Vodka al metanolo shock, diventa cieca e perde un rene: la storia di una giovane turista in Grecia

By | 10/05/2017
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Sono caduta in ginocchio, ero cieca, è stato devastante , queste le parole della turista britannica, 22 anni, che ha praticamente perso la vista dopo il suo cocktail di vodka, nel quale era stata aggiunto del metanolo su un’isola durante una vacanza greca. La giovane turista britannica ha parlato del momento in cui è sprofondata nel totale sconforto rischiando di morire per un insufficienza renale e la successiva cecità.

L’episodio ha sconvolto l’intera rete e gli stessi media, accaduto in Grecia durante una vacanza precisamente all’isola di Zante.

Hannah Powell una 22enne britannica era in viaggio piacevole per una vacanza fatta naturalmente di mare e sole e divertimento, una vacanza che però si è tramutata in un vero incubo che ancora fa portare i segni alla ragazza.

Tutto è accaduto dopo che la ragazza ha bevuto una serie di bicchieri di un cocktail fatto con vodka al metanolo, otto bicchieri di quel liquido hanno fatto perdere la vista e farla lottare, a tutt’oggi, ancora con problemi gravi di salute.

Hannah era partita per la Grecia ad agosto insieme ad un gruppo di amici, una sera decide di recarsi in un locale di Laganas dove beve una serie di drink a basso costo a base di vodka, tornata a casa non ha riscontrato nessun problema ma come lei stessa ha raccontato al SUN, la tragedia si è consumata il mattino successivo.

Mi sono svegliata e vedevo tutto nero intorno a me, ho chiesto ai miei amici di aprire le tende, ma loro mi hanno detto che la stanza era inondata di luce. Sono caduta in ginocchio. Ero cieca. È stato devastante

La testimonianza disperata della 22enne britannica, il mix fatto di vodka e metanolo le avevano provocato una gravissima insufficienza renale che avrebbe potuto costringerla alla dialisi a vita, il suo angelo custode è stata la madre, come racconta la stessa Hannah:

La mia mamma è il mio eroe, avermi donato il suo rene mi ha consentito di salvarmi da anni di dialisi. In qualche modo mi ha restituito parte della vita che avevo in precedenza. Senza la mia famiglia e il mio ragazzo Carl mi sentirei persa. Sono così arrabbiata per quello che mi è successo e odio chi ha distrutto la mia vita mettendo metanolo in quella bevanda. Il mio consiglio ai ragazzi in vacanza è di stare lontani da alcol a basso costo: accertatevi sempre di cosa state bevendo. Spero che l’inferno che sto attraversando possa impedire che altri finiscano per avere il mio stesso destino.

Lo stesso dott. Dimitris Goumenos, che ha ricevuto la paziente all’ospedale di Patrasso ha confermato: “Quando è arrivata, Hannah era sull’orlo della cecità totale, aveva una avvelenamento da metanolo, ma i suoi problemi erano molto più gravi”.

La parola “Alcool” deriva dal termine arabo “al-kool”, che significa “finissima polvere per tingere le sopracciglia di nero”. Giunta in occidente assunse il significato di “polvere impalpabile”, finché nel XVI° secolo il medico alchimista Paracelso chiamò in questo modo ogni polvere essenziale o essenza del vino (alcohol vini). La nostra cultura alcolica è infarcita di luoghi comuni e pregiudizi: che fa salute, che fa virile, che fa sangue, che l’alcol muove ricchezze (fatturato annuo 12 miliardi di Euro, ma anche danni sociali per 14 miliardi di Euro!). È indiscutibile però che l’uomo, sin dall’antichità, ha sempre prodotto e consumato sostanze alcoliche. La pianta più utilizzata inizialmente fu l’albero della palma, ma anche la canapa, l’agave, il riso, il grano, l’orzo. Tra le attuali bevande la birra ha le tradizioni più antiche, ve ne sono tracce risalenti a 10.000 anni prima di Cristo, mentre la “nascita” del vino è relativamente più recente e data intorno al 4.000 A.C. Questa differenza di “età” è giustificata dal fatto che l’orzo era geograficamente molto più diffuso e di più facile conservazione, quindi era possibile produrre la bevanda quando se ne aveva bisogno. La coltivazione dell’uva era meno diffusa, richiedeva metodi di coltivazione più complessi, il raccolto e l’impiego erano legati ad un solo periodo dell’anno: la vendemmia. Inoltre, conservare il vino richiedeva tecnologie più sofisticate rispetto alla birra. La viticoltura e l’arte di fare il vino hanno origini orientali, sono infatti le popolazioni ariane che introducono in occidente queste culture in occasione delle loro migrazioni. Le bevande alcoliche in generale, e il vino in particolare, hanno trovato grande utilizzo in campo medico: da Ippocrate, il grande medico greco, a Galeno, alla Scuola Salernitana fino ai primi anni di questo secolo. Anche nella medicina araba il vino trova vari impieghi a scopo terapeutico, e questo uso permane in parte anche dopo la proibizione coranica. Le bevande alcoliche hanno avuto anche un importante ruolo nelle pratiche religiose di moltissimi popoli, dal Mescal utilizzato nelle civiltà precolombiane, al vino utilizzato in Grecia e a Roma con la mitologia di Dioniso e di Bacco cui erano dedicate apposite feste religiose. La vite e il vino hanno un ruolo centrale nella religione cristiana: la tradizione legata a Noe’, il vino come sangue di Cristo, i membri della Chiesa come tralci di un’unica vite. Nella tradizione ebraica il vino è simbolo della festa e della gioia del Giorno fuori dal Tempo oltre che segno di alleanza fra Dio e il popolo eletto.

Metabolismo Il 90-95% dell’etanolo introdotto va incontro a complesse trasformazioni, che si svolgono quasi esclusivamente a livello epatico, perciò il fegato è l’organo più esposto agli effetti dei prodotti tossici che si sviluppano come conseguenza della degradazione dell’alcol. Anche la concentrazione alcolica della bevanda che si consuma ha molta importanza, come determinante risulta anche il fatto che l’alcol venga ingerito a stomaco vuoto oppure durante e/o dopo i pasti. Contano infine la velocità con cui si beve e, naturalmente, le differenze tra individuo e individuo, come il peso corporeo, il sesso e lo stato di salute. Le azioni che l’alcol produce sul sistema nervoso sono varie e dipendono soprattutto da quanto se ne ingerisce e in quali condizioni lo si fa. Assumere una moderata quantità alcolica, come è in grado di dare una birra, risulta leggermente euforizzante, producendo nel consumatore una sensazione di benessere che si traduce in un comportamento più rilassato, più aperto alla socialità, più positivo. Bere grandi quantità di alcol, in forte concentrazione e molto velocemente, deprime invece fortemente il sistema nervoso provocando abbattimento o comportamenti aggressivi ed alterazioni delle percezioni visive, uditive e motorie, fino ad arrivare a forme di perdita del controllo e della coscienza di sé.

Tossicità Nel metabolismo dell’etanolo si verificano: • modificazioni dello stato ossidoriduttivo delle cellule e, quindi, modificazioni funzionali di tipo metabolico; • la produzione di metaboliti tossici e reattivi, come l’acetaldeide, capaci di provocare lesioni cellulari reversibili se in fase precoce, ma che conducono a un danno irreparabile se l’abuso di alcol continua. La variazione del potenziale ossidoriduttivo delle cellule provoca l’attivazione di enzimi e una conseguente serie di disfunzioni metaboliche riguardanti il metabolismo lipidico, glucidico, l’equilibrio acido-base e l’eliminazione di acido urico. Quando esiste una condizione di intossicazione alcolica è facile trovare un accumulo di trigliceridi nel fegato (steatosi) e una dislipidemia nel sangue, caratterizzata soprattutto da aumento della produzione di acidi grassi (ipertrigliceridemia) e delle lipoproteine (dislipoproteinemia). Nell’etilismo cronico aumenta la concentrazione ematica delle HDL (le lipoproteine ad azione protettiva nei confronti dell’arteriosclerosi), ma insorgono le patologie epatiche derivanti dall’etilismo cronico come la cirrosi, l’epatite alcolica cronica, l’epatocarcinoma. L’alcol etilico influenza il metabolismo epatico dei glucidi inibendo il processo di sintesi del glucosio, il suo deposito sotto forma di glicogeno e attivando il processo di demolizione del glicogeno: in questo modo tende ad esaurire le scorte glicidiche ed ostacola la loro reintegrazione. È particolarmente pericolosa l’assunzione di alcol al mattino, a digiuno, perché le scorte di glicogeno sono praticamente esaurite, perciò facilmente si manifesta la condizione di ipoglicemia da alcol. La tossicità dell’alcol, e precisamente dei suoi metaboliti liberati durante il processo di ossidoriduzione, si manifestano su numerose strutture causando gravi conseguenze. Oltre ai danni sul fegato, che costituisce l’organo essenzialmente deputato alla trasformazione dell’alcol, il bevitore cronico subisce danni allo stomaco, quali gastriti, emorragie ed ulcere, disturbi a livello del sistema nervoso, con manifestazioni dolorose alle gambe e alle braccia, disturbi di ordine psicologico, come depressione, alterazione della capacità di giudizio, di autocontrollo e di coordinazione, ipertensione, carenze vitaminiche, disturbi sessuali, danni cerebrali, malattie muscolari, cancro alla bocca, all’esofago, alla gola.

Lo scandalo del vino al metanolo

E’ il 18 marzo 1986 quando l’ANSA batte la notizia che in seguito alle segnalazioni di alcuni casi di avvelenamento registrati a Milano, é dato l’incarico al sostituto procuratore della Repubblica Alberto Nobili di fare luce su quello che sarebbe stato il primo clamoroso scandalo del settore alimentare: il vino al metanolo. Le persone decedute fino a quel momento sono tre: Armando Bisogni, di 48 anni, Renzo Cappelletti, di 58 anni, e Benito Casetto, deceduto all’ospedale di Riguarda. Le vittime sono etilisti. Il metanolo o alcool metilico e’ un alcool altamente tossico che si ottiene per distillazione a secco del legno o, industrialmente, per sintesi o, ancora, con la pressatura delle uve, quando questa viene spinta al massimo per ottenere un’elevata produzione di vino e viene impiegato nei processi di vinificazione perché aumenta la gradazione alcolica del vino al pari dello zucchero/o dell’alcool etilico. In realtà, il metanolo è un componente naturale del vino presente in una misura compresa tra 0,6 e 0,15 ml su 100 ml di alcol etilico complessivo, essendo un prodotto secondario della fermentazione alcolica, ma provoca danni permanenti ed è mortale nelle dosi tra 25 e 100 ml. A breve, le autorità italiane rendono, comunque, nota la marca dei vini che hanno causato i primi casi di avvelenamento: si tratta di Barbera da tavola e bianco da tavola imbottigliato dalla ditta di Carlo e Vincenzo Odore, titolari della societa’ in nome collettivo di Incisa Scapaccino (Asti) e venduto nei supermercati Gs, Esselunga e Coop. Accertamenti di laboratorio, eseguiti dall’Istituto di medicina legale e dall’ Ufficio provinciale di igiene e profilassi di Milano su campioni di vino prelevato sia nei supermercati che presso la ditta produttrice, rivelano la presenza di alcol metilico in quantita’ superiore a quella prevista dalla legge. Dalla Procura partono comunicazioni giudiziarie per le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, violazione dell’art. 22, comma 2, lett. d) del D.P.R. 12 febbraio 1965, n. 162 Norme per la repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei mosti, vini ed aceti che fissa i limiti massimi entro i quali deve essere contenuta la quantita’ di alcool metilico nel vino (0,30 millilitri ogni cento millilitri nel rosso e 0,20 nei bianchi). Le autorità sanitarie, a loro volta, danno comunicazione che: a) solamente con forti assunzioni di vino – piu’ di 1 litro al giorno – si può andare incontro a disturbi gravi, mentre nelle quantita’ normali – 1 o 2 bicchieri per pasto – non si incontrano conseguenze rilevanti; b) i segni caratteristici della intossicazione da alcool metilico sono essenzialmente: perdita di coscienza fino al coma; disturbi visivi fino alla cecita’; acidosi metabolica.

Il bere in eccesso provoca gravissimi danni ed è causa di morte per molte persone (in Italia si stimano 30.000 morti all’anno). Le principali condizioni che portano alla morte sono alcune patologie come la cirrosi epatica e i tumori, condizioni metaboliche particolari, come l’acidosi o l’ipoglicemia, ma anche gli incidenti stradali ed il suicidio. Eliminazione La quantità di alcol eliminata come tale e, quindi non metabolizzata, dipende dalla dose assunta ed oscilla tra il 2 e il 10% del totale. L’eliminazione avviene principalmente attraverso i reni e i polmoni, ma piccole quantità possono comparire anche nella saliva, nel sudore, nelle lacrime, nella bile, nel succo gastrico e nel latte. Immaginando di quantificare la quantità di alcol bevuta come un’unità alcolica (U.A.), si può dire che il nostro corpo impiega un tempo compreso tra 1 e 4 ore per smaltirne 1 unità e per liberarsi dei suoi effetti tossici. È quindi difficile la ripresa dopo una bevuta eccessiva, perciò quel senso di malessere e di confusione che l’accompagnano perdurano per un tempo tanto più lungo quanto più grande è la quantità di alcol ingerita. Il problema aumenta, nelle persone più giovani e più magre.

