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By | 12/03/2017
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Inter-Atalanta Streaming Gratis Rojadirecta: le probabili formazioni, statistiche del match, info su diretta tv live e dichiarazioni

Serie A, Inter-Atalanta streaming gratis. Arrivano le ultimissime indiscrezioni da San Siro, dove tra un paio d’ore andrà in scena una sfida fondamentale in ottica Europa: si sfideranno Inter e Atalanta, diventato a questo punto un big match a tutti gli effetti. Merito soprattutto del cammino dei bergamaschi, davvero superlativo. Mister Pioli deve ancora sciogliere alcuni dubbi di formazione: Murillo o Ansaldi in difesa? Sembra favorito il colombiano, ma non è detto che poi non si opti per l’argentino. Recuperato invece Medel, che sarà al centro della retroguardia davanti ad Handanovic. Con ogni probabilità sulla trequarti ci sarà Banega: l’ottima prova contro il Cagliari vale la riconferma per l’ex Valencia, in panchina va il recuperato Brozovic insieme a Joao Mario. Gasperini, che recupera Kessie, ha un solo grande dubbio: Kurtic non è al meglio, ma proverà a stringere i denti. Non dovesse farcela, dentro uno tra D’Alessandro e Cristante. In virtù della squalifica di Masiello, in difesa chance dal primo minuto per Zukanovic

Inter-Atalanta streaming gratis Rojadirecta: le ultimissime da San Siro

La sconfitta contro la Roma non ha avuto ripercussioni sull’Inter, che ha prontamente reagito vincendo con un rotondo 5-1 in casa del Cagliari. Tuttavia a San Siro arriva la vera sopresa del campionato, che in questo momento è quinta con un punto in più sulla squadra allenata da Pioli. Stiamo ovviamente parlando dell’Atalanta di Gaperini, che settimana scorsa è stata frenata dalla Fiorentina tra le mura amiche. Insomma, questa 28.a giornata trabocca di big match: dopo la partitissima tra Juventus e Milan, il derby della Lanterna e quello dell’Emilia, ecco questa gara che potrebbe dire molto sul destino europeo di entrambe le squadre. Ma possono ambire anche a piazzamenti Champions? Guardando la classifica la risposta è si, ma ovviamente non dipenderà solo da loro: in questo momento la squadra più in difficoltà sembra la Roma, ma questo campionato sta dimostrando che solo una squadra ha davvero un rendimento continuo, cioè la Juventus. Andiamo dunque ad analizzare i due schieramenti che potrebbero presentare gli allenatori e soprattutto dove vedere Inter-Atalanta in streaming gratis Rojadirecta e diretta live tv.

Inter-Atalanta streaming gratis Rojadirecta: lo schieramento scelto da Pioli

QUI INTER – Un grosso dubbio affolla la mente di Pioli: Brozovic è pienamente recuperato, ma in Sardegna nella rotonda vittoria contro il Cagliari Banega ha dato spettacolo. Difficile toglierlo, infatti con ogni probabilità sarà lui proprio l’argentino a partire titolare. Confermato Medel in difesa nonostante i problemi fisici che hanno costretto il cileno ad abbandonare l’allenamento anzietempo giovedì, mentre Murillo e Ansaldi si giocano una maglia da titolare. Anche Joao Mario non è sicuro del posto, infatti pare che gli unici titolari sicuri nella mediana e trequarti nerazzurra siano Gagliardini e Kondogbia.

