Streaming Gratis Rojadirecta Napoli – Real Madrid Live Tv Link Gratuito Champions League

By | 07/03/2017
(Visite Totali 16 ---- Visite Oggi 1 )

L’ora X sta per scoccare. Ricordate Real Madrid-Napoli del 15 febbraio? Ebbene, dopo nemmeno tre settimane la storia si ripete. Anzi, il tutto assume proporzioni ben più vaste, poiché il ritorno della Sfida Galattica si gioca al San Paolo. Domani notte, che notte, appunto. In 56mila per spingere gli azzurri a Fuorigrotta ed il coprifuoco nel resto della città e dintorni. E non poteva essere altrimenti. Clima surreale, atmosfera da day after, coi soli echi delle Tv ad inseguirsi nelle strade, nei vicoli, a tratteggiare i tantissimi punti di ritrovo che si formeranno. Come tanti piccoli stadi, così com’era già successo in occasione dell’andata, quando tutto s’arrestò per oltre due ore. Come sospeso nel tempo.

Una sorta di paralisi generale e collettiva, un caos mai così calmo, pronto però a diventare tutt’altra cosa. Pronto cioè a deflagrare, nella migliore delle ipotesi: quella che tutti si augurano. Quella che già da mesi ognuno sogna, ma che, per le arcinote questioni legate alla scaramanzia, al massimo si limita a sussurrare. Peccato però che non sia andata a buon fine la richiesta di un punto d’aggregazione secondo solo al San Paolo: il maxischermo alla Rotonda Diaz. Caldeggiata dal sindaco, ma respinta dal prefetto Carmela Pagano per “mancanza di motivi di ordine pubblico” (non arrivata nemmeno l’autorizzazione dalla società azzurra e da Premium).

A FUORIGROTTA. Laddove ci sarà la maxifesta, vada come vada. Perché il Real Madrid che torna a Napoli dopo “appena” un trentennio è la perfetta sublimazione degli ultimi 13 anni, dal momento in cui è ricominciata la scalata. E’ il top. Anzitutto, almeno per la speciale occasione, allo stadio è stato rifatto in parte il look. Una sorta di primo parziale maquillage comprendente in primis le zone in cui transiterà il club avversario. Cosicché Ronaldo & C potranno indossare gli “abiti da lavoro” in uno spogliatoio finalmente accogliente, percorrere corridoi ritinteggiati di un azzurro intenso, fra gigantografie ed immagini dei campioni di epoche passate. S’è fatto insomma di tutto (con una prima tranche di lavori partiti a dicembre) per organizzare un’accoglienza-Real.

IL RECORD. Non ci sarà il pienone di presenze al San Paolo, non saranno di certo gli 85mila di Napoli-Real del 30 settembre 1987, e nemmeno i 60.074 di Napoli- Bayern Monaco del 18 ottobre 2011. Ma si arriverà in tutti i casi ad un’affluenza di circa 56mila: fra i 54mila biglietti venduti (in un amen), qualche migliaio di omaggi ed altrettanti tifosi spagnoli al seguito. Un migliaio appena sui circa tremila disponibili. Ma, tant’è: sessantamila o cinquantaseimila, il colpo d’occhio sarà sempre e sicuramente straordinario. A tutto ciò va ad aggiungersi il dato dell’incasso, altrettanto stupefacente. Abbagliante il dato del botteghino con i 4 milioni e 400mila euro incassati, a fronte di prezzi non proprio abbordabili (ma adeguati al Gran Galà). Non s’era mai arrivati a tanto, anzi, è stato superato di gran lunga il primato d’incasso di ogni tempo relativo alle competizioni europee (i 3.153.376 di Napoli-Chelsea del 21 febbraio 2012). La società azzurra ha peraltro annunciato ieri che, per evitare accalcamenti, i cancelli d’ingresso allo stadio saranno aperti sin dalle 15. Raccomandando inoltre il rispetto delle norme Uefa (regolamento d’uso dello stadio), onde evitare rischi di successive squalifiche.

PARTECIPAZIONE. Larga, addirittura extra- large. Tutti vogliono assistere ad una sfida esclusiva in tutto e per tutto, e perciò il parterre è naturalmente di quelli d’eccezione. Le autorità cittadine saranno al completo: dal sindaco De Magistris (oramai un habitué), a questore De Iesu e prefetto. E poi il ministro dello sport Luca Lotti, il presidente del Coni Malagò, e tanti ex azzurri con in testa Ruud Krol ed Antonio Careca. Il centravanti brasiliano, a cui i tifosi sono tuttora legatissimi (era in campo anche nella memorabile sfida di trent’an- ni fa), è tra gli inviati di Mediaset. Sarà ancor più una notte dal sapore speciale per lui, come del resto per tutti.

Carpe diem: perché lui è uno che sa cogliere l’attimo. E così dopo i due gol segnati sabato all’Olimpico con la Roma, nel già famoso pomeriggio da cani da bandierina, Dries Mertens s’è accomodato in poltrona e alla vigilia del ritorno degli ottavi di Champions ha ammirato soddisfatto una statistica: lui, il falso nueve più “in” del momento, può vantare una media gol/minuti migliore di quella di Cristiano Ronaldo. Sua maestà il Pallone d’oro. Niente male per scaldare l’atmosfera di Napo- li-Real, vero?

MINUTI DI GLORIA. E allora, è tornato lui: Dries. Mertens. L’uomo copertina che in due mosse ha fatto scacco alla Roma, riaprendo la corsa al secondo posto nel momento più delicato della stagione. Una giornata magica: dedicata a se stesso, che non segnava da un mese preciso e cinque partite, e anche al Napoli, inciampato in tre sconfitte tra Real, Atalanta e Juve. S’era- no fermati insieme, sono fatti l’uno per l’altra. E’ materiale da statistici, invece, il dato registrato dopo l’Olimpico: con la doppietta di sabato, infatti, la media di Mertens è salita a un gol ogni 101 minuti, mentre quella stagionale di Cristiano è di una rete ogni 111 minuti. Dieci minuti di vera gloria prima del secondo faccia a faccia nello spazio di venti giorni.

CESSATO ALLARME. Sì, proprio così: domani i due signori del gol di Napoli e Real saranno ancora l’uno contro l’altro. E ciò significa che l’allarme vibrato all’Olimpico nel momento della sostituzione, con tanto di ghiaccio sulla gamba, ha già smesso di seminare tensione in un ambiente che ieri era letteralmente al settimo cielo. Mertens sta bene: solo crampi, per lui. Soltanto un po’ di acido lattico, di fatica e nulla più: con il Real ci sarà, altroché, e toccherà a lui guidare la missione-rimonta (si parte dal 3-1 per il Madrid) e l’assalto del Napoli ai sogni e ai quarti. Mai raggiunti.

L’ATTIMO. Dries, del resto, è il miglior realizzatore della squadra con 22 gol in 33 partite: 18 in campionato e 4 in Champions. Ronaldo, dal canto suo, vanta 25 reti in 31 partite, però rispetto al collega belga ha giocato 532 minuti in più (2.763 contro 2.231). La differenza è tutta qui: Mertens, per il momento, è riuscito a capitalizzare meglio il

tempo a disposizione. E del resto nella vita bisogna saper cogliere l’attimo. Per la precisione, l’uomo delle Fiandre lo ha fatto anche in Champions: 4 gol per lui, 2 per Cristiano. E 0-0 nello scontro diretto del Bernabeu.

LA RIVINCITA. Ecco, dopo aver conquistato lo spazio e il tempo, domani lavera missione di Mertens sarà battere Ronaldo in campo e coronare così una rimonta che passerebbe alla storia del Napoli e del calcio italiano. Nonché la sua personale rivincita. Il flash fa ancora malissimo: il flash del pallone sparato in curva a due passi da Navas, sul 3-1 per il Real, al minuto 67′ della notte di Madrid. Sarebbe stato un trionfo, e invece è andata male. Ma Dries e la squadra hanno dimostrato di avere sette vite. Come i gatti. E va bene, sì, lui magari preferisce i cani: ma in questa storia l’unica cosa che conta è cogliere ancora l’attimo fuggente. Come in un film.

