Asma allergica, Tutto quello che dovete sapere: sintomi, cure e come fare prevenzione

By | 18/05/2017
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L’asma allergica è una malattia infiammatoria dell’apparato respiratorio causata dalla presenza di allergeni: polline, polvere, acari, peli di animali domestici. I sintomi tipici di questa patologia sono solitamente cronici o intermittenti e coinvolgono i bronchi, con un improvviso restringimento delle vie aeree (broncospasmo) e una produzione eccessiva di mucosa. I due fenomeni, singolarmente o insieme, rendono difficile la respirazione, creano una “fame” d’aria (dispnea), causano il respiro sibilante, con un tipico fischio o rantolo, spesso provocano colpi di tosse che peggiorano ancora di più la respirazione. I suoi sintomi variano molto da persona a persona. L’asma è una malattia cronica che non può essere curata, ma controllata abbastanza efficacemente sia nei bambini che negli adulti.

 Che cos’è l’asma allergica?
L’asma allergica è una patologia dell’apparato respiratorio causata dalla presenza di allergeni responsabili dell’infiammazione dell’albero bronchiale. I meccanismi di base di questa malattia non sono ancora del tutto chiari, ma si imputano a una reazione del sistema immunitario provocata dall’inalazione di allergeni, particelle disperse nell’ambiente verso cui l’organismo è sensibile: polline, polvere, acari, peli di animali domestici. Gli effetti di questa sensibilità colpiscono i bronchi, strutture dell’apparato respiratorio indispensabili per il passaggio dell’aria nei polmoni. Nell’asma allergica i bronchi si infiammano rendendo difficile la respirazione.

Quali sono le cause dell’asma allergica?
A innescare la crisi asmatica sono allergeni, generalmente delle sostanze proteiche presenti in alcuni agenti particolarmente volatili e facili da inalare come polline, polvere, peli di animali domestici, ma anche acari e altri insetti. La maggior parte delle persone non lamenta nessun problema in presenza di questi fattori nell’ambiente in cui vive e respira, mentre altri, i soggetti asmatici, probabilmente per una predisposizione genetica ed ereditaria, subiscono una reazione anomala ed eccessiva del sistema immunitario. Una catena di fattori produce, infine, l’infiammazione dei bronchi e l’alterazione della loro normale funzionalità.

Quali sono i sintomi dell’asma allergica?
I sintomi di asma variano da persona a persona. Possono essere lievi o più gravi. Si possono presentare in maniera continua (cronica), acuta oppure intermittente e temporanea, anche a distanza di molto tempo di una crisi dall’altra.

Generalmente, i sintomi della malattia sono:

  • colpi di tosse, spesso violenti e generalmente secchi;
  • mancanza di respiro o respirazione affannosa (dispnea);
  • un peso sul torace;
  • respiro sibilante, caratterizzato da fischi e gemiti;
  • disturbi del sonno;
  • difficoltà a svolgere azioni quotidiane, come salire le scale o camminare, e tutte le attività fisiche più impegnative.

Bisognerebbe osservare una pulizia frequente degli ambienti domestici e di lavoro, facendo attenzione a oggetti come poltrone, divani, tappeti, cuscini, letti e biancheria, condizionatori, mantenere un’umidità ottimale nell’ambiente in cui si vive, evitando i climi troppo secchi o troppo umidi. All’aperto è utile coprire bocca e naso con una sciarpa se fa freddo o una mascherina se fa caldo o il luogo è particolarmente inquinato. Evitare assolutamente il fumo, osservare un’alimentazione equilibrata, non prendere peso in eccesso.

Non importa se sono gli occhi a bruciare, la pella a prudere, il naso ad essere intasato, l’intestino a fare i capricci o il respiro ad essere affannoso: un’allergia può avere tante facce. In origine la parola allergia proviene dal greco antico (da „állos“ straniero e „érgon“ reazione) e descrive una reazione sproporzionata del nostro sistema immunitario rispetto a sostanze ambientali di per sè innocue. Un’allergia è quindi un’errata reazione difensiva del nostro sistema immunitario. L’uso odierno del termine „allergia“ invece è di origine austriaca ed è stato coniato per la prima volta in medicina dal pediatra viennese Clemens von Pirquet nel 1906. Contriariamente all’utilizzo odierno del termine allergia, intesa come una iperreazione del sistema immunitario, Pirquet utilizzò questa parola in senso generale, sia come iper che come iporeazione del corpo. Se oggi si parla di allergia in senso comune, si intende quasi sempre il tipo I. Ma in base al meccanismo di iperreazione del nostro sistema immunitario la medicina odierna differenzia diversi tipi di allergie (tipo I – tipo 4). La classica allergia, come la conosciuta allergia da fieno, appartiene al tipo I.