Conclusioni Nei primi anni 80 un’ampia ricerca epidemiologica condotta in Europa aveva evidenziato, che i francesi di età media, noti per essere grossi consumatori di cibi ad elevato contenuto di acidi grassi saturi e colesterolo (il consumo di formaggio pro capite in Francia supera, ad oggi, i 22 kg l’anno), se confrontati con le altre popolazioni europee e con gli americani, avevano mostrato una netta diminuzione dell’incidenza della coronaropatia ad esito mortale (infarto acuto del miocardio). Il consumo di grassi, della popolazione francese è assimilabile a quella americana che è tristemente famosa per la preoccupante incidenza dell’obesità e delle sue complicanze cardiovascolari. In ogni caso, gli studi che si sono poi susseguiti hanno evidenziato che la ragione di questa tendenza positiva (denominata “il paradosso francese”) va attribuita ad alcune sostanze contenute nel vino rosso che svolgono un’attività anti-ossidante. Più precisamente, la sostanza in questione è il resveratrolo che appartiene ad un ampio gruppo di composti chimici contenuti nel vino e nelle bevande alcoliche che derivano propriamente dall’uva. Queste sostanze appartengono, a loro volta, alla grande famiglia dei flavonoidi (anche noti come polifenoli) che sono presenti negli ortaggi, nella frutta e anche nelle foglie del tè. Studi più recenti hanno evidenziato che nel vino rosso si trovano anche flavonoidi che ne appoggiano il potere anti-ossidante. Inoltre, molti sono anche gli studi che attribuiscono al consumo prolungato di vino, alcune modificazioni strutturali a carico di componenti del sangue. Per esempio, secondo ricerche italiane, i globuli rossi, le piastrine e altri fattori della coagulazione, se provenienti dal sangue di soggetti considerati forti bevitori, quando vengono stimolati (in laboratorio) da un forte insulto ossidativo, mostrano una differente composizione strutturale al confronto con le cellule del sangue che provengono invece da soggetti di controllo che non sono bevitori abituali. Quindi, sempre senza eccessi, un bicchiere di vino rosso ai pasti, può essere consigliabile. Effetti Positivi: se assunto in quantità moderata l’alcol: • stimola la secrezione salivare, gastrica e facilita la digestione, ma se la concentrazione è elevata la digestione viene ridotta ed anche inibita; • ha un ruolo socializzante, in quanto a piccole dosi dà un senso di fiducia in se stessi; • facilità di parola, leggera euforia, azione disinibitrice; • stimola la fantasia e i processi ideativi; • sul sistema cardiocircolatorio l’alcol provoca dilatazione dei vasi sanguigni periferici diminuendo il rischio di arteriosclerosi e l’infarto; • sul sistema nervoso diminuisce la sensibilità al dolore; • l’alcol stimola anche la funzione respiratoria e la diuresi; • il potere calorico dell’alcol è di 7 kcal/gr, pertanto ha un piccolo ruolo nell’apporto calorico della dieta; • in cucina viene usato per rendere più piacevole il cibo.

Il 24 marzo 1986 una nave cisterna italiana viene sequestrata a Sète in Francia. il carico di vino della nave cisterna italiana Kaliste é messa sotto sequestro in quanto il vino trasportato della ditta Antonio Fusco di Mandria (Taranto) é sospettata di contenere metanolo come poi viene accertato con analisi più approfondite. A distanza di pochi giorni vengono arrestati i titolari della ditta Ciravegna della provincia di Cuneo per aver fornito vino al metanolo (Giovanni Ciravegna é poi condannato a 14 anni di carcere) mentre in Germania nella regione del Baden Wuerttemberg, il Ministero della sanità sequestra 500 bottiglie di Barbera d’Asti che presentano all’analisi un contenuto di 6.7 grammi di metanolo per litro, prodotti dall’azienda vinicola Giovanni Binaco di Castagnole Lanze in Piemonte. Ma come mai fino a quel famigerato marzo 1986 nessuno aveva pensato di ricorrere a tale pratica di sofisticazione? La risposta è che fino a quel momento mancava la convenienza economica dell’operazione illecita. Questo tipo di adulterazione del vino diviene, infatti, conveniente con l’emanazione della l. 28 luglio 1984 n. 408 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 giugno 1984, n. 232, concernente modificazioni al regime fiscale per gli alcoli e per alcune bevande alcoliche in attuazione delle sentenze 15 luglio 1982 e 15 marzo 1983 emesse dalla Corte di giustizia delle Comunità europee nelle cause n. 216/81 e n. 319/81, nonché aumento dell’imposta sul valore aggiunto su alcuni vini spumanti e dell’imposta di fabbricazione sugli alcoli che ha detassato il metanolo e lo ha sottratto alla vigilanza degli uffici finanziari, con la conseguenza che il costo del metanolo diviene, in proporzione, dieci volte inferiore a quello dell’alcol etilico.

