Rojadirecta Napoli – Juventus Streaming

By | 02/04/2017
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Una maglietta bianca con un gilet nero, gli occhi che sorridono e le mani che salutano. Il Gonzalo Higuain 2.0 è nato in un’afosa giornata di luglio: l’arrivo con un volo privato all’aeroporto di Caselle, le visite al J Me-dical, poi la firma e l’ostensione della nuova numero 9 a strisce dal balcone della sede juventina. La scelta cromatica del suo abbigliamento non è casuale e rende l’idea del taglio netto col passato: addio azzurro, quello del mare e quello della divisa del Napoli, ormai esiste solo il bicolore della vecchia e vincente Signora. La seconda vita del Pipita è piena di novità e stimoli. Altro che nostalgia: in pochi mesi Higuain si è calato nel mondo Juve. I tifosi lo adorano ma lo lasciano vivere tranquillo, i compagni di squadra lo stimano e ne apprezzano la professionalità e lui trova il tempo anche per andare alla scoperta del territorio.

La vita del calciatore famoso in terra sabauda è sicuramente meno stressante. A Napoli Gonzalo rischiava l’assalto dei  tifosi a ogni uscita, a Torino la gente è più riservata e distaccata e l’argentino può addirittura permettersi di mangiare nei ristoranti del centro senza patemi. «Qui sono felicissimo», ha raccontato in un’intervista, «per l’affetto che mi danno i compagni, i tifosi, la società e la città. Mi sento parte di loro e ho capito di aver fatto la scelta giusta. A 29 anni ho trovato il punto di tranquillità mentale della mia vita, nel lavoro e fuori. Gioco in una squadra che lotterà per la Champions e vivo in una città bellissima, nella quale mi piace da morire passeggiare».

TORINO VISTA EUROPA

La Champions è il motivo per cui Hi-guain ha lasciato Napoli per la Juventus ed è il principale punto di convergenza con i compagni. Pur essendo arrivato solo da un anno, il Pipita è già considerato un senatore. I mammasantissima dello spogliatoio come Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini lo trattano da pari grado e la sua parola ha un notevole peso specifico. Questo perché dal primo  giorno l’argentino ha dimostrato un impegno e un attaccamento alla maglia uguale a quello degli “anziani” del gruppo. Gonzalo è un professionista, in allenamento e in partita non si risparmia e non ha mai un atteggiamento sopra le righe: sa che la Juventus è la sua grande occasione per salire sul tetto d’Italia (e magari anche d’Europa) e non vuole lasciarsela scappare.

IL FRATELLINO PAULO

Higuain ha legato con tutti, ma fuori dal campo frequenta soprattutto i sudamericani. In particolare Paulo Dybala, con cui divide anche il palco allo Juventus Stadium. L’altro argentino spesso gli fa da autista, visto che guidare non è una delle attività preferite dal Pipita: la Jeep aziendale la usa poco, meglio farsi scorrazzare dai compagni. A Torino ha scelto di vivere in centro: abbandonata la villa settecentesca in zona Crocetta dopo le anticipazioni dei giornali, Gonzalo ha ripiegato sull’appartamento lasciato libero l’estate scorsa da Patrice Evra, senza piscina ma con una Jacuzzi sul terrazzo. L’operazione è stata portata a termine in tempi record grazie alla Logo Immobiliare, l’agenzia che si occupa praticamente in esclusiva della logistica dei giocatori bianconeri.