Distaccata, sì. Ma distante no. Anche se tifa Juve e nel quartiere, per quei capelli ricci che si adagiano sulle spalle, dicono somigli a Puyol del Barcellona. L’ex capitano. Quello che del Real è sempre stato avversario. Distante proprio non può esserlo. E’

proprio lì. Anzi, li ha lì, quelli del Real. Praticamente dentro casa sua. E sarà come stare in ritiro con loro, condividerne l’attesa, e gli spazi più che altro. Storia strana. Ma inevitabile. E’ la Napoli che ha voluto il Real Madrid. Quella autentica, genuina, vera. Scomoda. Ma bella assai. E l’albergo scelto, perlustrato più volte e requisito dai Campioni di tutto, lì sta. Esclusivamente loro per due giorni. Riservato. Padroni o quasi. Come fossero a Valdebebas, nella ciudad deportiva.

E ALLORA, BiEVENiDOS A NÀPOLES. Via San Giovanni a Carbonara per la precisione, quartiere San Lorenzo. Vicini di casa, il Real e chi ci abita. Due rampe di scale, i tipici gradoni altissimi e la porta socchiusa. L’ingresso, una stanzetta ed ecco cucina e terrazzino, lì dove, sbarrata da grate di ferro e un po’ di piante – perché la privacy sia reciproca – c’è proprio una finestra dell’albergo. Palazzo Caracciolo affaccia dentro casa sua. E in quella stanza chissà, magari ci dormirà Zidane. O forse Bale. O perché no, lui, Cristiano. Magari da stordire col profumo del ragù messo a “pappuliare” sul fuoco sin dal mattino. Come da tradizione. Come inevitabile sia. Il vicoletto è stretto. E quello che qualche tempo fa era un supermercato abusivo – e pure un garage – è ora la dimora Real(e). Una Reggia, sì. Tra panni stesi d’ogni

colore e profumati di pulito, il sole che si infila e li asciuga e il vociare dei ragazzini giù in strada. Qualcuno gioca a pallone, qualche altro scorrazza coi motorini, altri ancora sono lì con gli smartphone tra le mani e sembrano disinteressati. Ma sono gli unici però. Eh sì, perché c’è tutto un quartiere che s’è mobilitato. Sollecitato. Coinvolto. E’ da giorni che la polizia municipale si raccomanda di non sostare con le auto. Nessun intralcio, niente disordine. E neppure sporcizia. Anche la strada è stata rattoppata qua e là: e non succede sempre. C’è già stata la Fiorentina lì in ritiro, vero. E anche Lazio, Verona e Novara. E il Nizza. Vuoi mettere però il Real. E così ognuno fa il suo con dignità e orgoglio; un po’ anche fieri d’essere stati scelti. E anche questo non accade di frequente. Tutti ci tengono a far bella figura. Per Napoli. Per se stessi.
Appena di fronte l’albergo c’è un negozietto che vende olive. È lì da cinque generazioni. Cortesia e sorrisi, l’odore che ti prende e tanta passione per il Napoli. Eppure per Ronaldo un pugno di “tonde di Spagna” è già pronto. Deve solo passare. Ma sappia che il proprietario spesso mette la tuta del Barcellona. Peggio ancora può andargli tre passi più avanti. Il gommista prevede fuochi d’artificio tutta la notte per non farli dormire. Poi però ci ride su. E si diverte. Come la nonnina che si affaccia dal suo basso e ha già capito che, per qualche giorno, la visuale del palazzone che ha di fronte da quand’è nata sarà intralciata. Saranno tutto lì, accampati, giornalisti, tifosi e agenti di polizia ansiosi di far passare il pullman e accompagnarlo al San Paolo. Sai che caos.
TUTTi Lì, DUNQUE. Tutti per il Real in arrivo. Che chissà quanti vedranno davvero.

La richiesta di riservatezza è stata totale. Ci sono clausole contrattuali. E penali serie. Niente lungomare stavolta. Né panorama mozzafiato. Quello se lo godono durante il pranzo Uefa. Di via Caracciolo c’è solo il nome. Ma c’è tutto il resto. « E anche di più», sussurrano da dentro l’albergo. «Perciò sono da noi». Nulla è stato trascurato. Dai vetri insonorizzati, ancor più sordi delle pietre di tufo, alle finestre oscurate dai tendoni. E agli omaggi tipici napoletani da far trovare nelle stanze. Eleganza, servizi top (super wi-fi) e la storia della città che emerge tra i giardini climatizzati, le scalinate corrose dal tempo e le 150 camere spalmate su tre piani, alte sei metri, affrescate e con decorazioni in oro zecchino. Più, ovvio, centro benessere e spazi blindati dove tenere le riunioni e rilassarsi. Vietato anche chiedere foto e autografi al personale. Gioacchino Murat due secoli fa ne fece la sua residenza Reale. Ora c’è CR7. E il Pallone d’Oro è il suo scettro. Napoli torna a regnare con la Champions.

Dopo la convincente vittoria nella trasferta di Eibar, un’altra buona notizia per Zidane: Ronaldo al San Paolo ci sarà. Il portoghese ieri si è allenato con i compagni e sembra aver superato i problemi che lo avevano escluso dalla lista di venerdì per l’ultima di campionato. Ma per Napoli la paura dei tifosi merengue è quella di rivedere un Real fragile in difesa, per colpa anche del peso di una BBC che aiuta poco in fase di non possesso. Un timore che, numeri alla mano, è più che fondato. Senza il tridente da sogno il Real migliora in quanto a percentuale di vittorie (71% contro 60%), ma soprattutto senza la BBC il Real ha mantenuto la porta inviolata nel 30% delle partite, mentre con il tridente galattico in questa stagione ha sempre incassato almeno un gol.

Con la testa già a Napoli, ieri mattina il Real Madrid si è allenato nella quiete della “Ciudad Deportiva” di Valdebebas. I titolari nella gara contro gli “armeros” baschi, hanno svolto solo una leggera sessione tra corsette defatiganti e allunghi. Esclusi gli infortunati Varane e Coentrao, il resto del gruppo si è allenato sul campo. Ronaldo, insieme a Bale e Morata ha perfino disputato la partitella finale, segno che il portoghese ha pienamente recuperato dai fastidi che avevano messo in forse la sua presenza fin dal primo minuto nel ritorno al San Paolo. La società in questi giorni ha mantenuto il massimo riserbo sul tipo di problema fisico che ha fatto saltare la trasferta basca al quattro volte Pallone d’Oro. Ma salvo ricadute Zidane potrà contare su Cristiano per il secondo round contro gli azzurri.
BBC: sì, No Forse. Il popolo merengue, però, si è diviso. Di fronte a una difesa che ha incassato ben 8 gol nelle ultime 4 uscite stagionali, i più optano per un Reai attento a non scoprirsi troppo. Questo, almeno, è quanto si evince dai risultati dell’inchiesta del quotidiano spagnolo As che chiede ai tifosi: «Vorresti la BBC contro il Napoli?». La risposta della stragrande maggioranza del popolo “blanco” lascia di stucco. Ben il 77% dei 20 mila votanti non vorrebbe vedere la BBC nella formazione titolare. Perché il Real visto sabato con il 4-4-2 è apparso decisamente solido in difesa, concedendo un gol solo nel finale. Difficilmente però Zi- dane rinuncerà alla BBC. Il tridente, però, potrebbe trasformarsi in una coppia – Ro- naldo e Benzema in avanti – con Bale che rientra sulla linea mediana a dare manforte al trio Modric-Casemi- ro-Kroos. Un accorgimento tattico che potrebbe aiutare le merengues a ritrovare l’equilibrio perduto.

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV: partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League in programma alle ore 20.45. Partita non in chiaro: ecco come vederla in diretta su Mediaset Premium e in Streaming gratis, Rsi La2 e Rojadirecta

Oggi, martedì 7 marzo, allo stadio San Paolo di Napoli, si disputerà il match Napoli-Real Madrid, partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Il match non sarà però trasmesso in chiaro da Canale 5. Napoli-Real Madrid sarà trasmessa in diretta tv sulle frequenze di Mediaset Premium. Ecco dunque tutte le informazioni su per seguire la diretta di Napoli-Real Madrid in TV: l’orario, dove vedere lo streaming gratis del match di questa sera di Champions League. al San Paolo si parte dal 3 a 1 dell’andata rifilato dagli spagnoli agli azzurri: per passare il turno la squadra di Maurizio Sarri dovrà vincere almeno per 2 a 0, in caso di 3 a 1 si andrà invece ai supplementari, qualora invece i partenopei dovessero subire più di un gol, per andare avanti dovranno vincere con più di due gol di scarto. Il Napoli non avrà grosse indisponibilità in vista del match, se non quella del solo Lorenzo Tonelli. il tecnico del Real Madrid, Zinedine Zidane, invece dovrà fare a meno di due assenze: quella importante di Raphael Varane in difesa, oltre a quella ininfluente di Fabio Coentrao. Pochi dubbi per Sarri, se non forse a centrocampo, dove Amadou Diawara rimane favorito su Jorginho. Marko Rog potrebbe invece soffiare il posto a Piotr Zielinski. Per Zidane ancora meno dubbi, se non di modulo: Luka Modric dovrebbe affiancare Casemiro a centrocampo, Gareth Bale riprende il suo posto sulla fascia destra, in difesa ci sarà Pepe. Ma veniamo ora a come vedere Napoli-Real Madrid in diretta TV e in Streaming.