Alcuni produttori e commercianti spregiudicati approfittando delle carenze nel sistema di controllo sugli alimenti decidono, dunque, di conseguire il massimo profitto con il minimo costo della materia prima e con il minor rischio di essere sorpresi in flagranza, perché la sofisticazione attuata con il metanolo in alternativa allo zucchero, avviene in uno spazio temporale brevissimo e tale, quindi, da ridurre al minimo il pericolo di controlli a sorpresa. A seguito dello scandalo il Governo assume una serie di provvedimenti d’urgenza destinati a rendere più efficace l’azione di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari.
Il 12 aprile 1986 il Ministero della sanità emana l’ordinanza n. 267900 Misure cautelative urgenti di tutela della salute pubblica dirette ad evitare il rischio di immissione al consumo di vini adulterati con metanolo con la quale si vieta la distribuzione, la vendita e somministrazione dei vini prodotti o commercializzati da un elenco di aziende riportate in allegato al provvedimento e cioè: a) le ditte inquisite per adulterazione con metanolo; b) le ditte i cui campioni evidenziano all’analisi un contenuto superiore ai limiti di legge e i cui prodotti sono soggetti a sequestro cautelativo. Dai dati riportati nell’ordinanza si evidenzia come il fenomeno delle sofisticazioni al metanolo interessi, quasi esclusivamente, le regioni del centro-nord: Piemonte (nelle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara), Emilia-Romagna (Ravenna, Ferrara, Piacenza, Parma), Trentino Alto Adige (Bolzano), Lombardia (Varese), Toscana (Lucca, Firenze, Pisa), Liguria (Genova), Veneto (Treviso,Verona, Padova) Friuli Venezia Giulia (Udine) Puglia (Taranto) Viene, poi, emanato il D.L. 18 giugno 1986 n. 282 recante Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari convertito con modificazioni nella l.
7 agosto 1986 n. 462 (tutt’ora vigente) con la quale si istituisce l’anagrafe vitivinicola su base regionale destinata a raccogliere per ciascuna delle imprese che producono, detengono, elaborano e commercializzano uve, mosti, mosti concentrati, vini, vermouth, vini aromatizzati e prodotti derivati, i dati relativi alle rispettive attività Sono potenziati, inoltre, i servizi di controllo aumentando gli organici dei NAS, gli uffici periferici delle dogane e si istituisce presso l’allora Ministero dell’agricoltura e delle foreste, l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi articolato in uffici interregionali, regionali e interprovinciali. Allo stesso tempo, sono stanziate ingenti risorse (10 miliardi e, rispettivamente, 5 miliardi) per una campagna straordinaria di educazione alimentare ed informazione dei consumatori e per una campagna di informazione specifica sul vino promossa dal Ministero dell’agricoltura e foreste e attuata mediante convenzioni con l’Istituto nazionale per il commercio estero-ICE e con gli organismi nazionali di settore, nonché per finanziamenti destinati a progetti che favoriscano la penetrazione dei mercati interni ed esteri. La flessione dei consumi e delle vendite di vino conseguenti allo scandalo induce il Governo ad integrare le normali azioni comunitarie di riequilibro del mercato e di sostegno dei prezzi, con due provvedimenti straordinari nazionali: uno per la distillazione e l’altro per lo stoccaggio: il primo relativo ai vini da tavola ed il secondo ai vini doc. Alla fine dell’anno è, poi, istituita l’Age-Control s.p.a. con il compito di controllare gli aiuti comunitari al fine di prevenire le frodi nei settori che beneficiano delle provvidenza comunitarie tra cui è compreso anche il vino.
Nel 1989, con la sentenza 4 luglio 1989, cause riunite 326/86 e 66/88, la Corte di Giustizia Europea si pronuncia contro un gruppo di commercianti, ristoratori e produttori di vini italiani nonché gli aventi causa di persone decedute dopo aver consumato vino al metanolo, che avevano intentato ricorso contro la Commissione per ottenere il risarcimento del danno subito per la presenza di vino adulterato al metanolo sul mercato dichiarando di aver subito un danno consistente, per alcuni, nella diminuzione dell’esportazione di vini italiani e nella riduzione delle vendite che ne è derivata e per altri, nella perdita di un familiare. I ricorrenti sostengono che la Commissione abbia commesso un illecito non sorvegliando sufficientemente il mercato del vino e non assicurandosi che venissero correttamente applicati i provvedimenti dell’organizzazione comune di mercato del vino nei singoli Stati membri. La Corte, però, respinge il ricorso e sostiene che le istituzioni comunitarie devono intervenire per garantire l’osservanza delle norme comunitarie nel settore vitivinicolo solo qualora sussistano elementi che dimostrino che i competenti organi nazionali non svolgono in modo soddisfacente i compiti di controllo loro affidati dalla legislazione comunitaria vigente. La vicenda del vino al metanolo si conclude, quindi, con un bilancio drammatico: diciannove morti e decine di consumatori colpiti da gravi lesioni e l’intero settore, dopo tale scandalo, ha attraversato un periodo di profonda crisi. Oggi, come dimostrano i confronti economici, la situazione è del tutto diversa, positiva e rassicurante.
Tuttavia, il mondo del vino italiano si trova, a distanza di vent’anni da quei fatti, a riflettere non tanto su quello che accadde, quanto sulle prospettive future, in un momento in cui la crisi, pur tra alti e bassi e diverse implicazioni da territorio a territorio, ha investito trasversalmente tutta l’economia italiana. E’ tempo di ragionare sulle prospettive, su come affrontare la concorrenza forte e agguerrita dei produttori internazionali che si concretizza, slealmente, anche con la vinopirateria. Per far questo occorrono poche cose concrete: tutelare i vitigni antichi e autoctoni che costituiscono il nostro grande patrimonio e valore aggiunto; valorizzarne le assolute qualità attraverso mirate politiche di marketing; favorire e finanziare ancor di più la ricerca affinché queste qualità possano essere trasmesse in prodotti vinicoli di alto pregio; promuovere il turismo del vino e le Strade del Vino con azioni che valorizzino l’identità dei territori come veri e propri distretti; rafforzare sempre di più il legame tra vino e territorio, forte antidoto contro ogni futura tentazione illegale. In sostanza, si tratta di dare ai produttori certezze imprenditoriali ed offrire ai consumatori altrettante garanzie assolute di qualità..
Il metanolo è una sostanza solubile in acqua e in vari solventi organici che viene rapidamente assorbita dall’organismo umano per inalazione, ingestione e per contatto cutaneo. La tossicità acuta di questo agente deriva principalmente dalla produzione del metabolita acido formico, il cui accumulo determina acidosi metabolica e danni al nervo ottico. Tipicamente, l’intossicazione acuta da metanolo è caratterizzata da una fase iniziale in cui si manifestano vomito, dolori addominali e lieve depressione del sistema nervoso centrale. Dopo un periodo di latenza, compreso tra 12 e 24 ore e dipendente dalla dose e dal tasso di metabolismo dell’acido formico, si sviluppano acidosi metabolica non compensata e alterazioni della funzione visiva, che variano dalla visione offuscata ad alterazioni del campo visivo, fino a completa cecità. L’evoluzione del quadro clinico può comportare manifestazioni quali scosse tonico-cloniche, convulsioni e coma, fino all’instaurarsi di un’insufficienza multiorgano che conduce alla morte, se non vengono intraprese adeguate terapie antidotiche e rianimatorie. I casi di intossicazione di gravità elevata risultano spesso mortali a causa di ritardi nell’ammissione ospedaliera e nella diagnosi .
Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata L e bevande alcoliche sono costituite per la maggior parte da acqua, e per la restante parte da alcol etilico (o etanolo); una quota di entità minima è rappresentata da altre sostanze, sia naturalmente presenti che aggiunte: composti aromatici, coloranti, antiossidanti, vitamine, ecc. Acqua a parte, il costituente fondamentale e caratteristico di ogni bevanda alcolica è l’etanolo, sostanza estranea all’organismo e non essenziale, anzi per molti versi tossica. Il corpo umano è per lo più in grado di sopportare l’etano lo senza evidenti danni, a patto che si rimanga entro i limiti di quello che si intende oggi come consumo moderato, vale a dire non più di due-tre Unità Alcoliche (U.A.) al giorno per l’uomo, non più di una-due per la donna e non più di una per gli anziani (vedi Box 1 per la definizione di U.A.). Pur non essendo un nutriente, l’etanolo apporta una cospicua quantità di calorie che si sommano a quelle apportate dagli alimenti e possono quindi contribuire a farci ingrassare. L’etanolo viene assorbito già nelle prime porzioni del tratto gastrointestinale, e in modeste proporzioni persino nella bocca. Alcuni fattori modificano i tempi di assorbimento: la presenza di cibo li rallenta, mentre la presenza di anidride carbonica (soda, spumanti e altre bevande frizzanti) li accelera. Una volta assorbito, l’etanolo entra nel sangue e da lì va in tutti i liquidi corporei; questo tipo di distribuzione è uno dei meccanismi fondamentali della diversa tolleranza all’alcol nei diversi individui, nei diversi sessi e nelle diverse condizioni.
Non esistendo possibilità di deposito per l’alcol nell’organismo, esso deve essere rapidamente metabolizzato. Questa trasformazione dell’etanolo avviene, ad opera di enzimi specifici, a livello gastrico e soprattutto epatico. È importante sottolineare che mentre l’enzima presente nello stomaco metabolizza l’etanolo prima che esso venga assorbito e raggiunga il sangue, e quindi l’intero organismo, gli enzimi presenti nel fegato agiscono soltanto dopo che esso è entrato nell’organismo ed ha avuto quindi modo di esercitare i suoi effetti (vedi Box 2), tanto più importanti quanto più ne viene assorbito. È evidente che bere alcolici a stomaco pieno è meglio, perché fa sì che l’etanolo sia assorbito più lentamente e che diminuisca la quantità che entra nel circolo sanguigno. La capacità degli enzimi presenti nel fegato di trasformare l’etanolo è limitata: in condizioni normali il fegato è in grado di rimuovere fino a 0,5 U.A. per ogni ora. In questo arco di tempo esso viene quindi parzialmente “distratto” dagli altri suoi normali compiti. In alcuni individui, in alcune razze e nelle donne l’efficienza di questo sistema è molto ridotta: queste persone sono quindi più sensibili all’alcol. Infine, una piccolissima quota di etanolo (2-10%) viene eliminata inalterata attraverso polmoni, urina, sudore ecc.; è proprio sfruttando questo sistema di eliminazione che possono essere effettuati i test non invasivi (palloncino) che permettono di valutare la quota di alcol presente nel sangue (alcolemia).
La concentrazione dell’etanolo nel sangue dipende quindi da vari fattori: dalla quota ingerita, dalle modalità di assunzione (a digiuno o a pasto), dalla composizione corporea, dal peso, dal sesso, da fattori genetici, dalla quantità di acqua corporea, dalla capacità individuale di metabolizzare l’alcol, dall’abitudine all’alcol. Le donne, avendo un peso minore, minori quantità di acqua corporea e minore efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dell’alcol, sono più vulnerabili ai suoi effetti e, a parità di consumo, presentano un’alcolemia più elevata. Nella stessa tabella è riportato anche, a titolo di esempio, un tentativo di indicare come varia il tasso di alcolemia, per uomini e donne, a seconda della quantità di alcol ingerita (U.A.) e del tempo trascorso dall’ingestione. Non è comunque possibile prevedere in maniera precisa quanto alcol troveremo nel sangue sulla base di quanto ne abbiamo ingerito. In sostanza, gli inviti alla cautela e alla moderazione sono sempre doverosi quando si parla dell’uso di bevande alcoliche. È giusto però anche ricordare che, a quanto risulta da numerose ricerche, sembra che le persone abituate a un regolare e moderato consumo di bevande a bassa gradazione alcolica (vino e birra) tendano a vivere più a lungo e a presentare una minore incidenza di alcune malattie croniche rispetto a chi non beve o a chi lo fa in maniera eccessiva. E indubbiamente l’effetto positivo più marcato di un moderato uso di bevande alcoliche a bassa gradazione è sulla cardiopatia ischemica (di cui l’infarto del miocardio è molto spesso l’esito terminale). A questo proposito, secondo alcuni studi, le diverse bevande alcoliche sembrano avere effetti diversificati, a parità di alcol ingerito: il vino sembra esercitare un ruolo protettivo maggiore di quello della birra, che a sua volta avrebbe un effetto protettivo superiore a quello degli altri alcolici. Queste proprietà sono state messe in relazione alle sostanze polifenoliche e antiossidanti, presenti soprattutto nel vino e in misura minore nella birra. Tali sostanze sono invece assenti, o comunque meno rappresentate, nei superalcolici. Ecco quindi spiegati, secondo questa ipotesi, i maggiori effetti positivi del vino. Ed è per lo stesso motivo che spesso si ritiene che il vino rosso abbia effetti superiori a quello bianco, anche se non esistono evidenze scientifiche a supporto. Secondo altri studi, invece, il ruolo principale nella protezione dalle malattie cardiovascolari sarebbe da attribuire all’alcol stesso. Ma oltre alla composizione delle varie bevande, bisogna tenere in considerazione anche le modalità con le quali esse vengono consumate. Recenti studi sembrano indicare infatti che il vino, e in misura ridotta la birra, potrebbero esercitare i loro effetti protettivi anche perché, nel rispetto della tradizione mediterranea, vengono in genere consumati durante i pasti: questo fa sì che oltre al rifornimento di sostanze antiossidanti, si abbiano anche picchi alcolemici più bassi.
Quindi, una modica e regolare quantità di vino (o birra) al pasto potrebbe esercitare i propri effetti positivi senza esporre l’organismo ai pericolosi effetti tossici di dosi eccessive di etanolo. Ciò non toglie che, anche alla luce dell’incessante aumento del sovrappeso e dell’obesità tipico dell’epoca moderna, sia bene ricordare che consumi voluttuari degli ipercalorici come quelli degli alcolici non sembrano comunque opportuni e non vanno incentivati. È anche opportuno sottolineare ancora che tutto quanto detto sopra vale soltanto per consumi moderati, e che non appena l’assunzione abituale di alcol supera i confini della moderazione, aumentano anche, con grande rapidità, i rischi connessi . In conclusione: chi sta bene, gode di buona salute, non è in sovrappeso e desideri concedersi il piacere del consumo di bevande alcoliche, deve usare l’accortezza di farlo durante i pasti e in misura moderata, tenendo presente il contenuto in alcol e l’apporto calorico delle varie bevande.