Le allergie vanno di moda Negli ultimi secoli il numero delle persone affette da allergie è salito enormemente. Le malattie allergiche non sono né infettive, né possono essere trasmesse; tuttavia sono oggi tra le patologie croniche più diffuse. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel mondo sono circa 500 milioni le persone affette da rinite allergica o raffreddore da fieno. Circa 300 milioni di persone sono affette da „allergia dei polmoni“, ovvero di asma allergica. In Austria circa il 20% della popolazione combatte con un’allergia – si tratta di circa 1,6 milioni di persone solo in Austria! La Germania presenta dati molto simili. Secondo il primo rapporto sull’allergia in Austria il numero di persone affette da rinite allergica è più che raddoppiato dal 1986 al 2003. I danni economici causati dalle malattie allergiche (assenze e ridotte capacità lavorative, ecc) sono valutate in Europa in circa 100 miliardi di Euro. L’aumentata urbanizzazione, l’inquinamento atmosferico, le polveri fini presenti nell’aria, l’eccesso di igiene e i pochi contatti con gli animali ed i microorganismi sono, oltre alle modifiche genetiche, le possibili cause per l’aumentato numero di patologie allergiche. L’analisi è abbastanza facile: negli ultimi decenni il nostro stile di vita si è drasticamente e gravemente modificato. Passiamo gran parte del nostro tempo rinchiusi nelle nostre case, ci alimentiamo diversamente, i nostri bambini non giocano più all’aria aperta, viviamo nelle città e la nostra natura è inquinata più che mai. Nonostante questa analisi l’aumento delle malattie autoimmuni tuttavia non si può ricondurre ad un solo fattore scatenante; deve essere considerata tutta una serie di fattori corresponsabili fra loro.

Il compito del nostro sistema immunitario è proteggere il nostro corpo dagli agenti patogeni e dalle sostanze pericolose presenti nell’ambiente che ci circonda. In caso di allergie il nostro sistema immunitario identifica un nemico errato: sostanze inoffensive, per esempio i pollini, sono percepite come dannose dal nostro sistema immunitario. In questo modo si evidenziano sintomi fastidiosi e che rendono malati coloro che soffrono di allergie. Se il nostro sistema immunitario si è reso sensibile ad un allergene (sensibilizzazione), il nostro corpo riconoscerà questa sostanza come ostile ogni volta che entrerà in contatto con essa. Fuoco alle fiamme: la reazione allergica Il nostro sistema immunitario ha ideato diverse strategie per proteggersi dal maggior numero possibile di agenti patogeni. Un meccanismo molto efficace per combattere sostanze estranee è la creazione di specifiche proteine, i cosiddetti anticorpi. Questi anticorpi possono inglobare particolari strutture estranee all’organismo, rendendole quindi innocue. In caso di malattie allergiche la formazione di questi anticorpi, della classe IgE che combattono la sostanza allergenica, svolgono un ruolo molto importante per gli effetti della malattia. Prima che l’allergia possa svilupparsi il nostro corpo deve dapprima reagire in modo eccessivo verso un particolare allergene. Il processo è comunemente chiamato „sensibilizzazione“. In questa fase il sistema immunitario classifica una sostanza estranea, l’allergene appunto, come pericolosa ed inizia la produzione di anticorpi per combatterla. Questo anticorpo riconosce solamente questo singolo allergene. Gli anticorpi ai peli del gatto ad esempio riconoscono solo gli allergeni prodotti da questo animale, ignorando quelli della betulla. Gli anticorpi che il nostro organismo ha prodotto come reazione di difesa possono circolare liberamente nel nostro sangue e nei tessuti, posizionandosi come „antenne allergiche“ sulla superficie delle cellule difensive, come per esempio i mastociti. Con questo passaggio si conclude la fase di sensibilizzazione ed il nostro corpo è pronto a difendersi. Solo con il primo contatto con l’allergene appaiono i primi sintomi dell’allergia. I mastociti sono già muniti di antenne allergiche (anticorpi). Se due anticorpi agguantano un allergene il mastocita si attiva. Esso reagisce immediatamente, iniziando a produrre sostanze messaggere, come l’istamina. In brevissimo tempo si avvertono i classici sintomi dell’allergia: gli occhi si gonfiano, il respiro si fa affannoso, si avverte del prurito o si evidenzia un rush cutaneo, il naso cola o l’intestino fa le bizze. In seguito all’azione delle sostanze messaggere, molte altre cellule difensive limitrofe reagiscono allo stesso modo, provocando un’infiammazione allergica, che può diventare cronica in caso di costante esposizione all’allergene. In questa fase della reazione allergica per esempio il muco nasale tende a depositarsi in grandi quantità e si ha la sensazione che il naso sia completamente tappato. Gli allergeni sono praticamente ovunque nei nostri ambienti e possono introdursi nel nostro corpo con diversi meccanismi. Molte sostanze che scatenano reazioni allergiche sono inglobate con le vie aeree e quindi gli effetti dell’iperreazione si hanno soprattutto nei polmoni e nelle vie respiratorie superiori. Se la reazione allergica avviene nell’area degli occhi e del naso, allora si parla di raffreddore da fieno o di rinite allergica. Se gli allergeni sono presenti negli alimenti l’allergia è di tipo alimentare. Quest’ultimo tipo di allergia si evidenzia spesso sottoforma di reazioni gastrointestinali, gonfiori ed eruzioni nel cavo orale o crisi respiratorie. Anche la pelle può reagire a certe sostanze con reazioni allergiche.

