Monza, ragazzo pestato a sangue dal pusher per un debito di pochi euro

By | 31/03/2017
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Sembrava una rapina consumata in strada da parte di due malviventi improvvisati. In realtà la vicenda ha assunto contorni differenti, dopo che la vittima ha sporto denuncia alla Polizia e sono scattate le indagini degli agenti del commissariato. E’ stato un vero e proprio pestaggio. Grazie all’analisi dei tabulati telefonici, alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze raccolte, i poliziotti sono riusciti a risalire ai responsabili e arrestarli. Botte, calci, pugni e addirittura un coltello puntato alla gola fuori da un centro commerciale a Monza: tutto per un debito di droga di poche decine di euro.

LA CRONACA DI MONZATODAY – Nel pomeriggio dello scorso 15 ottobre un ragazzo monzese è stato aggredito da una coppia di spacciatori, un uomo e una donna, che lo hanno immobilizzato e rapinato. I due, dopo aver “regolato i conti” e aver messo le mani sul marsupio del giovane con all’interno il portafogli e cento euro, si sono allontanati indisturbati. Ad aggredire e rapinare il malcapitato è stata una coppia di spacciatori: un uomo, marocchino, di 35 anni e la sua compagna, italiana, del ’74.

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I due, residenti in una villetta di Limbiate al confine con Pinzano, gestivano un giro di spaccio di cocaina da diverse migliaia di euro che contava decine e decine di clienti nella città di Monza. L’indagine, condotta dalla polizia di Stato e coordinata dal sostituto procuratore Rosario Ferracane, ha portato il gip Gallucci a emettere l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due spacciatori. Il video del pestaggio: le immagini della Polizia La coppia dovrà ora rispondere dei reati di spaccio e rapina.

Nell’abitazione dei due, i poliziotti hanno rinvenuto un bilancino di precisione e, quando gli agenti si sono presentati nella villetta per effettuare una perquisizione, il 35enne stava scontando una condanna ai domiciliari. In passato il pusher era già finito nei guai proprio per lo stesso reato. Incensurata invece la donna che si occupava prevalentemente di mantenere i rapporti con i clienti. 

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