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By | 12/03/2017
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Napoli-Crotone Streaming Gratis Rojadirecta: le probabili formazioni, statistiche del match, info su diretta tv live e dichiarazioni

Serie A, Napoli-Crotone streaming gratis. Sono uscite le formazioni ufficiali con cui Napoli e Crotone si sfideranno nel match delle 15 del San Paolo. Partiamo dai padroni di casa: diverse sorprese nell’undici iniziale firmato Sarri, che lascia in panchina inizialmente quattro titolarissimi. Partiamo dalla difesa: turno di riposo per Albiol, ad affiancare Koulibaly c’è Chiriches. Riposa anche Ghoulam, infatti dal primo minuto c’è Strinic. A centrocampo fuori sia Allan che Zelinski, gioca perciò Rog insieme a Jorginho e Hamsik. Panchina anche per Diawara. La vera sorpresa è però davanti: sia Mertens che Milik non saranno schierati dall’inizio, visto che ci sono Insigne e Pavoletti. Occasione da non sprecare dunque per l’ex centravanti del Genoa. Capitolo Crotone: i calabresi hanno diverse assenza, specialmente in difesa. Out per squalifica infatti Ceccherini e Rosi, dentro Dussenne e Sampirisi. Davanti confermata la coppia d’attacco Trotta-Falcinelli.

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Strinic; Rog, Jorginho, Hamsik; Callejon, Pavoletti, Insigne.

Crotone (4-4-2-): Cordaz; Sampirisi, Ferrari, Dussenne, Martella; Rohden, Crisetig, Capezzi, Storian; Trotta, Falcinelli.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: le ultimissime dal San Paolo

Mancano poche ore all’inizio del match fra partenopei e calabresi, e negli ultimi minuti stanno uscendo alcune indiscrezioni sulle probabili formazioni che scenderanno in campo al San Paolo. Quello che pare certo è che Sarri darà un turno di riposo ad Insigne: il folletto napoletano lascerà posto su quella fascia a Mertens, che tornerà così nel suo ruolo naturale. Ad occupare la zona centrale dell’attacco uno fra Milik e Pavoletti: alla vigilia sembrava scontato l’utilizzo del polacco, ma pare che le quotazioni dell’ex Genoa siano in rialzo. Anche perchè è chiaro che prima o poi l’acquisto di gennaio degli azzurri deve giocare con continuità: forse l’esplosione di Mertens in quel ruolo non era prevista davvero da nessuno. Sicuramente non ci sarà Allan nella formazione ufficiale: il brasiliano è uscito acciaccato dalla sfida contro il Real Madrid, al suo posto ecco Rog più di Zielinski. Per quanto riguarda invece la formazione di Nicola, Tonev è recuperato e sarà protagonista della staffetta con Acosty. L’emergenza in difesa constringe il tecnico ad inserire sia Sampirisi che Dussenne, mentre Claiton non è nemmeno partito per Napoli.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: tutte le info sul match del San Paolo

Rialzarsi: è questo l’imperativo categorico che gli azzurri di Sarri stanno ripetendo nelle loro teste come un mantra. Si, perchè nelle ultime settimane la formazione partenopea ha subito qualche sconfitta di troppo (vedi Atalanta, Juventus in Coppa Italia ed eliminazione dalla Champions ad opera del Real Madrid) ed è giunto il momento quindi di riscattarsi e provare intanto a sorpassare momentaneamente in classifica la Roma (ancor più in crisi) e cotinuare a rincorrere il secondo posto che significherebbe accesso diretto ai gironi di Champions League. Al San Paolo però domani pomeriggio alle ore 15 arriva il Crotone, che non ha ancora abbandonato ogni speranza in ottica salvezza. L’Empoli continua a perdere ed è sempre a -8: l’impegno contro il Napoli appare quasi impossibile, ma nel calcio non si può mai dire. Andiamo dunque ad analizzare i possibili schieramenti delle due formazioni e soprattutto dove vedere Napoli-Crotone in streaming gratis e diretta live tv.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: lo schieramento scelto da Sarri

QUI NAPOLI – Archiviata l’eliminazione dalla Champions League, gli azzurri ora di nuovo con la testa sul campionato: l’obiettivo è il secondo posto. Dopo averlo mandato in campo solo nella ripresa, Sarri farà con ogni probabilità giocare nuovamente Rog dal primo minuto. Potrebbe dunque rischiare la panchina Zielinski, apparso un po’ appannato nelle ultime uscite. Allan invece ha avuto qualche problemino fisico in settimana, rischia la convocazione. Il tecnico toscano pare intenzionato a confermare la coppia centrale Albiol-Koulibaly davanti a Reina, con Hysaj e Ghoulam sulle fasce. Davanti invece potrebbe toccare a Milik dal primo minuto: in tal caso Mertens sarebbe spostato sull’out sinistro, con Insigne che scivolerebbe in panchina. Sentiamo le parole del mister partenopeo in conferenza stampa: “Gara importante per la crescita, spero ci abbia lasciato incazzatura. Se vogliamo diventare una squadra forte, dobbiamo incazzarci quando si perde. Giocare dopo la Champions non è mai facile, bisogna trovare la giusta mentalità. Milik? Non so se giocherà titolare, abbiamo ancora l’allenamento di oggi. Lui è guarito, ma non è ancora al massimo. Rog come vice Callejon? Non ha quelle caratteristiche. L’anno passato c’era un centravanti che ti risolveva certe partite, ora abbiamo altre situazioni e siamo più competitivi fuori. Siamo stati sfortunati per l’infortunio di Milik, anche se abbiamo scoperto Mertens in un nuovo ruolo e ci ha permesso di fare meglio dell’anno scorso considerando tutti gli episodi di questa stagione”.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: lo schieramento scelto da Nicola