Sentiamo le parole del tecnico ex Lazio nella consueta conferenza stampa alla vigilia: “Contro l’Atalanta è uno scontro diretto. Vale sempre tre punti, ma hanno un peso specifico maggiore contro un avversario che sta sopra di noi. Affrontiamo un avversario in grande condizione che nell’ultima trasferta ha battuto il Napoli meritatamente. Ho chiesto a Gagliardini e anche a Palacio che ha lavorato con Gasperini. Ma è più importante il nostro lavoro. Il mio obiettivo è far crescere tutti i miei giocatori. Geoffrey sta lavorando molto bene, sta cominciando a giocare più in verticale che è molto importante per la nostra idea di gioco. Può essere ancora più continuo e ha le qualità per alzare il suo livello Su Brozovic ci sono ancora dubbi, abbiamo due sedute d’allenamento per decidere. E’ un bene ci siano, vuol dire che posso schierare 11 giocatori e avere ancora le qualità giuste in panchina qualora servano Murillo? Rientro importante, ma vedremo se giocherà”.

Inter-Atalanta streaming gratis Rojadirecta: lo schieramento scelto da Gasperini

QUI ATALANTA – Uno buona e una cattiva notizia per Gasperini: il tecnico piemontese può sorridere per il recupero di Kessiè dopo che l’ivoriano ha scontato il turno di squalifica, mentre invece non sarà certo felice per il turno di stop rimediato da Masiello, pedina fondamentale nel suo scacchiere. Zukanovic avrà così un’occasione da titolare. Per il resto formazione confermatissima, con la coppia terribile Gomez-Petagna davanti.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Medel, Ansaldi; Gagliardini, Kondogbia; Candreva, Banega, Perisic; Icardi. All. Pioli

ATALANTA (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Caldara, Zukanovic; Conti, Freuler, Kessié, Spinazzola; Kurtic; Gomez, Petagna. All. Gasperini

Inter-Atalanta streaming gratis Rojadirecta: statistiche del match di San Siro

Andiamo ad analizzare dati e statistiche fornite da OPTA sul match. Grande equilibrio nelle ultime otto sfide di Serie A tra Inter ed Atalanta: tre vittorie per parte e due pareggi. Milanesi a segno in tutte le ultime nove partite di campionato contro i bergamaschi. A San Siro, l’Inter ha vinto – senza subire gol – gli ultimi due match di Serie A contro la Dea, dopo aver raccolto un solo punto nei precedenti tre. I nerazzurri hanno ottenuto il successo in 10 delle ultime 12 giornate di campionato – due sconfitte nelle altre due. Prima di perdere con la Roma, l’Inter aveva ottenuto otto vittorie di fila in casa in Serie A. Atalanta imbattuta da sette giornate di campionato (5V, 2N); solo due i gol subiti dalla squadra di Gasperini nel parziale. Solo Juventus (13) ha chiuso più partite con la porta inviolata dei bergamaschi (12) nella Serie A 2016/17. Nessuna squadra ha segnato più dell’Inter negli ultimi 15 minuti di partita (15 reti); tuttavia, solo la Juventus (tre) ha incassato meno gol dell’Atalanta (quattro) nello stesso parziale. Sono 12 i gol dei difensori dell’Atalanta, record in questa Serie A; l’Inter ha invece trovato una sola rete con il suo reparto arretrato (D’Ambrosio contro il Pescara). Tra i giocatori con almeno 40 tiri effettuati (escludendo i ribattuti), Jasmin Kurtic (32%) e Mauro Icardi (37%) sono quelli con la più bassa percentuale di conclusioni nello specchio. Miranda è il giocatore di movimento che ha recuperato più palloni in questa Serie A (205).

