Malore per Raggi, ore in ospedale Un crollo dopo mesi di stress

By | 25/02/2017
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Malore per la sindaca di Roma Virginia Raggi la quale è stata ricoverata d’urgenza nella giornata di ieri a Roma all’ospedale San Filippo Neri. Secondo quanto riferito dalle prime indiscrezioni, sembra che la prima cittadina nella giornata di ieri abbia accusato un improvviso malore, motivo per il quale è stata ricoverata d’urgenza e sottoposta ad alcuni accertamenti presso l’ospedale San Filippo Neri perché è l’ospedale più vicino a dove risiede, poi intorno alle ore 17.40 è stata dimessa. “Ho lasciato l’ospedale. Sto bene. Grazie a tutti per l’affetto. Ora sono in Campidoglio a lavorare per la città“, è questo il messaggio lanciato dalla sindaca Virginia Raggi attraverso Facebook, comunicando appunto di stare bene e di essere tornata al lavoro in Campidoglio per presenziare ad un incontro sullo stadio della Roma.

“Sono stati eseguiti gli accertamenti necessari. Le condizioni della sindaca sono in netto miglioramento e sarà mantenuta in osservazione e valutata la dimissibilità nelle prossime ore”, è questo invece quanto si è potuto leggere sul bollettino medico emesso dall’ospedale San Filippo Neri, che fanno luce sulle condizioni di salute della sindaca Raggi. In un primo momento, dopo il malore e dopo la decisione dei medici di ricoverarla, la sindaca aveva annullato una conferenza stampa prevista per le ore 11 ed aveva anche messo in dubbio la sua presenza al vertice con il dg giallorosso Mauro Baldissoni ed il costruttore Luca Parnasi, ma dopo aver ricevuto le rassicurazioni da parte dei medici circa il suo stato di salute, la sindaca ha confermato l’appuntamento e dunque dopo essere stata dimessa si è recata in Campidoglio per andare a presenziare alla riunione sul futuro stadio della Roma. Alla riunione, slittata dalle 16.00 alle ore 19.00 hanno partecipato Luca Bergamo, vicesindaco Marcello De Vito, Presidente dell’Assemblea capitolina e Luca Lanzalone, avvocato del Movimento 5 stelle i quali hanno incontrato i proponenti rappresentati da Mauro Baldissoni, direttore generale della società di James Pallotta ed il costruttore Luca Parnasi, proprietario di Eurnova.

Tantissimi i messaggi di solidarietà e vicinanza arrivati da amici e colleghi, primo tra tutti il Vice Presidente M5s della Camera dei deputati, Luigi Di Maio, il quale su Twitter ha scritto: “”Virginia Raggi ha avuto un malore, adesso è al pronto soccorso dell’ospedale San Filippo Neri. Siamo tutti con te. Non mollare. Daje Virgì!”. Auguri anche da parte di Stefano Esposito “Leggo di un leggero malore per Virginia Raggi mi auguro nulla di serio e una rapidissima ripresa. In bocca al lupo”. Scrive su twitter il senatore Pd. “Scrivo qui per le persone che mi chiedono di virginia. Sta bene, sta facendo accertamenti ma sta bene. Grazie a tutti per il vostro affetto”. Anche Beppe Grillo ha voluto unirsi agli auguri per la prima cittadina, scrivendo: “ForzaVirginia!Sei una roccia! Io e tutto il Movimento 5 stelle ti siamo vicini”.

 Un malore improvviso, il ricovero in ospedale, poi le dimissioni, in tempo per arrivare al vertice decisivo per il nuovo stadio della Roma. Altra giornata campale per Virginia Raggi, sottoposta a mille pressioni e in tensione dopo le vicende giudiziarie e per la trattativa con la Roma Calcio.
Non ci sono dettagli sul tipo di malore, se non il bollettino emesso dal San Filippo Neri, che spiega: «Non sono state riscontrate alterazioni significative». La notizia del malore è arrivata di primo mattino. È accaduto all’improvviso mentre la Raggi si trovava a casa, nel quartiere di Ottavia. Subito sono piovuti sui social i messaggi di solidarietà e di incoraggiamento, da Grillo («Sei una roccia») fino agli avversari interni e agli altri partiti.
Un’avvisaglia dello stato di difficoltà emotivo della sindaca arriva la notte di Natale, quando la Raggi, di fronte ai poveri dell’ostello della Caritas scoppia in lacrime: «Scusate, è un momento complesso».
Il «momento complesso», in realtà, comincia subito, il 19 giugno 2016, quando la Raggi si insedia nell’arena del Campidoglio. Da allora, è un combattimento feroce, un corpo a corpo con la città. Ad aprile si era fatta fotografare sorridente e in trench bianco di fronte ai Fori Imperiali. Focus, edizione tedesca, aveva titolato: «La bella e la vergogna di Roma». Ma, finita la campagna elettorale, Roma diventa un incubo. La Raggi deve gestire una macchina burocratica gigantesca e ostile, si affida ai pochi che conosce, il suo «raggio magico». Si mostra fiera, sicura di sé, rivendica autonomia da Beppe Grillo. Ma gli avvisi di garanzia e gli arresti smantellano il cordone di protezione e i vertici la «commissariano».
Poi ci sono le dimissioni di Paola Muraro e l’arresto di Raffaele Marra, la tensione con Grillo e Casaleggio. Il blog, impietoso, scrive: «La Raggi si è fidata delle persone più sbagliate del mondo». Il sorriso della sindaca si incrina. Di fronte alle critiche, risponde: «Stiamo lavorando». Le luci del Campidoglio rimangono accese fino a tarda notte, lei sembra sempre più tesa e smagrita. Si scatenano sospetti, ironie e falsità. Si rivanga il praticantato allo studio Previti, si contesta l’albero di Natale più brutto del mondo. Poi c’è il concertone di Capo-
danno che salta, il falso riconoscimento tra le ragazze del coro del video di «Meno male che Silvio c’è». E arrivano gli arresti, la polizia in Campidoglio, l’avviso di garanzia, le dieci ore di interrogatorio. Le polizze intestate «a sua insaputa» da Salvatore Romeo. Le parole «rubate» di Paolo Berdini, che la giudica «impreparata». Intanto i poteri forti e deboli di Roma la
circondano, le chiedono risposte in fretta sulle buche, sulla città. Tifosi e militanti di base rumoreggiano. Lei ha un cedimento, ma a sera sembra già tornata al combattimento: «Ho lasciato l’ospedale. Sto bene! Grazie a tutti per l’affetto. Ora sono in Campidoglio a lavorare per la città»