Peschereccio affonda al largo di Giulianova, due marittimi morti

By | 26/07/2017
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Quando tornando non hanno visto l’Eliana alcuni pescherecci sono tornati in mare per partecipare alle ricerche insieme ai mezzi della Capitaneria. Non è stata trovata l’imbarcazione, ma solo detriti che farebbero pensare a un incidente.

Individuati dall’elicottero i corpi senza vita delle due persone a bordo del peschereccio. Altri pescatori che erano in zona parlano di vento a 55 nodi e onde alte fra i 3 e i 5 metri.

I colleghi avevano lanciato l’allarme verso le 17, dopo aver perso i contatti col natante. Le due vittime sono l’armatore Elia Artone e il marittimo Carlo Mazzi. Sotto il coordinamento della Guardia Costiera anche diverse imbarcazioni si sono messe a disposizione per collaborare nelle attività. L’allarme è stato subito girato alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Pescara, che ha coordinato le attività e ha inviato sul posto tre motovedette, oltre all’elicottero del Primo Nucleo Aereo della Guardia Costiera. “Alle loro famiglie giungano le nostre condoglianze più sentite”.

Sono stati individuati e recuperati circa 2 miglia al largo del porto di Giulianova i corpi dei due marittimi che erano a bordo di un peschereccio affondato nel pomeriggio con tutta probabilità per il mare agitato causa maltempoSi tratta di Elia Artone e Carlo Mazzi.

L’ultimo segnale di vita, attorno alle 14, quando Carlo Mazzi ha telefonato alla moglie per dire che stavano rientrando in porto. Purtroppo lui ed Elia Artone, l’armatore della “Eliana” sulla quale erano imbarcati, ci sono tornati cadaveri, trasportati mestamente da una motovedetta della Guardia costiera, sulla banchina di riva “straziata” dal disperato pianto dei parenti. Entrambi notissimi, soprattutto Artone, che, sebbene di origini pugliesi, praticamente da sempre risiedeva a Giulianova svolgendo l’attività di pescatore. C’era un nome nel suo destino, Elia- na. Già la sua prima imbarcazione si chiamava così ed era più grande di quella di quattordici metri che si è inabissata ieri durante la tempesta. A largo quasi un uragano con le onde, dicevano da riva, alte sei metri e con il vento che spirava a sessanta nodi. Dopo quella barca, Arto- ne ne aveva attrezzata una più piccola, lunga quattordici metri, in acciaio e il nome Eliana lo aveva regalato anche all’unica figlia, ad attendere il mesto ritorno del padre anche lei sulla banchina assieme a parenti e a tanti pescatori.
Molti, se non tutti, sono voluti uscire in mare per partecipare alle ricerche quando si è sparsa la notizia che

l’Eliana non aveva fatto ritorno in porto. A quel punto (erano circa le 14,30) è scoppiato il finimondo a terra con vento fortissimo e tanta pioggia. Secondo alcuni marittimi l’Elia- na sarebbe affondata perché capovolta da un’onda, in quanto era un’imbarcazione solida, di acciaio. Ma, in un’altra telefonata fatta da bordo al comandante Torturo si era parlato di difficoltà nel salpare le reti a causa delle pessime condizioni del mare. Sono uscite dal porto due motovedette della Guardia Costiera con il coordinamento del comandante Clarissa Torturo mentre da Pescara si è alzato in volo l’elicottero Nemo della Capitaneria per partecipare alle ricerche. Alle richer- che ha partecipato anche il gruppo dei sommozzatori della Croce rossa. Uno dei pescherecci che erano usciti per le ricerche avrebbe individuato per primo i due corpi ma fondamentale per la posizione ed il recupero è stato il lavoro dell’elicottero. I due cadaveri si trovavano in mezzo ai resti delle porte in legno dell’imbarcazione. Le salme sono state trasportate a riva e quindi è stata la ditta di pompe funebri Ge- rardini che le ha trasferite all’obitorio dell’ospedale di Teramo per l’autopsia su disposizione del magistrato Laura Colica- Come detto, l’ultima telefonata alla moglie Anna da parte di Carlo Mazzi è arrivata prima delle due lui l’avrebbe rassicurata dicendole “stiamo tornando”. Non hanno fatto in tempo in quanto sono stati travolti dalla bufera e non sono usciti dall’occhio del ciclone che ha ingoiato l’imbarcazione. Sulla banchina di riva, inizialmente, ci sono stati motivi di tensione tra i familiari delle due vittime ma poi tutto si sarebbe ricomposto.

Il sindaco Mastromauro ha deciso di proclamare il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Mastromauro, , in una nota, scrive che “dopo aver appreso con grande dolore e commozione del rinvenimento, a tre miglia dalla costa giuliese tra i rottami del peschereccio Eliana, dei corpi senza vita dei marinai Elia Artone e Carlo Mazzi, identificati dagli armatori di un peschereccio che aveva partecipato alle operazioni di ricerca unitamente ad unità della Guardia Costiera e della Croce Rossa di Giulianova,esprime ai familiari dei due marinai deceduti, a nome personale e dell’intera amministrazione comunale, il profondo cordoglio e la vicinanza”. Il sindaco ha annunciato

che proclamerà il lutto cittadino in concomitanza con i funerali. La marineria giuliese sottoposta ad un’altra grande tragedia. Quella, sempre con due morti che si verificò nel 1995 con l’affondamento del “Freccia nera” nel quale persero la vita due pescatori giuliesi, padre e figlio. Il “Freccia nera” era un piccolo peschereccio di otto tonnellate di stazza e si inabissò a circa otto miglia a

largo di Giulianova, nella zona di mare dove opera la piattaforma per le ricerche petrolifere “Squalo”. Lorenzo Serafini, di 71 anni ed il figlio, Giorgio, di 43 anni, imbarcato con il padre, le due vittime. Quando venne ripescato dagli uomini della Capitaneria, Lorenzo Serafini aveva addosso il costume, i calzini, una maglia di cotone e sopra una maglia di lana pensante. Il corpo non presentava i segni tipici della persona morta per annegamento, non era gonfio e ai bordi della bocca non presentava il caratteristico “fungo”. Invece era molto scuro per cui si è portati a credere che il poveretto sia morto per infarto, determinato dal freddo, dalla stanchezza e dal dolore per la sorte del figlio il cui cadavere venne ripescato successivamente. Ieri in molti, quelli più anziani, è balzato il

ricordo di quell’altra tragedia. Carlo Mazzi, di 54 anni, abitava con la moglie Anna in un’abitazione dietro al campo sportivo, mentre Elia Artone con la moglie e la fi9glia Eliana in via Sardegna.La Guardia costiera ricorda che Alle ore 17.45 venivano localizzati alcuni resti dello scafo riconducibili al peschereccio ed alle 18.20 veniva individuato dall’elicottero il primo membro dell’equipaggio, privo di vita, nella zona di mare a circa 1,8 miglia davanti il porto di Giulia- nova. Alle 18.25 l‘elicottero Nemo individuava nei pressi il secondo membro dell’equipaggio, anch’esso senza vita. Sul posto veniva dirottata la Motovedetta CP 843 di San Benedetto che procedeva al recupero delle due salme, successivamente sbarcate nel porto di Giulianova e trasferite, su ordine dell’Autorità Giudiziaria, presso il locale obitorio per la ricognizione cadaverica. Al momento sono ancora in corso le ricerche di eventuali ulteriori pezzi del relitto, che potranno essere utili per ricostruire la dinamica del sinistro.

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