Dentro o fuori. Oggi alle 15 a San Siro andrà in scena un vero e proprio spareggio per l’Europa. O se vogliamo essere più precisi, per la Champions. E’ oggettivamente complicato pensare che l’Inter, in caso di mancata vittoria oggi contro l’Atalanta, possa ancora sperare, sognare o ambire al terzo posto nonostante manchino al termine del campionato ancora 10 giornate. Vincere per continuare la rincorsa al Napoli, distante 6 punti e oggi impegnato in casa contro il Crotone (o alla Roma a più 8 in trasferta a Palermo), altrimenti il target finale andrà abbassato e bisognerà lottare fino alla fine con Lazio, Atalanta e lo stesso Milan per i tre posti per l’Europa League. E’ vero, il calcio è imponderabile, lo ha raccontato la leggendaria rimonta del Barcellona contro il Psg e lo ha sottolineato ieri lo stesso Stefano Pioli: «Può ancora accadere di tutto, lo ha dimostrato anche il confronto tra Barça e Psg. Nel calcio non c’è nulla di scontato – ha spiegato -, abbiamo solo una strada da percorrere: dare il massimo e pensare partita dopo partita». Detto questo, però, dopo aver perso gli scontri diretti con Juventus, Napoli e Roma, Pioli sa bene che non superare l’Atalanta significherebbe non solo dire addio alle ambizioni Champions, ma anche mettere nuovamente in discussione la sua posizione per il futuro, con quell’Antonio Conte che anche negli ultimi giorni ha evitato di blindare a parole la sua permanenza al Chelsea.

Pioli ha oggettivamente svolto un ottimo lavoro da quanto è arrivato sulla panchina dell’Inter. Tolte le tre sconfitte sopracitate e il pareggio col Milan al debutto lo scorso 20 novembre, in campionato ha sempre vinto e questo, al di là della bontà della rosa allestita dal club, non era scontato: 11 successi in 15 partite, 34 punti collezionati, terzo nel suo mini campionato alle spalle di Juventus (40) e Napoli (36). Pioli, però, ha fallito già diversi esami e questo non è passato inosservato nella stanza dei bottoni di Nanchino: il tecnico emiliano ha perso contro le squadre con cui 3 punti avrebbero fatto anche mediatamente differenza ed è stato eliminato dalla Lazio in Coppa Italia a San Siro, una competizione a cui Suning teneva per iniziare la sua avventura in nerazzurro con un trofeo, visto il deludente cammino in Europa della gestione De Boer. Il mancato salto di qualità con l’élite del calcio italiano rischia di essere un timbro negativo sul lavoro di Pioli e sulla sua pagella a fine stagione quando la proprietà cinese stilerà una valutazione definitiva, tant’è che ormai la corte a Conte non è subordinata all’eventuale arrivo in Champions: se Conte dirà sì, la panchina dell’Inter sarà sua, che Pioli arrivi sesto, quarto e terzo. Vincere con l’Atalanta, però, eviterebbe a Pioli di vivere un’altra settimana di passione come successo dopo il ko interno con la Roma e preparare così al meglio un’altra gara tutt’altro che agevole come quella a Torino contro Belotti e compagni.

«L’Atalanta sta facendo un grandissimo campionato grandissimo che nessuno si aspettava, complimenti a Gasperini – ha spiegato ieri Pioli -. E’ diventata una partita importante soprattutto per merito nostro che abbiamo cominciato a vincere e ora vogliamo superarli. E’ uno scontro importante, vale tre punti, ma il valore specifico è maggiore contro una squadra che sta sopra di noi in classifica. Sicuramente l’Atalanta è la vera sorpresa del campionato; anche la Lazio sta facendo molto bene, ma da qualche anno ha giocatori di assoluto livello, mentre i bergamaschi hanno stupido e ora hanno quella spensieratezza mentale che gli permette di dare il massimo potenziale in ogni prestazione». Un leggerezza che, per ammissione dello stesso Pioli, l’Inter non può avere, giocando ogni domenica con le spalle al muro: «Per gli obiettivi che abbiamo non possiamo essere così liberi di testa – ha chiosato -. Però dobbiamo credere in noi stessi. I complimenti di Moratti? Lo ringrazio, abbiamo il sostegno quotidiano della società e lavoriamo per migliorare».