Il raffreddore allergico (rinite allergica) è al top nella lista delle patologie allergiche. I sintomi si concentrano soprattutto nella alte vie respiratorie ed in viso. Uno dei sintomi classici è il naso ostruito, occhi gonfi, senso di prudore, arrossamenti e attacchi di starnuti. Ancora oggi la rinite allergica viene spesso suddivisa in rinite allergica stagionale e annuale. La rinite allergica stagionale è più conosciuta come raffreddore da fieno. Qui i sintomi si concentrano in una particolare stagione – nel caso del raffredore da fieno nella stagione dei pollini. Con la fine della stagione dell’impollinatura finiscono anche i fastidiosi sintomi. Nel caso in cui i sintomi allergici persistano tutto l’anno, per esempio per l’allergia agli acari della polvere, è corretto parlare di rinite allergica annuale o continua. Attualmente per suddividere i raffreddori allergici si utilizza uno schema nuovo, in cui valutare sia la durata, sia il grado di gravità dei sintomi. Stanchezza a scuola o al lavoro? Il raffreddore allergico (rinite allergica) è tra le malattie croniche più frequenti in età infantile e giovanile. Ciò nonostante questa malattia viene spesso minimizzata o trattata con leggerezza. Una rinite allergica può essere molto più di un naso che cola o di occhi gonfi. Accanto al significante rischio di sviluppare nel tempo un’asma allergica, il raffreddore allergico ha importanti effetti sulla capacità di concentrarsi e quindi sulla qualità della vita. Una rinite allergica ha un grande impatto sulla vita di tutti i giorni e sulla vita sociale. Il sintomo principale della rinite allergica è il naso costantemente intasato, tanto da rendere molto difficoltoso il sonno. È un dato di fatto che chi soffre di rinite allergica dorme peggio, è più stanco di giorno e quindi si concentra meno degli altri nelle azioni quotidiane. Studi scientifici hanno dimostrato che una rinite allergica ha un significante effetto negativo sul rendimento scolastico dei bambini. Un raffreddore allergico dovrebbe essere quindi preso sul serio! Un trattamento ad hoc migliora notevolmente la qualità del sonno e della concentrazione dei bambini. Circa il 35% delle persone occupate nell’Unione Europea soffre di patologie allergiche. Circa il 90% di esse non trattano la malattia o lo fanno in modo insoddisfacente. Da qui ne conseguono ingenti costi per il settore economico a causa dell’aumento delle assenze sul posto di lavoro e della ridotta produttività. I costi diretti prodotti dal trattamento insoddisfacente della rinite raggiungono addirittura i 151 miliardi di Euro all’anno. I costi per un trattamento di rinite invece sono alquanto esigui e pari a circa 125 Euro a paziente all’anno.