QUI CROTONE – E’ emergenza in difesa per Nicola, che dovrà fare a meno contemporaneamente di Rosi e Ceccherini entrambi squalificati dal giudice sportivo. Al loro posto probabilmente saranno titolari Dussenne e Sampirisi. A centrocampo si rinnova il duello fra Capezzi e Barberis, mentre davanti ai lati di Falcinelli ci saranno Stoian e Acosty. Intanto il tecnico dei calabresi ha parlato in conferenza stampa. La speranza salvezza è viva: “Io so benissimo che ambiente ci aspetterà, affronteremo una squadra molto forte e qualitativa con dei giocatori straordinari. Il San Paolo sarà una bolgia, noi dobbiamo avere la consapevolezza di interpretare questa partita come se fossimo da soli contro tutti, come se dovessimo essere dei veri e propri gladiatori all’interno di un’arena. La qualità della squadra che andremo ad incontrare è incredibile, il Napoli vorrà farci più gol possibili per dimostrare tutto il valore che possiede; noi scenderemo in campo con tanto entusiasmo, coraggio e tutta la forza e la determinazione che possediamo. Affronteremo questa partita con la consapevolezza di confrontarci contro una realtà veramente incredibile. Siamo talmente contati che siamo obbligati nelle scelte. E’ possibile un cambio di modulo con tre centrocampisti, abbiamo provato soluzioni tattiche che prevedono anche un richiamo degli attaccanti nella fase difensiva. Dovremo essere perfetti, anche se non lo siamo quasi mai stati in questa stagione. Bisognerà essere sempre attenti sia quando attaccheremo che quando difenderemo perché il Napoli è micidiale nelle ripartenze dalla sua metà campo quanto con le rotazioni di calciatori nella metà campo avversaria. Rimonta salvezza? Quanto fatto dal Barcellona dimostra che, anche se statisticamente improbabili, le rimonte sono possibili”.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: statistiche del match

Analizziamo i numeri e le statistiche del match attraverso i dati forniti da OPTA. Il Napoli si è imposto nel match di andata con il Crotone: reti di Callejón e Maksimovic per gli azzurri, gol del definitivo 2-1 siglato da Rosi. I due club si sono affrontati quattro volte in Serie B: due successi campani, un pareggio, una vittoria dei calabresi. Il Napoli ha subito gol in 10 delle ultime 11 partite di campionato, ma ha anche trovato la rete in 19 delle ultime 20 (unica eccezione con l’Atalanta nell’ultima gara casalinga). I partenopei hanno un punto in meno della scorsa stagione dopo 27 giornate: è il loro secondo miglior bottino a questo punto del campionato in Serie A. Il Crotone ha raccolto un solo punto (con il Sassuolo) e segnato un solo gol (con il Cagliari) nelle ultime sei giornate di Serie A. Solo due i punti ottenuti in trasferta dal Crotone: nei cinque maggiori campionati europei, solo il Darmstadt ha fatto peggio (nessun punto fuori casa). Il Napoli ha il miglior attacco del campionato con 62 gol, mentre solo l’Empoli ha segnato meno del Crotone (21 reti). Nelle 26 partite di Serie A in cui Dries Mertens ha trovato il gol, il Napoli non ha mai perso: 21 vittorie e 5 pareggi. Tutte le ultime cinque reti del Napoli hanno visto la partecipazione, con gol o assist, di uno tra Marek Hamsik e Lorenzo Insigne. Insigne è il giocatore che ha effettuato più conclusioni da fuori area in questa Serie A, 59 in totale (tre le reti).

NAPOLI  Adesso viene spontaneo chiedersi: come si passa dall’adrenalina del Real alla normalità di una sfida col Crotone? «Una squadra con le palle l’affronta come se fosse il Real Madrid»: secco, asciutto, categorico Sarri utilizza la terminologia più appropriata per scuotere un Napoli eventualmente assopito dal modesto appeal che accompagna la formazione calabrese al match di oggi al San Paolo. «L’esperienza con il Real sarà importante per la crescita del gruppo – ha spiegato Sarri – e spero che ci avrà lasciato una giusta dose di rabbia, perché se vogliamo diventare una squadra forte, bisogna essere “incazzati” dopo ogni sconfitta. Bisogna essere mentalmente pronti ad affrontare il Crotone in un momento nel quale dobbiamo restare attaccati al secondo posto. Ogni partita nasconde un obiettivo e noi, se avremo gli attribuiti, dimostreremo di non avere alcuna stanchezza fisica o mentale». Detta così, sembrerebbe che anche stavolta il Napoli possa scendere in campo senza quel turnover che in tanti immaginavano fosse necessario per dare respiro a chi ha speso il maggior numero di energie fisiche e mentali. Tra questi certamente Insigne che gioca ininterrottamente titolare da 23 partite, oppure Callejon, arrivato al dato record di 3.090 minuti in stagione, così come Hysaj che sfiora i 2.800 minuti. E’ molto probabile che Milik venga utilizzato dal 1’, così come in Serie A non gli accade dallo scorso 2 ottobre, e con lo spostamento di Mertens sulla corsia sinistra che sembra non essere più la sua collocazione ideale. Il belga è il capocannoniere del Napoli con 18 reti, oltre a incarnare l’amuleto di cui Sarri sembra non voler fare più a meno. Nelle 26 partite di campionato in cui Dries ha trovato il gol, il Napoli non ha mai perso: 21 vittorie e 5 pari. 5 le marcature multiple per lui in campionato (due doppiette, due triplette e un poker): solo Icardi e Belotti (6) ne contano di più. Aspettano notizie Giaccherini per il ruolo di vice-Callejon, e uno tra Maggio e Strinic pronti a subentrare a Hysaj e Ghoulam. A centrocampo la solita roulette tra Rog, Allan, Zielinski, Jorginho e Diawara.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: tutte le info

Le voci di dentro, quelle di fuori: è un’eco, s’awerte però limpidamente, e quando il coro va ingrossandosi, con l’intercalare che gli appartiene, il sorrisino che accompagna la riflessione è d’un «maledetto toscano» che sceglie di rinunciare alla clava e d’affidarsi alla pungente ironia «Se ci sono queste lamentele, mica siamo tutti pazzi? Io, confesso, non ho visto la partita, ero in giardino con Ciro, il mio cane che ha qualche pròblemino. Però poi sento dire dal presidente degli arbitri che qui fischiano i migliori ed allora dobbiamo crederci». Juventus-Milan approda ovunque e al fianco di questa tanica di benzina che rotola da Nord a Sud si scoprono fiammiferi accesi nelle due Milano – la rosso- nera, la nerazzura – ma anche in una Napoli che non ha smesso di intristirsi nel proprio letto di dolore da quel 28 febbraio nel quale la rabbia travolse l’orgoglio e spinse a sospendere persino un silenzio stampa

REAL CROTONE. Finì in malo modo, con tutti contro tutti, per un rigore non visto tra gli scarpini scintillanti di Albiol e Pjanic e un altro scovato nelle pieghe del contatto Reina-Cuadrado: ma è passato il tempo e le polemiche restano falò che scaldano, avvolgono, bruciano. «Ma io ora penso al Crotone e per me è come se si giocasse contro il Real Madrid: ci vorrà una squadra con gli attributi per lasciarsi alle spalle quella esperienza ricchissima, ma che però ci è costata l’eliminazione. E allora esiste il rischio di sentirsi appagati per il livello della prestazione: errore che non dovremmo commettere, perché qui dobbiamo restare in corsa».

