Omicidio Sarah Scazzi, domani la Cassazione. Michele insiste: «L’ho uccisa io»

By | 19/02/2017
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A Il delitto di Avetrana, uno dei più oscuri omicidi avvenuto negli ultimi anni nei confronti di una vittima minorenne, approda domani in Cassazione, davanti alla Prima sezione penale. I supremi giudici dedicheranno l’intera udienza con un collegio ad hoc che dovrà esaminare i ricorsi dei sei imputati di questo crimine avvenuto in provincia di Taranto il 26 agosto 2010. Particolare attenzione sarà dedicata alla posizione di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, madre e figlia, condannate all’ergastolo in primo e secondo grado con l’accusa di aver strangolato e ucciso la giovanissima Sarah Scazzi, quindici anni, minuta, biondina e graziosa, cugina e nipote delle due donne. Per la loro difesa scenderà in campo, al gran completo, lo studio del professor Franco Coppi, uno tra i maggiori penalisti italiani che del caso di Avetrana e dell’innocenza di Sabrina ne ha fatto una battaglia anche personale. Ventidue anni all’epoca del fatto la ragazza è in carcere con la madre e si professa innocente indicando nel padre Michele Misseri (reo confesso) il vero assassino.

Il ruolo di capro espiatorio, questo ex emigrato in Germania sottomesso alla moglie, lo ha giocato tante volte, con diverse versioni e ritrattazioni, a partire dalla confessione che il 6 ottobre 2010 ha portato al ritrovamento del corpo di Sarah, recuperato dai sommozzatori in un pozzo dopo diversi giorni dal delitto. Proprio in queste ore, in una intervista alla trasmissione televisiva “Quarto Grado-La domenica”, zio Michele ha ribadito di aver ucciso lui Sarah. «Ricordo quando ho preso la corda, ma non ricordo quando l’ho stretta», ha ha ripetuto. E ha aggiunto che si sente disperato per l’innocenza di Cosima e Sabrina («fossero colpevoli, almeno… condannare due innocenti è facile, facilissimo…»). In ogni caso per Misseri, davanti alla Cassazione, non ci sarà a difenderlo dalla condanna a otto anni per soppressione di cadavere e soprattutto ad evitare un “ribaltamento” delle colpe, nessun avvocato di grido ma solo un legale nominato d’ufficio.

Sabrina sarà difesa personalmente da Coppi e Nicola Marseglia, Cosima da Luigi Rella e Roberto Borgogno, il braccio destro di Coppi. Carmine Misseri, fratello di Michele, condannato a cinque anni e undici mesi per soppressione di cadavere sarà difeso dalla figlia di Coppi, Francesca. Meno gravi le responsabilità di Vito Russo, l’ex legale di Sabrina condannato a un anno e quattro mesi in appello (due anni in primo grado), e di Giuseppe Nigro condannato fin dal primo grado alla stessa pena, entrambi per favoreggiamento.

Il delitto avvenne nella villetta della famiglia Misseri, e la sera stessa il corpo di Sarah venne gettato in un pozzo di campagna dallo zio Michele. Movente dell’omicidio sarebbe stata la gelosia di Sabrina per la cugina così carina, a causa di un ragazzo del paese, Ivano Russo, mentre Cosi- ma non sopportava la nipote per altri motivi. Per quanto riguarda il clima omertoso che ha circondato le indagini e il processo, lo scorso gennaio dodici persone sono state rinviate a giudizio nel processo bis. Tra loro anche Ivano Russo e Michele che deve rispondere di autocalunnia. Il collegio della Cassazione sarà presieduto da Arturo Cortese. Per la Procura, ci sarà il Pg Fulvio Baldi, magistrato spesso impegnato nei casi di violenze sui minori: dirà se merita conferma la sentenza di 1.277 pagine emessa dalla Corte di Assise il 27 luglio 2015 e depositata con 13 mesi dopo con un ritardo tale che il guardasigilli Andrea Orlando mandò gli ispettori.