Isola dei Famosi shock, Andrea Lehotska: “Ho perso tutti i capelli, mi hanno dato due giorni di vita”

By | 15/05/2017
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“A un certo punto mi hanno dato due giorni di vita. Non ho mai considerato l’idea di poter morire, anche se ho fatto testamento”. È tenace Andrea Lehotska, e lo ha mostrato anche durante la sua partecipazione all’Isola dei Famosi, ma ha rischiato davvero grosso, sopravvivendo a un’infezione mortale dalla quale ancora non si è del tutto ripresa.

A Diva e donna ha raccontato i dettagli di quanto le è accaduto a partire dallo scorso ottobre, quando si trovava in visita alla famiglia in Slovacchia: un improvviso malessere che si è manifestato con febbre alta, vomito, giramenti di testa e svenimenti. “Era in corso un’infezione del sangue ma i medici non capivano. All’inizio ho pensato che si trattasse di un tumore al polmone perché le lastre documentavano una macchia nera. Ma cresceva a dismisura e non poteva essere una massa tumorale, mi dicevano i medici. Il quarto giorno di ricovero ho perso il 98% per cento dei polmoni: l’infezione stava compromettendo gli organi”.

Trasferita al Centro europeo di ricerca sulle malattie infettive tropicali, la Lehotska è risultata negativa a tutti i test: “Mi hanno rigirata come un calzino tra analisi e test di ogni tipo, lastre e radiografie finché, nonostante non mi abbiano mai dato una comprovata diagnosi, hanno detto che poteva trattarsi di un batterio o virus preso durante uno dei miei viaggi, che a contatto con un altro batterio o virus ha scatenato l’infezione. A un certo punto mi hanno dato due giorni di vita. Non ho mai considerato l’idea di poter morire, anche se ho fatto testamento. I valori hanno continuato a peggiorare”.

 “E’ stato uno shock da setticemia, legato a un’infezione che forse ho preso in qualche viaggio, ma forse le cause sono state più di una essendomi ferita una gamba in un incidente in motorino”. Nonostante la situazione sia migliorata a partire da dicembre, quando Andrea ha sentito un forte desiderio di cosce di pollo pur essendo vegetariana, ha raccontato di aver perso tutti i capelli e avere problemi a muovere le mani al risveglio ancora oggi. Malgrado tutto, non rinuncia alla sua passione per i viaggi che si è trasformata nella professione di reporter fotografica e travel blogger, e al momento si trova in Thailandia: “Se devo morire preferisco farlo qui al sole. Basta medici e medicine, voglio vivere nei miei posti del cuore”.

Le malattie infettive sono patologie riconducibili all’azione diretta o indiretta di microrganismi in grado di infettare l’uomo, di replicarsi nei tessuti umani e di determinare un danno biologico. Si tratta di organismi pluricellulari visibili ad occhio nudo (ELMINTI), unicellulari al microscopio ottico (PROTOZOI, MICETI, BATTERI) o subcellulari soltanto al microscopio elettronico, come i VIRUS o i PRIONI, questi ultimi in grado di replicarsi ancor che privi di acido nucleico. Malattia infettiva non è sinonimo di malattia contagiosa: vi sono infatti malattie infettive a contagio interumano diretto assente (per es. infezioni a trasmissione vettoriale obbligata) o comunque limitato a condizioni eccezionali (per es. via transplacentare o allattamento per la brucellosi).

Infezioni, shock settico, setticemia: a volte non è solo fatalità.

Da sempre le infezioni (nosocomiali o postoperatorie) sono tra le più comuni cause di decessi negli ospedali di tutto il mondo.

Alcuni studi confermano che negli ospedali italiani si muore per sepsi o shock settico nel 60% dei casi. In base a tali studi sembrerebbe trattarsi di una malattia gravissima per la quale esistono poche vie di scampo.

Spesso si sente dire dai medici che si è trattato di fatalità e che non c’è stato niente da fare.

La realtà, però, è molto diversa e l’alta mortalità, il più delle volte, è dovuta alla negligenza del personale medico nel seguire le linee guida in materia.

Sin dal 2012 la comunità scientifica internazionale ha approntato delle linee guida a cui i medici si dovrebbero attenere per ridurre sensibilmente la mortalità in caso di infezioni ospedaliere e non.

Si tratta della “Campagna per la sopravvivenza alla sepsi severa e allo shock settico” (SCC) che ha lo scopo dichiarato di ridurre sensibilmente la mortalità negli ospedali per infezione.

Le linee guida, aggiornate nel 2008 e nel 2012, indicano chiaramente e analiticamente quali sono i comportamenti da tenere negli ospedali per soccorrere i pazienti affetti da infezioni.

Il fattore principale secondo le linee guida citate è costituito dalla tempestività dell’intervento.

Si parla infatti di “golden hours”, nel senso che le prime ore dal manifestarsi dei primi sintomi dell’infezione (febbre, brivido scuotente e altri) sono quelle decisive in cui si gioca la battaglia tra la vita e la morte del paziente.

