Litigio tra medici per la sala operatoria. La bimba nacque morta

By | 18/04/2017
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Ammontano a otto anni dall’indagati a Bari per il decesso di una neonata avvenuta l’anno scorso: la madre dovrà essere sottoposta ad un cesareo, le sale operatorie al corrente intervento il tono già occupati. La sala del reparto di Ostetricia è occupata per due cesarei programmati, quindi si decide di ripiegare su una sala operatoria in Chirurgia generale. I medici dal canto loro sostengono che non erano a conoscenza che l’intervento fosse urgente.

Ad esserne convinta è la Procura di Bari che, come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ha notificato ad 8 persone- fra medici e infermieri – l’avviso di fine indagine. Da registrare inoltre che durante l’ora di discussione su chi dovesse operare la povera Marta Brandi non viene più tenuta sotto controllo col tracciato quindi nessuno si preoccupa in quel momento di sapere come proceda la sofferenza fetale per la quale si era disposto il cesareo d’urgenza.

La donna viene trasportata nel blocco operatorio per essere preparata, ma qui sorge un inghippo. Il primario di chirurgia sostiene che sta per arrivare un paziente con un’appendicite. I fatti risalgono ad un anno fa, quando lapartoriente, Marta Brandi, 37 anni, viene portata nel bloccooperatorio per il cesareo.

Una discussione tra medici per l’unica sala operatoria disponibile. Il chirurgo invece preciserà: “Nessuno mi ha riferito dell’estrema gravità dell’intervento ed urgenza dell’intervento ostetrico”. LE NUOVE ACCUSE -Ma l’in-formativa dei Nas datata 21 febbraio ha finalmente svelato il mistero: e cioè che l’intervento fu ritardato a causa di un “bisticcio” tra medici per l’uso di una sala operatoria destinata a una paziente che, come dimostrato, arrivò 3 ore dopo. Quell’ora di attesa è fatale. Insomma, se Marta l’avessero operata alle 11, oggi abbraccerebbe la sua bambina.

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