NiENTE CAFFÈ, SOLO ViNO

Il vizietto del caffè durante l’allenamento se l’è tolto subito: a Napoli c’era Tommaso, il magazziniere di Vico Equense che più o meno a metà di ogni seduta si presentava in campo con thermos e bicchierini per tutti. A Torino certi momenti di relax non sono previsti dall’etichetta. Così Higuain si è adeguato subito ai nuovi ritmi e ai carichi di lavoro ed è tornato all’antico: con Dybala ha rispolverato il rito del mate, la tipica bevanda sudamericana (un’infusione preparata dal fratello Federico (che gioca in America) sono già venuti a trovarlo. Frequenta sempre i soliti ristoranti (oltre alla Lampara, il Picchio e i Fratelli Bravo) e quando ha voglia di tranquillità si fa portare il cibo a casa. Qualche uscita serale (raccontano che ogni tanto ami andare in discoteca e mimetizzarsi in mezzo ai comuni mortali) e la barba sempre ben curata: gliela taglia Marco da Nichelino, che è stato il barbiere di Vidal. Volete sapere come fa di cognome? Di Napoli. Un segno del destino. Higuain tornerà nella sua vecchia città due volte in pochi giorni, per le sfide in campionato e Coppa Italia. Con grande piacere, perché lì ha vissuto anni belli e intensi, ma con la serenità di chi ha trovato il suo punto di equilibrio.

Novanta milioni di euro l’hanno trasformato il luglio scorso in Pipita d’oro, ma tra qualche anno, quando Gonzalo Higuain sarà tornato in Argentina ad arrotondarsi senza che nessuno gli contesti la differenza tra addominali e lardominali, la cifra pagata al Napoli sarà svanita come d’incanto. Nei ricordi degli juventini – se dovessero arrivare – rimarranno le grandi gioie legate alla Champions League. In caso contrario, l’argentino rischia di passare alla storia come uno dei tanti, ottimi attaccanti che non hanno regalato alla Signora il gioiello più prezioso. E le altre tifoserie, con in testa quella azzurra, mostreranno un ghigno beffardo ricordando quanto tutti, nell’estate del 2016, hanno pensato: se il centravanti da tanti considerato il numero 9 oggi più forte del pianeta va nella squadra campione d’Italia da 5 stagioni, allora ciao, vuoi vincere facile…

Felice Placido Borei, 36 di piede e 166 cm di altezza, nel primo dei due lustri d’oro bianconeri, quello dei cinque scudetti tra il 1931 e il ’35, mica aveva mollato l’Ambrosiana o il Milan per arrivare a Torino a saccheggiare l’albo ^ d’oro dei cannonieri, dominato nel ’33 e nel ’34 con 60 gol in due anni. “Farfallino” arrivò minorenne alle giovanili della Juve da una squadretta, i Balon Boys e a soli 19 anni diventò il re dei bomber. Il Pipita invece è stato strappato a Sarri quando aveva quasi 29 anni.

Tra gli altri grandi attaccanti ai quali paragonare l’argentino – non tanto per analogie tecnico-tattiche ma per “peso” individuale nella storia del club – solo Roberto Bettega e Ale Del Piero hanno debuttato in A con la Vecchia Signora molto giovani. Avevano entrambi 19 anni. Il primo, l’unico torinese del gruppo, aveva iniziato a vestire le strisce bianche e nere appena sceso dalla culla. Quanto a Pinturicchio, nel ’93, con la sua cessione, il Padova intascò cinque miliardi di lire. Come nel Subbuteo il “portierino” senza l’asta posteriore e con le braccia abbassate viene schierato esclusivamente per effettuare il rinvio, Higuain – che non si offenderà per il paragone in miniatura – è arrivato alla Juve “solo” per farle vincere la Champions. Pensando alla top ten dei fuoriclasse più amati dai tifosi bianconeri, è facile dunque intuire in che modo l’argentino potrà inserirsi in questa  classifica. Tra l’altro, nel calcio di oggi che assaggia, frulla e digerisce senza gustarsi quasi tutti i suoi idoli, giusto Del Piero, pensionato nel 2012, non è uscito dalla memoria dello Stadium, degli striscioni e dei cori della curva. Ale però ha giocato in A con la Juve per 19 anni; chi, come David Trezeguet o Carlitos Tevez, ha comunque segnato con frequenza simile e regalato gioie (sempre tricolori, mai europee) ma per meno tempo, è già un ricordo mezzo ingiallito.

