Creata un’app in grado di misurare il dolore dei neonati e non solo

By | 06/01/2018
(Visite Totali 131 ---- Visite Oggi 1 )

È un’applicazione molto avanzata che porterà una vera e propria rivoluzione. Infatti, il neonato non è in grado di comunicare con il genitore, e quindi, non riesce a far sapere al genitore che tipo di dolore avverte, quest’applicazione sarà in grado di svelare un possibile partito del neonato attraverso la mimica facciale, ma sarà in grado di tenere sotto controllo la frequenza cardiaca e quella respiratoria. Questa innovativa applicazione è stata creata sperimentata presso la neonatologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino, un gruppo fortemente specializzato di pediatri, ed ingegneri ci hanno lavorato su per svariati mesi.

Problematiche prese in considerazione

Il bambino [VIDEO]in tenera età è sottoposto, se nato prematuramente, a terapie molto dolorose e, come già enunciato, difficile è proprio verificare il grado di intensità del dolore stesso.

Tale intensità è utile rilevarla prima per motivazioni etiche e legislative ma, anche e soprattutto, perchè è scientificamente provato come i bambini sottoposti ad un dolore ripetitivo e continuo, in età adulta avranno una soglia del dolore molto ridotta.

Il progetto

L’idea progettuale nasce da Emilia Parodi e dal dottor Mario Frigerio che, collaborando con l’istituto per ingegneri Mario Boella di Torino sono riusciti ad inventare un’app che permette, con la tecnologia wireless, di rilevare oggettivamente e con un sistema non invasivo la mimica del viso del neonato. Dalla mimica possiamo verificare la frequenza dei battiti cardiaci, di quelli respiratori e misurare la saturazione dell’ossigeno. La nuova app verrà usata all’interno dell’ospedale stesso, per i bambini in terapia intensiva, che sono nell’incubatrice, o in quelli nel fasciatoio, posizionando una telecamera vicino al viso del bambino e attivandola quando saranno eseguiti analisi più dolorose.

Allo stesso modo potrà essere utilizzata anche comodamente dai genitori nello proprie abitazioni.

Il premio

Il progetto ha vinto il prestigiosissimo premio come migliore contributo scientifico, al Congresso Bioinformatico di Barcellona. Lo staff crede molto in questo progetto che ha visto la collaborazione di molte figure professionali. L’obiettivo dell’app non è quella di sostituire il medico o l’infermiere pediatrico, ma affiancarli migliorando l’assistenza del bambino malato. Cosi il neonato sarà liberato da fili e sensori vari che vengono applicati sulla pelle e che spesso la lesionano vista la fragilità della stessa. #appdeldolore#@neonati

I neonati – evidenzia una nota della Città della Salute di Torino -, soprattutto se nati prima del termine e ricoverati in Terapia Intensiva, rappresentano purtroppo una categoria di pazienti pediatrici spesso sottoposti a procedure dolorose. L’incapacità dei bambini molto piccoli di comunicare verbalmente rende particolarmente difficile valutare l’entità del dolore provato da questi pazienti. Riconoscere e di conseguenza trattare adeguatamente il dolore nel neonato è necessario non solo per motivazioni etiche o legislative (la Legge 38 del 15.03.2010, Art. 7 prevede l’obbligo di monitorare sistematicamente il dolore quale quinto parametro vitale nei soggetti ospedalizzati e di riportarne in cartella clinica caratteristiche ed evoluzione nel corso del ricovero), ma anche perché è dimostrato da studi scientifici come il dolore ripetitivo in una fase precoce dello sviluppo del sistema nervoso possa comportare effetti dannosi a breve e lungo termine (ad esempio una ridotta soglia del dolore in età adulta)”.

«Crediamo molto in questo progetto, che ha visto la collaborazione multidisciplinare di molte figure professionali. L’obiettivo finale non è sostituire il medico o l’infermiere pediatrico nell’assistenza al piccolo malato, ma mettere la tecnologia al servizio del clinico. Monitorare la frequenza cardiaca e respiratoria con tecnologia wireless contribuirà notevolmente al benessere del neonato che verrà finalmente «liberato» da fili e sensori i quali, oltre a lesionare la pelle fragile del bimbo molto piccolo, possono limitare il contatto fisico con la mamma ed il papà», hanno chiarito invece i neonatologi dell’ospedale Mauriziano di Torino.

Il sistema, descritto come “automatico e non invasivo”, si basa essenzialmente su tecniche di analisi della mimica facciale del neonato e sulla contemporanea misurazione della saturazione di ossigeno, dellafrequenza cardiaca e della frequenza respiratoria.

Il tutto senza alcun fastidio per il bambino, semplicemente attraverso la videoregistrazione del volto e delle smorfie facciali tramite una telecamera posta in prossimità dell’incubatrice – per i neonati ricoverati in terapia intensiva – o del fasciatoio, su cui vengono eseguite le procedure dolorose come i prelievi di sangue per i neonati non prematuri.

Questo straordinario risultato è stato presentato in anteprima a Barcellona ed è il frutto della collaborazione tra medici e infermieri pediatrici, ingegneri dell’Istituto Superiore Mario Boella, statistici del Dipartimento di Matematica ed epidemiologi del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università degli Studi di Torino.

Loading...
(Visite Totali 131 ---- Visite Oggi 1 )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *