iPhone X confronto LG Q6: Recensione e caratteristiche a confronto

By | 08/10/2017
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Lo scorso 12 settembre, con una diretta mondiale alla quale hanno assistito milioni di persone, la Apple ha tolto i veli ai suoi nuovi dispositivi, iPhone 8 e iPhone 8 Plus, e a quello che forse è stato lo smartphone più chiacchierato e atteso negli ultimi anni. Stiamo parlando naturalmente dell’iPhone X o 10 (però letto all’inglese, Ten, come vogliono gli uomini di Cupertino), come gli anni passati dall’uscita del primo iPhone. Alcune caratteristiche erano già trapelate in Rete nei giorni precedenti, a cominciare dal design e dal nome, a dimostrazione che diventa sempre più difficile per Apple mantenere segreti i suoi prodotti.

A tutto schermo
Con l’iPhone X anche Apple si converte a un display full, con bordi ridottissimi e in grado di occupare oltre l’80% della parte frontale. Soluzione che permette di avere uno schermo da 5,8 pollici di diagonale in un copro che è una via di mezzo tra un iPhone 8 e un iPhone 8 Plus, gli altri due smartphone presentati da Apple. Oltre ad essere il più grande, è anche lo schermo più definito mai montato su un melafonino, con una densità dei pixel pari a 458 ppi. Ed è anche il primo OLED mai usato da Apple, il che permette di avere colori più fedeli e un eccezionale contrasto di 1.000.000:1.
Addio Touch ID
La scelta di optare per un display a tutto schermo ha costretto Apple a eliminare il Touch ID e il tasto Home e introdurre il Face ID, sistema che consente lo sblocco del telefonino attraverso il riconoscimento facciale. In pratica la nuova fotocamera TrueDepth posta frontalmente è in grado di analizzare fino a 30 mila punti del volto per crearne una mappa accurata.

Questo sistema funziona anche al buio grazie al sensore a infrarossi e secondo la casa di Cupertino è molto più preciso del Touch ID. Sarà anche vero, ma in fatto di praticità qualche dubbio rimane. Come sblocchiamo il telefonino se indossiamo il casco appena scesi dalla moto? Inserire anche un sensore per le impronte digitali sul pannello posteriore da usare solo per lo sblocco poteva essere una soluzione, mentre le nuove gesture introdotte con iOS 11 per sopperire alla mancanza del tasto Home vanno più che bene.
Tutto vetro
L’iPhone X è leggermente più spesso dell’iPhone 8, ma offre uno schermo grande come quello del modello Plus in un corpo molto più compatto e maneggevole. Dal punto di vista del design, l’uso del vetro anche per il pannello posteriore può non piacere a tutti: sarà anche molto resistente e facile da pulire, ma questo non vuol dire che non si sporca con le impronte. Il profilo, invece, è stato realizzato in una speciale lega di acciaio inossidabile lucida. L’iPhone X è anche impermeabile secondo lo standard IP67: non dovrebbe essere usato sott’acqua, ma se ci cade non si rovina. Per foto in immersione meglio prevedere un’apposita custodia: da questo punto di vista i competitor fanno meglio.

Un cuore potente e intelligente
L’iPhone X è equipaggiato col nuovo processore A11 Bionic dotato di sei core, quattro ad alta efficienza fino al 70% più veloci, e due ad alte prestazioni fino al 25% più performanti. Migliora anche la GPU, fino al 30% più veloce della serie precedente. La maggiore efficienza di questo chip consente poi di offrire un’autonomia fino a due ore in più rispetto all’iPhone 7. Altra caratteristica dell’A11 Bionic è il motore neurale, un componente hardware capace di sfruttare l’intelligenza artificiale per consentire al telefonino di apprendere nel tempo. Una features che, ad esempio, viene sfruttata nel Face ID per riconoscere la persona nonostante i cambiamenti del volto che si possono avere nel tempo.
Foto e video spettacolari
Scattare foto e registrare filmati sono le attività più frequenti su uno smartphone e Apple è stata sempre molto attenta a questo aspetto. Il sistema fotografico adottato sull’iPhone X è quanto di più avanzato si possa oggi trovare su un telefonino e non punta tanto sulla risoluzione, quanto sulla qualità e le funzionalità. La doppia fotocamera posteriore è dotata di un doppio obiettivo da 12 megapixel, entrambi con stabilizzatore ottico. Il primo è un grandangolare con apertura f/1.8, cui si affianca il teleobiettivo da f/2.4. Lavorando insieme i due obiettivi consentono di avere uno zoom ottico 2x e di catturare immagini fedeli e luminose in qualsiasi condizione di luce. Anche la fotocamera frontale da 7 megapixel è stata migliorata e sfruttando le stesse tecnologie intelligenti del Face ID permette di realizzare selfi con effetti luce straordinari. Il sistema è assistito dal nuovo processore d’immagine ISP che consente una messa a fuoco più rapida e realizzare video rallentati in qualità Full HD a 240 fotogrammi al secondo.