Compito arduo, allora, quello del Pipita. Il peso di una Coppa che non arriva da 21 anni tocca per certi versi tutto a lui e non per esempio, come pianificato nell’82 dall’Avvocato Agnelli e da Giampiero Boniperti, a una coppia (Michel Platini-Zibi Boniek). Anche allora gli scudetti in Casa Juve facevano notizia fino a un certo punto (erano stati cinque in otto anni) e il sogno della Coppa Campioni era fermo alla finale del ’73 persa con l’Ajax. Amburgo e la notte di Atene dell’83 e la tragica vittoria dell’Heysel di due anni dopo non consentirono al progetto franco-polacco di dirsi pienamente riuscito. Tra l’altro, pensando ai 90 milioni di euro, va detto che Boniek sbarcò a Torino pagato 2,3 miliardi di lire e Platini solo 880 milioni. «L’abbiamo preso per un tozzo di pane, poi lui ci ha messo il caviale», commentò a modo suo l’Avvocato. Tanti altri grandi attaccanti la Juve li aveva invece scelti per riprendersi il dominio italiano prima ancora che europeo. Il gallese John Charles e l’oriundo Omar Sivori arrivarono nel 1957, quando lo scudetto mancava da cinque anni. Da quel momento ne avrebbero vinti tre in quattro stagioni. Nel 1990, invece, nonostante la Coppa Italia e la Uefa appena conquistate, via Dino Zoff dalla panchina: Luca di Montezemolo punta su Gigi Maifredi al quale, più che Hassler, Julio Cesar e Di Canio, regala Roberto Baggio. È il periodo in cui la voce grossa la fanno l’Inter dei tedeschi, il Milan degli olandesi e il Napoli dell’argentino (Marado-na). La famigerata coppa dalle grandi orecchie non è il motivo per cui il Divin Codino viene “razziato”, tra moti di piazza, alla Fiorentina. L’esperienza però parte peggio del previsto: alla prima stagione fuori dalla zona Uefa… Neppure a Gianluca Vialli, strappato a mamma Samp per 30 miliardi nel 1992, si chiede la Champions (iniziò a chiamarsi così in quell’anno) da lui appena persa nella finale con il Barcellona. Il progetto è a lungo termine. Lui capisce, studia da leader più che a Genova e a quella Coppa, nel 1996, arriva per davvero.

Povero Higuain (per modo di dire): neanche a David Trezeguet, tolto al Monaco per 45 miliardi nel 2000 oppure a Carli-tos Tevez, bianconero dal 2013 al 2015, viene detto che a Torino sono arrivati per quel motivo lì. Insomma, da Sivori, pagato con 180 milioni di lire che al River Pla-te servirono per completare lo stadio Mo-numental, all’Apache, valutato nove milioni di euro, passano più di 55 anni. In tutto questo tempo, non c’è traccia di un precedente cui Higuain possa appellarsi in caso di “misero” doblete campionato-Coppa Italia. Diversi fuoriclasse, in epoche diverse, hanno fatto saltare l’affare che avrebbe, se non oscurato, reso un déjà vu quello del luglio scorso. Gigi Riva, per esempio, non volle mai lasciare la Sardegna: «So che erano disponibili a girare al Cagliari addirittura 6 o 7 giocatori», ha detto al riguardo Rombo di Tuono. «Più una cifra in contanti abbastanza

