Hai una pupilla grande? Per la scienza sei più intelligente –

By | 15/03/2017
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Semplice, basta misurare l’ampiezza della pupilla dell’occhio, maggiore è la sua dimensione, più una persona risulta essere intelligente, o quantomeno con una maggiore predisposizione all’apprendimento. C’è un’area che lega pupilla e cervello, e che si chiama locus coeruleus. Tentando un azzardo dal sapore quasi frenologico, i ricercatori facenti capo al Georgia Institute of Technology hanno tentato di ricondurre la sfera delle abilità mentali al possesso di determinate caratteristiche fisiche, individuando nell’estensione della pupilla una sorta di spia in grado di denotare in modo immediato le persone intelligenti, secondo uno schema di tipo proporzionale che prevede maggiori dimensioni delle pupille associate ad un quoziente intellettivo più alto.

Pubblicato su Cognitive Psychology, lo studio, comunque interessante, si pone dunque come l’ennesimo tentativo di ricondurre l’intelligenza umana al possesso di determinate caratteristiche fisiche, anche se nessuno ha mai davvero compreso in cosa consista la suddetta intelligenza e in cosa si esplichi al di là di quella sfera che la rende immediatamente riconoscibile. I ragazzi sono stati coinvolti in vari test cognitivi attraverso i quali sono stati misurati due distinti aspetti: la cosiddetta memoria di lavoro (MDL), un modello riferito alla memoria breve grazie alla quale conserviamo poche informazioni per un breve lasso di tempo (una ventina di secondi), e l’intelligenza fluida (Gf) o ragionamento fluido, inteso come la capacità di problem solving e pensiero logico nell’affrontare situazioni nuove, slegate dalle conoscenze precedentemente acquisite. In alcuni casi queste differenze erano visibili anche a occhio nudo.

LA PUPILLA E’ un foro che fa entrare la luce nel nostro occhio, appare nera perché la maggior parte della luce che entra non riesce più ad uscire. Dopo aver vagliato un campione statistico pari a 512 volontari ed aver osservato su base empirica la presenza del suddetto nesso, dato che le persone più “sveglie” possedevano mediamente pupille più grandi, gli scienziati hanno tentato di ricondurre il tutto ad un movente biologico cercando un nesso causale alla base dell’insolito legame. La ricerca non tiene conto dei movimenti ma della dimensione della pupilla quando è inattiva. A sua volta il locus coeruleus è in comunicazione col lobo prefrontale, sede delle nostre funzioni cognitive superiori, dell'”intelligenza” appunto.