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: ecco dove vederla in Streaming, Rojadirecta e Rsi La2

Il match in programma stasera tra Napoli e Real Madrid sarà visibile solo a pagamento. Mediaset, proprietaria dei diritti televisivi della Champion League 2016-17, ha deciso che questa settimana trasmetterà in chiaro il match Arsenal- Bayern Monaco (finita 5-1 all’Allianz Arena per i tedeschi di Ancelotti) in onda su Rete 4. Il match Napoli-Real Madrid, in programma stasera alle 20.45 sarà trasmesso solamente sulle frequenze di Mediaset Premium. Non esistono metodi legali per seguire la partita in streaming gratuito o gratis in altro modo. Napoli-Real Madrid verrà trasmessa in diretta su Mediaset Premium Sport e su Mediaset Premium Sport HD (Premium Sport canale 370 e Premium Sport HD canale 380). Per gli abbonati al calcio streaming, la partita è visibile all’indirizzo play.mediasetpremium.it. Per vedere Napoli-Real Madrid in streaming su dispositivi mobili (smartphone o tablet) è possibile scaricare l’app Premium Play disponibile per sistemi Android, iOS e Windows Mobile. Ecco inoltre la lista dei siti aggiornati su cui è possibile vedere il calcio streaming: Calcio Streaming gratis. Se invece avete intenzione di seguire Napoli-Real Madrid in streaming su Rojadirecta vi consigliamo questo link: Rojadirecta. Per i fortunati che vivono nelle provincie del Piemonte e Lombardia più vicine alla Svizzera ci sarà la possibilità di vedere Napoli-Real Madrid in chiaro sul canale elvetico RSI La 2 al seguente link streaming. Chi è impossibilitato a vedere la partita perché impegnato alla guida o perché sprovvisto di televisore, potrà ascoltare la radiocronaca di Napoli-Real Madrid collegandosi su Rai Radio 1Radio Marte realizzerà una maratona sulla sfida del San Paolo.

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: le probabili formazioni

Il Napoli è chiamato a una delle partite più importanti di sempre. La squadra di Sarri affronta il Real Madrid negli ottavi di finale di ritorno di Champions dopo il 3-1 al Bernabeu. Novità nello scacchiere del Napoli: una su tutte Marko Rog, confermato dopo la buonissima prova contro la Roma. In avanti spazio ancora una volta al falso nove, perché Dries Mertens sarà la punta centrale nel trio che vedrà protagonisti Insigne e Callejon. Dall’altra parte ci sarà un altro trio con Bale e Ronaldo assieme a Benzema. Ecco le probabili formazioni del match:

NAPOLI (4-3-3) – Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Rog, Diawara, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. In panchina: Rafael, Maggio, Maksimovic, Jorginho, Giaccherini, Zielinski, Milik. Allenatore: Sarri.
REAL MADRID (4-4-2) – Navas; Marcelo, Sergio Ramos, Pepe, Carvajal; Kroos, Casemiro, Modrid, Bale; Cristiano Ronaldo, Benzema. In panchina: Casilla, Nacho, Danilo, Isco, James Rodriguez, Vazquez, Morata. Allenatore: Zidane.

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: come arrivano le formazioni al match

Entrambe le compagini non provengono da un grande periodo di forma: sebbene vittoriosi per 4-1 nella trasferta di Eibar, i Blancos allenati da Zidane non hanno convinto del tutto nelle ultime prestazioni, in particolare nel pareggio casalingo maturato contro il Las Palmas lo scorso mercoledì (3-3 lo score, ma a 5 minuti dal fischio finale perdevano 1-3). In virtù di quel risultato, sono stati scalzati dalla vetta della Liga per mano del Barcellona, anche se separati da un solo punto e con una partita in meno (60 punti per il Barcellona, 59 per il Real Madrid). In Champions sono imbattuti, pur avendo passato il gruppo come secondi classificati, mentre nella Copa del Rey (equivalente alla nostra Coppa Italia) sono stati eliminati dal Celta Vigo ai quarti di finale. In totale, su 41 partite stagionali, hanno vinto 28 volte, pareggiato 10 e perso solamente 3 volte (105 gol segnati, 45 subiti). Da ricordare che a dicembre hanno vinto anche il Mondiale per Club. Molto meno soddisfacente la situazione del Napoli, che in campionato si ritrova al terzo posto, a 10 punti dalla Juventus, pur avendo perso lo stesso numero di partite dei bianconeri (4). In Coppa Italia Serie A Tim devono rimontare il 3-1 subito al Juventus Stadium, stesso risultato ottenuto nella trasferta di Madrid del 21 febbraio scorso. Tuttavia è confortante la vittoria maturata contro la Roma nella trasferta di sabato scorso all’Olimpico, dove gli azzurri si sono imposti per 2-1. In totale, su 36 match disputati, ne hanno vinti 22, pareggiati 8 e persi 6 (78 gol realizzati, contro 42 subiti).

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: gli azzurri passano il turno se…

Il Napoli passerebbe il turno sicuramente con una vittoria per 2 a 0, visto il gol segnato all’andata, che varrebbe doppio nel totale a parità di reti segnate (3 per una). Prendendo invece un gol, il Napoli dovrebbe avere almeno due gol di scarto (3 a 1) per sperare di giocarsi il passaggio ai tempi supplementari e poi chissà, eventualmente calci di rigore. Con tre gol di scarto il Napoli sarebbe sempre e comunque qualificato. Subendo più di un gol i partenopei rischierebbero: anche vincendo per 3 a 2 non riuscirebbero ad andare avanti. Non è tutto: con più di un gol subito in casa, come in questo eventuale caso, il Real Madrid avrebbe sempre e comunque la possibilità di far valere doppio le reti segnate fuori, quindi anche con un 4 a 2 azzurri, per dire, a parità di gol (5 reti totali) tra andata e ritorno passerebbero gli spagnoli. La regola di massima è quindi la seguente: qualora il Napoli dovesse vincere con due gol di scarto senza subire gol, passerebbe il turno, qualora dovesse vincere con due gol di scarto, subendone uno solo, si andrebbe ai tempi supplementari. Se dovesse subire più di un gol dovrebbe vincere la partita con almeno tre gol di scarto. Ecco le combinazioni:

  • Napoli – Real Madrid 1 a 0: Real Madrid qualificato
  • Napoli – Real Madrid 2 a 0: Napoli qualificato
  • Napoli – Real Madrid 1 a 1: Real Madrid qualificato
  • Napoli – Real Madrid 2 a 1: Real Madrid qualificato
  • Napoli – Real Madrid 3 a 1: tempi supplementari
  • Napoli – Real Madrid 4 a 1 (o superiori): Napoli qualificato
  • Napoli – Real Madrid 3 a 2: Real Madrid qualificato
  • Napoli – Real Madrid 4 a 2: Real Madrid qualificato
  • Napoli – Real Madrid 5 a 2 (o superiori): Napoli qualificato

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: incasso da record al San Paolo

Napoli-Real Madrid farà registrare un incasso record di 4,4 milioni di euro, il secondo nella storia delle partite in Italia. Al San Paolo saranno in 56mila mentre non ci sarà una presenza massiccia in trasferta dei sostenitori del Real Madrid. Sono solo 1400 i biglietti del settore ospiti destinati alla tifoseria delle merengues, mentre i principali gruppi ultrà spagnoli sono rimasti a Madrid. Come in occasione della sfida al Bernabeu sarà super affollata la tribuna autorità e quella vip con innumerevoli ospiti. Tavecchio, Ventura, Sullo e Oriali saranno regolarmente in tribuna al San Paolo, ma non mancheranno ospiti istituzionali come il ministro dello Sport, Luca Lotti e il presidente dell’Autorità Anti Corruzione, Raffaele Cantone. Come a Madrid in tribuna ci saranno anche il regista premio Oscar, Paolo Sorrentino e l’attore Silvio Orlando, celebre Cardinal Voiello della fortunata serie tv The Young Pope.

