Poliziotti chiedono il pizzo ai borseggiatori in Stazione Centrale: condannati a sette anni

By | 08/02/2017
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Due ex poliziotti della squadra mobile di Milano sono stati condannati a 7 anni per ricettazione e concussione. I due, arrestati nel dicembre 2015, hanno chiesto il pizzo ad alcuni borseggiatori di origine rom che derubavano i passeggeri alla stazione Centrale di Milano. E’ arrivata la condanna a 7 anni di carcere per Cosimo Tropeano e Donato Melella, ovvero due poliziotti i quali sono stati arrestati lo scorso mese di dicembre del 2015 per aver spartito il bottino di una serie di furti ai danni di passeggeri della stazione Centrale di Milano, con una banda di rom. E’ stata questa la decisione presa dal Tribunale Milanese che ha così dichiarato estinto il loro rapporto con la pubblica amministrazione di riferimento; i due poliziotti, adesso risultano accusati di concussione e ricettazione e pare che abbiano anche chiesto del denaro a donne rom minacciandole di togliere loro i figli. “Se non ci date quello che avete preso, vi togliamo i bambini e vi facciamo arrestare”, erano queste le frasi che erano soliti dire alle due donne rom per farsi dare dei soldi, frasi messe a verbale da alcune rom nell’inchiesta in questione che ai tempi era coordinata dal pm Antonio D’Alessio, che aveva portato in carcere anche 23 nomadi di origine serbo-bosniaca tra cui molte onne accusati di associazione per delinquere finalizzati ad una serie di furti.

Il gruppo di nomadi riusciva ad incassare tra i 5mila e i 20mila euro a settimana rubando portafogli, orologi e gioielli a facoltosi turisti di passaggio alla stazione, soprattutto giapponesi, americani o di origine araba, anche con la scusa di aiutarli all’interno dei treni, lungo i binari e sui tapis roulant della stazione.Le indagini sono state condotte dalla polizia ferroviaria e dalla Squadra Mobile di Milano che erano nate proprio da denunce di donne rom che avevano parlato di imposte ed anche dei proventi dei furti che i capi dell’associazione richiedevano, ed ancora dei soprusi dei due poliziotti. I giudici della quarta sezione penale (Magi-Guadagnino-Amicone), oltre ad accogliere le richieste di condanna del pm Letizia Mannella, hanno anche dichiarato i due agenti, che erano già stati sospesi dal servizio dalla Questura dopo che erano finiti agli arresti domiciliari, interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale per la durata della pena.

Il Tribunale aveva stabilito anche a loro carico la confisca di 1500 euro ciascuno ed ha anche trasmesso gli atti relativi a due episodi riferiti all’ottobre 2014 ed al maggio 2015, in modo che la Procura potesse valutare nove contestazioni a loro carico.Tropeano si è detto innocente ed ha preannunciato ricorso in Appello, è questo quanto anticipato nella giornata di ieri dall’avvocato Sergio Mastrogiacomo che lo assiste con il difensore Antonino De Benedetti. Davvero una bruttissima storia che ha coinvolto ancora una volta due rappresentanti dello Stato che piuttosto che svolgere il proprio ruolo di tutori dell’ordine, non hanno fatto altro che scendere a compromessi con i delinquenti e per di più hanno abusato del proprio potere e della divisa per estorcere denaro.