Diventa mamma a 56 anni con gravidanza naturale

Quando la piccola Beatriz è nata, all’inizio di dicembre, pesava tre chilogrammi ed era lunga 47 centimetri. In sala parto è andato tutto bene, non ci sono state complicanze e il travaglio è stato regolare. La bimba, anche in queste ore, è in perfetta salute: i controlli di rito non hanno evidenziato niente di anomalo, i test dei primi giorni sono andati a buon fine e lei ègiàa casa a godersi i primi giorni di vita. Cosa ci sia di speciale in questa nascita di fine anno che ha regalato il sorriso a infermieri e genitori? È presto detto: l’età della madre. Sì, perché la donna che ha partorito Beatriz ha la bellezza di 56 anni e ha concepito la bambina senza ricorrere alla procreazione assistita. Il fiocco in questione, insomma, è naturale al cento per cento. Nessuna provetta, nessun inseminazione, nessuna conta degli ovuli. Solo “un piccolo miracolo”, come lo definiscono i ginecologi che, per nove mesi, hanno seguito attentamente l’intera vicenda.

La signora, che adesso è alle prese con pannolini e latte in polvere, vive a Casale Sul Sile, in provincia di Treviso, è di origini meridionali e sul lettino dell’ostetrica c’è già stata due volte, in passato. Le sorelle di Beatriz, nate da una sua precedente relazione, hanno 28 e 34 anni: in famiglia il rosa va per la maggiore. Il padre, invece, è un uomo nato a Santo Domingo e residente nel vicino borgo di Cervignano del Friuli, dove tra l’altro i due hanno convissuto per parecchio tempo: ha diciassette anni in meno della sua compagna, non aveva in nessun modo programmato il lieto evento ma, non appena ha potuto stringere in grembo quel fagottino inaspettato, ha toccato il cielo con un dito. E chi l’avrebbe mai detto? Di fronte a quel test di gravidanza col segno positivo, giurano, ci sono rimasti di sasso un po’ tutti. La 56enne, per cominciare, che pensava di essere ormai alle prese con la menopausa e invece si è ritrovata, tanto di pancione, a dover scegliere il modello di passeggino più adatto. Il suo fidanzato, che all’inizio deve aver pensato a una battuta. I parenti e gli amici, che tra domande, apprensioni e telefonate continue, non hanno lasciato mai soli i due neo-genitori.

Ma anche i medici e i dottori dell’ospedale dell’Angelo di Mestre (a Venezia), che non hanno battuto ciglio alla richiesta di preparare la sala parto per un nuovo “arrivo”, ma che hanno sgranato gli occhi quando hanno letto l’età anagrafica stampata nero su bianco sui documenti di ricovero della donna. Tutto bene quel che finisce (anzi: inizia) bene. Le contrazioni non sono durate più del necessario, non è stato nemmeno il caso di ricorrere al cesareo e la piccola Beatriz ha visto il suo primo Natale a casa con i suoi. So-rellone incluse. Certo, nei mesi precedenti i genitori della bimba sono andati al policlinico di frequente. Una sorta di via vai tra ginecologia e ostetricia: ché coi controlli, in questi casi, è sempre meglio abbondare. Non capita mica tutti i giorni di diventare mamme quando, per la carta d’identità, si potrebbe tranquillamente fare le nonne.

E se i dubbi sono leciti (i genitori di Beatriz saranno belli che pensionati durante la sua adolescenza), pazienza. Di fronte al suo sorriso spariscono anche le paure iniziali. Al punto che la madre, ancora frastornata dall’evento, ha già messo in conto che la fatica che l’attende sarà parecchia: però si è detta pronta e felicissima di accettare la sfida. La gravidanza, resa ancora più rara dal fatto che si è svolta in totale naturalezza, sta già facendo discutere e ha sollevato qualche timore, specie tra i famigliari della coppia. Quando ha scoperto di essere restata incinta la donna (di cui al momento non si conoscono le generalità) ne ha parlato col convivente, e insieme hanno deciso di tenere il pargoletto: non sapevano ancora se sarebbe stato un maschietto o una femminuccia. Sotto l’albero hanno trovato una bambina. Bellissima, sostiene chi l’ha vista. In fondo, non è mai troppo tardi.

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