Un nuovo big match almeno a giudicare dalla posizione in classifica e dall’affluenza di pubblico: quasi 60.000 spettatori, oltre 30.000 in più per la stessa partita nel breve volgere di due stagioni. Inter-Atalanta di oggi pomeriggio a San Siro può rappresentare un esempio da seguire per tutto il calcio italiano alla cronica ricerca di un’inversione di tendenza nel calo di spettatori allo stadio. Lo stadio è quasi esaurito considerato che non saranno aperti il terzo anello rosso e verde. Restano circa 2000 biglietti (cancelli aperti dalle 13). Attesi quindi poco meno di 60.000 spettatori tra abbonati e paganti. Quasi 1.800 in arrivo da Bergamo nel settore ospiti al terzo anello blu.

Un’impennata vistosissima rispetto agli ultimi due incroci milanesi tra Inter e Atalanta. Il 24 settembre 2014 erano 29.535 i tifosi sugli spalti, saliti a 37.042 il 23 agosto 2015. In entrambi i casi si è trattato di partite giocate alle 20.45, nel 2014 era addirittura un turno infrasettimanale. L’afflusso di oggi è merito anche dell’orario che rende più agevole andare allo stadio alle famiglie con i bambini e ai tifosi provenienti da località distanti da Milano. Una finestra, quella della domenica alle 15, che piace molto a Suning perché permette di trasmettere la partita in prima serata tv in Cina. Senza dimenticare che oggi sarà la partita dedicata agli Inter Club al termine della settimana del 109° compleanno della società (molte le iniziative collegate all’evento, secondo la nuova politica di accoglienza e biglietteria seguita dall’Inter).

Ma non va trascurata nemmeno la componente strettamente calcistica della partita: la sfida tra una squadra in risalita come l’Inter e un avversario protagonista di un campionato straordinario, emblema di freschezza con il suo gioco brioso e i suoi giovani talenti, come l’Atalanta. Non a caso, in tribuna ci saranno due spettatori interessati a seguire i baby di Gasperini e l’ex più illustre, Gagliardini, passato a gennaio all’Inter: il ct Gian Piero Ventura e il team manager azzurro, Lele Oriali.

Inter-Atalanta è anche la sfida tra Roberto Gagliardini e Franck Kessie. I due giovani centrocampisti sono stati compagni di squadra all’inizio della stagione con la maglia nerazzurra della Dea e anche se oggi tutti parlano di loro non va dimenticato il recente passato: sia il classe 1994 di Dalmine che il classe 1996 ivoriano, all’alba di questa annata, erano due autentiche scommesse per il campionato di Serie A. E sono diventati in pochi mesi pezzi pregiati del mercato, tra i più richiesti e non solo in Italia, ma anche in Inghilterra.

Che avventura

La storia di Kessie a Bergamo è abbastanza incredibile. Arrivato a gennaio 2015 a Zingonia per essere aggregato alla formazione Primavera, si dice che nei giorni in cui il centro sportivo atalantino era avvolto dal gelo e dalla nebbia, con la neve a fare da romantico contorno, il giovanotto ivoriano sembrava non patire il freddo e arrivò in ciabatte. Fin dalle prime sedute il suo strapotere fisico era chiaro e qualcuno disse addirittura che avesse una fame, una voglia di emergere e caratteristiche talmente particolari da poter disputare due partite di allenamento nello stesso giorno. Dopo alcuni mesi passati nell’ombra senza un ruolo ben definito tra la zona centrale della difesa e quella di centrocampo, Kessie venne riscattato interamente dall’Atalanta e finì al Cesena in Serie B per fare esperienza. Con mister Drago in panchina, il ragazzo divenne ben presto uno dei cardini della formazione romagnola e chiuse la sua prima vera stagione in Italia (2015/2016) con 36 presenze e 4 gol risultando tra i più presenti nonostante i soli 19 anni di età.

