Juventus – Sporting Live Tv Streaming Gratis Rojadirecta ore 20:45

By | 18/10/2017
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La partita di Champions League fra Juventus – Sporting inizierà alle ore 20:45.  Come Vedere Juventus – Sporting Streaming Gratis è possibile per tutti oggi mercoledi 18 Ottobre alle ore 20:45 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Juventus – Sporting Alle ore 20:45  il match tra Juventus – Sporting. Si gioca per la Serie A  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative dove vedere Juventus – Sporting, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTubeFacebook LiveStream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.  La gara che si giocherà domani alle ore 18:00 potrà essere seguita in tv come al solito sui dispositivi di Sky e Premium,oppure collegando il proprio personal computer alla tv con il cavo HDMI grazie al servizio in streaming delle due emittenti, Sky Go e Premium Play. Tuttavia, per vedere in streaming gratis Juventus – Sporting senza pagare bisogna andare su Rojadirecta oppure siti alternativi ad esso se non funziona: sono però siti pirata illegali, e non possiamo fare altro che sconsigliarne la fruizione.

Negli ultimi anni siamo stati un buon diesel, due campionati fa abbiamo anche fatto peggio. Ci vuole pazienza: il nostro obiettivo è arrivare a marzo in corsa su tutti i fronti, l’importante è fare punti anche in questo periodo di assestamento». Giorgio Chielli- ni aspetta lo Sporting Lisbona con fiducia, i punti smarriti in campionato non lo turbano : « il nervosismo non porta da nes-
suna parte, bisogna stare sereni. Siamo un gruppo esperto e intelligente, risponderemo presente come sempre».
ENERGIE. Conforta la sua tesi («Nonostante il passo falso di sabato, l’avvio di stagione è buono: abbiamo due soli punti meno dell’anno scorso»), ma non nega che la sconfitta con la Lazio abbia lasciato tracce: «A caldo c’era molto rammarico, ci tenevamo a mantenere l’imbat- tibilità dello Stadium. Le Nazionali hanno sottratto energie fisiche e nervose, a noi italiani e ai sudame-
ricani che hanno vissuto quattro giorni da thriller: piccole cose, non direi alibi, che hanno influenzato la partita. Detto questo, dovevamo metterci qual- cosina in più. Ogni tanto sembra tutto troppo facile, ma appena allenti il contatto con una sana paura finisci per rischiare».
RINNOVO. Guarda al prosieguo del campionato con ottimismo («Non abbiamo mai smesso di avere fame, rimaniamo favoriti per lo scudetto»), ma adesso pensa solo alla Champions: «Lo Sporting ha giocatori importanti,
grande tecnica e difesa. E Jorge Jesus è un tecnico che ci porta brutti ricordi: ripenso alla semifinale persa con il suo Benfica, al rammarico di non aver giocato la finale di Europa League a casa nostra». infine, un cenno al rinnovo contrattuale («Sono in famiglia, basteranno cinque minuti compreso il caffè») e due parole su Leo Bo- nucci: «E’ difficile cambiare ambiente, metto la mano sul fuoco che tornerà ai suoi livelli: tifo per lui, sperando però che il suo Milan arrivi dietro alla Juve»

33 Scudetti, 2 Champions, 6 Supercoppe di Lega, 1 Coppa delle Coppe, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Supercoppe Europee, 10 Coppe Italia, 3 Coppe UEFA. Questo il misero palmares della Juventus nella sua storia secolare, aggiungo, squadra con più tifosi in Italia e nel mondo. Dopo la discutibile retrocessione nella serie cadetta, la vecchia signora ha riordinato le idee, la batosta era stata brutta ma quando hai grinta da vendere non ti spaventi davanti a nessun ostacolo. Sei scudetti di fila, record assoluto, quattro con Conte, due con Allegri. Dopo un filotto del genere, con nuovi innesti, beh, un attimo di pausa ci può anche stare. No, vogliamo anche il settimo, l’ottavo e il nono scudetto … posso anche capire i tifosi, ma fino ad un certo punto. Voi non volete una squadra di calcio, ma dei robot, e questo non è da persone intelligenti.

