Cadavere sui binari: e’ del sedicenne scomparso Ciro Ascione, omicidio o suicidio?

By | 24/01/2018
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E’ un giallo la morte del quindicenne Ciro Ascione di Arzano, la cui scomparsa, avvenuta sabato scorso, era stata denunciata dai genitori alla questura di Napoli. Il corpo del ragazzo è stato scoperto poco dopo le 17 di ieri in uno dei tratti più impervi della ferrovia, tra Casoria e il mega quartiere di Arpino. Ancora da determinare le cause della morte, e da accertare se lo scempio del corpo sia stato causato dall’investimento di un convoglio ferroviario, o da altre cause, delle quali finora nessuna viene esclusa. Sul posto gli agenti della polizia ferroviaria, coordinati dal pm della Procura di Napoli Nord diretta dal procuratore capo Francesco Greco. Ciro, conosciuto come un bravo ragazzo, senza grilli per la testa, sabato era sparito nel nulla a Napoli, dove si era visto con la
fidanzatina, che risiede nei pressi dei Quartiere spagnoli. È stata proprio la ragazza ad aver visto per ultima Ciro, mentre il quindicenne entrava nella stazione Toledo del metrò: doveva poi salire sul treno locale Napoli-Caserta delle 21,25 e di li a pochi minuti scendere alla fermata di Casoria, dove lo ha aspettato invano il padre.

Attraverso le analisi dei video ripresi dalle telecamere di sorveglianza della Stazione Centrale, gli inquirenti hanno accertato che Ciro dopo essere uscito dal metrò ha imboccato la galleria Garibaldi. E qui si sono perse le sue tracce: non sarebbe mai arrivato al marciapiede di partenza del treno locale per Casoria. Il ragazzino non comparirebbe nelle immagini riprese dalle tre telecamere di video sorveglianza della banchina dalla quale è partito il convoglio. Cosa è accaduto in quei pochi minuti che sono trascorsi dall’uscita dalla metropolitana all’ultima immagine ripresa mentre percorreva la galleria Garibaldi, resta al momento la chiave di volta per chiarire la tragica fine di un ragazzino per bene.

La morte violenta di un individuo può essere imputata alle seguenti tre cause: omicidio, suicidio, incidente. A tal riguardo risulta emblematico l’acronimo inglese “NASH” (natural, accident, suicide, homicide) che, utilizzato in una accezione più generale, indica la totalità dei motivi per i quali possiamo morire.1 Spesso, da un punto di vista medico legale, l’eziopatogenesi relativa alla morte di un individuo appare evidente anche se non altrettanto possono esserlo i motivi del decesso.

In tal senso, nell’ambito delle investigazioni retrospettive da svolgere nei casi di suicidio o di morte sospetta, risultano di fondamentale importanza i seguenti concetti chiave: la diagnosi clinica della morte; le cause, intese come l’evento/i che hanno generato le condizioni cliniche (es. incidente automobilistico, colpo di pistola alla tempia ecc.) ed i motivi, riconducibili alle circostanze che hanno determinato le cause della morte. Questi possono essere naturali, accidentali, riconducibili a suicidio od omicidio. In ambito investigativo, al fine di ridurre i margini di errore nell’ipotizzare i motivi della morte di un individuo, l’Autopsia Psicologica sembra essere, ad oggi, la tecnica di indagine più raffinata. Questa consiste nella ricostruzione retrospettiva della vita di una persona scomparsa per individuare aspetti che ne rivelino le intenzioni rispetto alla propria morte, indizi sulla tipologia del decesso, sull’eventuale grado di partecipazione alle dinamiche dello stesso e a fornire ipotesi circa i motivi per i quali la morte è avvenuta in quel dato momento.

Tale tecnica si realizza in ambito investigativo, forense e di ricerca ed è il risultato di un lavoro di individuazione, raccolta ed analisi interdisciplinare di tutte le informazioni derivanti dalla scena del crimine, dalle scienze forensi nonché dalle testimonianze delle persone più significative nella vita della vittima, al fine di elaborare una valutazione approfondita delle sue condizioni psichiche e fisiche al momento del decesso. La presente ricerca nasce dai risultati forniti da numerosi studi scientifici in merito alla la notevole sottostima del numero di vittime che si sono suicidate (Cazzullo 1987; Wilson E.F. 1998, Hollander 1983, Di Nunno N., 2002). In tale ottica l’Autopsia psicologica appare oggi lo strumento maggiormente in grado di ridurre i margini di errore nello stabilire le effettive cause di morte nei casi equivoci o sospetti. L’accertamento dell’effettiva causa di morte di un individuo, oltre alla necessità di rendere giustizia alla vittima e alla società, risponde ad importanti esigenze di carattere epidemiologico e preventive. L’accurata determinazione della morte di un individuo per suicidio è infatti essenziale per identificare gruppi di popolazione a rischio e relativi programmi preventivi e di intervento. Si potrebbero inoltre comprendere maggiormente i fattori di rischio e le relative cause nonché i prodromi o segnali anticipatori dell’atto suicidario.

Malgrado alcuni studi condotti utilizzando tale strumento, in Italia non esiste allo stato attuale un protocollo standardizzato di Autopsia Psicologica, da utilizzare per la raccolta delle informazioni fornite da tutti i 7 possibili attori che, direttamente o indirettamente, possono indicare elementi rilevanti per la ricostruzione del vissuto della vittima, l’individuazione dei tratti caratteristici di personalità, lo stile di vita, le relazioni interpersonali ed i singoli possibili dettagli significativi per una maggiore comprensione dell’accaduto. Alla luce di quanto sopra esposto, obiettivi della presente ricerca esplorativa sarebbero l’individuazione delle necessità investigative relative ai casi di suicidio e morti equivoche e l’elaborazione di una ipotesi di protocollo di Autopsia Psicologica.

E’ di Ciro Ascione, 16enne di Arzano scomparso da sabato, il cadavere trovato oggi pomeriggio sui binari della stazione di Casoria. Il traffico ferroviario era stato sospeso intorno alle 17:00.

 La dinamica e’ ancora in fase di ricostruzione.

Il ragazzo era scomparso sabato sera, di ritorno ad Arzano da Napoli dopo aver lasciato la sua fidanzatina residente nei quartieri spagnoli. La ragazzina lo ha visto l’ultima volta mentre entrava nella stazione di Toledo.

Avrebbe dovuto raggiungere in metropolitana piazza Garibaldi e da lì prendere il treno delle 21.25 per Caserta e sarebbe sceso a Casoria, dove il padre lo aspettava . Alcune telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre usciva dalla stazione della metropolitana e percorreva la galleria Garibaldi. Nella stazione centrale, però, non sarebbe mai entrato. I familiari avevano perso tutti i contatti intorno alle 21.20 quando il cellulare ha cominciato a risultar spento. Si erano recati in Questura per denunciare la sua scomparsa. Si erano rivolti anche a “Chi l’ha visto?”, che stamattina aveva rilanciato l’ultimo appello del padre. Anche i social hanno subito diffuso la notizia ma purtroppo per questa storia non c’e’ stato un lieto fine.

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