VIETATO SBAGLIARE. La Champions è un passato scintillante, certo, però sa anche di malinconia; resta il campionato, e un secondo posto da inseguire, puntando sulla Roma e provando a difendersi dall’Atalanta, dall’Inter, da chi fa sentire il proprio fiato sul colio. «Abbiamo già dato con le cosiddette piccole e questo dovrebbe essere di insegnamento. Io non penso al lungo periodo, non so dirvi quanti punti ci vorranno, se potranno bastare 83 o di meno o di più. Io so che dobbiamo battere il Crotone e vincerne tante, almeno una in più di chi ci sta davanti. Per cominciare, prendiamoci questi tre punti. Poi vedremo».

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: turn over per Sarri

LE ROTAZIONI. E’ complicato intrufolarsi nei meccanismi imprevedibili del turn-over, dove Milik sembra in vantaggio su Pavoletti e Mer- tens, Rog su chiunque altro sia un mediano e Cal- lejon dinnanzi a (naccherini: sembrano quasi dettagli di una vigilia nella quale Sarri sa sorridere, lo fa con gusto, sdrammatizza. Però analizza questo San Paolo nel quale il ritmo è stato pemilizzante. «La differenza con la Juventus è tutta lì e mi sembra anche facile trovarne la causa: un anno fa, in certe partite sporche, avevamo un uomo che sistemava la pratica». Il colpevole si chiama Gonzalo Higuain, ahilui; però un pizzico di responsabilità viene pure dirottata sulla sorte: «Avevamo trovato Milik, che stava andando bene; il suo infortunio ci ha penalizzato, almeno sino a quando non abbiamo scoperto di avere Mertens con delle qualità speciali. Ma adesso è arrivato il momento della verità, perché in questa fase si decide il nostro destino. Ed io conto di trovare un Napoli incaz…. al punto giusto». Pure le formiche, nel loro piccolo….

C’è un dato costante e perché no, parecchio vincente, che puntualmente contraddistingue il Napoli delle ultime stagioni. Soprattutto nelle precedenti tre(primadell’ultima), gli azzurri alla fine dei giochi sono finiti sempre in tripla cifra per gol farti. Il che vuol dire che, dal 2013/14 in poi, hanno per tre volte di seguito oltrepassato la soglia dei cento. Centoquattro per due volte con Benitez e poi il record di centosei nella prima annata di Sarri: numeri invidiabili, piacevole conferma da parte di un Napoli che non s’è mai risparmiato da questo punto di vista. Subendo generalmente un po’ troppo, vero, ma d’altro canto, se non fosse stato per queste abbondanti vendemmiate, non avrebbe potuto stazionare costante- mente ai piani alti delle classifiche. Ci riferiamo naturalmente alla serie A, cogliendo l’occasione per ribadire che, anche in ambito coppe (Champions, Europa League o Coppa Italia che sia), gli azzurri da questo punto di vista non si sono mai smentiti. In particolare, la scorsa stagione, quella dell’esordio dell’attuale tecnico, è risultata eccezionale dal punto di vista dei primati: ben 13 colti, fra cui appunto quello relativo al totale delle marcature stagionali.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: gli azzurri devono ripartire

CHE ANDATURAl Torniamo al gol dunque, ormai vero e proprio simbolo di continuità: nei primi 38 match della stagione in corso (sino al Real Madrid), il Napoli è riuscito a totalizzare ben 80 reti. Cosi ripartite: 62 in campionato, 13 in Champions e 5 in Coppa Italia E la media (2,1 ) è di quelle che potrebbero, in proiezione, condurre al superamento del precedente primato dei 106 gol. Considerato infatti che restano undici gare di campionato, che ce ne ancora una sicura di Coppa Italia, la proiezione in questione porterebbe proprio a ridosso di quota 106. E tale quota potrebbe essere tranquillamente valicata nell’ultimo scoppiettante msh che attende il Napoli. Laddove gli azzurri si giocheranno la piazza d’onore in campionato e la conquista della finale di Coppa Italia.

INGENERALE. E c’è poi un altro dato, restando sempre in ambito statistico, particolarmente intrigante. Gli azzurri, dal 2012 in poi (cominciando dall’ultima con Mazzar- ri) non sono mai scesi sotto il secondo posto della spedale classifica generale, quella cioè che va a comparare il totale-gol delle squadre di serie A. Anzi, per ben due volte s’è concesso il lusso di capeggiare la graduatoria: primo nel 2015/16 coi famosi 106, dieci in più delia Juve, e primo ancora nei 2014/15 a pari merito coi bianconeri (104). E poi, all’atto di tirare la classica linea sotto, quella inerente al totale delle cinque stagioni in questione, ci si accorge che questo Napoli particolarmente bulimico figura (sino ad oggi) in ritardo rispetto alla Juve di una sola lunghezza (483 a 482). Un dato oltremodo rassicurante, un andamento che nel corso degli anni non ha mai subito flessioni o preoccupanti pause, e che potrebbe anche condurre di qui a poco gli azzurri a prevalere nel testa a testa con la capofila.

NONOSTANTE TUTTO. Eppure quest’anno in particolare, ne sono capitate di belle, contrarietà che avrebbero potuto anche inaridire la vena realizzativa. Ci riferiamo in primis alla partenza di Higuain (mirabilmente rimpiazzato), all’infortunio di un Milik che aveva esordito coi fuochi pirotecnici, all’addio dello stesso Gabbiadini a stagione in corso, che pur aveva contribuito con 25 sigilli (dal suo arrivo) a tenere alta la media. Ma un Sarri “illuminato” ha saputo aggirare ogni tipo d’ostacolo, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Mertens 23 gol, Hamsik 12, Callejon 11, Insigne 9, Milik 7, Gabbiadini 5, addirittura 5 per il cameade Zielinski: dai centrocampo in su ben 72gol per sette uomini. Con, tra l’altro, un superlativo Dries Mertens capocannoniere da falso nove. Tutto vero, però, e non è ancora finita.

