Cimici asiatiche invadono il Nord Italia: ecco come debellarle

By | 24/10/2017
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Le regioni dell’Italia settentrionale, con l’arrivo della stagione invernale, sono di nuovo alle prese con l’invasione di questi insetti, che dal 2012 sono responsabili del danneggiamento di numerosi frutteti. Il timore, però, è che possano cercare rifugio nelle case, per trascorrervi l’inverno in una sorta di letargo, dopo aver già attaccato i campi.

Sono diventata negli ultimi anni il più grande incubo degli agricoltori delle regioni del nord Italia a causa di una vera e propria invasione. Stiamo parlando delle cimici asiatiche conosciute anche come Halyomorpha halys, che pare siano in grado di distruggere pere, mele e albicocche. L’invasione sarebbe iniziata alcuni anni fa ed esattamente nel 2013 quando le cimici asiatiche hanno colpito Piemonte, Lombardia poi nel 2014 hanno attaccato la Liguria e la Toscana mentre nel 2015 è toccato al Trentino e alle Marche. Anche quest’anno sembra essere emergenza In questi territori soprattutto nelle regioni del nord est tra Friuli e Veneto con l’avvicinarsi della stagione invernale complice il calo delle temperature. Proprio per queste ragioni nei giorni scorsi pare ci sia stata la denuncia di alcuni residenti riguardo la presenza sempre più significativa di questi insetti nelle loro case e nei campi.

Anche attraverso il dna abbiamo accertato che la H.halys presente in Italia è arrivata da zone diverse della Cina e dalla Corea. Bisogna studiarne la provenienza per capire in che modo si possono combattere, perché reagiscono in modo diverso al clima e agli insetticidi”, ha commentato Lara Maistrello, entomologa dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’autunno è il periodo favorito per la diffusione delle cimici asiatiche e secondo i numeri diffusi dalla Coldiretti la situazione, come già abbiamo visto, sarebbe particolarmente drammatica in Friuli e Veneto, anche se alcuni esemplari sono stati acquistati anche in Lombardia e Piemonte. Durante i mesi invernali, le cimici cercano rifugio in luoghi chiusi e riparati per poi rispuntare a primavera. Intervenuto anche Francesco Vincenti, grande coltivatore di pere nel mirandolese, il quale ha dichiarato che queste cimici sembrano diverse dalla nostra anche per il colore perché sono scure e non Verdi come l’italica nezara viridula.

” Le elimini, se ci riesci, dal pero e volano sul melo. Le cacci ancora e te le trovi sulla vite, sull’albicocco e poi ancora sul pero. E in autunno ti arrivano in casa. Le prime le hanno viste accanto all’Autosole, a Campogalliano, uscite forse da un container partito dall’Asia. Poi sono volate qui, nella Bassa. Quest’anno mi è andata abbastanza bene, ho perso il 10-15% delle pere. Ma altre aziende sono state quasi distrutte”, ha aggiunto ancora Francesco Vincenti.

La cimice in questione è lunga dai 12 ai 17 mm di colore tra il grigio e il marrone e in questi anni come già detto è diventata il peggior nemico della frutticoltura italiana, tanto che il Crea nel 2016 ha dichiarato che in Italia a causa di questi insetti si è perso oltre il 40% di pere e kiwi con danni pesanti anche a mele, pesca, uova pomodori, noci, nocciole, mais e soia. “Sono circa 300 le colture che possono essere colpite. Questo insetto ha un apparato boccale pungente e succhiante e con la saliva provoca necrosi e deformazione nei frutti. In ogni fase di vita, dalle uova alla maturità, riesce comunque a fare danni. L’invasione è stata ed è veloce e altrettanto pronta deve essere la reazione, con fondi per la ricerca e per strumenti di difesa passiva”, ha dichiarato ancora Lorenzo Bazzana, responsabile economico della Coldiretti.

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