Ricarica Wireless
Sull’iPhone X, così come anche sul nuovo iPhone 8, Apple finalmente ha introdotto la ricarica senza fili, una funzione che mancava da troppo tempo. La base di ricarica, però, va acquistata a parte. Nei prossimi mesi sarà anche disponibile AirPower, una base abbastanza ampia da consentire di ricaricare contemporaneamente fino a tre dispositivi tipo iPhone, Apple Watch e AirPods. È stato poi migliorato il sistema di ricarica tradizionale: secondo la casa della Mela bastano 30 minuti per ricaricare la batteria del 50%.
Prezzi e disponibilità
L’iPhone X è disponibile in due versioni, da 64 GB e da 256 GB. Sarà possibile preordinarlo dal 27 ottobre, mentre le consegne inizieranno dal 3 novembre. Purtroppo l’ultimo melafonino ha anche un altro record, ovvero quello di essere l’iPhone più costoso di sempre. Per il modello da 64 GB ci vogliono ben 1.199 euro. Va molto meglio agli utenti americani che possono acquistarlo a 999 dollari, che al cambio attuale fanno 840 euro circa. In pratica si ha una differenza di 359 euro, che non sono sicuramente pochi. Se ci capita di fare un viaggetto da quelle parti, forse è il caso di approfittarne per fare una capatina dall’Apple Store!

La nuova linea Q di LG esordisce con il Q6, smartphone la cui caratteristica principale è il display Ips da 5,5″ FullVision con risoluzione da 2.160 x 1.080 pixel e aspect ratio di 18:9. Una soluzione che risulta una novità per uno smartphone di fascia media, riuscendo a coniugare un ampio display ad alta risoluzione in un dispositivo maneggevole e compatto . I colori dello schermo sono ben calibrati e la riproduzione delle immagini è fedele alle originali. Display a parte, a primo impatto si evincono compattezza e robustezza del Q6, che misura 142,5 x 69,3 x 8,1 mm. Uno smartphone piuttosto leggero con i suoi 149 grammi di peso e piacevolmente maneggevole, tutte proprietà che ne consentono l’utilizzo con una sola mano. Il design è conforme allo stile a cui LG ci ha abituati e tra i materiali utilizzati per la costruzione, da apprezzare la lega d’alluminio che impreziosisce lo smartphone. Tuttavia, forse per contenere i costi, il device non è completamente in metallo e la discontinuità nei materiali crea un mix poco gradevole. In particolar modo la parte posteriore del Q6, costituita da plastica, è anche anonima a livello di design. Lascia perplessi l’assenza di un sensore di impronte digitali, presente anche su prodotti ben più economici. Il riconoscimento facciale su cui LG ha puntato per sopperire a questa lacuna, non è sempre istantaneo e fatica un po’, specie se l’ambiente è poco illuminato; inoltre i portatori di occhiali da vista sono costretti ad effettuare la calibrazione più volte. Anche il processore con cui il Q6 è equipaggiato, un Qualcomm Snapdragon 435 (octa-core da 1,4 GHz), risente del tentativo di contenere i costi e questa caratteristica sposta il Q6 all’interno di una fascia medio-bassa, che ne limita un po’ il potenziale.

