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By | 25/03/2017
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E’venuta giù nel pomeriggio, prima dell’inizio delle prove. Bianca, pesante: grandine. Chi temeva la pioggia, che qui in Qatar nel 2009 costrinse la MotoGP a correre il lunedì, ieri ha avuto una ulteriore sorpresa e la conferma che non c’è limite al peggio. Ovviamente la pista è rimasta bagnata per pochissimo tempo, ma poiché qui attorno è tutto deserto la precipitazione ha portato con sé un elemento che non va d’accordo con l’aderenza: la sabbia Tutte le cilindrate ne sono affette ma più di tutte la classe regina che piova a mettere a terra potenze superiori a 280 cv, giova ricordarlo, su una sola gomma.

Con poco grip il risultato è stato che né Maverick Vinales né Marc Marquez hanno migliorato il tempo di giovedì, ma sono rimasti in prima e terza posizione nella combinata delle tre sessioni che è poi quel che conta per far passare i dieci migliori direttamente nella Q2 saltando l’ostacolo delle prequalifiche. Maverick addirittura nella FP2, proprio a causa della pista scivolosa, è incappato nella prima caduta della stagione.

GIRI AZZECCATI. L’asfalto sporco non ha però impedito ad alcuni piloti di azzeccare un giro a vita persa e fra questi Andrea Iannone è stato il migliore tanto da riuscire ad inserirsi con la Suzuki fra la Yamaha e la Honda in tura ipotetica prima Fila che dovrà però confermare oggi. Anche l’iridato in carica della Moto 2, Johann Zarco si è migliorato centrando il quarto tempo, con Andrea Dovizioso subito dietro.

Peggio è andata a Jorge Lorenzo che ha chiuso la giornata addirittura dietro a Danilo Petrucci, in 12° posizione e dunque oggi dovrà guadagnarsi l’accesso alle qualifiche. Un rischio che ha corso anche Valentino Rossi a causa di un guasto a un sensore dell’ammortizzatore posteriore che lolla costretto ad abortire il primo giro lanciato. Rientrato poi in pista, Iia acciuffato per il rotto della cuffia il 10° tempo.

«Avrei forse potuto fare un poco meglio – ha spiegato il pesarese – ma abbiamo dovuto montare di fretta un ammortizzatore con una taratura diversa. Il problema qui rimane la nuova anteriore Michelin che ha una carcassa troppo morbida per il mio stile. Io la preferisco più dura e stabile. Solo a me e a Iannone non piace, dovremo adattarci. Tutti gli altri dicono che è migliore, ma durante i test ci sono state molte cadute… La cosa positiva è che abbiamo risolto i problemi di giovedì, quella negativa che ne abbiamo di nuovi… Purtroppo ci portiamo dietro il ritardo nella preparazione di questo inverno».

Come sottolineato da Valentino, Iannone soffre del medesimo problema, ma ieri comunque ne è uscito alla grande. «Dopo l’ultimo test sono cresciute le preoccupazioni a causa della mancanza di fiducia nell’avantreno. Era un ostacolo abbastanza grande. Così abbiamo deciso di tornare indietro, alla soluzione precedente ad una modifica, e questa è bastata per farmi ritrovare la confidenza», ha spiegato Andrea, mentre Belen, al suo fianco, riprendeva un video. «A me sembra sempre di andare piano – ha aggiunto scherzando – dato che arrivo da una moto veloce come la Ducati. Con la Suzuki abbiamo ancora un problema: non riusciamo a sfruttare tutti i cavalli a disposizione».

lANNONE però Andrea in qualche modo ce l’ha fatta riuscendo a mettere le mote davanti all’ex compagno di squadra, Dovizioso, che pure rimane fra i favoriti per domani e al suo sostituto, Jorge Lorenzo. Ma se il forlivese sembra pronto per il gran premio tanto da pensare di utilizzare addirittura le gomme morbide che quasi nessuno vuole rischiare sulla distanza di gara, Lorenzo sembra ancora persa «Ho migliorato l’ingresso in curva, ma così peggiora la percorrenza con il risultato di essere più lento. Come ho già detto, paghiamo l’assenza delle ali che caricavano l’avantreno». Gli aerodinamici Ducati sono avvertiti: per il maiorchino, vincitore qui ranno scorso, dovranno lavorare.

In realtà in questo primo gran premio l’unico pilota a posto sembra essere Vinales. «La caduta non mi preoccupa, è stato un mio errore: ho frenato lungo, sono finito nello sporco e ho provato egualmente a fare la curva. Però ho un buon ritmo. Ho scelto anche le gomme. Per me niente morbida, dopo tre giri cala troppo». L’impressione è che il top gun della Yamaha con una bella partenza potrebbe lasciare tutti sul posto e andarsene a vincere in solitaria come già fatto l’anno passato a Silverstone.
L’unico in grado di dargli filo da torcere, e lui lo sa, è Marquez che però si nasconde. «Per quanto mi riguarda – ha detto il campione del mondo – sarei contento di partire in prima fila. Sono pronto a battermi, ma il podio sarebbe già un bel risultato». E c’è già chi scommette: primo Vinales, secondo Dovizioso, terzo Marquez.

