà oppure due mamme, l’importante è che ci sia calore attorno a un figlio». E Sole e Celeste sono avvolte dall’amore, protettivo il giusto. «Quando siamo al parco dico sempre loro: “Se cadete tiratevi su con le vostre gambe. Mamma c’è, ma dovete farcela da sole”. Ho sempre vissuto i miei sbagli come un gradino da risalire, cercando di trasformare in circolo virtuoso ciò che altrimenti sarebbe diventato vizioso. D’altra parte, se oggi sono la donna che vedi è anche grazie a quei momenti brutti lì». Passato, presente e futuro. All’orizzonte, ancora e sempre la famiglia. Crescerà? «No, non sono incinta, ci penseremo tra un anno. Un altro figlio ci piacerebbe».

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