Sotto osservazione

L’Atalanta ha sempre seguito con grandissimo interesse le partite dell’ivoriano, la cessione di De Roon al Middlesbrough sembrava azzardata agli occhi dei tifosi ma nessuno aveva ancora visto all’opera un ragazzo su cui la Roma aveva già messo gli occhi: in sede di trattativa per portare Ricci (esterno poi finito al Sassuolo) a Bergamo, tutto saltò proprio perché i capitolini chiesero un’opzione sull’ivoriano. Durante il ritiro di Rovetta, le qualità di Kessie hanno colpito tutti ma nessuno poteva immaginare che con 4 reti nelle prime 4 giornate di campionato (compreso il rigore scippato a Paloschi contro il Torino e segnato con freddezza) diventasse il primo crack di una stagione pazzesca.

L’alterego

L’esplosione di Gagliardini arrivò più tardi e venne segnata dalle prime belle prestazioni in serie A e dalla chiamata in Nazionale da parte di Ventura il 7 novembre 2016. Da quel giorno a tutta l’Italia calcistica fu chiaro come nell’Atalanta ci fossero due campioncini che sono destinati ad una grande carriera. Sulle tribune dello stadio di Bergamo, per settimane, si sono visti osservatori dei più grandi club italiani ed europei: nella sfida contro la Roma si dice che addirittura 20 società fossero presenti per vedere dal vivo Kessie. A gennaio è arrivata la grande svolta. Mentre Kessie era impegnato in Coppa d’Africa con la sua Nazionale (3 gare da titolare pur senza grandi risultati), Gagliardini è passato all’Inter per una cifra monstre di circa 28 milioni di euro e in attesa di vedere cosa riserverà il mercato di luglio (non c’è nessun accordo tra Roma e Atalanta per Kessie che molto probabilmente finirà in Inghilterra con il Paris Saint Germain sempre in agguato) questo pomeriggio al Meazza i due ex sconosciuti saranno uno di fronte all’altro con tanta voglia di superarsi.