Fra gli interventi che hanno maggiore incidenza sulla sopravvivenza dei pazienti vi è certamente la  somministrazione di una terapia antibiotica ad ampio spettro entro una ora dall’insorgenza dei primi sintomi, l’effettuazione di esami culturali per individuare l’agente responsabile dell’infezione ed adeguare la terapia antibiotica e la ricerca della fonte dell’infezione entro le prime 6 ore attraverso apparecchi diagnostici per la sua immediata rimozione attraverso drenaggio o intervento chirurgico.

In assenza di tali interventi e degli altri indicati nelle linee guida sopra citate il paziente ha pochissime possibilità di sopravvivere.

Purtroppo, la situazione degli ospedali italiani in materia di adeguamento rispetto alle linee giuda della SCC è lontana dalla sufficienza, per cui in Italia si muore per sepsi “cinque volte di più che per l’ictus e dieci volte di più che per infarto”.

In casi di questo genere, è possibile instaurare una causa contro l’ospedale per ottenere il giusto risarcimento dei danni.

La causa potrà essere instaurata dai parenti più stretti del defunto che potranno richiedere all’ospedale e/o ai medici coinvolti sia il proprio danno da perdita del rapporto parentale sia il danno subito dal defunto che sia sopravvissuto per un apprezzabile lasso di tempo.

Gli importi del risarcimento da perdita del rapporto parentale sono indicati dalle tabelle del Tribunale di Milano.

Le attività di modella, fotomodella e indossatrice

Il 7 marzo 2001 a Bratislava viene inserita nel novero delle dodici finaliste per la scelta della candidata a rappresentare la Slovacchia al concorso di Miss Universo 2001, mentre l’anno successivo partecipa ad un concorso di bellezza in Italia.

Inizia quindi a lavorare come modella, fotomodella e come indossatrice di gioielli ed accessori, sia in Italia che all’estero, per grandi firme tra cui Nike, Iceberg, Carrera, Pirelli, Mandarina Duck, Ferretti, adidas, Tissot, Moschino, Woolrich, ed altre; compare inoltre su copertine quali Glamour, Vogue, Donna, Harper’s Bazaar, Marie Claire, Edge, Fox, Max, Maxim, Matrix ed altre.

Nel 2014 è stata proclamata in Italia “La modella per l’arte ad honorem.

L’attività televisiva e da attrice

Nel 2003 realizza per la televisione croata uno spot pubblicitario per la Coca-Cola. Nel 2004, in Italia, lavora a Spicy Tg su Antenna 3 e come vj per il canale All Music; ha inoltre recitato nel film Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi e in 90 minuti di S. Salvati. L’anno dopo è nel cast del film Fratello e padre di Kamel Film. Nel 2005 prende parte ad alcuni videoclip promozionali dell’album Buoni o cattivi di Vasco Rossi: Buoni o cattivi, Come stai, Un senso, E… e Señorita, per fare alcuni di questi video musicali le è stato utile il suo porto d’armi visto che era richiesto di saper sparare con un’arma. Con Andrea Lehotská come protagonista, i videoclip dei dodici i brani dell’album di Vasco Rossi Buoni o cattivi vengono raccolti in un DVD, pubblicato il 9 settembre 2005, dal titolo È solo un rock’n’roll show.

Dal 2005 al 2008 ha partecipato al fianco di Piero Chiambretti al programma Markette – Tutto fa brodo in TV, su LA7, in veste di opinionista fissa. Nel 2007 è stata una delle concorrenti del reality show di Canale 5 Uno due tre stalla, condotto da Barbara D’Urso, in cui si classifica finalista. Nel 2008 interpreta “Bibi” in Albakiara – Il film per la regia di Stefano Salvati. Sia nel 2008 che nel 2009 conduce per 7 Gold il programma BO051. Nel 2009 è tra i protagonisti della fiction Giochi sporchi di Rai 4.

Tra il 2009 e il 2010 è stata co-protagonista del programma televisivo Una cena di Natale quasi perfetta con il Trio Medusa in onda su Sky Uno, nello stesso periodo ha lavorato come inviata per il programma di Rai 4 Sugo – 60 minuti di gusto e disgusto. Dal 2009 al 2011 è la protagonista della docu-fiction Green Power per Enel. Inoltre nel 2010 è la testimonial della Ducati Diavel, è nella pubblicità Wind Infostrada con Fiorello ed è nel video musicale Feel Like Runnin’ di Valentina Parisse. Dal 2010 al 2011 è nel cast del Chiambretti Night di Piero Chiambretti su Canale 5. Durante l’estate 2011 conduce il Circo Massimo, programma circense trasmesso da Rai 3 in prima serata in Italia e dalla televisione svizzera RSI LA2. Nello stesso anno prende, inoltre, parte al Chiambretti Sunday Show di Piero Chiambretti su Italia 1 ed è la protagonista del video musicale del cantante turco Murat Boz Hayat Öpücüğü.

Nel 2012 è stata concorrente della nona edizione del reality show di Rai 2 L’isola dei famosi, dove si è classificata al terzo posto. Inoltre dall’estate del 2012, e tuttora, conduce Circo Estate su Rai 3 in prima serata. Nel 2012 ha presentato la 36ª edizione del Festival internazionale del circo di Monte Carlo su Rai 3 in prima serata.