Ma ora comincia un’altra stagione, in cui c’è la possibilità di rifiatare, di vivere settimane vuote in una «normalità» meli attraversata:saranno due mesi e mezzo vibranti, in cui resterà il campionato e (per il momento) una sola altra partita di Coppa Italia; ci sarà il tempo per rialzarsi, fisicamente, per capovolgere le gerarchie, magari per allungare questa fase ascendente del 2017 cercando di portarlo oltre l’ultima di campionato, in una finale ch’è difficile da agguantare ma non del tutto impossibile. E comunque stavolta si può ragionare diversamente, andando sempre a leggere nel libro bianco, però avanzano nuove ipotesi e ulteriori riflessioni sull’utilità del turn-over, sulla sua necessità.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: dove vedere diretta tv live

RITOCCHI. Il tour de force è seriamente alle spalle, poi si vivrà ai margini della fatica e questo sarà un capitolo dedicato soprattutto a chi andrà in Nazionale e sarà costretto – però con allegria – a staccarsi dalla routine, a viaggiare, a trasformare le proprie abitudini, ad allenarsi con ritmi meno intensi, anche a mangiare altro. Ma intanto il Crotone rientra nella fase in cui diventa indispensabile tener presente il recentissimo passato, i carichi di lavoro, le tossine e l’acido lattico accumulati: si cambia, ovvio, ma meno di quanto si possa sospettare, perché intanto Sarri s’è portato avanti, a Torino – dieci giorni fa – ha tenuto fuori Hysaj (squalificato) e Ghou- lam (per precauzione) ed ha «consumato» relativamente Mertens; all’Olimpico di Roma, e sono trascorsi otto giorni, pausa di riflessione per Diawara; e con il Reai, omiai evaporato da cinque giorni, a Insigne sono stati risparmiati venti minuti e ad Hamsik un quarto d’ora. Due cambi ci stanno, e forse il terzo potrebbe essere un’idea, ma non siamo alla rivoluzione, non sembra.

ECCOLI. La difesa resta incollata alla linea, aspettando che dia cenni di solidità assoluta: ma gli esterni hanno avuto modo di scrollarsi di dosso l’affaticamento del passato e i due centrali (Al- biol e Koulibaly) inducono comunque Sarri alla serenità. Qualcosa di nuovo sembra intravedersi nella metà campo, dove Rog è molto più di un indizio: ha fatto bene a Torino e benissimo con la Roma, è stato «scarificato» con il Reai Madrid – per un’ora circa – ma poi è stato rilanciato, testimonianza di affidabilità, e ciò sembra aprirgli di nuovo il campo, al fianco di Diawara e di Hamsik.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: Pavoletti più di Milik

BALLOTTAGGIO. Milik scalpita, si sente meglio, si sente bene e questa è una partita nella quale vorrebbe aggiungere minutaggio: ha parecchie chanche ma sa bene che con Mertens e Pavoletti non c’è  da scherzare e che dunque a lui resti il 34% e il 33% agli altri «soci». A destra, potreste (quasi) mettere la mano sul fuoco: Callejon rimane un filo davanti a Giaccherini, che però nella ripresa ha annusato l’aria. Ed allora non rimane che sciogliere l’interrogativo di sinistra, dove Insigne, uno stakanovista napoletano, ne ha messe assieme ventisei consecutive. Però lo scugnizzo non dà cenni di cedimento e ormai, nella didattica attuale, Mertens è sempre impegnato (innanzitutto) come centravanti: ma lo sprint è lanciatissimo, perché vale anche l’ipotesi che il belga venga dirottato per un giorno a sinistra. Insigne sembra in (im)percettibile vantaggio, pronto a sommarne un’altra ancora, magari a prepararsi alla staffetta Si scrive fonnazione, si legge rompicapo.

Potevano essere dieci volte tanto ed invece saranno quattrocento circa i tifosi al seguito del Crotone nella trasferta di oggi al San Paolo. Un numero comunque considerevole che poteva essere molto maggiore se il campionato del Crotone fosse stato diverso. Se gli entusiasmi non fossero stati spenti da una classifica diffìcile che lascia poche speranze di salvezza i numeri sarebbero stati da esodo, sicuramente atre cifre data anche la simpatia che corre tra le due tifoserie. Quattrocento tifosi rossoblu non sono podii, ma poteva essere molti di più.
Sugli spalti i tifosi del Napoli e nel loro piccolo anche quelli del Crotone daranno spettacolo. I pitagorici saranno di meno ma proveranno a giocarsela alla pari così come farà la squadra sul terreno di gioco, inferiore nel tasso tecnico ma vogliosa come i suoi tifosi di colmare il gap e giocarsela alla pari. L’obiettivo è limitare i danni, è quello di bloccare le iniziative dei padroni di casa per poi colpire in contropiede con ripartenze veloci e arrivare nel cuore dell’area avversaria con il minor numero possibile di passaggi.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: i calabresi vogliono l’impresa

Probabilmente, sarà sconfitta, ma dovrà essere onorevole, senza umiliazioni. Proverà a resistere il Crotone, ma senza fare barricate, senza “Mettere l’autobus davanti alla porta” come si suol dire e come ha affermato in settimana il tecnico Davide Nicola. H Crotone vuole solo dare il massimo per giocare la sua partita fatta di sacrifìcio, di resistenza e si spera di sorprese, magari dovute al risultato finale.
Pochi i dubbi per il tecnico, che specie in difesa si presenta con gli uomini contati per via delle assenze dovute a squalifiche ed infortuni di Dos Santos, Rosi e Ceccherini. Dunque difesa praticamente già fatta con Sampirisi esterno destro, Dussenne in mezzo a far coppia con Ferrari ed un ritrovato Martella che probabilmente vincerà il ballottaggio con Mesbah per il molo di esterno sinistro. Se la difesa sarà a quattro come ormai consuetudine, lo stesso non sarà per gli altri due reparti. Il tecnico infatti ha intenzione di passare dal 4-4-2 al 4-3- 3 con poche differenze nello stare in campo e praticamente nessuna negli inteipreti. La scelta è dettata dalla convinzione di poter fronteggiare meglio il Napoli. La linea dei mediani sarà composta da Rohden a destra, Crisetig in mezzo e uno fra Barberis e Capezzi per la parte sinistra con il primo in vantaggio. In attacco fiducia ad Acosty che dovrebbe giocare sulla corsia di destra al posto di Trotta, in mezzo l’insostituibile Falcinelli che vuole ritrovare la via del gol ed a sinistra Stoian che quando è in giornata rappresenta la marcia in piti del Crotone.

Napoli-Crotone streaming gratis Rojadirecta: dove vedere diretta tv

Vediamo dove poter seguire la partita attraverso lo streaming su pc, tablet e smartphone: sono tante le offerte disponibili, alcune veramente molto interessanti. Andiamo a vederle nel dettaglio.

La gara delle 15, valida per la 28.a giornata di Serie A, sarà trasmessa da Sky Calcio 1 e Premium Sport (servizio accessibile solo agli abbonati): entrambe le reti danno inoltre la possibilità di godersi la partita su smartphone e tablet attraverso i servizi Sky Go e Premium Play.

