Dai voucher al lavoro a chiamata

By | 07/04/2017
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La parola ora passa al Senato per l’approvazione definitiva e far così decadere il referendum abrogativo indetto per il 28 maggio e fortemente voluto dalla CGIL. “Le aziende agricole con un volume di affari superiore ai 7 mila euro (la quali totalità) che avevano bisogno di personale si vedevano costrette, infatti, a stipulare contratti di lavoro subordinato, anche se solo per pochi giorni di lavoro”.

L’Aula della Camera oggi ha approvato il decreto di legge di abrogazione dei voucher, senza subire alcuna modifica. Nella maggioranza di governo, i centristi sono stati i primi a presentare una proposta di riforma dei buoni lavoro, incentrata sullo slogan “Non condanniamo al “nero” i lavoratori occasionali”.

Viene meno quindi, la preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore nelle controversie sui crediti di lavoro, e viene ripristinata la responsabilità solidale nella catena degli appalti, togliendo alle parti la possibilità di derogare con la contrattazione collettiva.

Nel 2016, secondo dati Insp, sono stati venduti circa 134 milioni di buoni.

La mozione dei Cittadini si distingue, in particolare, per la richiesta di realizzare uno strumento che si caratterizzi per non aumentare la burocrazia e i costi del lavoro, insomma, uno strumento snello, facile da usare e che possa venire incontro alle esigenze tipiche del lavoro accessorio. L’ambito definito è quello dei “piccoli lavori di tipo domestico familiare, compresi l’insegnamento privato supplementare, i piccoli lavori di giardinaggio e l’assistenza domiciliare occasionale ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap; della realizzazione da parte di privati di manifestazioni sociali, sportive o caritatevoli di piccola entità“.

In pratica si tratta di una riformina del lavoro a chiamata, introdotta nel 2003 e utilizzabile ancora adesso. L’emendamento prevede anche un periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2017, in cui si potrà continuare ad utilizzare i buoni lavoro già acquistati. “È pertanto auspicabile che – ha aggiunto – in attesa che si chiarisca il quadro normativo nazionale di riferimento sul lavoro accessorio, si proceda comunque a compilare le graduatorie previste dal bando del Comune di Vasto, anche per rispetto dei tantissimi Vastesi che hanno inoltrato la domanda di partecipazione”.

Per quanto concerne gli appalti, il provvedimento va invece a correggere la disciplina in materia di responsabilità solidale tra committente e appaltatore circa i trattamenti retributivi, i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti ai lavoratori subordinati per la durata del contratto di appalto. In tale ipotesi si applica il disposto dell’articolo 27, comma 2.