La dose quotidiana di alcol che una persona in buona salute può concedersi senza incorrere in gravi danni non può essere stabilita da rigide norme, poiché le variabili individuali sono davvero tante: quella che è considerata una dose moderata per un individuo può essere eccessiva invece per un altro. Un consumo moderato può essere indicato entro il limite di 2-3 U.A. al giorno (pari a circa 2-3 bicchieri di vino) per l’uomo e di 1-2 U.A. per la donna. Tale quantità, da assumersi durante i pasti, deve essere intesa come limite massimo oltre il quale gli effetti negativi cominciano a prevalere su quelli positivi. b) Nei casi in cui non si consumi solo vino, bisogna imparare a tener conto di tutte le occasioni di ingestione di altre bevande alcoliche che si presentano nel corso della giornata (birra, aperitivi, digestivi e superalcolici nelle varie forme) e calcolare il numero di U.A. introdotte.
Bisogna fare in modo che non siano superate le capacità del fegato di metabolizzare l’alcol. Tali capacità, in un uomo di 70 chilogrammi di peso, non superano i 6 grammi l’ora (i grammi di alcol presenti in 100 ml si ottengono moltiplicando il grado alcolico per 0,8). Ciò vuol dire, ad esempio, che per smaltire l’alcol contenuto in 1 bicchiere di vino (12 grammi di alcol) sono necessarie circa 2 ore. Bere con moderazione, quindi, certamente significa bere poco, ma anche evitare di bere in maniera troppo ravvicinata, così da permettere al nostro organismo di smaltire meglio l’etanolo. Le bevande alcoliche ad alta gradazione (grappa, whisky, vodka, ecc.), che, per caratteristiche e consuetudini, vengono assunte fuori pasto, devono essere considerate con la massima attenzione oppure evitate del tutto, specialmente se a stomaco vuoto. Bisogna anche evitare di consumare bevande alcoliche in maniera concentrata nel fine settimana, abitudine invece diffusa in molti Paesi occidentali. d) Chi, per vari motivi, non beve vino o birra, non deve cominciare a farlo in virtù dei ricordati effetti protettivi. Le sostanze antiossidanti e comunque protettive in questione si trovano infatti in una grandissima varietà di prodotti ortofrutticoli e) Bisogna inoltre usare particolare cautela in certe ben identificate fasi della vita e in certi gruppi di popolazione a rischio. Nell’infanzia e nell’adolescenza occorre evitare del tutto l’uso di bevande alcoliche, sia per una non perfetta capacità di trasformare l’alcol, sia per il fatto che più precoce è il primo contatto con l’alcol, maggiore è il rischio di abuso. Le donne in gravidanza e in allattamento dovrebbero astenersi completamente dal consumo di alcolici, o comunque diminuire drasticamente le dosi (1 U.A. una volta o al massimo due volte la settimana). L’alcol infatti si distribuisce in tutti i fluidi e le secrezioni e quindi arriva al feto, attraversando la barriera placentare, e al bambino, tramite il latte, rischiando di provocare seri danni. Nell’anziano l’efficienza dei sistemi di metabolizzazione dell’etanolo diminuisce in maniera rilevante, e il contenuto totale di acqua corporea è più basso; è perciò consigliabile limitare il consumo di alcolici ad 1 U.A. al giorno. Gli alcolisti in trattamento e gli ex alcolisti devono assolutamente astenersi dal consumo di qualsiasi bevanda alcolica. f) Estrema attenzione deve essere posta al problema delle interazioni tra alcol e farmaci. Chi segue una qualsiasi terapia farmacologia deve consigliarsi con il proprio medico curante sull’opportunità di bere alcolici. Identica attenzione deve essere rivolta anche ai comuni farmaci da banco, per molti dei quali è da suggerire l’astensione dal consumo concomitante di alcolici.
Come comportarsi: • Se desideri consumare bevande alcoliche, fallo con moderazione, durante i pasti secondo la tradizione italiana, o in ogni caso immediatamente prima o dopo mangiato. • Fra tutte le bevande alcoliche, dai la preferenza a quelle a basso tenore alcolico (vino e birra). • Evita del tutto l’assunzione di alcol durante l’infanzia, l’adolescenza, la gravidanza e l’allattamento, riducila se sei anziano. • Non consumare bevande alcoliche se devi metterti alla guida di autoveicoli o devi far uso di apparecchiature delicate o pericolose per te o per gli altri, e quindi hai bisogno di conservare intatte attenzione, autocritica e coordinazione motoria. • Se assumi farmaci (compresi molti farmaci che non richiedono la prescrizione medica), evita o riduci il consumo di alcol, a meno che tu non abbia ottenuto esplicita autorizzazione da parte del medico curante. • Riduci o elimina l’assunzione di bevande alcoliche se sei in sovrappeso od obeso o se presenti una familiarità per diabete, obesità, ipertrigliceridemia, ecc.
Cosa dovrei sapere dell’alcol? L’alcol può essere un genere voluttuario, ma anche una sostanza che inebria o che dà dipendenza, con conseguenze negative per la salute e l’ambiente circostante. Questo opuscolo fornisce risposte alle seguenti domande. • Quando il consumo di alcol è a basso rischio? • Quali sono i rischi di un consumo eccessivo di alcol? • Ho un consumo a rischio? • Consigli per tenere sotto controllo il consumo di alcol • Ho un problema di alcol? • Dove trovo aiuto?
Quando il consumo di alcol è a basso rischio? • A un uomo adulto sano si consiglia di non bere più di due bicchieri standard di alcol al giorno. • A una donna adulta sana si consiglia di non bere più di un bicchiere standard di alcol al giorno. 1 bicchiere standard di alcol = ca. 3 dl di birra = ca. 1 dl di vino = ca. 2 cl di superalcolici Quando bisogna andarci cauti con l’alcol? • In caso di malattia o se prendete medicinali: chiedete al medico se potete bere alcol. • Le persone sopra i 60 anni dovrebbero stare più attente, perché su di loro l’alcol ha effetti maggiori. Quando bisognerebbe rinunciare all’alcol? • L’alcol non è una bevanda per i bambini. Bambini e adolescenti di età inferiore ai 16 anni non dovrebbero bere alcolici perché sono particolarmente sensibili all’alcol. • Le donne incinte dovrebbero rinunciare completamente al consumo di alcol. L’alcol può danneggiare gravemente l’embrione e il feto. • Nel traffico stradale, sul lavoro e facendo sport bisognerebbe rinunciare completamente al consumo di alcol. Basta una piccola quantità di alcol per aumentare il rischio di infortuni e ridurre le capacità psicofisiche. Cosa significa bere volentieri? L’alcol dovrebbe essere considerato qualcosa di particolare, non come una bevanda qualsiasi. È meglio consumare consapevolmente le bevande alcoliche. Non bisognerebbe bere senza riflettere o per semplice abitudine.
Quali sono i rischi di un consumo eccessivo di alcol? Rischi immediati dell’alcol (esempi) • Basta poco alcol per ridurre la velocità di reazione. Chi beve aumenta il rischio di incidenti, per esempio nel traffico stradale. • Sotto l’influsso dell’alcol aumenta la propensione al rischio e si può perdere il controllo del proprio comportamento. • Una forte sbornia può far perdere conoscenza. Di intossicazione alcolica si può anche morire. Rischi di un consumo alcolico da regolare a elevato (esempi) • L’alcol può danneggiare praticamente tutti gli organi (fegato, pancreas, stomaco ecc.). • L’alcol aumenta la pressione sanguigna e il rischio di infarto cardiaco. • L’alcol può provocare danni al cervello, che vanno dai problemi di concentrazione alle gravi forme di demenza. • L’alcol può causare problemi psichici, per esempio depressioni. • L’alcol può causare problemi sociali, come problemi sul lavoro, in famiglia, con gli amici. • Il rischio di sviluppare una dipendenza aumenta proporzionalmente alla quantità consumata.
Quando conviene andarci cauti con l’alcol? • Prima di mettersi alla guida di un veicolo o di praticare uno sport, è meglio non bere. • I ragazzi sotto i 16 anni e le donne incinte dovrebbero rinunciare completamente all’alcol. • In caso di malattia o se si assumono medicinali, bisognerebbe chiedere al medico se si può bere alcol. L’alcol protegge il cuore? L’alcol può ridurre il rischio di determinate malattie cardiache. Ciò, tuttavia, vale solo se se ne beve poco. Il modo migliore per proteggere il proprio cuore, comunque, consiste nell’evitare di fumare e nel fare sport, non nel bere alcol!
Ho un consumo a rischio? Consumo eccessivo Chi beve più delle quantità riportate all inizio del pieghevole rischia danni alla salute. Motivo del consumo Per esempio: • Consumo per abitudine: «La sera ho bisogno di un paio di bicchieri per staccare.» Attenzione: un’abitudine può diventare talmente irrinunciabile da trasformarsi in una dipendenza. • Bere per superare i problemi: «Sul lavoro ho un sacco di problemi e mi sento stressato. L’alcol mi aiuta a dimenticare per un po’ le mie preoccupazioni.» Attenzione: chi beve per ridurre lo stress o per dimenticare i problemi rischia di bere sempre di più. Ci sono persone che corrono un rischio maggiore di sviluppare un problema di alcol. Possibili situazioni che possono favorire l’insorgenza di un problema di alcol: • problemi sul lavoro o in famiglia; • esperienze traumatizzanti vissute in passato; • alcoldipendenza di un parente prossimo. Che cos’è esattamente l’alcol? Tutte le bevande alcoliche (vino, birra, superalcolici) contengono etanolo (alcol puro). L’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche causa una sbornia o un’ubriacatura, ma può pure condurre a una dipendenza. L’etanolo è tossico per l’organismo.
Ho un problema di alcol? • Vi è già capitato di pensare che dovreste ridurre il vostro consumo di alcol? • Vi è già successo di arrabbiarvi perché qualcuno critica il vostro comportamento in fatto di alcol? • Avete già avuto rimorsi di coscienza a causa del vostro consumo di alcol? • La mattina appena alzati vi è già capitato di bere alcol per calmarvi o per smaltire una sbornia? Se avete risposto affermativamente a una di queste domande, è possibile che abbiate un problema di alcol. Se avete risposto affermativamente a due o più domande, probabilmente avete un problema di alcol. In questo caso, conviene parlarne con uno specialista. È il modo migliore per saperne di più sul vostro consumo di alcol. L’alcoldipendenza Solo uno specialista può diagnosticare un’alcoldipendenza. I seguenti sintomi possono indicare una dipendenza: • non riuscite più a rinunciare all’alcol; • non riuscite più a controllare il vostro consumo; • bevete sempre di più. Essere alcoldipendenti non è una vergogna. L’alcolismo è una malattia, che può essere curata. Si stima che in Svizzera vivano 250’000 persone alcoldipendenti.
Dove trovo aiuto? Chiedere aiuto è un segno di forza! L’obiettivo è riacquisire il controllo del proprio comportamento e alleviare chi vi sta vicino. A chi potete rivolgervi? • A un medico (medico di famiglia o specialista in psichiatria e psicoterapia): ci sono anche medici che parlano la vostra lingua (cfr. www.doctorfmh.ch). • Ai consultori per problemi di alcol: gli specialisti che lavorano in queste strutture sono vincolati dal segreto professionale. Contattando i consultori della vostra regione, voi o una persona di vostra fiducia potete verificare se la consulenza è offerta anche nella vostra lingua. Trovate gli indirizzi dei consultori o delle strutture stazionarie per esempio sul sito www.indexdipendenze.ch. Per ottenere informazioni sui consultori della vostra regione potete anche chiamare Dipendenze Svizzera allo 021 321 29 76. • Ai gruppi di autoaiuto, come gli Alcolisti Anonimi (tel. 0848 848 846, www.aasri.org / tedesco, francese, italiano e inglese). • A uno psicoterapeuta. Anche loro offrono un sostegno. Potete trovare gli indirizzi (a seconda della regione e della lingua) sui seguenti siti: www.psychologie.ch (FederazioneSvizzera delle Psicologhe e degli Psicologi FSP) o www.psychotherapie.ch (Associazione Svizzera degli Psicoterapeuti ASP). • A una persona di fiducia all’interno della vostra cerchia di amicizie o della vostra comunità religiosa o culturale, che può diventare un interlocutore importante. L’alcoldipendenza non va considerata un fiasco personale e non ha nulla a che vedere con una mancanza di volontà. L’alcoldipendenza è una malattia.
Il metanolo è nell’elenco delle sostanze pericolose (Allegato I della Direttiva 67/548/CEE), con classificazione: R11 (facilmente infiammabile); R23/24/25 (tossico per inalazione, ingestione e contatto con la pelle); R39/23/24/25 (tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione, contatto con la pelle e ingestione). Inoltre, la Legge n. 408 del 28 luglio 1984 stabilisce che “è vietato l’impiego di alcole metilico nella produzione di alimenti e bevande, profumerie alcoliche, cosmetici e prodotti d’igiene personale, medicinali, disinfettanti ed essenze naturali e sintetiche. È altresì vietato l’impiego di alcole metilico come solvente per colori e vernici, adesivi, mastici e sigillanti, inchiostri, prodotti di uso domestico, fatte salve in tutti i casi le quantità derivanti dalla denaturazione dell’alcole etilico, utilizzato allo scopo, e le tolleranze e deroghe espressamente previste dalle leggi speciali applicabili ai prodotti considerati”. In letteratura vengono descritti numerosi casi di intossicazione causati dall’ingestione del metanolo come sostituto a basso costo dell’alcol etilico e alcuni episodi di intossicazione collettiva provocati dalla contaminazione dolosa o accidentale di bevande alcoliche con questa sostanza. Altre indicazioni riguardano esposizioni per via inalatoria a scopo di abuso e numerosi casi di esposizione accidentale, alcuni dei quali per via cutanea . In Italia, nel 1986 si è verificato un grave episodio di intossicazione collettiv dovuto alla commercializzazione di vino adulterato con metanolo. In quella occasione il Centro Antiveleni (CAV) di Milano ha tempestivamente segnalato i primi casi rilevati, contribuendo all’identificazione della fonte di esposizione. I casi di intossicazione grave seguiti direttamente dal Centro furono 34, nove dei quali con esito mortale e almeno due con danni permanenti al sistema visivo. Recentemente, il Ministero della Salute ha segnalato il ripetersi di casi di intossicazione mortale da metanolo tra cittadini dei Paesi dell’Est europeo residenti in Sicilia. In considerazione di questi ultimi eventi, il CAV di Milano, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha effettuato una sistematica revisione delle consulenze prestate nel corso dell’ultimo triennio per esposizioni  metanolo. Sulla base delle informazioni disponibili è stata quindi avviata un’indagine di approfondimento, finalizzata all’individuazione delle possibili fonti di esposizione per i casi verificatisi in Sicilia, con il coinvolgimento di vari referenti locali (ASL di Trapani, ARPA di Palermo e Comandi Carabinieri per la Salute, NAS di Palermo e di Ragusa).