L’11 marzo 2013 prende parte alla terza edizione di Effetti personali, trasmissione televisiva documentaristica condotta da Francesca Senette su LA7d, in cui la Lehotská è stata chiamata per fare un documentario di viaggio su Basilea, città dove ha vissuto alcuni anni. Sempre nel 2013 entra nel cast della serie televisiva trasmessa da Rai 1 Che Dio ci aiuti, durante la seconda stagione nell’episodio L’amore che cambia. Nello stesso anno prende parte ad un programma televisivo slovacco intitolato Zbohom, Slovensko! 1 (tradotto in italiano Addio Slovacchia! 1) su TV JOJ.

Il 26 giugno 2013 chiude l’ultima tappa del tour di Vasco Rossi Vasco Live Kom ‘013, svoltasi a Bologna, allo Stadio Renato Dall’Ara. Dopodiché, in Slovacchia, in prima serata su TV JOJ conduce Cena je správna; inoltre sempre nel 2013 prende parte alla serie televisiva slovacca Panelák, trasmessa da TV JOJ, per 10 episodi nel ruolo di Linda Pániková. Poi ha presentato, sempre in prima serata su Rai 3, la 37ª edizione del Festival internazionale del circo di Monte Carlo.

Ad inizio 2014 prende nuovamente parte al programma slovacco Zbohom, Slovensko! 2 (Addio Slovacchia! 2) su TV JOJ. Nello stesso anno ha presentato, in prima serata su Rai 3, la 38ª edizione del Festival internazionale del circo di Monte Carlo.

Nel 2015 ha presentato, in prima serata su Rai 3, la 39ª edizione del Festival internazionale del circo di Monte Carlo[41] e l’anno successivo ne presenta la 40ª edizione.

Nel 2017 interpreta il ruolo di Regina in Tutto quello che vuoi per la regia di Francesco Bruni.

Le attività di autrice, giornalista, fotografa, blogger ed interprete

Inizia la conoscenza delle lingue tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta sia grazie ai licei che a scuole private; nel 1997 consegue, in Slovacchia, il diploma internazionale in lingua tedesca, a cui segue l’anno successivo, sempre in Slovacchia, il diploma del liceo linguistico. Nel 1998 si trasferisce in Svizzera dove studia la lingua francese, dapprima a Nyon e successivamente a Losanna dove ottiene, nel 2000 il diploma internazionale dall’Alliance Française; sempre a Losanna, nello stesso anno, ottiene un altro diploma in lingua tedesca. In questi anni continua lo studio delle lingue già conosciute e frequenta corsi di lingua italiana.

Nel 2003 frequenta, a Catania, l’istituto di ragioneria, da cui si diploma nel 2005. Nel 2008 si laurea in Filosofia presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Tra il 2012 e il 2013 frequenta corsi di thailandese. Fin dai primi anni 2000, avendo padronanza delle lingue italiana, slovacca, inglese, francese, tedesca, ceca e thailandese, svolge il lavoro di interprete ed è traduttrice di siti e testi per società estere; è inoltre interprete per congressi e saloni internazionali per varie case quali Swatch, Eden, Toyota, Tissot, Certina, Frais Monde e altre. Nel 2008 pubblica il suo primo libro Il sex appeal di un cotton fioc, per la Rizzoli.

Nel 2009 realizza il suo primo documentario Laos, di cui è coautrice e conduttrice. Nel 2009 e nel 2010 è la fotografa della campagna internazionale Lele’s Untie Wear. Nel 2010, come coautrice e presentatrice, realizza il documentario 3 Days Life[9]. Dal 2011 collabora in qualità di autrice e fotografa per vari giornali e rubriche, in particolare cura la rubrica settimanale di attualità Altre libertine per il giornale on-line 24emilia.com, lavora per i settimanali Sette (magazine del Corriere della Sera) e Diva e Donna, i mensili Woman e Max, e da luglio 2011 con il periodico Bimbi belli.

Nell’aprile del 2011 Andrea Lehotská pubblica il suo secondo libro Altre libertine. Cronache incensurate di una vita in fuga, pubblicato per la Aliberti. Nel 2011 organizza delle mostre fotografiche benefiche in qualità di fotoreporter intitolate Gli orfani del Myanmar e Never Sleeping Cities of India. Nel 2012 è stata autrice ed opinionista per il mensile Playboy. Tra il 2013 e il 2014 è stata autrice della rubrica mensile Concept Magazine. Nel 2016 viene organizzata la mostra fotografica del concorso Colore e sorrisi con Andrea Lehotská, nello stesso anno è la fotografa ufficiale della campagna pubblicitaria di Alessandro Del Piero.

Andrea Lehotská viaggia molto in vari paesi e da ciò realizza vari reportage, articoli e servizi fotografici pubblicati su vari giornali e riviste; decide anche di aprire un blog sul proprio sito ufficiale. Nel gennaio del 2016 si trovava in Palestina per realizzare un reportage sulla realtà del posto; in questo periodo è stata vittima di un sequestro lampo, durato tre giorni; è riuscita a salvarsi anche grazie all’aiuto di un soldato.

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