Ottima anche l’alternativa offerta da Now Tv, per chi non è abbonato Sky: con 9,90 € si può acquistare la singola partita. Non dimentichiamo i vari siti ed emittenti straniere che hanno acquisiti i diritti alla trasmissione radiotelevisiva del match di domenica. Tra queste annoveriamo: América Televisión, Panama con TVMax, Romania con Pro TV, Nicaragua con Canal 4, Repubblica Ceca con CT, Portogallo con RTP, Paesi Bassi con SBS, Norvegia con MTG, Paraguay con SNT, Porto Rico con Fox.

Ricordiamo inoltre che Rojadirecta, sito attraverso cui si potevano vedere le partite gratis, è stato dichiarato illegale ed è vietato l’utilizzo di questo genere di piattaforme: lo scorso 27 ottobre infatti il fondatore dell’emittente, Igor Seoane Miñan, è stato arrestato. Gli agenti gli hanno messo le manette ai polsi in un tribunale di La Coruna, in Spagna.

Doppia bocciatura per le Linee Guida presentate dalla Lega Serie A per la vendita dei diritti tv 2018-21. L’Antitrust le ha bocciate. L’Agcom invece ha chiesto di apportare alcune modifiche. L’authority garante per la concorrenza e il mercato censura l’eccessiva “genericità dei criteri di formazione dei pacchetti”. Una mancanza di dettagli che, secondo l’Antitrust, rende “impossibile esprimere alcuna valutazione di conformità” alla Legge Melandri. Nella motivazione della decisione si paventa “un’eccessiva discrezionalità” da parte della Lega Serie A. “Ne consegue – aggiunge l’Antitrust – che non è possibile stabilire, o escludere, se le regole di assegnazione siano in grado di impedire la costituzione di pacchetti commercialmente sproporzionati tra di loro. Tale sproporzione può astrattamente comportare una differenziazione tale da non permettere una efficace concorrenza nel mercato della pay-tv”.

Inevitabile avvertire in questa stroncatura l’eco della convulsa asta dei diritti tv 2015-18 che ha continuato a produrre effetti fino a poche settimane fa. A dicembre il Tar della Lazio ha annullato le multe comminate dall’Antitrust a Lega, Infront, Mediaset e Sky per la controversa procedura di sub-licenza del pacchetto D. L’authority è stata criticata per non essersi attivata nell’estate 2014 al momento dell’assegnazione dei diritti dopo giorni particolarmente infuocati.
Più in generale Antitrust e Agcom non sono entusiasti all’idea di esprimere pareri preventivi con mesi di anticipo rispetto al successivo atteggiarsi del mercato in questo settore. Un compito anomalo per commissari abituati a intervenire ex post su dinamiche economiche che si sono già verificate.

Il pericolo di dare il via libera a una dinamica “al buio”, senza conoscere il destino dei protagonisti, è accresciuto dalla situazione di Premium, al centro come tutta la galassia Mediaset della querelle con Vivendi. Non a caso Infront – ieri l’advisor ha espresso “sorpresa” sostenendo che queste linee guida sono “più precise e stringenti delle precedenti” – aveva ipotizzato un rinvio della vendita dei diritti domestici, con conseguente anticipo della cessione degli internazionali, proprio per attendere la definizione di questa battaglia fondamentale per capire come potrà presentarsi ai nastri di partenza il principale concorrente di Sky, meno entusiasta di uno slittamento. In una fase di totale incertezza il rallentamento, determinato da questa bocciatura, può essere funzionale a una pausa di riflessione.

Sarà anche per lo sconto: sarà forse perché si gioca al pomeriggio e dunque ne vale la pena; sarà perché s’avverte la primavera e tutto spinge ad andar fuori di casa: sarà per questo e qualche altro motivo ancora, ma al San Paolo si starà in uno stadio nel quale non mancherà né la folla, né il calore. La svolta è nel prezzo, per cominciare, perché modico per davvero; poi c’è questa onda lunga che ha creato il Reai Madrid; e ancora bisogna aggiungerei! piacere che il Napoli dà alla propria gente: si gioca dinnanzi ad un pubblico rilevante, nonostante
non sia una gara di fascinoassoluto.ein quarantamila annunciati finiranno per rispettare quello che sta diventando un andamento.
Al San Paolo, infatti, va ormai sempre così: prima dei 57milacon il Reai Madrid, erano stati quaranta se imi la con l’Atalantae prim’ancora quarantaduemila con il Genoa. E’ da un po’ che Napoli ha cambiato tendenza – sono lontanissimi i tempi dei 15mila con l’Empoli, praticamente un gironefa-esinota. E quarantamila rappresentano una forza in più.

Dunque, dove eravamo rimasti? Al martedì di Champions League, alla sconfitta con il Real Madrid e il conseguente saluto alla manifestazione. Cinque giorni dopo, Maurizio Sarri è assalito dai timori, ha la necessità di capire se la squadra abbia metabolizzato del tutto la delusione europea. Gli interessa, perché il suo Napoli deve sapersi concentrare, adesso, sui due obiettivi che deve perseguire: il secondo posto e la finale di Coppa Italia. E una prima risposta dovrà darla proprio oggi contro il Crotone, avversario più che mai convinto di poter ancora evitare la retrocessione. Ma il Napoli non può fallire, gli è già successo a Pescara e contro Sassuolo e Palermo, lasciando punti pesanti. Dopo la delusione europea bisognerà ripartire. «Mi auguro che la sconfitta col Real ci abbia lasciato anche un po’ di incazzatura, perché se vogliamo diventare una squadra forte dobbiamo essere arrabbiati dopo ogni gara persa. Sapere di aver fatto una bella figura ci può togliere rabbia, ma i ragazzi affronteranno una gara non semplice in un momento in cui bisogna essere aggrappati alla classifica. Ma una squadra con gli attributi affronta il Crotone come il Real Madrid», ha spiegato l’allenatore napoletano, che è stato pure sarcastico sui rigori fischiati alla Juve, ma di questo parliamo in altro servizio a pagina 2.

OBIETTIVI Il secondo posto è fondamentale, servirebbe per evitare il preliminare di Champions e il rivoluzionamento dei piani estivi, ritiro compreso. «Ripartiamo, dobbiamo scendere in campo sempre determinati per vincere, più ci riusciamo più possiamo ottenere una classifica di livello. Pensiamo solo al Crotone, le gare dopo la Champions sono sempre state difficili». I numeri ricordano che il Napoli ha perso a Bergamo (dopo il 4-2 al Benfica), e pareggiato al San Paolo contro Lazio (viaggio in Turchia) e Sassuolo (trasferta di Kiev). «Non credo sia solo un problema nostro, le squadre nella nostra fascia sono nelle stesse condizioni. La Roma pure, la Lazio ha perso in casa col Chievo. Fatta eccezione per la Juve, il nostro campionato non è diverso dagli altri, il divario non è elevato con le squadre di mediobasso livello che sono organizzate e difficili da affrontare».