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: i precedenti

L’unico precedente tra Napoli e Real Madrid risale alla Coppa Campioni 1987-88, quando gli azzurri di Maradona vennero eliminati dopo aver perso 2-0 all’andata al Bernabeu (reti di Michel e Tendillo) e non essere riusciti ad andare oltre un pareggio per 1-1 al ritorno al San Paolo (reti di Francini e Butragueño). In totale il Napoli ha affrontato 12 volte le squadre spagnole in Europa, con un bilancio omogeneo di 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. Nelle ultime quattro sfide con squadre spagnole i partenopei non hanno mai vinto. Il Real Madrid è imbattuto in Europa da ben 12 partite (7 vittorie e 5 pareggi), oltre al fatto di essere i detentori del titolo. A favore del Napoli gioca la statistica che vede il Real Madrid eliminato 5 volte su 6 doppie sfide con squadre italiane da quando la Coppa dei Campioni è diventata Champions League (tuttavia la sfida più recente vide i Merengues eliminare la Roma nella doppia sfida della stagione 2015-16).

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: le dichiarazioni del Napoli

Hamsik, slovacco napoletano, vive la vigilia della sfida di Champions League contro i blancos con la stessa attesa della città partenopea: «Non sappiamo gestire le partite, andremo in campo per attaccare facendo attenzione in difesa, perchè siamo sotto di 2 gol. Al San Paolo non sbagliamo quasi mai e daremo il massimo anche domani. Real Madrid? I galacticos hanno tecnica e sono davvero pericolosi in attacco, ripeto, dovremo stare attenti e cercare di colpirli con i nostri schemi. Sarà un grande evento, dovremo godercelo sia noi che la città, senza pressioni ma con la giusta carica. Non vedo l’ora di giocare: sarà una di quelle partite che non dimenticheremo mai. E credo che l’urlo “Champions” si sentirà fino a Torino. Puntiamo al passaggio del turno, ma non sarà affatto facile contro la squadra più titolata di tutte. Discorso Maradona? E’ sempre una gioia rivedere Diego, lo apprezziamo tanto. Ora pensiamo alla sfida del ritorno e i nostri tifosi saranno il dodicesimo uomo in campo. Vittoria importante contro la Roma? Molto, ci serviva per la classifica. Abbiamo accorciato sulla seconda in classifica e abbiamo tanta voglia di tornare in Champions League».

Pepe Reina, portiere del Napoli, a 24 ore al match di Champions League contro il Real Madrid, ha parlato ai microfoni: «C’è molta attesa per il match di domani, da trent’anni si aspettava qualcosa del genere, è un regalo per la città giocare contro una una delle squadre più forti del mondo. Rimonta? Il Real è favorito, ma lo stadio sarà infuocato nel calcio si gioca 11 contro 11 e la squadra dovrà giocare come sa. Sergio Ramos? Non è pericoloso solo negli ultimi minuti, dalla sua ha anche tanta determinazione».

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: le dichiarazioni di Careca

Careca, attaccante del Napoli dello Scudetto 1989-90 e con cui ha vinto anche la Coppa Uefa 1988-89 e la Supercoppa Italiana del 1990, ha rilasciato queste dichiarazioni: «Il San Paolo può essere decisivo, Napoli è sempre una città calda, oggi ho visto l’allenamento del Real e i napoletani stanno aspettando questa grande partita. Domani ci sarà una città intera a sostenere il Napoli, con uno stadio pieno. Serie A? Non direi che il campionato è chiuso ma la Juventus è una squadra molto forte in fase difensiva e non prende mai gol, questa differenza può esser decisiva per la vittoria dello Scudetto. Gonzalo Higuain è un grandissimo attaccante, sui 20-30 metri è perfetto, continua a fare tantissimi gol. E’ vero che la Juventus lo ha acquistato dal Napoli ma 94 milioni di euro sono tanti soldi, è un calciatore molto forte».

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: la conferenza stampa del Real Madrid

In conferenza stampa, Zinedine Zidane ha sottolineato che la partita sarà molto difficile: «È importante disputare la nostra partita, giocare il nostro calcio, tentare di vincere. Soffriremo sicuramente, ma siamo preparati a farlo. L’approccio del Napoli sarà sicuramente impostato sulla grande intensità. Gli azzurri devono segnare ma possono giocare in tutte le maniere, pressano molto bene e sono velocissimi nel contrattacco». Successivamente il francese parla delle sue sensazioni al ritornare al San Paolo«Ho vissuto questo stadio da giocatore, non è mai facile giocare qui, ma allo stesso tempo hai una motivazione in più. Non avrei mai creduto di tornare qui da allenatore del Real Madrid per affrontare il Napoli». Per concludere Zidane si dichiara convinto del fatto che sarà una bella partita: «Sarà una bella partita sicuramente, caratterizzata dal gran gioco delle due squadre. Bisognerà essere bravi anche tecnicamente e con la testa. Il Napoli sabato ha battuto la Roma, il successo in trasferta contro la seconda forza del campionato darà loro carica e forza».

Per il Real Madrid ha parlato anche Carvajal, sottolineando la sua amicizia con il portiere del Napoli, Reina, il quale lo avrebbe avvisato su quanto li faranno soffrire nella serata del San Paolo: «Quello dell’andata è un buon risultato, ma sappiamo che la partita di domani sarà molto difficile. Dovremo scendere in campo e sudare la maglia. E’ bello giocare in ambienti come questi ma alla fine si gioca undici contro undici e speriamo di farlo in modo migliore rispetto al Napoli. Napoli pericoloso in attacco? Di sicuro, nella gara d’andata il reparto avanzato partenopeo ci ha creato pericoli. Sono veloci, pressano in avanti: dobbiamo giocare uniti per chiudere loro gli spazi. Tutti, guardando le nostre statistiche, corrono tantissimo: è un lavoro che deve fare ogni componente della squadra. Ho parlato con Reina dell’ambiente di Napoli, è un mio grande amico, ma parliamo di tutto il calcio in generale».

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: le quote Snai e Bwin

Quante chance ha il Napoli di passare il turno? Servirà almeno un 2-0 o superiore, mentre con il 3-1 per la squadra di Sarri si andrebbe ai tempi supplementari. Il Real Madrid arriverà al San Paolo con 2 risultati su 3 a disposizione e anche con un 1-0 a favore del Napoli riuscirebbe a passare il turno. Impresa quasi impossibile per il Napoli, come sottolineano le quote Snai sul passaggio del turno: la qualificazione del Real paga 1,10 volte la posta contro il 6,25 a favore della squadra di Maurizio Sarri. In merito alla gara secca le quote sono più equilibrate: sempre favorito il Real Madrid (il segno 2 paga 2,40 volte la posta) contro l’1 del Napoli (quotato 2,70), infine l’X a 3,75. La vittoria secca 2-0 che qualificherebbe il Napoli  viene bancata in lavagna a 17. Bwin considera ancor più favorito il Real Madrid, pagando 2.95 la vittoria degli azzurri, 3.80 il pareggio e 2.25 la vittoria dei Blancos. Oltretutto Bwin paga addirittura 6.75 il passaggio del turno del Napoli, contro un bassissimo 1.07 per la qualificazione del Real Madrid. Chi credesse nella rimonta del Napoli, potrebbe cercare un bel colpaccio anche dal punto di vista economico.

Napoli-Real Madrid Streaming gratis e diretta TV su Mediaset Premium: l’arbitro del match

Napoli-Real Madrid, in programma stasera alle 20.45, sarà arbitrata dal turco Cüneyt Cakir, internazionale dal 2006, coadiuvato dai guardalinee Duran e Ungun, con Eylsoy come quarto uomo e Gocek e Simsek come addizionali di porta. Cakir ha arbitrato 4 volte il Napoli, con un bilancio di 1 vittoria, 2 sconfitte, ed un pareggio, maturato l’ultima volta che il turco ha diretto un match degli azzurri (Napoli-Wolfsburg 2-2 in Europa League, il 23 aprile 2015).