Non avete digerito la sconfitta con il Barcellona che, attenzione, ci può stare benissimo, quella con la Lazio la considerate un onta, sbagliando. I biancocelesti, fin’ora, sono una scheggia impazzita, hanno perso una sola partita contro il Napoli che, guarda caso ha fatto il pieno: 8 su 8. Senza considerare la pseudo stampa amica: Inzaghi ha già la valigia pronta per sostituire AllegriDe Vrij a parametro zero; Milinkovic-Savic valutato quasi quanto Higuain. Ecco, parliamo di Higuain, sarà mica colpa di Allegri se adesso sembra il cugino di terzo grado di quello pagato 90 milioni? Sarà mica colpa di Allegri, se Dybala toppa due rigori su due? Sarà mica colpa di Allegri se il baby Strakhosa, che non ha mai parato un rigore, compie il miracolo? Il tifoso vero, si vede in questi momenti, il tifoso vero è consapevole che dopo sei anni da favola ci può essere un periodo buio. Anche se la Juve arrivasse quarta, sarebbe sempre un successo, questo devono capirlo gli pseudo gobbi che vogliono undici robot in campo.

Bivio Juve. Rallentare. Pericolo. Svolta a sinistra (o a destra, si fa per dire…): 3 punti Champions contro lo Sporting e imbocco dell’autostrada, pur guidando con prudenza anche allo svincolo per Lisbona, che porta verso la qualificazione agli ottavi. Nonché, accelerata poderosa in fuga dalle critiche e dalla “crisetta” di risultati in cui sono piombati i bianconeri nelle ultime due sfide di campionato.
Svolta dalla parte opposta: niente tre punti e qualificazione che si complica parecchio assai (tocca poi andare a vincere a Lisbona, provare a tener testa al Barcellona e giocarsi il tutto per tutto nella bolgia di Atene contro l’Olympiacos). Altro che autostrada: il cammino verso gli ottavi assumerebbe piuttosto i connotati d’un sentiero di montagna irto e radente lo strapiombo… E vien da sé che nel (malaugurato) caso la “crisetta” di cui sopra perderebbe il suffisso vezzeggiativo e assumerebbe connotati ben più massicci, oltre che preoccupanti. Per non parlare di critiche e pessimismi collaterali che monterebbero in maniera esponenziale.

Insomma, questa sera allAllianz Sta- dium la Juventus può e deve soltanto vincere, meglio ancora se in maniera tendente al perentorio. Tant’è che lo stesso Massimiliano Allegri – che pure solitamente tende a sminuire l’incidenza delle partite imminenti – non si trincera. «Ci aspetta una partita complicata. Loro difendono molto bene, hanno un allenatore molto esperto, bravo nel preparare queste partite. Infatti col Barcellona hanno fornito un’ottima prestazione. Quindi ci vorrà molta pazienza, ci vorrà testa: sappiamo che in queste due partite sono in ballo grandi possibilità per passare il turno, altrimenti dovremo fare punti col Barcellona e nell’ultima in Grecia. E’ matematica: se vinciamo le prossime due partite siamo qualificati, altrimenti dobbiamo aspettare». E sperare. E soffrire.
Di buono c’è il piano recupero di Pjanic, che sarà della partita dall’inizio. Così come Dybala. Chissà come sarebbe finita contro la Lazio, con loro due in azione dal 1.’ O almeno con l’argentino, entrato solo nel finale. Anche se in realtà Allegri non accetta contraddittorio in questo senso. «Col senno di poi ci siete già voi, quindi lasciamo perdere. Le scelte fatte le rifarei, non ho nulla da rimproverarmi. E non dite che la Juve è in crisi, è solo un momento in cui abbiamo fatto un punto in due partite».
Infine, già che c’è, un messaggino al Napoli: «In questo inizio di campionato il Napoli sta facendo cose importanti. Ma la strada è lunga lunga. Il calendario è bello, alla fine ci sono 3 scontri diretti, quindi ci sarà grande suspense finale e io su queste cose mi diverto molto…