Se da una parte i video in Hd risultano fluidi, d’altro canto i gamer rimarranno delusi dal frame rate. Eccezion fatta per i giochi leggeri, che richiedono poche risorse, i videogame che necessitano di prestazioni più perfor- manti fanno arrancare l’hardware, un aspetto notato in particolare con i giochi di corse. La giocabilità non è compromessa, ma l’esperienza di gioco è deludente. Altri problemi sorgono quando bisogna compiere operazioni complesse, come il fotoritocco. Il Q6 comincia a risentire delle esigue prestazioni anche eseguendo un semplice pinch to zoom. Il tempo impiegato nell’elaborare le informazioni sono lunghi e il device si surriscalda in modo avvertibile. Certo, non tutti necessitano di app simili, ma proprio con quelle più complesse si notano i limiti del device. Soddisfacente lo speaker, posto sul retro del telefono. La qualità dell’audio è elevata, specie con l’utilizzo di accessori per la riproduzione del medesimo.

Anche l’audio della capsula auricolare è pulito come dovrebbe essere. Completano le caratteristiche hardware la memoria Ram da 3 GB; il Q6 dispone poi di una memoria interna da 32 GB (effettivamente disponibili circa 23) espandibili tramite micro Sd fino a 256 GB. La batteria da 3.000 mAh ha una durata nella norma che assicura la copertura della giornata, qualora il device non fosse oggetto di un utilizzo davvero intenso. Nelle nostre prove siamo sempre arrivati a fine giornata senza troppi problemi.
Il reparto fotografico consiste in una fotocamera posteriore da 13 megapixel con apertura F/2.2; gli scatti sono ben dettagliati anche quando zoomati, con una giusta saturazione e dai colori naturali in situazioni di ottima luce; ma anche quando è poca le foto sono più che accettabili, sebbene in entrambi i casi la messa a fuoco è un po’ lenta. A supporto un discreto flash led che quando utilizzato, specie nei ritratti, aumenta il dettaglio delle foto.

Il software della fotocamera presenta la sola modalità automatica, con l’aggiunta del controllo manuale dell’esposizione. Opzione che risulta un’arma a doppio taglio, dal momento che può essere utile in scarsità di luce per scongiurare il pericolo di ottenere immagini rovinate dal rumore digitale; viceversa, il pericolo di salvare foto sovraesposte in scenari diurni è ben più reale, specie nel caso in cui gli utenti non siano pratici con il controllo della luce.

Il resto del software fotografico è dedicato a chi predilige una celere condivisione degli scatti sui social. La modalità Fotocamera Quadrata permette la creazione di collage e di foto quadrate, pronte per essere condivise. La registrazione dei video, ben stabilizzati, avviene in Full Hd a 30 fps in 16:9 e anche durante la ripresa è possibile disporre del controllo dell’esposizione, anche se ogni volta che si attiva la messa a fuoco manuale su un nuovo soggetto (abbastanza velocemente), si ribilancia in automatico.

La fotocamera frontale da 5 megapixel con apertura F/2.2 è pensata sia per i selfie “stand-alone”, sia per quelli di gruppo, grazie alla lente grandangolare con angolo di 100°. LG Q6, disponibile nei colori nero, platino, bianco e oro, è stato lanciato sul mercato al prezzo di listino di 349 euro, ma su strada si riesce a trovare intorno ai 300 euro. Un prezzo da fascia media giustificato dalla qualità del display, ma forse azzardato  per la parte hardware, in particolare considerando il processore che si dimostra la principale lacuna dello smartphone. L’ottimo display bord- derless, senza eguali nella sua fascia di mercato, e anche la fotocamera che ha dimostrato di essere valida, rendono il Q6 appetibile più che altro per la riproduzione e registrazione di video e foto.
È anche una valida alternativa per chi necessita di un portfolio sempre in tasca e per chi fa della fotografia social un uso intenso, ma con le caratteristiche in suo possesso rischia di diventare un dispositivo obsoleto in breve tempo, in particolare nel caso fosse oggetto di aggiornamento al più impegnativo Android 8 Oreo.

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