Processo Ruby Ter, la Presidenza del Consiglio si costituisce parte civile contro Berlusconi

By | 05/04/2017
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La presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentata dall’avvocatura dello Stato con il legale Gabriella Vanadia, ha presentato una richiesta di costituzione come parte civile nel processo, iniziato stamani, a carico dell’ex premier Silvio Berlusconi accusato di corruzione in atti giudiziari per il caso Ruby ter.

Il reato contestato al leader di Forza Italia, infatti, vede tra le persone offese anche la presidenza del Consiglio in rappresentanza del Ministero della Giustizia. Il processo è stato rinviato al 3 luglio. Tra i circa ottanta testimoni indicati nella lista presentata dalla difesa di Berlusconi nel processo figurano anche la conduttrice tv Barbara D’Urso e l’ex ministro e coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini.

L’ex capo del governo è accusato di aver corrotto con dieci milioni di euro complessivi le cosiddette “olgettine” e gli altri ospiti delle serate di Arcore per spingerli a rendere dichiarazioni false o reticenti durante le loro testimonianze rese nelle aule dei processi Ruby (che lo vedeva imputato per concussione e prostituzione minorile e che si è chiuso con la sua assoluzione definitiva in Cassazione) e Ruby-bis.

“Il fatto concreto è che si processerà Silvio Berlusconi per il reato di generosità”, ha detto l’avvocato del leader di Forza Italia Federico Cecconi, che lo difende insieme al professor Franco Coppi. “Prendiamo atto di questo rinvio a giudizio – ha spiegato il legale – in dibattimento confidiamo nella possibilità di dimostrare l’estraneità di Silvio Berlusconi ai fatti contestati”.