VULNERABILITÀ A preoccupare non è soltanto la condizione psico-fisico dopo lo sforzo di martedì sera. Sul piano tattico, c’è una difesa da riequilibrare: il Napoli subisce troppi gol molti dei quali su palle inattive. Ultimamente è accaduto proprio col Real, mentre a Roma Strootman è stato lasciato ibero di calciare in rete. «Quando prendi gol girano sempre. Gli inserimenti di Strootman sono una caratteristica della Roma, così come le palle inattive sono del Real. Ci possono stare, ma fanno rabbia, soprattutto il secondo colpo di testa di Ramos: era una palla che senza la deviazione di Mertens non ci avrebbe procurato pericoli. Sul primo gol del difensore madri- lista bisogna migliorare, in fisicità non si può, ma in aggressività sì», ha detto il tecnico ritornando sulle reti incassate in Champions.

DUBBI CENTRAVANTI Deciderà questa mattina, Sarri, chi dovrà giocare al centro del tridente offensivo. Il ballottaggio è tra Milik e Pavoletti. Le quotazioni di quest’ultimo sono salite nelle ultime ore, ma il centravanti polacco ha la necessità di giocare pe ritrovare la condizione. «Milik è un’arma importante, ora è guarito, ma non è ancora al 100 per cento e questo è normale. L’anno scorso ci sono stati anche meno situazioni negative, per questo come ho già detto stiamo facendo anche meglio della passata stagione». Sarri dovrebbe concedere un turno di riposo ad alcuni titolari, ma non essendoci fino ad aprile impegni infrasettimanali, si affiderà ad un turnover limitato.

SCONTRI PER SALVINI Ieri la contestazione al leader della Lega Nord Matteo Salvini, all’interno della Mostra d’Oltremare, ha provocato violenze che per un paio di ore hanno tenuto in ostaggio l’intero quartiere di Fuorigrotta e dunque le zone adiacenti lo stadio San Paolo. Distrutti decine di cassonetti e danneggiate numerose auto. Nella notte gli operatori ecologici hanno ripulito tutta la zona e le autorità assicurano che non ci saranno problemi per lo svolgimento di Napoli-Crotone, in programma alle 15.

Il Chievo avanza senza paura, l’Empoli non riesce più a chiudere il discorso salvezza. E la squadra toscana è pure scossa dal caso Buchel, escluso dal match odierno per un litigio nella notte con un vicino di casa.

PELLISSIER-INGLESE Maran è senza Meggiorini, De Guzman, Dainelli e Gakpé, tutti frenati da lievi problemi muscolari. In attacco confermata l’opzione delle due punte, col rientro a tempo pieno di Pellissier vicino ad Inglese. A centrocampo rientra Hetemaj dopo la squalifica. Sereno Maran: «Veniamo da una buona settimana, in cui è rimasta un po’ di rabbia per la partita col Milan. La squadra, vista la qualità della prestazione, avrebbe meritato un risultato positivo. Così non è stato, ma guardiamo avanti. Dobbiamo trasferire questa voglia nella partita con l’Empoli. Troviamo un avversario che viene da risultati negativi ma bugiardi».

PUNIZIONE Sul fronte Empoli, Buchel non è stato convocato, come si diceva, per via di un alterco con un vicino di casa che gli avrebbe suonato al portone di casa per colpa della musica a volume troppo alto che arrivava dal suo appartamento alle 3 della notte di ieri. Non è ancora chiaro cosa sia realmente accaduto in un condominio alle porte del centro storico di Empoli, ma è evidente che fare festa nella notte quando sei un giocatore di una squadra che non sta andando bene in campionato non è il massimo. Al tecnico Martusciello mancheranno anche Josè Mauri e Tello, per infortunio. «Ma ora dobbiamo ritrovare punti – spiega il tecnico -, e tirare fuori quello che serve per arrivare all’obiettivo. Contro il Genoa c’è stata amarezza per aver buttato via un punto, ma anche la reazione del pubblico ci ha fatto riflettere. I fischi fanno male, dobbiamo reagire, fare meglio. La squadra è arrabbiata e motivata».

Zeman ci riprova: dopo 2 k.o. di fila, va all’assalto dell’Udinese a tutta velocità: il boemo torna all’Adriatico, lì dove la sua nuova avventura pescarese era ricominciata con un pokerissimo rifilato all’esordio al Genoa. Ma l’Udinese, dopo il pari con la Juve, va a a caccia di conferme e della parolina magica pronunciata ieri da Delneri: «Serenità».

MENTALITÀ ZEMAN Contro i friulani, senza gli ex Coda e Pepe, e con il bomber Caprari a mezzo servizio, il Pescara cercherà i 3 punti per restare aggrappato al treno salvezza: «L’Udinese è una squadra difficile da affrontare. Rivedere le cose fatte contro il Genoa? A me interessa la mentalità: alla squadra dico di provare a fare certe cose, anche a costo di sbagliare. Senza aver paura, l’importante è provarci sempre. In allenamento questi ragazzi mi stanno dando soddisfazioni perché s’impegnano». Alle nuove ed ennesime frecciate di Alessandro Moggi, che ironizza sui suoi esoneri, ribatte: «Sono abituato a queste cose. Di lui sanno tutto in questura, non devo aggiungere altro…».

DUBBIO DELNERI E il tecnico bianconero Delneri non toglie tutti i veli alla formazione dell’Udinese: «Thereau sta bene, non avverte più dolore al ginocchio, bisogna solo valutare quali sono al momento le sue qualità organiche». Felipe non è stato convocato e al suo posto giocherà Angella, a centrocampo spazio a Badu, in avanti rimane caldo il ballottaggio tra Thereau, appunto, e Perica. «Bisogna anche tenere conto delle caratteristiche dell’avversario – aggiunge il tecnico -. Quella con la Juve era una partita prettamente fisica, magari con il Pescara sarà diversa». Poi l’allenatore dell’Udinese conclude: «Cerchiamo di fare punti per guadagnare la serenità in modo da pensare al futuro dando magari spazio a ragazzi come Balic ed Ewandro».