 «Un allenatore deve allenare, non deve gestire». Gian Piero Gasperini, nella confidenziale chiacchierata con Paolo Condò, ha così inquadrato la sua infelice esperienza all’Inter, spiegando (incolpevolmente) perché un maestro di calcio nella maggior parte dei casi non può essere compatibile con una grande squadra, considerata nel concetto moderno del termine. Oggi, chi prende l’Inter (ma pure Juventus e Milan), sa che il pacchetto chiavi in mano comprende un’estate da Globetrotter a caccia di milioni tra Asia e Stati Uniti, la certezza di vedere lo spogliatoio svuotato a ogni precettazione delle Nazionali e, in tempi normali, l’obbligo di giocare ogni tre giorni. Walter Mazzarri, altro ottimo insegnante (riuscì pure nell’impresa di far digerire Jonathan ai loggionisti), tra gli alibi che si dava non vedendo fiorire la sua creatura come successo a Napoli citava spesso (in privato) quelle maledette tournée americane: la prima fu un pianto (e Thohir si arrabbiò perché nonostante il primario obiettivo in estate sarebbe preparare la stagione, non è ammissibile prendere 4 gol dal Real), la seconda fu un mezzo trionfo (e si capì perché: avendo toccato i suoi “codici” costruiti in anni di lavoro sul campo, Mazzarri mandò in cortocircuito la preparazione provocando un’epidemia di infortuni). Carlo Ancelotti non aggrottava nemmeno il sopracciglio se Adriano Galliani – come accaduto – dopo una precoce euro-eliminazione – riempiva le settimane con amichevoli in Albania (ben due) e Budapest; oppure se, dopo aver giocato nel gelo di Dortmund in Champions, era costretto a prendere un charter, non per tornare a casa, ma per onorare una passerella innaffiata di petrodollari in Arabia. A Gasperini invece sarebbero saltati i nervi. Per questo godiamoci l’Atalanta: ognuno, dopo tutto, nella vita rende meglio se riesce a trovare la sua dimensione ideale.
Correre, correre e ancora correre. Non solo in campo, ma anche in classifica. L’imperativo di Stefano Pioli non cambia da quando è arrivato ad Appiano Gentile: la sua Inter non può più permettersi distrazioni e per vivere un aprile che potrebbe regalare grandi soddisfazioni complici gli scontri diretti contro Milan e Napoli (in mezzo c’è pure la Fiorentina), deve rispettare il programma stilato dopo il ko contro la Roma: tre vittorie nei tre match che precedono la sosta.
La prima è arrivata domenica scorsa a Cagliari, ma gli esami più tosti sono quello di oggi contro l’Atalanta e quello di sabato nella Torino granata. Pioli sa che per giocarsi le ultime possibilità di arrivare in Champions nello “spareggio” del 30 aprile con la formazione di Sarri deve battere Gasperini. Perché un passo falso sarebbe devastante per il morale e soprattutto perché il Napoli in casa contro il Crotone ha l’opportunità ideale per dimenticare con un’affermazione l’eliminazione dalla Champions.
Andare a -8o addirittura a -9 dal terzo posto significherebbe, di fatto, salutare la rincorsa all’Europa che conta, ma anche complica-
re terribilmente la caccia a una qualificazione all’Europa League che sarà meno semplice da centrare rispetto al passato. La conferma arriva dai numeri: lo scorso anno il Sassuolo ha chiuso al sesto posto con 61 punti, appena 10 in più rispetto a quelli che ha adesso l’Inter, ma con ancora undici giornate da giocare.
MEDIA SUPER. Da quando è arrivato alla Pinetina Pioli ha ottenuto 11 vittorie in 15 giornate di campionato e i 34 punti conquistati hanno pennesso all’Inter di passare dal nono posto, che occupava dopo il 3-0 al Crotone con Vecchi in panchina, all’attuale sesta piazza.
I nerazzurri sono risaliti in maniera inesorabile grazie ai lavoro del tecnico di Parma che ha conquistato con i risultati e non con le parole sia i suoi giocatori sia (soprattutto) i proprietari di Suning. Le voci sull’arrivo alla Pinetina, la prossima estate, di Conte o Simeone sono destinate a continuare nelle prossime settimane e l’ex tecnico della Lazio sotto questo aspetto non si aspetta miracoli o… sconti, ma allo stesso tempo ha la convinzione che i cinesi e Thohir siano davvero intenzionati a portare avanti con lui il progetto iniziato io scorso novembre. Lo ha capito da come è già partita la programmazione della prossima stagione (senza preliminari di Europa League, ritiro a Ri- scone poi tournée in Cina con amichevoli e International Champions Cup a Singapore contro Bayern e Cheisea) e dalle indicazioni che i dirigenti che lo hanno fortemente voluto (Ausilio e Cardini) hanno recepito sul mercato (De Vrij è la sua prima opzione per la difesa se Marquinhos sarà irraggiun – gibiie). A questo punto non gli resta che migliorare ulteriormente la media punti con la quale ha marciato finora (2,26 a incontro) e sperare che davanti qualcuno rallenti. Intanto però prima della sosta ci sono Atalanta eTorino e i suoi uomini devono batterle. Come lui ha “ordinato” Quota 80 punti è lontana, ma se l’Inter correrà come vuole Pioli…