Cuore di capitano. Marek Hamsik si sistema al fianco di Maurizio Sarri per una conferenza di presentazione di un evento unico, o quasi, per il Napoli e per gli stessi protagonisti. Ci vorrà il suo talento, insieme a quello di Insigne e Mertens per tentare il colpo grosso, per battere il Real e conquistare il traguardo storico dei quarti di finale di Champions League. «Questa è una di quelle vigilie che non dimenticherò mai. Non vedo l’ora di scendere in campo, il coro “The Champions”, che urlerà il San Paolo, si sentirà molto lontano.

Fino a Torino. È un grande evento e vogliamo godercelo insieme al nostro pubblico senza sentire in alcun modo la pressione, anche se avvertiamo l’entusiasmo in città. Queste grandi partite, al San Paolo non le sbagliamo quasi mai anche perché il nostro pubblico ci sostiene alla grande», ha spiegato il centrocampista slovacco.

SUPER IMPRESA Ce ne vorrà una per coronare il sogno. Di certo, la parola resa non è mai stata pronunciata dall’ambiente Napoli. Anzi,c’è più di qualche speranza che qualcosa d’incredibile possa accadere. «Siamo sotto e non sarà facile, ma proveremo a passare il turno. Non siamo una squadra che sa gestire, dobbiamo andare in campo ed attaccare, perché abbiamo bisogno di segnare. Certo, dobbiamo cercare di stare attenti in difesa. Loro hanno un attacco super, una grande tecnica e possono farci male in qualsiasi momento». Al suo talento, dunque, Sarri affiderà l’organizzazione del gioco. «Far male al Real Madrid si può, ma solo con le nostre certezze e con i nostri schemi. Non dobbiamo immaginare quale possa essere lo sviluppo della gara, ma solo a giocare come sappiamo», ha spiegato il capitano del Napoli che ha un gradevole presentimento: «Questa musichetta della Champions vogliamo continuarla a sentire ancora a lungo, quest’anno ed anche nei prossimi. Vincere a Roma è stato molto importante sia per la classifica per il morale. Real, siamo pronti».

Vedendolo palleggiare sotto la pioggia sul prato del San Paolo, viene quasi voglia di chiedergli di svestire i panni dell’allenatore e deliziare stasera il pubblico di Fuorigrotta. Napoli porta bene a Zinedine Zidane, in sei partite da calciatore contro gli azzurri non ha mai perso (tre vittorie ed altrettanti pareggi), segnando in un 1-1 casalingo nel novembre 1996 e in un 2-1 esterno l’anno dopo.

DISFRUTAR Insomma, Zizou sa come si vince al San Paolo. Proverà a spiegarlo in queste ore a Benzema e compagni. È il vantaggio di chi si accomoda in panchina dopo essere stato grande protagonista sul terreno di gioco: «Faccio quello che mi piace di più e per cui ho lavorato tanto, allenare il Real Madrid e vivere vigilie di questo tipo – dice con il sorriso -. Sarà una bella partita, ci sarà da divertirsi». Tra italiano, francese e spagnolo, Zidane sceglie quest’ultima lingua per il verbo più significativo della sua conferenza stampa: «di- sfrutar». Ecco, la sensazione che trasmette è proprio quella di chi vuole godersi ogni momento di questa avventura alla guida del Madrid e di questa partita così speciale per il Napoli: «Siamo il Real, vogliamo vincere sempre, sia in Cham- pions che nella Liga. Sappiamo che ci aspetta una sfida difficile ma siamo abituati ad affrontare grandi squadre».

CARICA Ecco, l’abitudine a gare di questo livello potrebbe fare la differenza a favore del Re- al Madrid. Il Napoli, invece, ci metterà tutto il suo entusiasmo: «Troveremo un avversario molto carico. Sono venuto qui al San Paolo in passato (l’ultima volta nel 2004 per l’addio al calcio di Ciro Ferrara, ndr) e so che non è mai facile giocare in questo stadio perché il tifo per il Napoli è molto caldo, però a me questo ambiente piace perché rappresenta una motivazione supplementare per fare bene anche per la squadra ospite. È ovvio che la gente sosterrà molto gli azzurri, ma questo dovrà darci soltanto ulteriori stimoli». Zidane non nega che il Real è favorito, ma non per questo sembra avvertire pressione. Neppure le domande insistenti sul modulo di gioco e sugli interpreti da mandare in campo stasera ne scalfiscono la serenità: «Non cambia nulla giocare con tre o quattro centrocampisti, soprattutto non deve cambiare la nostra mentalità. Sarà importante avere un buon impatto sulla partita perché loro vorranno segnare presto il gol della speranza. Dovremo giocare con intensità e soprattutto qualità». Lui ne ha ancora da vendere, bastava vederlo palleggiare ieri.

CARVAJAL Il terzino, invece, svela un retroscena: «Mi sono sentito con Pepe Reina, siamo buoni amici. Mi ha detto che ci faranno soffrire»

NAPOLI (g.m.) Era difficile pensare che Aurelio De Laurentiis rimanesse in silenzio alla vigilia di Napoli- Real Madrid. Il presidente ha parlato a El Pais ma, più che concentrarsi sull’attualità, si è rivolto al passato del suo club. A partire, ovviamente, da Diego Maradona: «La sua ombra è un privilegio, ma bisogna essere sinceri: il Napoli non ha vinto molto nella sua storia. Ho i conti in ordine e una grande squadra. Ma essendoci stato Maradona, sembra che io non ho fatto nulla». Da un argentino all’altro, parole al fiele per Higuain: «Qui lo scorso anno ha fatto uno dei suoi campionati migliori ma a causa sua abbiamo perso anche la seconda qualificazione alla Champions perché non ha segnato il rigore decisivo. Ci frequentavamo poco personalmente ma conoscevo la sua famiglia molto bene e devo dire cheha un padre straordinario. Poi c’era il fratello che mi ha sempre detto: “A Higuain non piace a giocare con Callejon, compra altri giocatori”. Io non sono un uomo che si fa ricattare».

RAFA E MAX Un altro ex Real come Benitez non è voluto restare a Napoli – secondo De Laurentiis – dopo due stagioni in azzurro. «Abbiamo perso stupidamente una partita a Bilbao che ci ha buttati fuori dalla Champions. Non dico che lo ha fatto artatamente, ma forse la sua mente era altrove». Prima di Rafa, De Laurentiis svela di aver pensato a un tecnico toscano: «A quel tempo, in realtà, mi sarebbe piaciuto prendere Allegri. Ero innamorato di lui quando era al Milan e un giorno gli ho chiesto di venire. L’ho chiamato e mi ha detto che dovevo aspettare. Così siamo andati a incontrare Benitez e firmammo. Quando tornai a Roma, Allegri mi disse: “Presidente, io posso”. Peccato».

Lasciamolo stare il fisico. C’è ben altro che Lorenzo Insigne può opporre alla grandezza del tridente offensivo del Real Madrid. C’è il talento, quella classe che lo contraddistingue e che lo rende tra i giocatori più estrosi che il nostro calcio abbia saputo esprimere negli ultimi anni. La Champions League è il suo habitat naturale, la competizione che meglio si addice alle sue grandi qualità tecniche.

Insomma, lui si presenterà impettito al cospetto di Cristiano Ronaldo, Benzema e Bale: i primi due hanno potuto ammirarne la bravura nella gara d’andata, quando lo stesso Insigne s’invento un tiro da lontano per il gol capolavoro dell’1-0.

MATURITÀ’ Attualmente, è nell’elenco degli inamovibili, di coloro cui Sarri non rinuncia mai. Ed anche stasera gli toccherà la parte più difficile, vincere il duello con Carvajal e tentare il colpo grosso, così come ha già fatto al Ber- nabeu. Il suo score, quest’anno, è di tutto rispetto, in Cham- pions League le ha giocate tutte, mettendo insieme 7 presenze e 1 gol a Madrid, appunto, per un totale di 429 minuti. Sono i numeri stagionale, in ogni modo, a raccontarne l’importanza, a certificarne l’indispensabilità. Fin qui, ha sommato 36 presenze, 9 gol e ben 11 assist, l’ultimo proprio all’Olimpico, sabato pomeriggio, in occasione del secondo gol di Mertens. Il momento è tutto suo, dunque, il precariato non gli appartiene più e anche quando Sarri ha dovuto scegliere tra lui e l’attaccante belga per la fascia sinistra, non ha mai avuto dubbi nello sceglierlo.