 Nel presente contributo vengono descritte le principali caratteristiche dei casi di intossicazione da metanolo presi in esame dal CAV di Milano nel 2005-07 e vengono presentati i risultati dell’indagine di approfondimento svolta a livello locale. Il CAV di Milano viene consultato annualmente da varie tipologie di utenti per la gestione di circa 70.000 episodi di esposizioni pericolose. Ogni consulenza telefonica viene registrata vocalmente e su supporto elettronico utilizzando una scheda standard. Il database generato da quest’ultima procedura è stato utilizzato per estrarre tutti i casi classificati come esposti all’agente “metanolo” e verificatisi nel periodo 1° gennaio 2005-10 novembre 2007. Le informazioni relative a ogni caso identificato sono state prese in esame da un tossicologo clinico del CAV di Milano che ha valutato l’associazione tra quadro clinico riportato ed esposizione e ha classificato i pazienti nelle seguenti categorie: “non intossicazione”, per soggetti asintomatici e con esposizioni tossicologicamente non rilevanti; “intossicazione riferibile ad altri agenti”, per soggetti con sintomi e segni non associabili a esposizioni a metanolo bensì ad altri agenti riportati; “intossicazione da metanolo”, per condizioni in cui le manifestazioni cliniche e l’esposizione riportata sono risultate compatibili tra loro. I casi di intossicazione da metanolo sono stati ulteriormente valutati in termini di gravità. Nel periodo in esame, il CAV di Milano è stato consultato per la gestione di 28 casi esposti a metanolo.
Di questi, 11 sono stati classificati come “intossicazioni da metanolo”, 10 come “intossicazioni riferibili ad altri agenti” e sette come “non intossicazioni”. La gravità delle intossicazioni da metanolo è risultata lieve per tre casi, elevata per cinque e mortale per tre. I tre casi con intossicazione di gravità lieve sono risultati tutti di tipo accidentale: uno si è verificato in ambiente occupazionale, in un laboratorio chimico; due in ambiente domestico. L’età dei pazienti è risultata pari a 20, 23 e 81 anni, rispettivamente. Tutti sono risultati di nazionalità italiana e provenienti da regioni diverse (Veneto, Toscana, Marche). I segni e i sintomi riportati hanno compreso vomito , irritazione soggettiva delle vie aeree , cefalea. Sono stati rilevati cinque casi di intossicazione di gravità elevata e tre casi di intossicazione con esito mortale. Per quattro di questi pazienti non è risultata disponibile alcuna indicazione sulle modalità di esposizione, mentre sono stati riportati due casi di esposizioni di tipo accidentale e due di tipo volontario. I pazienti erano tutti di età adulta (intervallo compreso tra 46 e 21 anni). La nazionalità è risultata rumena in quattro casi, italiana in tre e polacca in uno. Per sei casi l’esposizione si è verificata in Sicilia e per due in Lombardia. I segni clinici rilevati hanno compreso: acidosi metabolica, coma, cecità , midriasi, vomito profuso, insufficienza respiratoria e sopore .
La disamina delle informazioni disponibili per i due casi di intossicazione elevata di tipo accidentale ha evidenziato che per uno di questi pazienti l’esposizione, verificatasi in Lombardia, è stata causata da un incidente sul luogo di lavoro che aveva implicato l’esposizione contemporanea ad altre sostanze. I dati relativi all’altro caso, con esposizione verificatasi in Sicilia in ambito domestico, hanno fatto riferimento, su indicazione dello stesso paziente, a un prodotto impropriamente utilizzato come disinfettante e abbondantemente applicato sulla cute per punture di insetto. In considerazione di queste ultime indicazioni, il CAV di Milano ha avviato un’indagine per il reperimento e la caratterizzazione del prodotto indicato. Gli accertamenti effettuati presso il domicilio del paziente e in vari esercizi commerciali da parte dei referenti locali hanno rilevato che nella regione Sicilia sono prodotti e commercializzati due preparati contenenti metanolo, denominati nello stesso modo e con etichette simili. Entrambi i preparati riportano ben evidenziata in etichetta la parola “Alcool” e sono confezionati in modo simile ai prodotti contenenti alcol etilico denaturato.
Il preparato implicato nel caso di intossicazione elevata esposto per via cutanea, presenta in etichetta la simbologia di pericolo “Tossico” e “Infiammabile” e, reca, l’indicazione “Prodotto a base di alcol metilico denaturato con alcol etilico” con caratteri più piccoli. L’altro preparato riporta in etichetta la simbologia di pericolo “Nocivo” e “Infiammabile” e l’indicazione, sempre con caratteri più piccoli, “Preparato con alcol denaturato (etanolo-carbinolo) contenente denaturante D.G. dimetilchetone”. Le analisi, effettuate su campioni di entrambi i prodotti dall’ARPA di Palermo e dal Laboratorio chimico-clinico dell’Ospedale Niguarda Cà Granda, sede del CAV di Milano, hanno rilevato una concentrazione di metanolo superiore al 70%. A seguito di queste osservazioni, in data 16 e 30 ottobre 2007 il CAV di Milano ha ricevuto dal Comando Carabinieri per la Salute, NAS di Ragusa, la notifica di due nuovi casi di intossicazione di gravità elevata da metanolo. Il primo caso aveva ingerito a scopo di abuso il preparato a base di metanolo contrassegnato in etichetta con il simbolo di pericolo “Tossico”, mentre il secondo caso aveva ingerito, sempre a scopo di abuso, il preparato contrassegnato in etichetta con il simbolo di pericolo “Nocivo”.
Le rilevazioni effettuate dal CAV di Milano, in collaborazione con referenti nazionali e regionali, hanno evidenziato nella regione Sicilia la produzione e libera commercializzazione di due preparati a elevata concentrazione di metanolo. Entrambi i preparati sono stati implicati in tre casi di intossicazione di elevata gravità; uno con esposizione cutanea, direttamente preso in esame dal CAV di Milano; gli altri due con esposizione volontaria per via orale, segnalati dal Comando Carabinieri per la Salute, NAS di Ragusa. Sulla base di queste osservazioni, risulta ragionevole ipotizzare che i preparati in questione possano essere implicati anche negli altri casi di intossicazione di gravità elevata e mortale verificatisi in Sicilia, nel periodo 2005-07, tra cittadini di Paesi dell’Est europeo e per i quali non è stata sino ad ora identificata la fonte di esposizione. Un ulteriore elemento da evidenziare è quello dell’adeguata informazione e protezione della popolazione generale dal rischio di esposizioni accidentali di particolare pericolosità in relazione alle modalità di etichettatura e confezionamento con cui vengono commercializzati i prodotti in questione. Nel caso in esame il Ministero della Salute, sistematicamente informato sugli esiti dell’indagine effettuata nella regione Sicilia, ha incaricato i NAS di sequestrare sull’intero territorio nazionale i due preparati contenenti metanolo di cui sopra, laddove venisse riscontrata (e quindi confermata) la loro presenza sugli scaffali dei rivenditori al dettaglio. La sistematica revisione e l’analisi della casistica presa in esame dai CAV può fornire importanti indicazioni su problematiche emergenti e sui fattori di rischio che le determinano. In considerazione di questi aspetti, il CAV di Milano e l’Istituto Superiore di Sanità hanno recentemente avviato un piano di collaborazione per la messa a punto di un sistema di sorveglianza delle esposizioni pericolose. Le osservazioni qui riportate costituiscono uno dei primi risultati di questa attività e ne evidenziano la rilevanza.
CONSUMO ECCESSIVO DI ALCOOL
Cosa significa “consumo moderato”? Non esiste una definizione univoca di “consumo moderato”. Per alcuni “bere con moderazione” significa consumare la quantità di alcol che non causa problemi a chi beve o alla società. Invece, per altri significa bere la quantità che consente di trarre dall’alcol i massimi benefici noti senza aumentare considerevolmente i rischi. Una soluzione potrebbe consistere nell’esaminarealcune delle linee-guida generali disponibili per valutare la possibilità di adattarle alla situazione individuale. Infatti, non tutti reagiscono all’alcol nello stesso modo. Anche la definizione di “un drink” può variare. Infine, esistono usanze e culture diverse e quello che viene ritenuto un “consumo moderato” in un Paese potrebbe non esserlo in altri. Molti governi hanno adottato linee-guida ufficiali sul consumo di alcol, ma spesso anche queste linee-guida variano da Paese a Paese. Ecco come alcuni governi definiscono il consumo moderato di alcol: ■ Stati Uniti d’America: due drink al giorno per gli uomini e uno per le donne. Secondo le linee-guida statunitensi, questi livelli di consumo possono addirittura proteggere dalle malattie cardiache. Un drink equivale a 375 ml di birra (una bottiglia piccola). ■ Sudafrica:non più di due drink standard (340 ml o mezzo quarto di birra) al giorno per le donne e non più di tre drink standardal giorno per gli uomini. ■ Regno Unito: Gli uomini non dovrebbero consumare regolarmente più di 3-4 unità e le donne più di 2-3 unità di alcol al giorno. “Regolarmente” significa tutti i giorni o in gran parte dei giorni della settimana. 440 ml di birra con gradazione alcolica 5% corrispondono a 2,2 unità. ■ Australia: Non più di due drink standard (10 grammi di alcol per drink standard) al giorno per gli uomini e per le donne e non più di quattro drink standardin un’unica occasione.
Qual è il tuo limite? ■ Queste sono linee-guida, non regole e quindi vi saranno alcuneeccezioni.Devi anche considerare le tue caratteristiche individuali quali il peso corporeo, l’età, il sesso, i farmaci che assumi e le condizioni di salute. ■ Ricorda che l’alcol è un piacere se viene consumato lentamente e con moderazione. Non esiste una definizione univoca di “consumo moderato” ■ Non esiste una definizione univoca di “consumo moderato” ■ Molti governi adottano linee-guida sul consumo di alcol, ma le linee-guida variano da Paese a Paese. ■ Fattori come il peso corporeo, l’età, il sesso, i farmaci assunti e le condizioni di salute influiscono sulla quantità di alcol che puoi consumare senza problemi. Prendi l’iniziativa Forse il consiglio migliore è di imparare a conoscerei tuoi limiti e di parlare con il medico per stabilire se puoi consumare alcol e in quale quantità.
Chiunqe guidi sa che la guida richiede la nostra totale attenzione e il pieno utilizzo delle nostre facoltà. Un automobilista responsabile sa anche che chi ha assunto troppo alcol non dovrebbe mai mettersi al volante. L’alcol riduce le facoltà visive e uditive e rallenta i riflessi. Influisce sulla capacità di concentrazione e di decisione. In poche parole guidare sotto l’influenza di alcolici è illegale, pericoloso, irresponsabile ed è spesso causa di tregedie e lesioni gravi, fino alla morte. Le sanzioni penali in caso di guida sotto l’influenza dell’alcol vanno dalle semplici multe, alla perdita di punti sulla patente e alla reclusione. Un arresto per guida in stato di ebbrezza può anche rovinare la reputazione, l’autostima, la famiglia, le amicizie e le prospettive di lavoro. Ai fini dei controlli di polizia, molti Paesi misurano il livello di intossicazione alcolica in base ai valori della concentrazione di alcol nel sangue (BAC) rilevati in un campione di sangue. La BAC indica la concentrazione di alcol nel sangue, espressa in peso di alcol per volume fisso di sangue. Dipende da quanto alcol è stato consumato e in quanto tempo, dalla rapidità con cui l’alcol è stato assorbito nell’organismo e dal tasso di metabolizzazione. Il sesso, la percentuale di grasso corporeo, il peso, la presenza di cibo nello stomaco e altri fattori influiscono sulla concentrazione di alcol nel sangue che può continuare a salire anche dopo che hai smesso di bere. La soglia limitedella concentrazione di alcol stabilita dalla legge per la guida di veicoli a motore varia da Paese a Paese e va da 0% (zero alcol) a circa0,08%. Se vuoi essere sicuro di evitare le molteplici conseguenze sul piano giuridico, personale e sociale, hai un’unica possibilità: se hai bevuto, non metterti alla guida. Pensaci bene prima di metterti alla guida dopo aver bevuto Esistono molte valide alternative alla pratica irresponsabile e pericolosa di guidare sotto gli effetti dell’alcol. Anche se richiedono un minimo di pianificazione, possono salvare una vita, forse la tua. ■ Decidere chi non dovrà bere e farà da autista ■ Prendereun taxi ■ Usare i mezzi pubblici ■ Farsi venire a prendere da qualcuno ■ Rimanere a dormire dove si è trascorsa la serata Mettersi al volante ubriachi non è un’alternativa possibile – è irresponsabile e può avere conseguenze letali. Riprendersi dall’ubriacatura Se hai bevuto, non hai alcuna possibilità di accelerare lo smaltimento dell’alcol dall’organismo: devi solo aspettare. Caffè, docce fredde e altri cosiddetti “rimedi” non riducono in alcun modo la concentrazione di alcol nel sangue e non attenuano gli effetti dell’alcol sulla tua capacità di guidare senza correre rischi. Prendi l’iniziativa Bere e guidare è una combinazione pericolosa. È anche illegale. Consulta leleggi del tuo Paese e non bere se devi guidare.
Incontrarsi con gli amici per bere una birra è il modo perfetto per rilassarsi e divertirsi. Ma ci sono alcune cose che dovresti ricordare. Sii prudente Bere troppo in una sola serata puòcausare gravi problemi sociali e di salute quali: ■ Assenteismo o scarso rendimento sul lavoro o impossibilità di far fronte agli altri impegni del giorno successivo ■ Avvelenamento da alcol ■ Incidenti, compresi gli incidenti automobilistici ■ Danni cerebrali o neurologici ■ Problemi cardiaci o cardiovascolari ■ Comportamenti a rischio Stai attento a non razionalizzare un consumo smodato di alcol. Ad esempio, non dovresti bere meno durante la settimana perbere poi smodatamente in un’unica occasione. Mangia e bevi molta acqua Bevi lentamente e non bere mai a stomaco vuoto. Bevi molta acqua per prevenire la disidratazione. Sono consigli utili per rallentare l’assorbimento dell’alcol. Non correre rischi L’alcol ha un potere depressivo – può compromettere la tua capacità di ragionamento,di giudizio e di coordinazionee rallenta i tuoi tempi di reazione. Questo significa che quando bevi troppo ti esponi a rischi. Le conseguenze possono essere trascurabili – potresti non accorgerti che nessuno trova divertenti le tue battute– oppure gravi perché ti inducono a tenere comportamenti molto rischiosi, come il sesso non protetto. Non metterti al volante se hai bevuto Se incontri gli amici per una birra, ricordati sempre di pensare a come tornerai a casa. Dato che l’alcol compromette la tua capacità di giudizio e i tempi di reazione, guidare è fuori discussione. I traumi fisici ed emotivicausatidaiguidatori ubriachi possono essere sicuramente evitati. Il messaggio è semplice: se hai bevuto, non metterti al volante. Usa i mezzi pubblici, prendi un taxi o decidi in anticipo chi non dovrà bere e ti riaccompagnerà a casa. Divertiti Il consumo di alcol è affidato al giudizio e alla responsabilità individuale. Da millenni l’alcol è parte della vita sociale e delle feste in tutto il mondo. Bere con giudizio vuol dire divertirsi senza correre rischi. Quando esci la sera a divertirti,ricorda: ■ Bere una birra è un ottimo modo per rilassarsi con gli amici ■ Non mettere a repentaglio la tua sicurezza e quella degli altri ■ Bevi molta acqua e mangia qualcosa ■ Prima di uscire, ricordati di programmareil tuo rientro a casa Prendi l’iniziativa Una serata piacevole e sicura richiede una certa pianificazione. Inizia la serata mangiando qualcosa, bevi con moderazione e programma un rientro a casa senza rischi – non metterti mai al volante se hai bevuto.
