Le case condivise costituiscono una valida alternativa al soggiorno in albergo ma non sempre sono convenienti. Può capitare che una piattaforma proponga una casa a un prezzo anche quasi doppio di un’altra piattaforma. Spesso si registrano lamentele da parte di turisti che hanno usufruito dell’Home Sharing per via della mancata corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto trovato ma il punto su cui si concentrano di più i reclami è la scarsa chiarezza sul metodo di pagamento e l’addebito di spese di pulizia non specificate sul sito.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, i costi sono indicati in Euro ma l’addebito avviene in dollari americani, con aggravio di costi di cambio. Insomma, l’Home Sharing può essere un buon servizio ma l’impressione è che ci sia ancora parecchio da migliorare per diventare un’alternativa vera all’hotel, primo tra tutti un serio comparatore online che non costringa chi cerca a perdere troppo tempo a ricercare e confrontare per scoprire, magari, che se cercava in hotel risparmiava.

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