Demenza, si può prevenire evitando 9 fattori: ecco quali

By | 22/07/2017
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Oggi circa 47 milioni di persone soffrono di demenza nel mondo: questo numero è destinato a crescere fino a 6 milioni entro il 2030 e a toccare i 115 milioni entro il 2050. La demenza senile è determinata dalla distruzione dei neuroni cerebrali con la progressiva perdita delle funzioni mentali: ne derivano perdita della memoria, disturbi della parola, incapacità di eseguire movimenti coordinati; se compare prima dei 65 anni è detta presenile.

La demenza si può prevenire sin dall’infanzia. Combattere il fumo, la depressione, favorire lo studio potrebbero essere “medicine” molto più efficaci dei farmaci tradizionali.

Trattandosi di patologie per le quali non esiste una cura effettiva, anche le terapie di supporto possono svolgere un ruolo fondamentale nel trattamento di queste malattie, ed è per questo che la rivista The Lancet ha pensato di creare una commissione composta da 24 esperti, la Lancet Commission on Dementia Prevention and Care, che ha preso in considerazione le ricerche effettuate fino ad oggi sulle terapie e la prevenzione delle diverse forme di demenza per dare delle risposte basate su dati certi.

Il rapporto della rivista britannica è stato presentato alla conferenza della Alzheimer’s Association International dove hanno partecipato i protagonisti di parecchi studi scientifici sull’Alzheimer. In un caso su tre, potrebbe addirittura essere evitata facendo attenzione a nove fattori di rischio.

Secondo gli studiosi coinvolti nella ricerca, queste sono le incidenze dei fattori a rischioindividuati: perdita uditiva nel corso della vita media 9%, il non completamento del l’istruzione secondaria 8%, il fumo 5%, la depressione 4%, l’inattività fisica 3%, l’isolamento sociale 2%, la pressione sanguigna alta 2%, obesità 1%, diabete di tipo 2 l’1%. Anche la stimolazione cognitiva in gruppo può essere utile: “molte terapie non farmacologiche hanno un valore rilevante per questi pazienti”.

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