Oggi qualifiche in esclusiva su Sky MotoGP MOTOGP [ìa sessione]: 1. Redding (Gbr. Ducati] l’55″085:2. DOVIZIOSO (Ducati] a 0100:3. Folger (Ger. Yamaha] a 0″123:4. Zarco (Fra. Yamaha] a 0″231:5. M. Vinales (Spa. Yamaha] a 0″293:6. ROSSI (Yamaha] a 0″329:7. Bautista (Spa. Qjcati] a 0″496:8. Lorenzo (Spa. Ducati) a 0″519:ll PETRUCCI (Ducati) a 0″675: 15. IANN0NE (Suzuki] a CT984. MOTOGP (2a sessione]: 1. Vinales (Spa. Yamaha] T54″834:2. IAN NONE (Suzuki) a 0″014:3. Zarco (Fra. Yamaha) a 0″174:4. DOVIZIOSO (Ducati) a 0″208:5. Pedrosa (Spa. Honda] a 0″279:6. Crutchlow(Gbr. Honda] a0″377;7. M. Marquez(Spa. Honda] a 0″462:8. PETRUCCI (Ducati) a 0″601:13. ROSSI (Yamaha] a 0″956.
MOTOGP (combinata sessioni di giovedì eieri):l. Vinales (Spa. Yamaha) T54″316:2. IANNONE (Suzuki) a 0″532 3. M. Marquez (Spa. Honda) a CT596; 4. Zarco (Fra. Yamaha] a 0″692:5. DOVIZIOSO (Ducati] a 0726:6. Redding (Gbr. Ducati) a 0769:7 Pedrosa (Spa. Honda] a 0797:8. Folger (Ger. Yamaha) a 0″892; 9. Crutchlow (Gbr. Honda) a 0″895;10. ROSSI (Yamaha) al”098: 11. PETRUCCI (Ducati)al”H9:12. Lorenzo (Spa. Ducati) al “145:13. Bautista (Spa. Ducati] a V’265:14. Baz (Fra. Dicati) al”308:15. A. Espargaro (Spa. Aprilia] al”318;16. Miller (Aus. Honda] a V’643; 17 Abraham (Cec. Ducati) aT’687:18.Rins (Spa. Suzuki] a V’863; 19. Rabat (Spa. Honda) a 2″052:20. Barbera (Spa. Ducati) a 2″409:21. Lowes (Gbr. Aprilia) a 2″538:22. P. Espargaro (Spa. Ktm] a 2″800; 23. Smith (Gbr. Ktm) a 3″338.

Altro che sogni di grande impresa. Per il momento, e salvo resurrezioni difficili da immaginare, il debutto sulla Ducati di Jorge Lorenzo assomiglia sempre più a una montagna tanto erta quanto complicata da scalare. Su una pista dove la rossa ci ha abituato a recitare un ruolo da protagonista, il maiorchino ha fallito il primo esame, quello sulla carta più facile, ovvero l’accesso diretto alla fase di qualificazione che vale la pole position. «Jorge fuori dalla Q2 sorprende tutti, non solo me. Bisognerebbe chiedere a lui sei è sorpreso», butta lì Andrea Iannone, risorto proprio nel finale di giornata con il secondo posto. Dodicesimo alla fine delle tre sessioni di prove libere combinate, Jorge è invece la terza di tre Ducati ufficiali, preceduto (come era lecito aspettarsi visto l’andamento dell’inverno) oltre che dalla GP17 di Andrea Dovizioso, 5°, anche dall’altra rossa di Danilo Petrucci, capace di infilarsi davanti allo spagnolo per 26 millesimi, ma a sua volta costretto a passare questa sera per soli 21 millesimi attraverso le forche caudine della Q1.

AFFANNO I 21 millesimi sono quelli che hanno «salvato» Valentino Rossi, 10° con affanno nella classifica combinata dopo avere illuso nel primo turno della giornata, quando con il 6° tempo nella sessione dominata dalle Ducati di Scott Redding (alla fine 6° totale col brivido della carena della sua GP16 che in FP3 si è squarciata in rettilineo) e Dovizioso, aveva chiuso in scia alla Yamaha gemella di Maverick Vinales, autore di una scivolata senza conseguenze. In una terza sessione, invece, molto complicata per tutti con l’asfalto che offriva meno aderenza, Rossi è tornato a faticare, con il contrattempo nel finale — quando tutti avevano montato una gomma nuova per cercare il tempo —, di un sensore del mono ammortizzatore in tilt che tagliava potenza al motore e lo ha costretto a ritornare ai box perdendo tempo. Alla fine per lui tante preoccupazioni, dubbi e il 13° tempo a un secondo dal compagno, capace all’ultimo di strappare il miglior tempo della sessione a Iannone.