sostenuta, circa un miliardo». Del no ai bianconeri, datato 1967, di Sandro Mazzola ha raccontato lui stesso poche settimane fa al Corriere:: «L’Avvocato mi diede appuntamento a Villar Perosa. Mi offrì una concessionaria Fiat, un’agenzia Sai, e il doppio dello stipendio. Chiesi un giorno di tempo per consultarmi con mia madre». Che disse no. Il Pipita poteva essere “salvato” da Diego Maradona, su questo però a inizio Anni 80 l’Avvocato disse solo: «Lo incontrai, ma costava troppo». Giampiero Bonipert ha raccontato alla Gazzetta di aver provato a prendere senza fortuna Di Stefano e Cruijff. Persino Pelè: «Nel 1962 sono andato a vedere il Mondiale in Cile. Ho offerto 100 milioni netti a Pelé per venire alla Juve, ma non c’è stato il pass della federazione brasiliana». Fosse arrivato anche solo uno di questi quattro, il rapporto tra Higuain, la storia del suo club e i milioni di tifosi sarebbe meno sovraccaricato di aspettative. A Torino gli hanno dato le chiavi di una fuoriserie, è che dall’11 aprile, giorno di Juve-Barcellona, iniziano i tornanti. Serve un vero pezzo da 90. Milioni.

Rojadirecta – Stasera Napoli Juve in streaming! – La guida sempre aggiornata per lo streaming gratis su Rojadirecta, il famoso sito che fa vedere (illegalmente) le partite di calcio online. La spiegazione di come funziona e le alternative utili a tutti: buona lettura!

Rojadirecta è il famoso sito spagnolo, nato nel 2005, che ti permette di vedere le partite di calcio online in maniera del tutto gratuita sul tuo pc, tablet o telefono cellulare. Questa sera a partire dalle ore 20,45 ci sarà la partita tra Napoli e Juve e la potrai vedere in televisione oppure proprio su Rojadirecta. Napoli Juventus streaming sarà la partita più ricercata del sito spagnolo. Il sito Rojadirecta talmente che è diventato famoso nel mondo che quando si parla di calcio in streaming il primo pensiero viene sempre al famoso sito spagnolo Rojadirecta, il primo a fornire questo servizio con esordio in Spagna e poi anche in Italia qualche mese dopo. Il famoso sito ha un logo molto celebre con la caricatura di Collina e uno sfondo biancorosso riconoscibile ai più.

Come facciamo funzionare Rojadirecta? Tutto molto semplice, vai sul sito e clicchi sull’evento, dopodiche devi scegliere solo il canale dove vuoi vederla e divertirti con il tuo evento selezionato. Non sempre le partite sono in italiano, ovviamente il sito rojadirecta è mondiale e dunque non è detto che tu riesca a vedere l’evento calcistico nella tua lingua. Però quello che ti consigliamo è di cercare certamente sempre più spesso la partita in altri link visto che non è detto che ci deve essere per forza in lingua straniera (i link sono tanti).

Chiaramente abbiamo detto molte volte su questo sito che lo streaming legale è quello che ci offre Sky e Mediaset con le loro applicazioni mobile e per tablet e PC Mediaset Premium Play e Sky Go Plus, quindi Rojadirecta rientra nella categoria di quei siti ritenuti illegali ai più anche se dipende dalla legge della nazione da cui si guarda lo streaming per davvero cosa dice e cosa prevede. In Italia , cosi come in Spagna – nazione di nascita del sito – Rojadirecta è vietato ma comunque ci sono dei modi per vedere lo streaming di calcio online con qualche trucco.

Rojadirecta – La guida definitiva e completa su come vedere lo streaming online delle partite di calcio

Ricordiamo che il sito, visto che è probabile che molti di voi lo cercano, è aperto in Italia ma è illegale. Per vedere la partita gratis vi consigliamo di andare da qualche amico oppure in un bar, vedere la partita su Rojadirecta è vietato severamente per la legge italiana tant’è che molti siti e pagine FB che trasmettevano lo streaming online sono state chiuse. Seguite il nostro consiglio!