Per ritrovare la via della vittoria e incassare punti preziosi in ottica qualificazione Massimiliano Allegri è orientato a riproporre in attacco l’usato sicuro, vale a dire i quattro attaccanti che hanno fatto la fortuna della squadra nella seconda parte della passata stagione: a destra dovrebbe tornare titolare Juan Cuadra- do, ormai ripresosi dalle fatiche con la Colombia, stesso discorso al centro per Paulo Dybala, che deve superare il doppio errore dal dischetto, mentre a sinistra agirà l’indispensabile Mario Mandzukic, che neppure gli acciacchi riescono a fermarlo, con Gonzalo Higuain punta avanzata per bissare il gol siglato contro l’Olympiacos.
A centrocampo, sicuro il ritorno di Mi- ralem Pjanic, che si era infortunato proprio nel riscaldamento prima della sfida contro i greci. Il suo apporto sarà fondamentale, ma è ballottaggio su chi sarà al suo fianco: le quotazione di Blaise Ma- tuidi sono in ribasso, ma soltanto perché Sami Khedira, al rientro sabato con la Lazio dopo un mese e mezzo, ha recuperato bene dallo sforzo per la gara. E visto che il francese è a corto di ossigeno dopo otto partite da titolare con la Juventus e due con la Francia, il tedesco potrebbe essere schierato sulla linea mediana.
In difesa invece Stefano Sturaro dovrebbe essere preferito ad Andrea Barza- gli per coprire il ruolo di terzino destro, con il centrale toscano a far coppia con Giorgio Chiellini e Alex Sandro sull’altra fascia, mentre Gigi Buffon è saldamente in porta. Nell’allenamento di ieri, però, è stata provata anche la difesa a tre, risolvendo così alla radice la questione terzino destro: una possibilità, più che una certezza.

Più che al rinnovo («Sono in famiglia, basteranno 5 minuti, caffè compreso»), Giorgio Chiellini non vede l’ora di tornare in campo per dimostrare a tutti che la Juventus resta famelica come sempre. Nessuna indigestione, nonostante una bacheca stracolma, piuttosto una carburazione lenta, ma in linea con gli standard bianconeri. «Negli ultimi anni siamo sempre stati un buon diesel, alla fine abbiamo solo due punti in meno della passata stagione. Ci vuole pazienza e serenità, conta essere al punto giusto a marzo. Certo, sabato c’era rammarico perchè era da tanto che non perdevamo in casa. Ma il ko non dipende da moduli o questioni tattiche, le Nazionali ci hanno tolto parecchie energie nervose».
Serve una partita di Cham- pions da vincere a tutti i costi per restituire alla Juventus la dimensione di sempre. «Se vogliamo – dice il Chiello -, contro lo Sporting è un sedicesi

mo di finale perchè alla fine il Barcellona arriverà primo nel girone e l’Olympiacos difficilmente potrà qualificarsi. Tra andata e ritorno con i portoghesi – che si sono rafforzati rispetto a un anno fa – ci giochiamo il passaggio del turno. La cosa più importante è arrivare a marzo in entrambi i tornei, che sono diversi: il primo è una corsa a tappe e vogliamo essere lì per decidere noi del nostro destino, il secondo dipenderà dagli scontri diretti».
La difesa comunque è finita nel mirino della critica per 13 gol subiti in 11 gare, ma Chiellini “difende” la categoria. «Il calcio è un gioco di squadra, ci sono equilibri. Se si prende gol la colpa non è solo dei difensori così come se non si prendono non è solo merito nostro. Certo, bisogna migliorare la fase difensiva. E capire i pericoli della partita: sappiamo la nostra forza e quando allentiamo la tensione, perdiano quella sana paura, allora rischiamo con tutti». Chiellini continua l’opera di difesa anche dei nuovi e delle loro difficoltà di inserimento. «E’ normale, vi ricordate di Dani Alves? Quello vero l’abbiamo visto nell’anno nuovo, poi ha fatto quattro mesi da fuoriclasse, anche Pjanic non si era adattato subito. Poi succede per necessità di entrare prima come Ma- tuidi e Bentancur: se ci fossero stati i titolari a disposizione anche il loro inserimento sarebbe stato più graduale». Stessi problemi di Bonucci al Mi- lan. «Ho visto Leo in Nazionale, è tranquillo, tra virgolette. E’ difficile cambiare ambiente, facciamo il tifo per lui come persona perché il rapporto è buonissimo sperando che arrivi sempre dietro di noi»

Massimiliano Allegri svela il retroscena: un faccia a faccia con Paulo Dybala, uno dei giocatori bianconeri in questo momento più chiacchierati. Normale sia al centro dell’attenzione, trattandosi di uno dei giocatori più talentuosi della squadra e più in generale d’Italia, forse d’Europa. Anche se i paragoni a volte si trasformano in un macigno troppo pesante anche per chi ha l’etichetta di predestinato. Lo racconta Allegri, citando appunto la chiacchierata di lunedì con la Joy a: «Ci siamo parlati, sì. E’ normale che anche nella gestione di se stesso Paulo debba arrivare aun sostanziale equilibrio».