Le feste sono un’ottima opportunità per rilassarsi, divertirsi con gli amicie fare nuove amicizie. Non superare ituoi limiti Una cosa è bere qualche bicchiere e ballare tutta la notte, un’altra è bere troppo e fare qualcosa di cui potresti pentirti. Se bevi con giudizio, potresti trascorrere una serata indimenticabile. Se superi ituoi limiti, la serata potrebbe diventare una serata da dimenticare– o una serata che non ricordi affatto. Prenota un taxi o decidi chi farà da autista Prima di uscire per andare alla festa, prenota un taxi o decidi chi non dovrà bere e farà da autista. Mettersi al volante dopo aver bevuto può avere conseguenze letali. Inoltre è un reato. Evita di trovarti in una situazione che potrebbe indurti a guidare. Assicurati che sia disponibile un telefono Porta sempre con te un cellulare carico. Se non hai un cellulare, assicurati che nel luogo dellafesta sia disponibile un telefono per le emergenze. Mangia qualcosa Bere mentre si mangia non è soltanto un modo piacevole di condividere un momento speciale con gli amici, è anche il modo migliore per distribuire il consumo di alcole modulare il suo assorbimento. Tieni d’occhio i tuoi amici Se vedi che i tuoi amici hanno bevuto troppo alcol e non stanno bene, un piccolo consiglio amichevole di passare alle bevande analcoliche potrebbe essere sufficiente a dissuaderli dal fare qualcosa che non dovrebbero fare. Ovviamente, seun tuo amicoha bevuto troppo, non lasciare che si mettaal volante. Organizzagli un rientro sicuro a casa e, quando è arrivato a casa, non lasciarlo solo. Non perdere di vista il tuo bicchiere Se il tuo bicchiere viene riempito prima che tu abbia avuto la possibilità di vuotarlo, puoi facilmente perdere il conto della quantità di alcol che hai bevuto. Bevi acqua Se hai bevuto tutta la sera, una volta arrivato a casa non puoi combattere i postumi dell’ubriacatura bevendo freneticamente un bicchiere dopo l’altro di acqua del rubinetto.Invece se, durante la serata, alterni un bicchiere di alcol a un bicchiere d’acqua o a una bevanda analcolica non correrai il rischio di disidratarti e la mattina successiva ti sentirai molto meglio. Non farti convincere a bere più di quanto desideri Se non vuoi partecipare a una gara “a chi beve di più”o non vuoi bere più di quanto fai normalmente, non sei costretto a farlo, nonostante la pressione esercitata dai tuoi amici. Non lasciare il tuo bicchiere incustodito Per evitare che ti versino sostanze stupefacenti nel bicchiere, bevi la birra da una bottiglia o da una lattina e non lasciare mai il tuo drink incustodito. Non versarti un drink da un contenitorecomune che nessuno controlla Le caraffe di punch sono buonissime,ma è facile versarvi qualche sostanza mentre gli altri non guardano. Il modo più sicuro è bere da una lattina o da una bottiglia e tenerle d’occhio. Non dimenticare che se hai bevuto troppo non ti sentirai in gran forma Se vuoi approfondire una conoscenza o farti nuovi amici, bevendo senza esagerazione farai una buona impressione. E il giorno dopo ti ricorderai di cosa hai parlato.
Gli atleti raggiungono una performance ottimale attraverso la pratica costantee l’allenamento intenso e devono essere sempre al top delle loro condizioni fisiche e psichiche. Bere alcol prima o durante la pratica di uno sport o di un esercizio fisico intenso non soltanto aumenta il rischio di una scarsa performance ma anche le possibilità di subire o provocare infortuni. Questo accade perché l’alcol compromette la capacità di giudizio, la precisione, la coordinazione e i tempi di reazione. Se subisci un infortunio, l’alcol presente nel tuo organismo può aggravarne l’entità e rallentare il recupero di una performance ottimale Se pratichi uno sport o un’intensa attività fisicadevi stare attento e non perdere il controllo. In pratiche sportive come gli sport acquatici e il ciclismo un errore può avere conseguenze tragiche. Quali sono le conseguenze della combinazione del consumo di alcol e di uno sport o un esercizio fisico intenso? ■ Perdita di precisione ■ Perdita di calore corporeo ■ Scarsa coordinazione ■ Disidratazione/crampi muscolari ■ Diminuzione della resistenza ■ Rallentamento dei tempi di reazione L’esercizio fisico e l’alcol non vanno d’accordo L’alcol influisce sulla tua performance e aumenta il rischio di infortuni Prendi l’iniziativa Se devi praticare uno sport o fare attività fisica non rischiare di subire o di provocare infortunie non compromettere la tua performance bevendo. L’American College of Sports Medicine consiglia agli atleti di non bere, o di bere soltanto modiche quantità di alcolin occasioni sociali, nelle 48 ore che precedono un incontro sportivo edi bere molto e mangiare qualcosa prima di consumare alcol dopo l’incontro.
L’alcol influisce sulla vista, sulla capacità di giudizio, sulla concentrazione, sulla coordinazione e sui tempi di reazione. Per questo motivo, non utilizzare macchinari o attrezzi pericolosi se hai bevuto. Le cose possono andare male, come avviene spesso. Devi essere vigile e mantenere il controllo per essere sicuro di non mettere a repentaglio la tua incolumità e quella degli altri. I macchinari e le attrezzature particolarmente pericolose sono: ■ Macchinari per la lavorazione del legno ■ Utensili da taglio ■ Apparecchiature elettriche ■ Macchinari agricoli ■ Riscaldatori o bruciatori (p. e. lance termiche) ■ Scale (qualsiasi strumento che consente di lavorare in altezza) ■ Macchinari motorizzati ■ Macchinari con dispositivi di sicurezza ■ Macchinari con partiin movimento esposte. non utilizzare macchinari o attrezzi pericolosi se hai bevuto La soluzione è di pianificare le tue azioni e prendere le precauzioni necessarie. Non bere se sai che devi utilizzaremacchinari o utensili pericolosi. E aspetta sempre di aver finito il lavoro prima di bere! Quando utilizzi macchinari pericolosi, ricorda che: ■ Devi essere vigile e avere tutto sotto controllo ■ L’alcol influisce sulla vista, sulla capacità di giudizio, sulla concentrazione, sulla coordinazione e sui tempi di reazione ■ Non usare macchinari o attrezzi pericolosi se hai bevuto Prendi l’iniziativa Pianifica le tue azioni e prendi tutte le precauzioni necessarie per la tua sicurezza. Non bere se devi utilizzare macchinari o attrezzi pericolosi.
I minorenni che bevono alcol si trovano in una fase di maturazione fisica e psichica della vita. In questa fase, potrebbero sentirsi invincibili, ribellarsi oppure cercare di affermare la propria indipendenza. Quando a questi fattori si aggiunge il consumo di alcol, le inibizioni possono cadere e la capacità di giudizio può essere compromessa,inducendo i ragazzi a tenere comportamenti a rischioche possono causare problemi gravie mettere in pericolo la loro vita. La situazione giuridica Gran parte dei Paesi ha adottato leggi piuttosto rigide sull’età minima per l’acquisto e/o il consumo di alcol. Queste leggi sono state emanate per motivi validi e dovrebbero essere prese molto sul serio. A seconda delle circostanze e del Paese, la violazione di tali leggi può comportare multe elevate, il ritiro della patente di guida e persino la reclusione. Gli effetti Il consumo di alcol da parte di minorenni può causare serie difficoltà in famiglia e a scuola. Se il comportamento sfugge a ogni controllo, i minorenni che consumano alcol possono esporsi a conseguenze sociali, rovinarsi la reputazione e avere problemi di autostima. Il consumo di alcol può anche essere associato, o contribuire, a una serie di eventi negativi, tra cui: ■ Incidenti automobilistici ■ Altri tipi di incidente ■ Suicidio ■ Insuccesso scolastico ■ Assenze ingiustificate da scuola ■ Furti e altri comportamenti illeciti ■ Rapporti sessuali non protetti ■ Altre pratiche a rischio Inoltre, gli effetti dell’alcol sullo sviluppo del cervello non sono del tutto noti. Alcuni studi hanno indicato che il consumo di alcol da parte di soggetti minorenni può compromettere lo sviluppo cerebrale. È fondamentale rispettare la legge, se stessi e gli altri. Prendi l’iniziativa Il consumo di alcol da parte dei minorenni è assolutamente sbagliato. Bere è dannoso per la coesione della famiglia, per la comunità e per la società. Se sei un genitore, devi sapere che i tuoi figli sono influenzati dal consumo di alcol tra le mura domestiche. Se bevi alcol in presenza dei tuoi figli, fallo in maniera responsabile. Quando parli con loro sul consumo di alcol da parte dei minorenni devi esprimere tutta la tua preoccupazione e non devi limitarti a disapprovare.Per aiutare i tuoi figli a decidere di non bere: ■ cerca di avere con loro una relazione sincera e di fiducia ■ cerca di conoscere i loro amici e di sapere cosa fanno ■ iscrivi i tuoi figli ad attività organizzate per il doposcuola ■ stabilisci le regole familiari per il consumo di alcol – e le conseguenze per chi le viola Per il bene di tutti gli interessati, se un minorenne beve, cerca di aiutarlo a smettere. Non incoraggiare mai un minorenne a bere dandoillegalmente alcol a chi non ha l’età legale.
Parla dell’alcol con i tuoi figli Alcuni studi hanno dimostrato che igenitori hanno molta influenza e possono guidare i propri figli convincendoli a dire‘no’ all’alcol quando sono minorenni e a bere con moderazione e senza correre rischi quando hanno raggiunto la maggiore età. Parla spesso con i tuoi figli fin da quando sono piccoli. In questo modo, se i loro amiciinsisteranno perché bevano troppo o troppo prestoi tuoi figli saranno bene informati. Il tuo impegno è importante. Se hai già un buon rapporto con i tuoi figli e parli dei loro amici, dei loro interessi e della loro vita, la conversazione sull’alcol sarà più naturale ed efficace. Non tenere conferenze ma coinvolgili nella discussione e fai domande aperte sul loro atteggiamento. Se hai un amico o un parente esperto sui rischidi un consumo eccessivo di alcol, ad esempio un infermiere, pregalo di parlare con i tuoi figli. Se il tema dell’alcol viene presentato in televisione o sulla stampa, cogli l’occasione per parlare con i tuoi figli. Chiedi ‘Cosa pensi di questa situazione?’ e ‘Tu come reagiresti?’ Questo li incoraggia a essere sinceri con te e ad assumersi le loro responsabilità. Il consumo di alcol da parte dei minorenni Chi non ha l’età legale per bere deve astenersi dall’alcol. I tuoi figli devono essere a conoscenza dell’esistenzadi leggi sul consumo di alcol ed essere consapevoli delle conseguenze della loro violazione. Se i genitori informano i figli e fissano i limiti, i figli sono più propensi ad accettare le regole. Dai il buon esempio I ragazzi apprendonodagli esempie le azioni valgono almeno quanto le parole. Il consumo di alcol da parte dei genitori è un fattore fondamentale nell’atteggiamento dei figli riguardo all’alcol. Se la madre abusa di alcol, è molto probabile che isuoi figli faranno altrettanto.Se vuoi che i tuoi figli, una volta diventati maggiorenni, bevano in modo responsabile, devi farlo anche tu. Gli amici e la famiglia Potresti anche essere preoccupata per il comportamento di altri adulti che bevono. I tuoi amici, il tuo partner o alcuni familiari adulti potrebbero cominciare a bere in un modo che tu ritieni pericoloso per loro o per chi sta loro vicino. Un colloquio serenoe la tua preoccupazione possono aiutare ad avviare un dialogoindirizzandoli sulla strada giusta. Per intervenire non aspettare che se ne accorgano anche gli altri. Gli altri potrebbero non avere il tuo spirito di osservazione. Potrebbero persino interpretare il fatto che un loro amico beve come segno che, nonostante le pressioni o lo stress, riesce a gestire bene la situazione e continua a uscire e divertirsi. Se sei preoccupata perché una persona beve: ■ Parlale delle tue preoccupazioni quando è sobria ■ Ascoltala e cerca di scoprire perché pensache bere sia un aiuto ■ Seattraversa un periodo di stress (p.e. un lutto, un divorzio, la perdita di lavoro) dedicale più tempo – spesso la solitudine è uno dei motivi che induce a bere troppo ■ Passa con lei del tempo in un luogo dove non è disponibile alcol – vai a un centro benessere, a passeggio, a una galleria o al cinema ■ Evidenzia i problemi causati dal bere– p.e. se compromette le relazioni interpersonali, il lavoro o il ruolo di genitore ■ Informati sulle strutture alle quali una persona, o i suoi familiari, possono rivolgersi per ricevere consulenza oun’assistenza professionale ecomunica loro i recapiti– se hanno bisogno del tuo sostegno, accompagnali Se esci la sera e bevi troppo, la tua capacità di giudizio potrebbe essere alterata, potresti fare meno attenzione e correre rischi senza rendertene conto. Drink spiking Il drink spikingè una pratica illegaleche consiste nel versare una sostanza in una bevanda con l’intenzione di causare un danno a chi beve. I sintomi del drink spikingdipendono dalla sostanza versata nella bevanda. Se manifesti sintomi come disorientamento, capogiri, allucinazioni, nausea e vomito, significa che il tuo drink è stato drogato. In una bevanda può essere versata qualsiasi sostanza, ma spesso viene usato il flunitrazefam, noto anche come Rohypnol o “droga dello stupro”. Per proteggerti dal drink spiking, bevi la birra da una bottiglia o da una lattina perché è più difficile versarci una droga. Inoltre, non perdere mai di vista il tuo drink, non accettare un drink direttamente da una persona che non conosci e della quale non ti fidi e fai attenzione alle caraffe dipunch incustodite che sono a disposizione di tutti. Se cominci ad avvertire i sintomi del drink spiking, chiedi aiuto a un amico fidato o a un membro responsabile della direzione del locale e sottoponiti immediatamente alle cure mediche. Aggressioni Nessuna donna dovrebbesubire un’aggressione che potrebbe portare ad abusi o violenze. Se esci la sera, è importante che tu beva poco per non perdere il controllo e osservare con attenzione l’ambiente circostante. Una donna che beve pesantemente si espone a maggiori rischi di aggressione sessuale e di altre forme di violenza. Prima di incontrare i tuoi amici, rifletti su questi consigli: ■ Programma in anticipo la tua serata. Pensa al luogo dell’appuntamento. Se hai appuntamento in un ristorante e bevi un bicchiere mentre mangi, probabilmente berrai poco, mentre in un bar affollato e rumoroso berrai di più. ■ Programma la conclusione della serata. Porta con te il numero telefonico di compagnie di taxi affidabili. Non salire su un taxi privo di licenza. In alternativa, puoi pregare qualcuno di cui ti fidi di non bere e di accompagnarti a casa. ■ Cerca di spostarti in gruppo. ■ Porta sempre con te il cellulare. La migliore protezione è non bere troppo ed evitare le persone con le quali non vuoi avere niente a che fare. Se qualcuno diventa aggressivo, rispondi gentilmente e allontanati. Quando esci da un locale, non uscire da sola. Può essere utile un miniallarme personale. E ovviamente, non metterti mai al volante dopo aver bevuto – organizzati diversamente. Prendi l’iniziativa Quando esci la sera, tieni conto dei tuoi limiti, bevi in modo responsabile e prendi le necessarie precauzioni. Non perdere mai di vista il tuo drink, resta con i tuoi amici e, ovviamente, non metterti al volante dopo aver bevuto.