GOL PESANTE E’ quello che gli chiede, ancora una volta, Napoli. Perché quelli realizzati fin qui sono stati tutti pesanti, hanno aggiunto alla classifica punti importanti che tengono la squadra a soli due punti dal secondo posto e, quindi, dalla Roma. La sfida ravvicinata con Cristiano Ronaldo può soltanto esaltarlo, può infondergli quelle motivazioni in più per tentare di reggerne il confronto. L’impresa non è semplice, ma lui, unico napoletano in campo, stasera vorrà ritagliarsi un posto importante nella passione della gente, magari regalando il passaggio ai quarti.

Il curioso mondo della stampa sportiva spaI gnola, tanto diviso come possono esserlo Spagna e Catalogna, da Barcellona ieri facevano notare come il Madrid senza Ronaldo sia quasi infallibile e con lui molto meno. Un esercizio di stile per seminare dubbi nel campo avverso appigliandosi a una statistica. Sul quotidiano sportivo catalano «Sport» segnalavano che con il portoghese in campo, 31 partite stagionali, il Madrid ha vinto il 61% degli incontri, perdendone 3. Senza di lui, 10 partite, ha ottenuto il 90% di successi. E senza sconfitte. Non veniva specificato che 4 delle 10 gare in questione sono state abbordabili partite di Coppa del Re. Né veniva evidenziato che il portoghese ha già fatto 25 reti nelle 31 gare giocate sinora.
PROBLEMA TATTICO La visione dei quotidiani di Barcellona è ovviamente parziale però ci può servire per approfondire l’evidente problema tattico che deve affrontare Zidane nella gestione del Pallone d’Oro. Che ovviamente non corre e non dribbla più come un tempo. E infatti Zizou gli ha consigliato di scambiarsi sempre di più la posizione con Ben- zema, partner perfetto per l’associazione rapida e la creazione degli spazi necessari al portoghese. La prolungata assenza di Bale con relativo passaggio del Real di Zizou al 4-4-2 ha portato evidenti benefici grazie alla miglior predisposizione mentale in fase difensiva di Lucas Vazquez rispetto al gallese da 100 milioni. Con il solo Benzema come partner d’attacco Cristiano ha potuto muoversi più verso il centro risultando più utile offensivamente e meno oberato difensivamente. Stasera però Bale ci sarà e il tridente noto come BBC dovrà dare una mano ai compagni altrimenti il centrocampo del Madrid potrà andare in sofferenza.

ITALIA O CARA Detto questo, va ricordato che CR7 contro le nostre squadre si trova abbastanza bene. Con le maglie di Manchester United prima e Real Madrid dopo, contro Mi- lan, Juventus, Inter e Roma ha realizzato 13 gol in 19 gare di Champions. A Napoli possono aggrapparsi (o preoccuparsi) al fatto che Ronaldo dopo aver vinto il «Pichichi» della Champions negli ultimi 4 anni, in questa stagione in Europa dopo 7 partite è ancora alla per lui miserrima quota di 2 reti. Segnate a settembre. Bisogna sperare che l’aria italiana non faccia risvegliare il capocannoniere all-time della competizione (96 reti in 138 partite), e che i problemi tattici del Madrid possano acuirsi e non risolversi con la presenza della BBC.

Streaming Calcio con Rojadirecta come vederlo

Rojadirecta, è un famosissimo sito di nazionalità spagnola che permette di vedere lo streaming gratis. Rojadirecta, come potete immaginare ha dovuto affrontare molte battaglie legali per la diffusione in tutto il mondo di partire coperte da copyright, infatti negli anni è stato più volte chiuso ma prontamente riaperto dai gestori i quali hanno migliaia di Domini pronti all’uso nel caso venga chiuso il dominio ufficiale:

Rojadirecta Me

Rojadirectas.me

Rojadirecta Eu

Rojadirecta.eu

Rojadirecta Italiano

Rojadirecta.it

Rojadirecta Tv

Rojadirecta.tv

Rojadirecta Spagnolo

Rojadirecta.es

Rojadirecta Forum (Video completi e Highlights)

forum.rojadirecta.es

Rojadirecta App

Esistono Molte versioni dell’App per mobile o tablet del sito di streaming. Vi consigliamo di provarle per Android digitando la ricerca sullo store di Google Play oppure per Apple su iTunes.

Rojadirecta Proxy

A volte può capitare che Rojadirecta è bloccato con l’accesso da vari paesi, tra cui l’Italia, con l’oscuramente degli indirizzi IP. In questo caso è necessario cambiare il proxy con un servizio tipo Anonymouse o Youproxy.

Ovviamente nel Web ci sono moltissime alternative a Rojadirecta quindi gli appassionati di calcio hanno una vasta scelta all’idea di arrendersi e non vedere la partita:

Live tv: Nonostante una presentazione un po’ confusionaria, la pagina, con dominio nella isola caraibica di San Martín, offre la visione di appuntamenti sportivi di tutti i tipi, dal calcio allo sci, dal tennis alla pallacanestro. È disponibile in diverse lingue, e presenta una dettagliata guida all’uso che facilita notevolmente l’accesso agli eventi desiderati.

Intergoles.com: Come può suggerire il nome, si tratta di una pagina prevalentemente calcistica, anche se si possono vedere anche altri eventi sportivi. Il formato è abbastanza semplice, e favorisce link gratuiti ed a pagamento e spesso riconduce ad un’altra pagina spagnola sorella di Rojadirecta, Pirlo tv anch’essa chiusa, ma incorporata da Intergoles. Unico inconveniente: spesso rimanda a pagine su cui ci si deve registrare, allungando i tempi per potersi collegare all’evento.

Rinconrojadirecta.com: E’ sostanzialmente un clone di Rojadirecta: ha infatti al suo interno il celebre elenco delle partite del sito spagnolo incorporato, da cui è possibile accedere alle partite in streaming.

Livefootballol: Pagina esclusivamente dedicata al calcio in streaming. Fornisce link e notizie calcistiche da tutto il mondo, compresi video di eventi dei giorni precedenti. La pecca principale è la pessima grafica con scritte in rosso su fondo bianco.

Stream2watch.co: L’impaginazione lascia a desiderare, però offre un’ampia scelta di calcio ed eventi sportivi di ogni genere, anche se spesso è necessaria una registrazione gratuita per vederli.

football: Sito molto pulito e ben strutturato principalmente impostato sul calcio e basket NBA. E’ molto facile da usare.

Freefootball: All’aprire questa pagina, così come per altre di questo tipo, appare una finestra rossa avvisandoti che il programma potrebbe danneggiare il tuo pc. Se ti fidi del tuo antivirus o se la tua voglia di streaming ti spinge a rischiare, è una pagina che vale la pena consultare.

Perché un giorno, e varrà per l’eternità, brillerà nella memoria «questa» notte e la luce che si diffonderà su Napoli: perché «questa» è la partita della Vita, con dentro le emozioni del Terzo Millennio; perché «questa» fa da spartiacque – definitivo – tra quel passato brullo e le scartoffie della Fallimentare e il presente (e il futuro) da protagonisti d’un football elitario.
E’ una giornata speciale, e verrebbe da dire spaziale, che offre una dimensione onirica, e ci sarà uno stadio in cui sarà (quasi) impossibile far cascare una monetina e cinquantasettemila spettatori che vorranno godersela, pensando che possa accadere qualsiasi cosa oppure nulla, e però portandosi appresso – per sempre – il ricordo d’un brivido.

LA FAVOLA. E’ Napoli-Real Madrid, dunque la sintesi d’una favola che travolge, la rappresentazione scenica d’uno spettacolo trasversale, la sceneggiatura d’un kolossal che non ha precedenti (contemporanei) perché abbatte ogni primato, ogni sensazione, trascinerà l’urlo del San Paolo oltre il muro del suono e farà vibrare questa città ch’è in fibrillazione dal giorno del sorteggio, che s’è impossessata in sette ore dei biglietti, che si sta consumando e aspetta solo che cominci.