Per i tre punti e per il sorpasso. Stefano Pioli non ha nascosto l’importanza della sfida di oggi contro l’Atalanta, quasi uno spareggio nella corsa all’Europa. La formazione di Gasperini guarda leardi e compagni dall’alto in basso, ma la Milano nerazzurra spera di mettere la freccia e di trascorrere almeno una notte al quarto posto in classifica. «Questa è diventata una partita importante soprattutto per merito nostro – ha spiegato – perché abbiamo cominciato a vincere e ad andare forte. Abbiamo recuperato molto terreno, ma siamo ancora dietro all Atalanta e non vogliamo farci sfuggire l’opportunità di superarla. Quante possibilità abbiamo di qualificarci alla Champions? Può ancora accadere di tutto e il calcio sa essere impre- vedibilecome ha dimostrato anche il confronto tra il Barcellona e il Psg. In questo campionato non cè nulla discontato e pervedere quante clian- ce abbiamo di arrivare terzi, c’è una sola strada da percorrere: dare il massimo, pensare partita dopo partita e conquistare più punti possibile».
OCCHIO ALLA DEA. Pioli però sa già die il compito dei suoi non sarà facile «La Lazio sta facendo molto bene, ma è l’Atalanta la vera sorpresa del campionato. Gasperini ha svolto un lavoro incredibile e merita tanti complimenti perché ha dato alla sua fondazione quella spensieratezza mentale che le sta permettendo di esprimersi al massimo in ogni occasione. Ha vinto alla grande a Napoli, nell’ultima trasferta, e per un avversario del genere non puoi die avere il massimo rispetto. Ho chiesto informazioni a Gagliardini e a Palacio, che è stato allenato da Gasperini, ma conterà soprattutto quello che faremo noi: dovremo mettere in mostra le nostre qualità, il giusto approccio, la volontà di fare la gara e la convinzione di giocare in un certo modo. Ci siamo prerati e ora serve una prova di alto livello».
PIU DI 3 PUNTI. Finale ancora sul peso specifico del confronto in ottica futura: «In palio ci saranno i soliti 3 punti, ma il valore specifico della posta in palio è maggiore rispetto al solfi o perché di fronte avremo una squadra che sta sopra di noi in classifica e che è in grande condizione fisica e mentale. Abbiamo perso i precedenti scontri diretti contro Napoli, Juve e Roma? E’ vero, ma abbiamo dimostrato di poter competere con le migliori».
Tornano senza timori reverenziali e senza paure nello stadio che in passalo non ha regalato loro le soddisfazioni che speravano. Forse dentro hanno anche l’orgoglio e la consapevolezza di essere comunque riusciti ad arrivare dove volevano nonostante siano stati costretti a prendere altre strade. Più 1 ungile, accidentate e tortuose. Per Gian Piero Gasperini e Andrea Petagna San Siro rappresenta quello che poteva essere e non è stato, il Teatro dei Sogni che al tecnico di Gmgliano ha portato solo incubi, ma che pure al giovane attaccante non ha riservato i momenti indimenticabili che sperava di vivere dopo aver esordito da minorenne con la maglia del Milan. L’ atalanta per entrambi è un trampolino di… rilancio. A Gasperson lia permesso di rinverdire gli anni ricchi di soddisfazioni vissuti al Genoa, all’attaccante triestino ha consentito di imporsi in Serie A dopo qualche esperienza con più ombre che luci. Di certo oggi entreranno in quella che poteva essere la loro casa guardando l’Inter dall’alto in basso grazie alla stagione finora eccezionale disputata dalla Dea. E se a Bergamo sognano l’Europa, questi due “scarti” di Inter e Milan hanno molti meriti.
CENERENTOLA NERAZZURRA. La storia di Gasperini all’Inter ormai la conoscono tutti: sponsorizzato con forza da Preziosi e dal quale l’ex allenatore del Genoa aveva sempre giocato, ma in realtà non gli concesse tempo: 5 partite ufficiali con 1 pareggio e 4 sconfìtte (una nella finale di Supercop- pa italiana a Pechino contro il Milan) e per Gasp l’Inter era già il passato: esonero e saluti in mezzo ai veleni. A San Siro da tecnico nerazzurro una ko In Chanipions contro il Trabzonspor e un pari in campionato con la Roma, nel match in cui per provare a ripaitire si era convertito alla linea a 4 diiro, ascoltando il volere della squadra che non io aveva… accolto. La difficile gestione di Sneijder, l’impazienza della piazza e il tracollo di Novara fecero il resto. Per Gasperini riprendersi da quella “botta” non è stato semplice, ma Branca dopo l’addio di Leonardo, nell’estate del 2011 Moratti io ingaggiò preferendolo a Mihajlovic. il patron aveva scelto la involuzione della difesa a Le conia adesso è di nuovo lui e spaventai 60.000 attesi a San Siro.
ILLUSIONE ROSSONERA. La Storia di Petagna al Meazza è diversa, ma comunque senza lieto fine perché parla di un esordio in Champions League a 17 anni e mezzo con la maglia del Milan nell’inin- fluente sfida persa dalla formazione di Allegri al Meazza contro lo Zenit San Pietroburgo (nel dicembre 2012 ) e di altre 4 presenze, tra campionato e Coppa Italia, nella stagione successiva. Spiccioli di gloria. Alla Samp in A non ha sfondato, idem al Latina e a Vicenza in B. «Colpa mia», ci ha detto qualche giorno fa riconoscendo molti meriti della sua esplosione alTAscoli, dove è stato nel 2015-16, e a Casperini. Peta gna a San Siro e all’Inter non ha mai segnato; Gasp ha vinto al Meazza contro il Milan, ma mai contro i nerazzurri. Entrambi sperano che oggi sia la prima volta.