La parolina magica, equilibrio: trovare dentro di sé, dunque, la capacità di mantenere f un distacco da ciò che lo circonda e non lasciarsi  travolgere dalle montagne russe w dei risultati e della critica. Finora è proprio que- sto che è mancato a Dybala, evidentemente. Poi il Conte Max se la prende anche con paragoni e titoloni, ma questo fa parte del gioco delle parti: «Credo di aver letto da qualche parte che dopo le prime giornate è stato paragonato a Messi. O mi sbaglio? Ora non è che se Dybala sbaglia due rigori di fila adesso non valga più nulla. No?». No, ma è innegabile il fatto che stia attraversando un periodo di appannamento, senza dubbio meno brillante dell’avvio esplosivo. E il confronto tecnico-giocatore lo dimostra: «Questa fase fa parte di un percorso di crescita di un giocatore straordinario. Capita a tutti di sbagliare». Per Allegri sono lezioni di vita che aiutano a migliorare: è questo ciò che ha detto direttamente a Paulo. « Ne uscirà più forte. E’ un ragazzo di grande temperamento. Deve semplicemente trovare un suo equilibrio e questi passaggi gli serviranno molto». Un discorso molto franco e quasi paterno, quello di Allegri: «Non deve esaltarsi quando realizza tre gol al Sassuolo e non deve deprimersi se fallisce un rigore con l’Atalanta o se ne sbaglia un altro contro la Lazio». Il Conte Max motiva e rassicurala Joya.

«Ho lasciato lo Sporting il 31 agosto, all’ultimo giorno di mercato mi sono trasferito al Brighton in Premier, ma il mio cuore è ancora a Lisbona: seguo tutte le partite dello Sporting, ho contatti quotidiani con i miei ex compagni e ogni volta che posso torno a Lisbona, dove ho un ristorante italoargenti- no Vedrete, faremo una gran partita contro la Juventus».
Schelotto, parla come se dovesse scendere in campo con lo Sporting…
«Mi sento uno di loro, mi viene spontaneo dire “noi” e non “loro” Io ero a Lisbona quando è iniziata l’avventura in Champions».
Se ripensa al sorteggio?
«Eravamo contenti perché

Ezequiel Schelotto, 28 anni

per noi giocatori la Cham- pions è una vetrina e confrontarsi con Messi e la Juventus è il massimo. I discorsi, quel giorno, erano quasi tutti su Dybala e sullo stadio: Coates e Ruiz pensavano che si giocasse all’Olimpico di Torino, così ho mostrato loro alcuni video dello Sta- dium. Ho scelto le immagini del 13 maggio 2012, quando giocavo nell’Atalanta e ho

vissuto dal campo l’ultima partita di Del Piero in Serie A con la Juve. Mi sembrava il modo migliore per rendere l’atmosfera dello Stadium».
Che Sporting troverà la Juventus?
«Squadra costante e compatta. Puoi anche batterla, ma di sicuro ti fa sudare fino all’ultimo. Lo scorso anno all’89’ vincevamo 1-0 al Bernabeu, poi Ronal- do e Morata rovesciarono la gara nel recupero. Adesso mi aspetto un 1-1: reti di Coates e Dybala».
Il pericolo dei portoghesi?
«Fossi nella Juve eviterei di far crossare lo Sporting, perché Dost nel trasformare in gol i traversoni è bravissimo: è un Toni olandese. Gli ho visto fare 35 gol, in tutti i modi. Ricordo un mio assist che lui ha insaccato… da seduto, con un pallonetto».
Jorge Jesus fermò i bianconeri ai tempi del Benfica: che strategia anti Juventus si aspetta?
«Jesus è un Conte portoghese, un vincente. L’etichetta di difensivista è sbagliata. Avrà preparato la partita sui singoli della Juve. In particolare su Dybala, che grazie alla sua capacità di saltare gli uomini in dribbling è il pericolo numero uno. Mi aspetto che lo Sporting intasi i corridoi centrali obbligando la Juve a giocare sulle fasce e a puntare sui cross visto che la coppia centrale Mathieu-Coa- tes è fortissima di testa. Lo Sporting la giocherà su duelli a tutto campo, recupero palla e contropiede grazie ai velocisti Gelson Martins e Acuna».
Ci svela qualche “chicca” su Jorge Jesus?
«Comunica la formazione solo all’ultimissimo perché vuole che tutti si preparino mentalmente per scendere in campo. E poi è un maniaco di tattica e pretende che anche i suoi giocatori lo siano. A volte quando spiega chiama i giocatori alla lavagna e interroga: sembra di tornare a scuola».

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