IL PARTERRE. C’è tutto un mondo che ha scelto di non rinunciare a Napoli- Real Madrid, perché proprio non si può: è questa, calcisticamente, emozionalmente, la Grande Bellezza che scuote il regista Paolo Sorrentino al San Paolo e trasforma il calcio in una serata da Oscar alla quale non ha potuto dire di no il ministro per lo Sport, Luca Lotti, né il presidente del Coni, Giovanni Malagò, attratti da questa calamita ch’è la Sfida.

C’è il richiamo d’una passione obliqua in tribuna autorità, e sembra di vederla in Raffaele Cantone, magistrato, scrittore ma anche tifoso, prim’ancora di diventare presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione e quello spicchio d’umanissimo tormento apparterrà anche a Luigi Riello, Procuratore generale di Napoli, al presidente del Tribunale, Ettore Ferrara.

Ma è il calcio che non fa distinzioni, che spinge avivere questo Napoli-Real Madrid il prefetto ed il questore, ovviamente il sindaco ed il Governatore della Campania, mischiati febbrilmente, l’uno a fianco all’altro, per scoprire l’effetto che fa assieme a Gigi D’Alessio, appena qualche fila più in là.

VECCHIO NAPOLI. Saranno solleticate le corde del cuore, ed è anche per questo che Antonio Careca, stavolta in versione opinionista, è arrivato da Rio de Janeiro e prima che Napoli e Real Madrid rapiscano la sua attenzione, ci sarà modo per abbracciare ancora, come in quei giorni, Peppe Bru- scolotti, il capitano di un «vecchio» Napoli che avrà altri ospiti di riguardo, del suo passato più o meno recente e ci saranno Walter Novellino e Gigi De Canio con Michele Pazienza che invece ha scelto di andare in tribuna con i propri figli, per raccontar loro che il proprio papà ha giocato su quel campo.

RECORD. Sembrerà piccolo, questo stadio, certo assai meno di quello che sarebbe servito: arriverà (forse, non è ancora certo) Julen Lopetegui, il ct della Spagna, o magari il suo vice, e ci sarà Sullo, che è il braccio destro di Ventura, il ct italiano.
E crollerà il record d’incasso (quattro milioni e mezzo di euro circa) e magari anche qualche inibizione: perché quando batte el corazon, ci si può lasciare andare e pensare che la Storia possa diventar Leggenda. Il 7 marzo del 2017: è la notte di Napoli…

Ma quanti erano? L’onda anomala che va da Capodichino a via Carbonara è l’antipasto d’una giornata viva, l’ouverture di ventiquattro ore da vivere in apnea, sapendo che sarà così e forse anche (sportivamente) peggio, con i cori che s’alzeranno verso il cielo e la testa che inseguirà la lancetta dell’orologio. Le 20,45 di stasera, però arrivarci: dopo aver visto di cosa sia stata capace Napoli, per accogliere il Real, di quel muro umano che ha atteso, applaudito, ironizzato («chi non salta madrileno è»), in piccolo anche insultato (Cristiano Ronaldo), ma anche stupito uno come Benzema che ha twittato “grazie per l’accoglienza” e comunque accerchiato in questa notte blanca un albergo inavvicinabile, inaccessibile, con stanze insonorizzate, vietati i selfie per il personale e divieti di sosta sparsi ovunque, il transito concesso solo ai residenti. Forse erano mille, magari duemila (e in Spagna scrivono: «sembravano cinquantamila…») e hanno fatto baccano, però anche con ammirazione, e poi hanno osservato quasi fieri che un giovanotto stava consegnando venticinque pizze, ed è una storia che dondola (inevitabilmente) tra la realtà e la leggenda metropolitana, un po’ galacticos ed un po’ no nei suoi effetti speciali.

NIENTE RITIRO. Sarà una vigilia strana e anche diversa, che ognuno vivrà a modo suo (ovviamente) chi seguendo un percorso quasi solito – come il Napoli – che ha abolito il ritiro e si presenterà a Castel Volturno depurato da ogni forma di tensione, e chi invece inaspettatamente – come il Real – ha deciso (ma per ora) di rinunciare alla seduta mattutina, di evitare spostamenti, di non caricarsi neanche d’un grammo d’acido lattico, perché tutto ciò che si sa basta ed avanza e non c’è ragione per provare ancora per intrufolarsi in un caos metropolitano che può esclusivamente produrre stress.

IL BUNKER. Sarà mica semplice mettere la testa fuori da Palazzo Caracciolo, dove non entrerà nessuno, e dal quale uscirà la delegazione del Real Madrid soltanto per andare al pranzo ufficiale, sul terrazzo dell’Hotel Vesuvio: una cartolina – il panorama – da tenere per sé, mentre Francini – che fungerà da ambasciatore Uefa – e Butragueno, i bomber di quella sfida del San Paolo di trent’anni fa, avranno modo di rivedersi, di raccontarsi di nuovo cosa fu quella serata e cosa sarà anche questa, con quella Napoli che non indietreggia, anzi. In cinquantasettemila, con coreografie che faranno rabbrividire.

DIVERSITÀ’. Sarri ha preferito il profilo basso e la «normalità» più assoluta, forse una strategia di comunicazione per la squadra, affinché non abbia ulteriori pressioni, non ne avverta più di quanto già non se ne colga in giro, in questo macrouniverso che diventerà il San Paolo, aperto per l’occasione alle quindici, dunque circa sei ore prima del fischio inizio, con un piano traffico che prevede una serie di chiusure di strade d’accesso ad un quartiere, Fuorigrotta, che verrà stravolto da questa invasione straordinaria.

CI VEDIAMO QUA. Ore 10, appuntamento a Castel Volturno, ma in campo Sarri ci arriverà dopo aver mandato giù un’altra serie di video, i suoi compagni di viaggio; e Zidane, contemporaneamente, a Palazzo Caracciolo avrà fatto lo stesso. La riunione tecnica avverrà simultaneamente, intorno alle cinque del pomeriggio, quando poi ci si tufferà nella colazione, avendo però la testa altrove, sapendo che il conto alla rovescia sarà già cominciato e sta ultimandosi, che bisgnerà mettersi in viaggio verso i quarti di finale o per un viaggio breve.

La notte prima dell’esame dev’essere colma di pensieri che s’accavallano: e ci sta che si possa attraversare la propria esistenza, partendo dall’infanzia, da Bagnoli, o magari da Stia, la prima squadra, per atterrare poi nel San Paolo ed accorgersi che non stai sognando, ch’è tutto vero. «E che affrontiamo la squadra più forte del mondo, ma avendo al no stro fianco i tifosi più forti del mondo e se ne renderà conto l’Europa intera».

La notte prima del Real Madrid sarà stata un groviglio d’emozioni, perché sotto la tuta d’un allenatore si nasconde un cuore che batte e che vive questo 7 marzo senza finzioni, macerando il proprio cronometro perché forse ha fretta di accomodarsi in panchina: «Ho l’allenamento». La notte in cui Maurizio Sarri deve chiedere a se stesso di andare oltre, di inventarsi un miracolo calcistico alla napoletana, non è mica solo tagli e diagonali, ma è un concentrato d’ironia allo stato puro che forse servirà anche per esorcizzare la tensione, da lasciare lontano dai riflettori.

«E’ una sfida in teoria impossibile e per batterli si dovrebbe giocare in dodici, ma il regolamento ce lo vieta. La tensione è la loro, che sono i favoriti; ma noi proveremo a modo nostro a farglieli un po’ girare. E con i tre piccoletti, magari troviamo linee di passaggio: bisogna saper uscire dal loro primo pressing». Questa non è semplicemente una partita, è uno stato d’animo da governare, forse anche da dominare, magari un po’ da domare e a Maurizio Sarri non mancano le argomentazioni per riuscire a svelenire l’attesa, far finta quasi che non stia succedendo nulla: «E’ un compito quasi proibitivo, contro una squadra che segna da quarantasei partite: il talento di cui sono ricchi non si ferma marcandoli ad uomo, altrimenti sarebbe facile. Ma noi abbiamo qualità che ci potranno servire. E comunque, viviamola bene, proprio come sta facendo la gente…

Leggo, sento, di un orgoglio collettivo d’essere qui: è vero, è giusto, ma queste partite per il Napoli devono diventare un’abitudine». E’ una serata in cui ci si perderà, restando però lucidamente aggrappati a se stessi, e sarà un’introduzione verso il futuro, vada come vada, che sabato sera, a Roma, è stato rinfrescato dall’incontro di Sarri con De Laurentiis, un riavvicinamento utile per ritrovarsi – a distanza di diciassette giorni, dalla sera di Madrid – e liquidato con un sorriso sdrammatizzante, un messaggio subliminale: «Abbiamo parlato poco di calcio, molto di cinema, gli ho proposto due sceneggiature e spero gli piacciano. Ma spero anche che il mio genio, come dice lei, non sia stato assorbito tutto dalla stesura di questi film. Ma il Real dovrà vedere la determinazione nei nostri occhi». Occhi da tigre.