Troppe maledizioni sul Napoli richiedono una spinta terrena per neutralizzare gli spiriti nefasti. E l’unico sciamano in grado di rigenerare la squadra è sempre il tifoso. Ieri pomeriggio, prima che il Napoli raggiungesse in pullman l’aeroporto di Capodichino, un centinaio di fan della Curva B ha inscenato una manifestazione di sostegno, con striscioni, cori e fumogeni azzurri. Oggi la scena verrà replicata al nuovo stadio Scida. I confronti tra Sarri e Nicola, le gare giocate da Sarri a Crotone, l’arbitro Mazzoleni arricchiscono l’elenco di negatività sul match degli azzurri che vogliono sfatare anche due tabù: solo 5 punti conquistati sui 12 disponibili in trasferta, 4 ko nelle ultime 5 gare giocate sotto la luce del sole. La sua “manovra” scaramantica, Sarri l’avrà ripetuta spesso dopo il ko con il Besiktas e ad essa aggiungerà anche una buona dose di energia. La forniranno quei calciatori tenuti a lungo in panchina, in particolare Diawara reclamato a furor di popolo e di De Laurentiis per l’esordio da titolare in campionato.

Al 19enne della Guinea dovrebbero essere affidate le chiavi di un centrocampo sotto accusa per gli errori e la stanchezza di Jorginho, destinato alla panchina dopo aver festeggiato le 100 presenze in azzurro. Diawara e poi? Se occorrono muscoli, allora dentro Allan, mentre tra Hamsik e Zielinski è ballottaggio. In difesa ci saranno i rientri di Hysaj e Maksimovic, con Strinic che sostiuirà Ghoulam. Il tridente d’attacco dovrebbe essere formato da Callejon (ma Giaccherini scalpita), Mertens e Gabbiadini.

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Passerà la nottata (quella di Champions)? Perché quando le certezze, ed erano tante, cominciano a sgretolarsi, nulla sembra più come prima: eppure, tra le pieghe d’un incubo, d’una partita talmente folle da non somigliare al Napoli, c’è rimasto molto calcio e l’«Idea», che costituisce la diversità, va tenuta viva: 4-3-3, però nel modo in cui si arrivò a tanto, cioè vice-campione d’Italia (per dirla con enfasi) alle spalle della Juventus, giocando il più bel calcio d’un Paese che ha osservato Sarri come un marziano. Il tridente, sempre, stavolta più largo, seguendo lo schema e la natura preferita, mettendoci gamba e anche peso, provando ad esorcizzare quel filo di terrore (anche ambientale) scatenato dalle tre sconfitte consecutive: mica può esser già evaporato il fluido?
SI CAMBIA. C’è un ribaltone negli angoli della vigilia, nei pensieri sparsi d’un allenatore «rivoluzionario» già di suo, con un football verticale che ha perso Albiol (ma tornerà presto, tra non molto), che s’è visto strappare Milik dall’area di rigore altrui (e bisognerà farsene una ragione) ma ch’è rimasto vivo, elegante, magari illanguidito nelle accelerazioni e di certo sfibrato nelle distanze tra reparti: però si cambia ovunque, in qualsiasi settore, ma non per rimettere in discussione gli uomini, semmai per concedere attimi di riflessione a chi s’è ritrovato zavorrato dalla fatica e per permettere all’acido lattico di defluire. Un distillato d’energia che aiuti a ritrovare il Napoli brillante del 28 settembre, quello che a venti minuti dalla fine ne aveva fatti quattro al Benfica.

PENNELLATE. E’ stato un turn-over appena appena accennato, però in queste due settimane in cui ci sarà in palio (quasi) tutto, il ruolo da recitare in campionato e l’opzione sugli ottavi di Champions League, Crotone diviene lo spartiacque in cui Maurizio Sarri si lancia per scoprire il «suo» Napoli, raccolto nei trenta metri che facendo spettacolo, poi capace di stringere il campo ed allargarlo secondo le esigenze d’una partita inedita: ne escono (almeno) in cinque, perché a occhio nudo s’è notato lo sfilaccia- mento (soprattutto fisico) e chi entra sa che non dovrà badare a spese, dovrà spendersi ovunque, perché questa rinfrescata alle pareti lasci spazio.
ECCOLI. Ci sono segnali che arrivano dal passato (Hysaj torna a fare il fluidificante di destra e Allan il mediano per l’interdizione); ci sono aggiornamenti al software utili per essere agili e sempre moderni (Diawara in mezzo, al posto di Jorginho); ci sono le tracce d’uno studio che rimane
(Mertens di nuovo a sinistra, Gabbiadini da centravanti come da copione) e poi restano i dubbi che appartengono all’umanità: Maksimovic sembra in vantaggio su Ciri- ches, che però si lascia preferire per la capacità di giocarla sempre; Ghoulam è un filo avanti a Strinic.
GIVE ME FIVE. Si ondeggia tra i cinque e i sei avvicendamenti, ma in quel nebbione di mercoledì sera (e non era fumo di sigaretta) a Sarri è rimasta la garanzia di avere una squadra con connotati tecnico-tattici sviluppati, nonostante la sconfitta e gli errori e gli orrori e quei vuoti insoliti tra i reparti e mille altre cose ancora, annotate nel libro bianco e nelle chiacchierate con toni sempre moderati, oltre agli episodi è stata ricordata la natura di se stessi: «Niente paura, ragazzi, noi siamo fatti per giocarcela sempre, per vincere». Vincere una partita ed anche quel pizzico di paura: passano le nottate, affrontando le tenebre…

NAPOLI – La Storia racconta: che è successo altre volte – e magari succederà negli anni – e che i campionati, naturalmente, reclamano il proprio tempo. I numeri hanno sempre un’anima, e fa niente se possa sembrare il contrario, ma nel calcio del Terzo Millennio, in cui le statistiche rappresentano suggerimenti, anche gli apparentamenti con il passato servono per trarre ispirazioni, per demolire luoghi comuni sullo stress ambientale, sulle pressioni (ch’esistono) d’una città esigente: è capitato, eccome, che andasse persino peggio, ed era la stagione 2012-2013, quando il volo spedito di quella squadra allenata da Mazzarri s’interruppe pericolosamente in Europa League, con il Psv Eindhoven, poi a San Siro (con l’Inter) e per ben due volte – consecutive – al San Paolo con il Bologna, che in 72 ore passeggiò con leggerezza a Fuorigrotta, vinse in campionato, si qualificò in coppa Italia e spalancò una crisetta mica dapoco, con quattro sconfitte consecutive e quell’alone di mistero che accompagna il buio. Cadere, rialzarsi: è il calcio (anzi, la vita) e in dieci settimane, 5 vittorie ed altrettanti pareggi servirono per leccarsi le ferite, per riprendere la corsa verso il se-
condo posto e la Champions, afferrate nel delirio.
Le analogie hanno un senso o possono offrire la sensazione che ci sia: quel Napoli giocava diversamente, in maniera speculativa, e questo invece è straripante nella sua intraprendenza; ma a quel Napoli, come a questo, non è mai mancata – pur nelle difficoltà – la credibilità d’una città che soffre e che però non s’irrigidisce: in campo, vanno anche gli umori, che distraggono o alterano o inquietano. Il Napoli di Sarri ha già attraversato un suo momento cupo, ed era l’inizio del campionato scorso, due pareggi ed una sconfitta, sei reti subite e la (ancora) torbida dimensione del proprio calcio, impregnato dei dubbi che appartengono all’avvio di qualsiasi progetto, quando non si è ancora consapevoli del proprio ruolo e della consistenza di sé. Mai numeri dicono molto altro (pure): che nel Mondo partenopeo di Sarri, alla sua prima annata, entrarono sei sconfitte in campionato, una in Europa League, una in Coppa Italia. E quel Napoli «prima maniera» ne sapeva meno di questo (di tridente). La Storia ne ha di cose da raccontare, di messaggi da inviare.