Rojadirecta oscurato dopo la causa di Mediaset e la decisione del Tribunale di Milano contro lo streaming online

Rojadirecta ha avuto sempre problemi nell’ultimo periodo, parliamoci chiaro è anche giusto, una cosa illegale deve essere punita. Ed allora nel 2015 verso fine anno il Tribunale di Milano impugnò il ricorso di Mediaset ordinando di oscurare quello che all’epoca era il sito Rojadirecta.euMediaset ha gioito (giustamente) per la decisione del Tribunale di Milano che per quanto riguarda la lotta alla pirateria è stata sempre avanti anche agli altri stati. Diciamo che pare che la guerra era stata vinta da Mediaset ma purtroppo per loro (e per la giustizia in generale) di pirateria ce n’è tanta e dunque anche le alternative sono pienissime. Sky e Mediaset dovranno ben presto impugnare altre causa contro questi altri siti che trasmettono partite di calcio di loro esclusiva online in streaming.

Rojadirecta ha però altri canali ed altri siti: è ancora vivo!

Non è bastato impugnare varie cause (e vincerle) da parte di Mediaset e di altre televisioni estere, Rojadirecta nonostante è stato chiuso rimane ad oggi ancora vivo. Roja directa ha più “teste” e dunque una volta che si chiude un sito se ne riapre un altro per la gioia di chi non vuole pagare l’abbonamento alle pay per view. Nello specifico, ecco tutti i link che vi potranno essere utili per vedere lo streaming gratis Rojadirecta, ricordandovi che NON SONO LEGALI:

Rojadirecta Me

Rojadirectas.me

Rojadirecta Eu

Rojadirecta.eu

Rojadirecta in Italiano

Rojadirecta.it

Rojadirecta Proxy

Alle volte ed in Italia è stato cosi, c’è bisogno di collegarsi a Rojadirecta tramite Proxy, visto che l’accesso è bloccato in vari paesi (tra cui l’Italia) e dunque ci si deve collegare tramite l’oscuramento degli indirizzi IP. Dunque, si deve cambiare il proxy e si può usare un servizio come Anonymouse o Youproxy.

Il fondatore di Rojadirecta fu arrestato in Spagna. I motivi non si sanno ma l’uomo era pieno di problemi con la giustizia

Brutte notizie per chi ama vedere gli eventi sportivi sulla piattaforma di streaming sportivo più importante del mondo: Igor Seoane, fondatore del sito pirata RojaDirecta, è stato arrestato questa mattina dalla polizia spagnola.

Come riportano i media spagnoli, l’uomo, già denunciato da Canal+ per la trasmissione di eventi sportivi, non sarebbe però stato arrestato per questo motivo. A dire il vero non è stato comunicato il motivo dell’arresto ma il giro d’affari del sito RojaDirecta: secondo quanto scritto da 20Minutos, il sito web guadagnava tra l’1 e i 2 milioni di euro l’anno.

Alternative a Rojadirecta: ecco altri siti di streaming pirata

Ce ne sono tantissimi di siti che trasmettono calcio online (in modo ILLEGALE, noi SCONSIGLIAMO) che se Rojadirecta dovesse essere bloccato o chiuso forniscono streaming gratuito. Ecco in elenco alcuni di questi siti con la spiegazione:

  • Intergoles.com: Alternativa valida a Rojadirecta se si vuole vedere il calcio online. E’ il fratello minore di Roja ma comunque un buon sito. Chi lo usa dice però che la registrazione alle volte obbligatoria. 
  • Live tv: Il sito con il dominio nella isola caraibica di San Martín, offre lo streaming online di vari sport e molte discipline. Ultimamente era chiuso in Italia, sinceramente non lo sappiamo noi non usiamo veder gli eventi sportivi in streaming.
  • Livefootballol: Buon sito, da a tutti i link e notizie di calcio da tutto il mondo. Grafica bruttina. 
  • Rinconrojadirecta.com: Clone di Rojadirecta, molto simile al sito famoso funziona però cosi e cosi.
  • Stream2watch.co: Registrazione gratuita per vedere il calcio online, graficamente da buttare.

To be continued…buona visione e ricordiamo che lo streaming online è ILLEGALE per eventi sportivi nazionali ed internazionali! Occhio e non esagerate!