Inter-Atalanta streaming gratis Rojadirecta: dove vedere diretta tv

Vediamo dove poter seguire la partita attraverso lo streaming su pc, tablet e smartphone: sono tante le offerte disponibili, alcune veramente molto interessanti. Andiamo a vederle nel dettaglio.

La gara delle 20.45, valida per la 28.a giornata di Serie A, sarà trasmessa da Sky Calcio 1 e Premium Sport (servizio accessibile solo agli abbonati): entrambe le reti danno inoltre la possibilità di godersi la partita su smartphone e tablet attraverso i servizi Sky Go e Premium Play.

Ottima anche l’alternativa offerta da Now Tv, per chi non è abbonato Sky: con 9,90 € si può acquistare la singola partita. Non dimentichiamo i vari siti ed emittenti straniere che hanno acquisiti i diritti alla trasmissione radiotelevisiva del match di domenica. Tra queste annoveriamo: América Televisión, Panama con TVMax, Romania con Pro TV, Nicaragua con Canal 4, Repubblica Ceca con CT, Portogallo con RTP, Paesi Bassi con SBS, Norvegia con MTG, Paraguay con SNT, Porto Rico con Fox.

Ricordiamo inoltre che Rojadirecta, sito attraverso cui si potevano vedere le partite gratis, è stato dichiarato illegale ed è vietato l’utilizzo di questo genere di piattaforme: lo scorso 27 ottobre infatti il fondatore dell’emittente, Igor Seoane Miñan, è stato arrestato. Gli agenti gli hanno messo le manette ai polsi in un tribunale di La Coruna, in Spagna.

Inter Atalanta diretta video streaming. Si gioca per la 28a giornata di Serie A. Domenica pomeriggio di gran lusso allo stadio San Siro di Milano, dove a far visita all’Inter arriva la brillante Atalanta di Gasperini, in piena lotta per un posizionamento di prestigio nel campionato in corso. I nerazzurri vengono dalla rotonda vittoria di Cagliari, ed inseguono a loro volta il sogno di arrivare tra le prime tre a fine torneo. Diretta Inter Atalanta sul digitale di Premium Calcio 1 e Sky Calcio 1 anche HD, con inizio alle ore 15:00 di oggi domenica 12 marzo 2017. Video streaming gratis per tutti gli abbonati con Sky Go e Premium Play. Tra le possibili alternative citiamo Facebook Live, Video YouTube o il raccoglitore di links online gratuiti Rojadirecta.

Inter Atalanta Formazioni. Di seguito i possibili schieramenti iniziali. Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Medel, Ansaldi; Gagliardini, Kondogbia; Candreva, Banega, Perisic; Icardi. Allenatore Pioli. Squalificati: nessuno. Indisponibili: nessuno. Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Caldara, Zukanovic; Conti, Freuler, Kessié, Spinazzola; Kurtic; Gomez, Petagna. Allenatore Gasperini. Squalificati: Masiello. Indisponibili: Pesic.

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