Peso e alimentazione Ovviamente, il consumo di una quantità eccessiva di alcol può contribuire all’aumento di peso, comeil consumo di qualsiasi alimento o bevanda. Tuttavia, gli studi non hanno rilevato un nesso certo tra bevande alcoliche e obesità. Le cause principali dell’obesità sono un consumo eccessivo di cibo e un ridotto metabolismo. Anche la genetica può avere un ruolo importante nel peso di una persona. Molti adulti bevono birra in modo responsabile e non aumentano di peso. A parità di grammi, l’alcol etilico contiene di per sé meno calorie (7 calorie) dei grassi (9 calorie), ma più calorie dei carboidrati (4 calorie) e delle proteine (4 calorie). La birra è priva di grassi e, in generale, le birre contengono quantità relativamente basse di carboidrati, zuccheri liberi e sodio. Poiché la birra è fabbricata da materie prime sane come i cereali (orzo, frumento e sorgo), luppolo, lieviti e acqua, è una fonte di proteine naturali e di antiossidanti, è ricca di vitamine B e minerali (come silicio, calcio, potassio e magnesio) ed è una fonte di fibre solubili. Nonostante quello che scrivono alcuni popolari libri di dieta, la birra tradizionale non contiene maltosio e altri zuccheri, o li contiene in quantità molto limitate. Durante il processo di produzione della birra, il malto d’orzo viene cotto e il liquido che ne deriva contiene maltosio (uno zucchero). Tuttavia, durante la fermentazioneilieviti consumano il maltosio e lo convertono in alcol e nei prodotti della carbonazione naturale. Quando bevono, alcune donne e alcuni uomini saltano il pasto per compensare le calorie. Questa pratica è definitadrunkorexia(anoressia da ubriacatura).ed è una pratica insensata. Se sei a stomaco vuoto, ti ubriachi più facilmente e i livelli di alcol nell’organismo aumentano con maggiore rapidità. Ogni persona ha un profilo dietetico e genetico unico. Può essere molto utile rivolgersi al medico o a un altro professionista sanitario per stabilire quali sono la dieta migliore da seguire e il programma di esercizio più adatto al proprio stile di vita. L’alcol e la tua pelle La tua pelle può risentire di numerosi fattori ambientali e del tuo stile di vita quali il clima del luogo in cui vivi,la quantità di sonno,i sistemi di riscaldamento e di condizionamento dell’aria ai quali sei esposta, la quantità di sale nella dieta, i farmaci che assumi, i prodotti di bellezza che usi e il tuo rituale quotidiano per la cura della pelle. Per evitare la disidratazione cutanea, indipendentemente da cosa consumi o dai fattori ai quali sei esposta, è importante bere molta acqua. È buona regola bere circa otto bicchierida 0,20 litri(1,66 litri) d’acqua al giorno– e aumentare la quantità di acqua se vivi in una zona climatica secca o quando fa caldo. L’alcol è un diuretico e può disidratare la pelle, soprattutto se consumato in eccesso.Se tendi ad avere la pelle secca, limitala quantità di alcol consumando birra a bassa gradazione e bevendo più acqua. Comunque la birra è ricca di vitamine B e di lievito che hanno proprietà nutrienti e detergenti. Come sempre nella vita, la moderazione è fondamentale. La birra e I capelli Purtropponon è dimostrato che sciacquare i capelli con la birra li renda più lucidi, anche se, da secoli, le donne giurano che è così.
Quando bevi con i colleghi o in occasioni professionali, ricorda che le reazioni del tuo organismo all’alcol sono diverse da quelle dei tuoi colleghi maschi. Stai attenta a non cercare di bere quanto gli uomini perché nel tuo organismo l’alcol può agire più rapidamente. Se prevedi di bere, fai attenzione, mangia qualcosa e bevi molta acqua. Per gran parte delle persone– uomini e donne –un consumomoderato di alcol è un’esperienza positiva e piacevole.Un buon consiglio da dare a una donna responsabile è di imparare a conoscere i propri limiti e parlare con un medico per stabilire se può bere e in quale quantità. Le politiche aziendali sul consumo di alcol Il tuo datore di lavoro ha adottato una politica sul consumo di alcol? Molti governi incoraggiano le aziende ad adottare una politica chiara sul consumo di alcol negli ambienti di lavoro e molte aziende l’hanno adottata. In passato, un drink all’ora di pranzo era considerato accettabile. Invece,oggi moltidatori di lavoro non vedono di buon occhio questa abitudine o vietano il consumo di alcol durantel’orario lavorativo. Possono anche stabilire un limite per la quantità di alcol accettabile che un dipendente può avere nel sangue durante l’orario di lavoro. Quindi, se una notte hai bevuto troppo, il giorno dopo potresti superare il limite fissato erischiare il posto di lavoro. L’alcol e il lavoro non vanno d’accordo. Alcuni datori di lavoro, ad esempiole compagnie aeree, potrebbero adottareuna politica di tolleranza zero e pretendere che il personale non abbia tracce di alcol nel sangue durante l’orario lavorativo. Le persone addette alla guida di veicoli o all’utilizzo di macchinaridevono accettare regole più rigide sul consumo di alcole il mancato rispetto di tali regole potrebbe costituire una violazione della legge.Altri professionisti soggetti a norme rigide sul consumo di alcol sono gli operatori sanitari, la polizia, il personale militare e le persone alle quali è affidata la cura dei bambini. Il lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione Molte donne lavorano in strutture che servono bevande alcoliche. Una carriera nel settore alberghiero o della ristorazione può essere molto divertente ma può essere anche stressante. A volte, dovrai dire ‘no’a clienti che potrebbero non gradire il tuo rifiuto. Dovresti essere perfettamente addestrata a trattare con persone ubriache e/o aggressive e a gestirequesto tipo di situazione esplosiva. Se le cose si complicano, rivolgiti alla direzione oppure, se fai parte dello staff manageriale, rivolgiti alle autorità competenti. Prendi l’iniziativa Ricorda che l’alcol e il lavoro non vanno d’accordo – informati sulla politica della tua azienda sul consumo di alcol e rispettala. Quando bevi con i colleghi o in occasioni professionali, stai attenta. Ricorda che, nel mondo del lavoro, il rispetto e il decorovalgonoper gli uomini e per le donne.
Bere privo di rischi significa bere con moderazione«Quanto alcol posso bere senza mettere a repentaglio la mia salute e quella altrui?Quando è troppo? Quando devo smettere?»
Una regola semplice: bere privo di rischi significa bere con moderazione. Così facendo si evitano problemi a sé stessi e agli altri. Ogni persona reagisce in modo diverso all’alcol. In determinate situazioni, anche solo una piccola quantità può rivelarsi eccessiva.L’alcol fa parte della vita sociale in Svizzera. A seconda dell’uso che se ne fa, è una sostanza che può generare piacere, ebrietà o dipendenza. In Svizzera, circa quattro persone su cinque bevono alcolici. La maggior parte degli adulti consumano bevande alcoliche in modo responsabile: bevono con moderazione o non bevono affatto, e sono quindi al riparo da problemi di alcolismo.
Tuttavia, quasi mezzo milione di persone bevono talvolta troppo, per esempio durante il fine settimana e, così facendo, possono nuocere a se stesse e agli altri. L’abuso di alcol non si limita infatti solo al mal di testa del giorno dopo, ma può portare, a breve o a lungo termine, a gravi problemi sociali e sanitari. Senza dimenticare che, consumando alcol in determinate situazioni, per esempio al volante o al lavoro, si rischia di mettere in pericolo, oltre che se stessi, anche il proprio entourage.In Svizzera 300 000 persone sono dipendenti dall’alcol. Più di un milione di persone sono così direttamente o indirettamente toccate da questo problema: infatti non sono solo gli alcolisti a soffrire, ma anche i loro coniugi, figli e parenti. A lungo andare, la dipendenza dall’alcol arreca problemi fisici, psichici e sociali. Per poter gustare le bevande alcoliche senza conseguenze, occorre bere con moderazione! Ci sono persone che non bevono mai alcolici. La loro decisione va rispettata.
Buone ragioni per astenersi Non è facile stabilire chiari criteri su chi non deve consumare alcol e in quali circostanze è sconsigliato bere. Infatti per alcune persone il consumo di alcol può diventare un problema, per altre invece no. Inoltre, le reazioni all’alcol differiscono secondo i periodi della vita.
Dovrebbero rinunciare completamente all’alcol …
■ tutti coloro ai quali il medico ha raccomandato di non bere bevande alcoliche
■ le donne in stato di gravidanza o che allattano
■ gli alcoldipendenti e le persone ipersensibili all’alcol
■ i bambini e i giovani sotto i 16 anni
Medicamenti e alcol: prudenza!
Il consumo di alcol può alterare gli effetti dei medicamenti e viceversa. Se dovete assumere medicamenti, chiedete sempre al medico o al farmacista se vi è consentito bere alcolici. La cosa migliore è comunque di astenersi dal consumo.
Il consumo di alcol rappresenta un grosso rischio per la salute …
■ delle persone che hanno problemi o malattie fisiche e/o psichiche
■ dei giovani e delle persone anziane
■ delle persone in sovrappeso (le bevande alcoliche contengono molte calorie)
Il consumo di alcol comporta rischi per se stessi e per gli altri. Non bevete quindi mai alcol …
■ prima di mettervi alla guida di un veicolo e quando siete al volante
■ prima e durante un’attività sportiva
■ prima e durante il lavoro
Sappiate rinunciare all’alcol in tali situazioni. Non mettete a repentaglio la vostra vita e quella della vostra famiglia, dei vostri amici e del vostro entourage.
Che cos’è un bicchiere standard?
= = = 1 bicchiere standard
Un bicchiere standard corrisponde alla quantità d’alcol contenuta in un bicchiere servito al ristorante, vale a dire 3 di di birra, 1 di di vino o 2 d di superalcolici.
Regole d’oro per il consumo di alcol
Gli adulti in buona salute che bevono alcolici attenendosi alle seguenti regole non danneggiano né se stessi né il loro entourage
■ Uomini: 2 bicchieri standard di bevande alcoliche al giorno
non comportano rischi per la salute.
■ Donne: 1 bicchiere standard di bevande alcoliche al giorno
non comporta rischi per la salute.
In casi eccezionali: non più di 4 bicchieri standard di bevande alcoliche, bevuti con piacere.
Bere con piacere significa consumare
lentamente (non
più di un bicchiere ogni ora).
Le donne e gli anziani devono essere particolarmente prudenti!
Le donne e gli anziani risentono gli effetti dell’alcol più rapidamente e in modo più marcato, perché la percentuale di liquidi organici presenti nel loro corpo è più bassa. Ciò significa che la concentrazione di alcol nel loro sangue è più elevata. Le donne e gli anziani smaltiscono inoltre l’alcol più lentamente.
Le donne dovrebbero assolutamente rinunciare all’alcol durante la gravidanza e l’allattamento.
Niente alcol per i bambini e per gli adolescenti sotto i 16 anni!
In Svizzera è vietato per legge vendere o servire bevande alcoliche ai minori di 16 anni, mentre il limite per la vendita dei superalcolici (acquavite, alcopops e aperitivi) è fissato a 18 anni. Nel cantone Ticino è addirittura proibito vendere qualsiasi bevanda alcolica ai minori di 18 anni.
I giovani sono molto più sensibili all’alcol che gli adulti: si ubriacano più in fretta e probabilmente sviluppano più facilmente una dipendenza. Negli adolescenti, certi organi come il cervello e il fegato non sono ancora completamente sviluppati e le ossa sono ancora in fase di crescita. L’alcol può perturbare tale evoluzione e influire negativamente sullo sviluppo psichico.
Bambini: niente alcol!
Il consumo di alcol può causare la morte di un bambino, anche in quantità molto inferiori rispetto a quelle ingerite da un adulto.
Qualche consiglio per tenere sotto controllo il consumo di alcol
■ Non siete obbligati a bere alcolici, nemmeno quando siete in compagnia! Anche di fronte a reazioni di disapprovazione, non dimenticate che sono in gioco il vostro benessere e la vostra salute, e che dovete essere voi a decidere!
■ Se avete molta sete, bevete dapprima una rinfrescante bevanda analcolica.
■ Bevete lentamente! Non lasciatevi imporre un ritmo!
■ Non bevete a stomaco vuoto.
■ Se avete degli ospiti, mettete a disposizione una quantità sufficiente di bevande analcoliche.
■ Rispettate la scelta di chi non desidera consumare alcol.
■ Prima di trascorrere una serata in compagnia, decidete quanti bicchieri bere e
attenetevi scrupolosamente alla vostra decisione. Se riuscite nel vostro intento, gratificatevi con una piccola ricompensa.
■ Se viene offerto un «giro» al ristorante, non esitate a ordinare una bevanda analcolica.
Così facendo incoraggerete anche gli altri a seguire il vostro esempio!
■ Tra un bicchiere e l’altro, bevete bibite analcoliche. I succhi di frutta, la limonata
o semplicemente l’acqua dissetano e aiutano a ridurre il consumo di alcol.
■ Quando qualcuno passa a riempire i bicchieri, mettete semplicemente la mano sul vostro bicchiere.
■ Spetta a voi stabilire il vostro ritmo! Se non ve la sentite di bere, non fatevi scrupoli a lasciare intatto un bicchiere pieno.
■ Se avete l’impressione di bere più di quanto vorreste, allontanatevi un momento: andate a rinfrescarvi alla toilette, mettetevi a ballare o fate due passi.
Niente alcol sul posto di lavoro!
Certe professioni sono propizie al consumo di alcol durante il lavoro o le pause, per esempio sui cantieri e nell’Industria alberghiera. Spesso si beve alcol anche in occasione di pranzi di lavoro, di aperitivi o la sera insieme ai colleghi dopo il lavoro.
Rinunciate completamente al consumo di alcol prima e durante il lavoro. Dissetatevi bevendo bibite analcoliche. In occasione di pranzi di lavoro, di aperitivi e la sera dopo il lavoro, bevete dapprima una bevanda senza alcol.
Quando diventa problematico il consumo di alcol?
Ponetevi le seguenti domande:
Quanto bevo?
Se bevete più di due bicchieri standard (uomini) o di un bicchiere standard (donne) al giorno, potreste avere dei problemi legati all’alcol.
Evitate di ubriacarvi.
Perché bevo?
Se in caso di stress, di ansietà o di problemi cercate di rilassarvi bevendo dell’alcol, il vostro consumo può essere considerato problematico. Anche bere di nascosto è un chiaro segnale che indica la presenza di un problema.
Bevendo avrei potuto mettere qualcuno in pericolo?
Avete guidato dopo avere bevuto? Avete utilizzato macchinari
pericolosi sotto l’influenza dell’alcol? Vi è già successo che l’alcol vi rendesse aggressivi? Se sì, il vostro consumo di alcol mette in pericolo voi o il vostro entourage.
Ho già perso qualcosa a causa dell’alcol?
Esempi: Vi è già stata ritirata la patente di guida per motivi di alcol al volante? Il vostro consumo di alcol vi ha già fatto perdere degli amici? Avete perso il lavoro a causa dell’alcol? Una risposta positiva a queste domande indica chiaramente la presenza di un problema.
Un consumo eccessivo di alcol ha conseguenze devastanti per la salute e la società. L’abuso di alcol può …
■ creare dipendenza
■ provocare un tumore al fegato o al seno, un colpo apoplettico, danni cerebrali o una cirrosi epatica
■ creare disturbi psichici come depressioni
■ causare la perdita del posto di lavoro e problemi finanziari per la famiglia
■ dare luogo a litigi e ad atti di violenza in seno alla famiglia
■ provocare incidenti stradali o sul posto di lavoro
■ causare un’intossicazione alcolica con conseguenze mortali