TRANQUILLITA’ Scivolata a parte («è stato un mio grande errore, sono arrivato lungo ma ho provato lo stesso a curvare e sono caduto, mi sono molto arrabbiato con me stesso»), Vina- les ha comunque confermato di essere l’uomo da battere anche se lo spagnolo, scaramanti- camente, svicola. «Se posso non vincere questa gara? Questo non lo dico, ma gli altri sono vicini, guardate i tempi della terza sessione» ride Maverick. Che, battute a parte, ha la tranquillità di chi sa di impugnare in questo momento il coltello dalla parte giusta. «A parte la mancanza di aderenza che non riesco a spiegarmi, visto che a ogni turno la pista è andata peggiorando, sono contento del comportamento della moto. Adesso c’è da lavorare
sulla ricerca di trazione. Le gomme? Credo che anche all’anteriore quella giusta sia la media: dopo qualche giro la morbida inizia a muoversi e guidare è difficile».

RETROMARCIA Se il lampo finale può essere il preludio a un ritorno nelle posizioni alle quali ci aveva abituato o un acuto isolato lo scopriremo presto, ma intanto il 2° tempo restituisce un po’ di tranquillità a Iannone. «Cos’è successo? Semplicemente dall’inizio dell’anno abbiamo cambiato una sola cosa sull’anteriore della mia Suzuki, cosa che ci ha portato fuori strada e messi in crisi. Alla fine, sfiniti, abbiamo deciso di tornare alla soluzione vecchia e ho ritrovato feeling all’anteriore. Così spingere diventa facile. Sono contento perché abbiamo mantenuto calma e lucidità, siamo tornati dove vogliamo stare, ora si deve lavorare sul passo gara».
PODIO IN VISTA E poi c’è Marquez, per il quale «in questo momento posso pensare di lottare per il podio, mentre per la vittoria il passo da fare è ancora grande. In ogni caso, mi trovo più a mio agio sul passo che non sul giro secco».

Quando erano compagni di squadra, non si sopportavano, ma andavano fortissimo: oggi che hanno un rivale differente dall’altra parte del box rimpiangono, forse, i vecchi tempi. Perché, in sette anni di difficile convivenza, Valentino Rossi non era mai stato battuto così nettamente e costantemente da Jorge Lorenzo, come invece sta facendo Maverick Vinales, mentre Jorge, quando ha firmato per la Ducati, non poteva certo immaginare di non entrare direttamente in Q2 in Qatar, su una delle piste a lui più congeniali e dove la Ducati è sempre andata fortissimo, oltretutto battuto quasi sempre (per il momento) da Andrea Dovizioso. Insomma, Rossi non pensava certo di iniziare così indietro rispetto a Vinales, Lorenzo credeva con il suo talento di poter domare più facilmente la Ducati.

COLPA DELLA PISTA Proprio Dovizioso giustifica il 12° posto del compagno di squadra. «Le condizioni della pista erano pessime, c’era poco grip e tanto vento: un mix che complica il lavoro di tutti. Anch’io non sono andato come speravo, il mio passo è inferiore a quello di Vinales e Marquez e io voglio giocarmi la vittoria. Ma sono in Ducati da 5 anni, conosco bene la situazione, so cosa sta succedendo: per Jorge è tutto più difficile», spiega con la solita pacatezza Andrea, convinto di potersi giocare almeno il podio.

OTTIMISTA Da parte sua, Lorenzo sembra più sereno di quanto non dica la classifica. «Diciamo che giovedì il mio quinto posto era troppo ottimistico, ma il 12° lo è in negativo, non rispecchia il mio potenziale. Il nuovo assetto mi consente di essere più costante, ma meno esplosivo: per questo con le gomme nuove non ho migliorato così tanto. Sono costretto a passare dalle Q1, ma con il nuovo regolamento, che dà una gomma in più per le Q2, posso giocarmela alla pari con gli altri», è il ragionamento dello spagnolo. Più nel dettaglio, Jorge è convinto che «Vinales è quello messo meglio di tutti, Marquez e Pedrosa hanno un passo veloce e Dovizioso è lì, ma tra il terzo e il decimo siamo tutti vicini». Ne è convinto anche Valentino Rossi, che accede direttamente in Q2 per un soffio.

MIGLIORAMENTO Anche Rossi, come Lorenzo, è più sereno di quanto non dica la classifica. «Rispetto a giovedì abbiamo fatto un buon passo in avanti: nelle FP2 sono andato benino, riuscivo a guidare meglio e a parte il T3, negli altri settori ero sempre nei primi cinque. Poi, nelle FP3, sono cambiate molto le condizioni della pista e le modifiche fatte non erano adatte alla nuova situazione», spiega Rossi, comunque convinto di aver trovato la strada da seguire. «Purtroppo paghiamo un po’ il ritardo accumulato nei test, ma ora la situazione è meno frustrante. Con la gomma anteriore faccio un po’ di fatica, a me piace più dura, ma bisogna adattarsi a questa», dice Valentino, che nell’ultima uscita è stato rallentato da un problema a un sensore del- l’ammortizzatore.