La passione resta tale, nonostante il momento di crisi. Non sono bastate tre sconfitte consecutive per inclinare il rapporto tra il Napoli e la propria gente. Anzi, consapevoli del periodaccio che attraversa la squadra, ieri pomeriggio, un migliaio di tifosi, quelli della curva B, si sono ritrovati a Capodichino per incitare i giocatori in partenza per Crotone. Una dimostrazione di amore che va al di là di ogni ragionamento, perché per i propri sostenitori, il Napoli è un qualcosa di irrazionale, che bisogna sostenere, a prescindere. Si tratta degli stessi tifosi che, oggi pomeriggio, affolleranno il settore loro destinato dello stadio Scida. Una sorta di viaggio della speranza, con
l’auspicio che si possa ritornare alla vittoria in modo da scacciare ogni pensiero negativo.
MOMENTO DIAWARA Potrebbe essere arrivato. A meno di ripensamenti dell’ultima ora, Maurizio Sarri dovrebbe preferirlo a Jorginho. Il condizionale è d’obbligo, però, conoscendo l’integralismo dell’allenatore che, difficilmente, rinuncia
ad uno dei suoi fedelissimi. Stavolta, c’è la necessità di cambiare, perché il mediano italo-brasiliano è al limite delle proprie energie, insistere su di lui potrebbe essere deleterio. E il Napoli non può permettersi di lasciare ancora punti altrimenti c’è il rischio che la classifica possa diventare pesante. Diawara ha giocato una manciata di minuti mercoledì sera, nella gara di Champions Lea- gue, contro il Besiktas. Una sostituzione che non ha influito sul risultato, mentre ha garantito al centrocampo maggiore vigore e sostanza. L’ex bolognese andrà a completare la linea dei mediani con Allan a destra e Hamsik a sinistra. Non dovrebbe essere questa, in ogni modo, l’unica novità. Insieme all’ex bolognese, è ipotizzabile la presenza del primo minuto di Maksimovic e Stri- nic, quest’ultimo al posto di Ghoulam, un altro dei titolarissimi apparsi in riserva di energie.
RABBIA DE LAURENTIIS I rapporti tra il presidente e l’allenatore sono abbastanza tesi, i due vivono uno stato di sopportazione reciproca. L’ira di De Laurentiis è esplosa dopo la sconfitta rimediata in Cham- pions League. Lasciando il San Paolo, mercoledì, le sue imprecazioni sono state ascoltate dai presenti. Al tecnico, ha imputato la testardaggine nel non voler cambiare, l’insistenza a schierare giocatori fuori condizione avendo in panchina ragazzi freschi, mai utilizzati e pagati decine di milioni nella scorsa estate. In pratica, la gara di Crotone e quella di mercoledì prossimo, contro l’Em- poli, saranno indicative su quello che potrà essere l’andamento del rapporto tra le parti. Al momento, la tensione è palpabile, come la delusione del presidente per le ultime tre sconfitte consecutive: aver speso 128 milioni di euro per rendere ancora più competitivo l’organico e ritrovarsi dopo appena otto giornate già a sette punti di distacco dalla Juventus gli brucia più di ogni altra cosa, al di là della solita tiritera sulla differenza di fatturato.

Le parole di Maurizio Sarri prima di Napoli – Crotone: «Cosa ha lasciato in eredità il Real al Napoli? E’ stata un’esperienza forte, importante per la crescita. Spero che abbai lasciato anche un po’ di arrabbiatura nei ragazzi perchè si diventa forti soltanto così. Pensiamo soltanto alla partita di domani, non agli obiettivi secondo posto o Coppa Italia. Milik titolare? Deciderò dopo l’allenamento odierno. Tanti punti persi contro le “piccole”? E’ un problema comune alle squadre della nostra fascia, è successo anche a Roma e Lazio. Non c’è un gap enorme con le squadre medio – piccole in Serie A. I punti persi in casa? Ieri lo eravamo anche in casa, con un centravanti che risolveva determinate situazioni, oggi siamo più competitivi in trasferta. Milik è un’arma importante: è guarito ma non è ancora al 100%. Corsa Champions? Non facciamo scalette, pensiamo partita per partita. Come si passa mentalmente dal Real Madrid al Crotone? Abbiamo bisogno della giusta mentalità, la squadra con gli attributi affronta i calabresi come se fossero gli spagnoli. Rog come vice Callejon? Non è un ruolo dove Marko si esprime al meglio. Episodi arbitrali in Juventus – Milan? Può darsi che le squadre siano impazzite così come che effettivamente ci siano questi episodi».

Napoli-Crotone Streaming gratis e diretta tv: parla Nicola

Le dichiarazioni di mister Nicola alla vigilia di NapoliCrotone: «La statistica non è a nostro favore ma a volte le imprese accadono e per questo noi andremo a Napoli con la giusta voglia e con grande entusiasmo, mettendo in campo le nostre peculiarità: interpreteremo questa partita come dei gladiatori in un’arena. Sarri? E’ un ottimo allenatore che sta facendo un ottimo lavoro. E’ sempre stato bravo, anche in Lega Pro. Sorrido quando sento parlare di un exploit da parte sua negli ultimi tre anni. Ha fatto tanta gavetta e a Napoli ha trovato un ambiente a lui congeniale. Torti arbitrali? Il Crotone sarebbe una delle prime a doversi lamentare perché subisce torti contro ogni avversario ma noi non lo facciamo».