Emanuele Morganti, tutti accusati di omicidio volontario gli 8 indagati di Alatri

By | 05/04/2017
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La Procura di Frosinone ipotizza il reato di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi nei confronti delle otto persone indagate in relazione alla morte di Emanuele Morganti. A sei degli otto indagati, infatti, finora era stata contestata solo la rissa: ora dovranno rispondere di omicidio.

Gli inquirenti nelle ultime ore hanno disposto una serie di accertamenti tecnici ed hanno affidato delega ai carabinieri del Ris per ricostruire la scena del crimine. In relazione alla vicenda sono già in carcere Mario Castagnacci, 27 anni, e Paolo Palmisani, 24.

Emanuele Morganti ha perso la vita in seguito ad un violento pestaggio, concluso fuori da una discoteca al centro di Alatri. Ora gli inquirenti, diretti dal procuratore capo Giuseppe De Falco, ipotizzano il reato di omicidio volontario. Una specifica contestazione è stata in qualche modo illustrata nell’atto che riguarda l’accertamento scientifico che dovrà esser eseguito nei prossimi giorni su una automobile

Intanto il comitato di presidenza del Csm ha aperto una pratica sulla vicenda della scarcerazione di Mario Castagnacci, uno dei fermati per l’omicidio di Alatri. Il Gip che lo ha rilasciato rischia infatti il trasferimento. Il giovane era stato fermato per possesso di stupefacenti: in un’abitazione del Pigneto frequentata saltuariamente da Castagnacci, i militari avevano trovato 300 dosi di cocaina, 150 di crack e 600 di hashish.

Ma a quanto pare, a scagionare Castagnacci, sarebbero stati proprio i suoi amici. A rivelarlo, intervista da Floris a DiMartedì, è stato il presidente dell’Anm, Eugenio Albamonte: “Hanno detto: ‘La droga è nostra, noi abitiamo in questa casa, era appena venuto a trovarci, non c’entra niente”. E di fronte “a una relazione di questo tipo e senza nessuna prova, il giudice non avrebbe potuto prendere nessun provvedimento”, ha concluso il magistrato.