Emilio Butragueno guarda il Real di oggi correre sul prato del San Paolo e pensa al suo Real di ieri: «Beh, sì, tornare fa un certo effetto». Lo fa anche al popolo di Napoli, rivedere il Buitre in giacca e cravatta, con i gradi da dirigente, 29 anni dopo: fu lui, il 30 settembre 1987, il killer dei sogni azzurri. Altri tempi. Oggi il centro del mondo madridi- sta è Zinedine Zidane: tocca a lui completare il delitto perfetto. « Preoccupati? Sarà difficile per tutti: il Napoli è molto forte, ma anche noi abbiamo una buona squadra. L’unica cosa che ci preoccupa è vincere ogni partita. Siamo il Real e dobbiamo vincere sempre».

L’ABITUDINE. E allora, il ritorno di Zizou al San Paolo: l’ultima volta fu il 9 giugno 2005, partita di addio al calcio di Ciro Ferrara. «Già, chi l’avrebbe detto che sarei tornato da tecnico del Madrid». Però è accaduto. «Sì, è il bello della vita». Proprio quello che anche il Napoli spera di celebrare oggi: sarebbe un’impresa titanica. «Sappiamo che ci aspetta una sfida difficilissima con un avversario forte e carico, però siamo abituati a giocare con le grandi squadre». Gli azzurri vantano il miglior attacco d’Italia e lo sanno anche in Spagna. «Hanno tanti giocatori bravi, ma li abbiamo anche noi. E sebbene in Champions sia tutto più difficile, è soltanto una partita di calcio».

«VINCERE SEMPRE». L’anima indiavolata del San Paolo, però, un certo effetto lo fa: anche i blindatissimi giocatori del Real, presidiati in un albergo interamente requisito a ridosso del centro storico, con tanto di bodyguard personale, l’hanno avvertito entrando e uscendo tra due ali di folla. «Loro in casa hanno perso una sola volta nelle ultime 20 partite, e anche da giocatore della Juve ricordo un ambiente caldissimo. A me, però, piacciono davvero molto gli stadi così: questo clima motiverà anche noi, non soltanto il Napoli». Del resto, il Real insegue il doblete Liga- Champions sin dagli Anni 50. «Faremo di tutto per conquistare entrambe le competizioni, ma ora siamo concentrati esclusivamente sulla prossima partita».

Per quel che riguarda la formazione, Zidane sembra orientato a puntare sulla BBC, Bale-Benzema-Cristiano Ronaldo: «Lo scoprirete in campo: non è fondamentale il modulo, lo è la mentalità. Soprattutto delle ultime gare: quella non deve cambiare». E ancora: «Il Napoli ha tante armi per farci male e metterà grande intensità soprattutto in avvio, anche sull’onda della vittoria con la Roma, però noi dovremo fare quello che sappiamo: giocare a calcio. Dovremo soffrire e lasciare tutto in campo con la medesima intensità, certo, ma conta anche la tecnica: nel calcio sono le giocate a fare la differenza. Di certo non gestiremo il vantaggio: proveremo a vincere ancora. La Champions è una motivazione straordinaria». Una curiosità: oggi il Real lascerà il quartier generale di Palazzo Caracciolo soltanto per raggiungere il San Paolo. Niente rifinitura.

Da fuori, domandarsi se il Napoli stasera può fare l’impresa è legittimo. Da dentro, crederlo è un dovere. E non basterà far girare le scatole al Real, come dice Sarri, usando, anzi, ostentando il suo modo ruvido. Il Real può essere anche blandito, importante è che alla fine sia eliminato. Per capire se davvero il Napoli può osare oltre i suoi limiti, se può ingannare la storia fregando la squadra che in Europa meglio la rappresenta, dobbiamo partire dall’andata, dai primi 10′ e dagli ultimi 20,’ quando la squadra era ancora padrona di se stessa e stava mettendo in difficoltà il Real. In cinque punti, proviamo a immaginare come si può concretizzare il sogno.

Come nota di speranza, cominciamo da un dato statistico: negli scontri diretti della Champions Lea- gue è successo 11 volte che all’andata la squadra in trasferta perdesse 3-1: ebbene, in quattro occasioni (incluse tutte le ultime tre) è poi riuscita a passare il turno. A favore del Real potremmo trovare decine di statistiche incoraggianti, ma la prima cosa da fare in notti come questa è pensare positivo. Soprattutto in campo. Al Berna-

beu, il Napoli non è riuscito a mantenere in alto la sua linea di pressing, però ha saputo sfruttare il contropiede come si è visto in occasione del gol di Insigne. Stasera, a naso, il Real gestirà la gara senza lasciare gli stessi spazi. Toccherà al Napoli alzare quella linea che del resto ha reso famoso il calcio di Sar- ri. Il recupero palla deve avvenire ben prima di quanto accadeva a Madrid.

Palleggio rapido e verticalizzazione immediata, anche questo è un marchio di fabbrica che stasera dovrà essere esposto come insegna lumi

nosa della partita del Napoli. A Madrid, l’allenatore toscano aveva spiegato le difficoltà della squadra con un ragionamento di tipo tecnico: «Abbiamo sbagliato troppo in uscita e quelli sono errori che commettiamo raramente». E’ vero, ma Sarri aveva detto la mezza messa, quella intera prevede anche gli avversari e un conto è se tocca, con tutta la stima possibile, a Taider o a Torreira fare il pressing e un altro è se davanti ti trovi Modric e Kroos. Il Napoli dovrà evitare che il Real piombi dentro il suo centrocampo come è successo al Bernabeu. Deve conquistare la palla, farla girare rapida, lavorare sugli esterni che

sono la vera forza di questa squadra. Diawara deve essere ancora più reattivo, avrà addosso mezzo Real; anche Zielinski e Hamsik dovranno occuparsi di più della fase difensiva, quello che Callejon fa sempre. Per l’impresa, anziché undici uomini, ne dovranno giocare ventidue: se tutti daranno il doppio, il Napoli ce la può fare.
IL RECUPERO DI MILIK
Sei delle ultime 9 reti del Napoli in Champions League hanno visto la partecipazione diretta di Dries Mertens, con gol (4) e assist (2). E’ ovvio che Sarri punterà sul centravanti più piccolo, con la

speranza che, capitandogli un’occasione come quella nel finale dell’andata, riuscirà a far gol. Perché è ovvio che stasera lo spreco è vietato. Ma rispetto al Bernabeu, il Napoli ha adesso anche un’alternativa pronta in panchina: Milik. A metà febbraio, quando si è giocato Real-Napoli, il polacco non era nemmeno in panchina. Adesso è recuperato, il suo fisico potrebbe diventare prezioso se il Napoli non riuscisse a sbloccare la partita nel primo tempo, per l’eventuale incendio del finale.

Da un paio di partite

l’organico del Napoli è migliorato come quantità e qualità anche nel settore di centrocampo. E’ successo quando Sarri si è deciso a presentare il giovane Rog che ha schierato da titolare in Coppa Italia e poi all’Olimpico contro la Roma. Andrà in panchina, ma viste la condizione, la forza, la rabbia e il talento che sgorga dai piedi e dalla mente di questo ragazzo può diventare la vera, grande sorpresa di questa partita. Rog è il giocatore che Zidane non si aspetta.

DEL SAN PAOLO
«Tifosi campioni del mondo», li ha definiti Sarri. E stasera quei tifosi giocheranno la loro finale. Erano tanti anche a Madrid, ma oggi lo stadio sarà tutto napoletano. I madridisti sono abituati a trasferte tumultuose, a situazioni al limite, ma il San Paolo è diverso. Non è un giocatore in più, è la compenetrazione di uno stadio con la propria squadra. Il Real Madrid è imbattuto da 11 partite di Champions League, è vicino al record del club, ma per realizzarlo dovrà passare fra le fiamme di una passione straordinaria.