Alatri, per tutti gli indagati ora l’accusa è di omicidio

By | 06/04/2017
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Sono tutti indagati per omicidio. Svolta nell’inchiesta sulla morte di Emanuele Morgan- ti, il giovane ucciso dal branco nella notte tra il 24 e 25 marzo scorsi dopo una lite scoppiata all’interno del club “Mirò” di Alatri, in provincia di Frosinone.

I magistrati del pool diretto dal procuratore del capoluogo ciociaro Giuseppe De Falco hanno deciso di allargare la contestazione dell’omicidio volontario aggravato dai futili motivi, inizialmente mossa soltanto a Mario Castagnacci e Paolo Palmisani che si trovano tuttora in carcere a Regina Coeli, anche agli altri già indagati per rissa: Franco Castagnacci, padre di Mario; i quattro buttafuori – Michael Ciotoli, Damiano Bruni, Manuel Capoccetta, Xhemal Pjetri – e Michel Fortuna, giovane del frusinate iscritto nei giorni scorsi dopo le dichiarazioni fornite da alcuni testimoni, ma con tutta probabilità anche da uno degli indagati.

La mossa della Procura ha colto di sorpresa gli avvocati difensori. «Al di là della formale contestazione più grave, resta immutata la posizione sostanziale dei nostri assistiti. Questa mattina presenteremo una richiesta d’interrogatorio in riferimento alla nuova ipotesi di reato», dichiarano Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia, legali dei buttafuori Damiano Bruni e Michael Ciotoli.

II legale di Franco Castagnacci, Marilena Colagiacomo, dice che «si tratta di una imputazione provvisoria» e che il suo assistito ribadisce «la propria estraneità anche alla rissa, figuriamoci all’omicidio».

II cambio di passo all’inchiesta sul brutale pestaggio, che potrebbe preludere ad altre novità sul piano investigativo, è arrivato con l’avviso di garanzia notificato ieri a tutti gli indagati in vista degli accertamenti dei carabinieri del Ris, che si terranno domani mattina, sull’auto contro cui Emanuele Morganti ha battuto la testa prima di perdere conoscenza. Rilievi sui quali c’è la massima attenzione degli investigatori.

«È da accertare se Emanuele Morganti sia stato colpito con un oggetto. Non lo diamo per scontato», ha dichiarato il procuratore di Frosinone De Falco. Allo stato dei fatti, in attesa degli esiti preliminari dell’autopsia, ha aggiunto il magistrato, non si può escludere che il colpo letale alla testa, questo sì accertato dal medico legale, possa essere stato causato dall’urto con l’auto parcheggiata nella piazza teatro del pestaggio. Accertamenti anche sulla scena del delitto. Martedì i periti nominati dalla Procura hanno raccolto materiale video che servirà alla ricostruzione animata dei fatti di sangue.

RICERCA DELL’ARMA E MOVENTE
Nel frattempo si continuano a cercare lo svitabulloni a forma di L impugnato da Paolo Palmisani e anche il manganello di un buttafuori con cui sarebbe stato picchiato Emanuele, così come dichiarato da alcuni testimoni oculari dell’aggressione. È stato sequestrato un arnese in ferro, ma dalla Procura fanno sapere che, per il momento, non ci sono stati riscontri sul fatto che sia quello indicato da alcuni testimoni. Per quanto riguarda il movente, invece, il procuratore De Falco ha confermato che tra le ipotesi c’è anche quella della vendetta. Circa un anno fa Emanuele prese le difese di una ragazza durante un litigio con un coetaneo amico di Palmisani e Castagnacci. In quella circostanza sembra che qualcuno avrebbe detto: «Te la faremo pagare».

E sempre in relazione all’omicidio di Alatri, ci sono sviluppi sul caso della scarcerazione, avvenuta un giorno prima del delitto, di Mario Castagnacci che era stato fermato a Roma per detenzione di droga. Il Gip che ha deciso di rimetterlo in libertà dopo l’udienza per direttissima ora rischia il trasferimento. Il Csm, infatti, ha autorizzato l’apertura di un’istruttoria disciplinare in Prima commissione accogliendo la richiesta presentata dal laico di Forza Italia, Pierantonio Zanettin. In difesa del magistrato si schiera l’Anm che in una nota parla di «interferenze inaccettabili» e «aggressione alla funzione giudiziaria».