Allarme alcol in città le istituzioni ai ripari “Ragazzi da educare”

Quei fiumi di alcol che s’ingrossano di anno in anno e rompono gli argini fra i giovanissimi – molti dei quali, certe notti, anche per le strade più centrali di Trieste, mostrano di non provare alcun pudore nello sballarsi in pubblico – sono per amministratori pubblici e addetti ai lavori una distorsione culturale. Una vera patologia della società. E come ogni malattia seria, secondo quegli stessi politici e “tecnici” di settore, è meglio tentare di prevenirla – con nuovi mirati progetti di educazione e informazione, tanto a scuola quanto direttamente nei luoghi dello svago – piuttosto che limitarsi a curarla, con i meri strumenti del controllo, della deterrenza e della repressione, affidati alle forze dell’ordine. Strumenti che vanno comunque, evidentemente, sostenuti. Belle parole, magari in parte già dette e sentite. Adesso però tornano di prepotente attualità ai piani alti delle istituzioni cittadine – e con la promessa di un ulteriore innalzamento della “guardia” e di nuove iniziative da promuovere – all’indomani della disarmante denuncia sul Piccolo di Enrico Sbriglia, che nei suoi panni di direttore del carcere (si faccia riferimento all’articolo sopra, ndr) aveva parlato di «poca attenzione verso i giovani» e della necessità di «più controlli». Il questore Giuseppe Padulano, per primo, sembra trattare la questione col cuore in mano. «L’attitudine al bere e al bere molto tra i giovani – rileva – è un nuovo modo, sbagliato, di aggregarsi. È, in un certo senso, unamoda, un fenomeno negativo di costume. Fosse esclusivamente un problema di polizia ne sarei felice, perché avrei a disposizione gli strumenti per risolverlo. Ma non è così. Ci sono molte espressioni della società chiamate qui a farela loro parte, noi compresi. Sono però la famiglia e la scuola ad avere, in questo caso, un ruolo certamente fondamentale». Concorda la presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat. Che, anzi, mette giù una battuta da prendere sul serio: che l’educazione al bere entri nelle scuole come fosse «una materia d’insegnamento». «Effettivamente – dice la numero uno di Palazzo Galatti – anche dal nostro osservatorio abbiamo verificato che esistono un uso ed un abuso di alcol tra i ragazzi che pongono problemi di carattere generale. Qui c’è da pensare a maggiori controlli, anche nei locali e nei negozi che vendono alcolici,ma prima di tutto bisogna battere sulla formazione-informazione. Noi, come Provincia, abbiamo promosso la mostra nelle scuole della Sissa sui danni al cervello derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche, e soprattutto abbiamo sostenuto l’Overnight, dove il bus, in fondo, è un pretesto per arrivare a parlare proprio coni ragazzi». Tale progetto, che l’Azienda sanitaria porta avanti con i giovani operatori delle cooperative sociali (Quercia e 2001), dell’associazione Etnoblog e di quella dei familiari degli assistiti del Sert, sarà spostato – com’è stato annunciato di recente – da Sistiana al centro città, perché è così che ha a sua volta traslocato il problema alcol dopo la stretta imposta con un certo successo dalla Questura ai “baracchini” di Sistiana. «Overnight – spiegaRoberta Balestra, direttore del Sert – è un’attività di prevenzione secondaria, mirata, va dove c’è consumo, non è un’attività di educazione che arriva scuola, a tutti indistintamente. La nostra idea, a fronte di questo significativo incremento del fenomeno nella zona urbana, risorse permettendo e collaborazioni istituzionali permettendo, è di fare un investimento proprio sulla zona urbana a partire da quest’inverno. Su quest’argomento la Provin- cia è sensibile. Vorremmo però incontrare e coinvolgere il Comune». Una prima risposta incoraggiante, benché generica, arriva daRoberto Cosolini: «Siamo disponibili – assicura il sindaco – a tutte le forme di collaborazione tra le istituzioni. È un fatto di cultura, è vero. Bisogna favorire attraverso la proposta di nuove opportunità di svago, e noi ci stiamo muovendo in tale direzione, l’affermarsi di una cultura del tempo libero che non contempli, com’è per alcuni ma di sicuro non per tutti, solo l’abitudine all’apertitivo, allo stare davanti al banco del bar».
Alcolismo: anche la famiglia è coinvolta
La dipendenza dall’alcol non colpisce unicamente l’alcolista, bensì anche tutto il suo entourage: partner, figli, genitori e amici.
Di questa situazione soffrono soprattutto il partner e i figli, a volte più del diretto interessato. Essi provano sentimenti di paura, disperazione, impotenza, collera. Spesso si sentono responsabili dei problemi di alcol del loro congiunto e provano sensi di colpa e vergogna.
A volte la sofferenza è talmente grande che anche queste persone finiscono per ammalarsi: nervosismo, insonnia, affezioni gastriche, emicranie e depressioni sono le conseguenze più frequenti.
La dipendenza dall’alcol può causare problemi finanziari a tutta la famiglia e condurre ad atti di violenza.
Spesso i familiari cercano di aiutare l’alcolista assumendosi dei compiti e delle responsabilità che gli incombono. Cercano per esempio di tenere nascosto il suo problema o di giustificarlo. Tutta la loro vita finisce per ruotare intorno alla dipendenza dall’alcol. Non è una soluzione.
Il partner, i figli e i genitori di un alcoldipendente hanno bisogno di aiuto.
Non esitate a chiedere sostegno. Parlate della vostra situazione con il vostro medico di famiglia o con un collaboratore di un centro specializzato in problemi di alcol, che vi daranno informazioni e consigli utili.
È importante che i familiari si rendano conto di non essere responsabili dei problemi di alcol del loro caro.
Cosa possono fare i familiari?
■ Chiedere aiuto e sostegno.
■ Ricominciare a dare importanza ai propri bisogni, pensare un po’ più a sé stessi, prendersi cura di sé.
■ Non cercare di aiutare l’alcolista nascondendo il suo problema o giustificandolo. Non fare nulla con il solo scopo di rendere la situazione più sopportabile. È importante che la persona alcoldipendente si assuma le proprie responsabilità e si confronti con le conseguenze del suo problema.
Informazioni e consigli
Il vostro consumo di alcol vi preoccupa o vi crea difficoltà? Un problema di alcol nel vostro entourage o nella vostra famiglia vi pesa particolarmente? In tal caso, non esitate a chiedere consiglio e sostegno.
Parlatene con il vostro medico di famiglia oppure chiedete un colloquio gratuito presso uno dei consultori o dei centri di cura dell’alcolismo della vostra regione. I medici e gli specialisti cercheranno insieme a voi il modo migliore di trattare i vostri problemi di alcol. I colloqui si svolgono nel rispetto del segreto professionale.
È anche possibile fare appello a traduttori interculturali o beneficiare di una consulenza nella propria lingua materna.
Troverete gli indirizzi dei centri specializzati per problemi di alcol presenti nella vostra regione nelle pagine delle informazioni sociali dei quotidiani, aM’indirizzo www.drogindex.ch o nell’elenco telefonico alle voci seguenti:
INGRADO, Centro di cura dell’alcolismo AA (Alcolisti Anonimi)
Servizi:
– Ticinese di cura dell’alcolismo
– Tossicodipendenze
– Psico-sociale
Se desiderate informazioni sulle possibilità di cura, vi preghiamo di rivolgervi direttamente a un consultorio specializzato o al vostro medico di famiglia.
Edito dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dall’Istituto svizzero
di prevenzione dell’alcolismo e altre tossicomanie (ISPA), con il sostegno di www.miaesDlus.ch. Testo adattato dalla Croce Rossa Svizzera.
Ufficio federale della sanità pubblica, Sezione Campagne, 3003 Berna
tei. 031 324 85 39, www.bag.admin.ch, e-mail: kamDaanen@baa.admin.ch
ISPA, casella postale 870, 1001 Losanna, tei. 021 321 29 35, fax 021 321 29 40
www.sfa-ispa.ch, e-mail: librairie@sfa-ispa.ch
L’opuscolo è disponibile nelle seguenti lingue:
– bosniaco/croato/serbo
– portoghese
– spagnolo
– tamil
– turco
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