L’asma è un’infezione cronica delle vie aeree che si caratterizza dall’ipersensibilità dei bronchi ed un improvviso restringimento delle vie respiratorie. Molto spesso l’infiammazione cronica delle vie respiratorie è causata da un’allergia ed è spesso questa la causa dell’ipersensibilità dei bronchi. In parole povere vuol dire che gli asmatici reagiscono molto sensibilmente agli stimoli dell’ambiente che li circonda. A volte non sono nemmeno gli allergeni a scatenare il restringimento delle vie aeree, sono quindi sufficienti stimoli molto meno specifici, come l’aria fredda, l’inquinamento o profumi molto intensi, a scatenare la reazione. Il polmone è un organo presente all’interno del nostro torace che svolge il ruolo principale nella respirazione. La struttura del polmone e delle annesse vie respiratorie assomiglia ad un albero. Il tronco delle vie aeree è rappresentato dalla trachea, che si divide in due rami principali, ossia i bronchi principali, che si suddividono a loro volta in ramificazioni sempre più fini. Alla fine dei rami si trovano gli alveoli polmonari in cui avviene lo scambio di gas. L’aria quindi deve percorrere una lunga strada prima di depositare l’ossigeno nel sangue. Se i bronchi supersensibili di un asmatico vengono sollecitati, la mucosa all’interno delle vie respiratrie si gonfia, producendo una grossa quantità di muco. Contemporaneamente la muscolatura dei bronchi rimane contratta. Lo spazio in cui normalmente passa l’aria diventa sempre più esiguo. A causa di questa chiusura l’aria rimane intrappolata negli alveoli polmonari. Si avverte quindi tosse, affanno, un fischio nell’atto della respirazione e, ovviamente, mancanza d’ossigeno. Contrariamente a quanto si pensa generalmente, gli asmatici non hanno difficoltà a respirare nuova aria, ma ad espirare quella già inglobata: l’aria ha difficoltà o non riesce più ad uscire. Asma o BPCO ? Asma e BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva) sono condizioni a prima vista molto simili tra loro e vengono spessi confusi. Osservando più da vicino queste due malattie è chiaro che si tratta di due patologie diverse. I classici sintomi della tosse cronica, espettorazione o respiro affannoso sotto sforzo, si sviluppano in silenzio attraverso gli anni. BPCO in realtà è un termine che raccoglie diverse malattie polmonari. Entrambe le forme principali si definiscono come bronchite ostruttiva cronica e enfisema polmonare. La maggior parte dei casi di BPCO sono da ricondurre al fumo di sigaretta. Per questo motivo nel gergo popolare si usa spesso il termine „polmone del fumatore“. Ma non sempre il fumo deve essere quello delle sigarette, anche un’alta esposizione alle polveri sottili e all’inquinamento sul posto di lavoro può far sviluppare una BPCO. Tuttavia è anche stato accertato, ad esempio, che la mancanza di Alfa-I-antitripsina, un enzima genetico difettoso, porta alla formazione di BPCO anche in assenza di fumo o inquinamento.

Ciò che asma e BPCO hanno in comune è l’ostruzione delle vie respiratorie. In entrambe le patologie le vie aeree si ristringono (ostruzione) e l’aria non può più uscire dal polmone. In caso di asma l’ostruzione può nuovamente risolversi. In caso di BPCO invece non è possibile risolvere completamente l’ostruzione delle vie respiratorie e la malattia tende a peggiorare nel corso del tempo. La migliore terapia per una BPCO è indubbiamente un cambiamento nello stile di vita. Soprattutto smettere di fumare può rallentare il proseguo della malattia. Anche lo sport ed il movimento sono estremamente positivi in presenza di una BPCO:

In tutto il mondo il numero degli allergici cresce senza sosta: ciò tuttavia non succede ai bambini che crescono in un maso contadino. Se comparati con gli altri bambini infatti i figli dei contadini che vivono in un’azienda agricola soffrono notevolmente meno di patologie allergiche. Questa interessante constatazione è stata oggetto di studi scientifici molto intensi negli ultimi anni. Lo studio ha evidenziato in modo incontrovertibile che esiste una sorta di effetto protettivo dato dal „maso contadino“. L’essere cresciuto in un simile ambiente quindi aiuta a proteggersi da malattie allergiche. La finestra temporale per avvantaggiarsi dell’effetto maso contadino va dalla nascita ai primi anni di vita. In principio vale la logica secondo la quale prima un bambino è esposto all’ambiente di un maso contadino, più la protezione avrà effetto. La protezione è ancora più efficace se la madre ha collaborato al maso anche durante la maternità. Lo sviluppo del sistema immunitario del nascituro infatti si realizza già all’interno del grembo materno. Anche i bambini che bevono latte crudo sono molto meno colpiti da allergia e asma rispetto agli altri. La mucca che dà speranza Il fatto che la sporcizia protegga dalle allergie è ormai un’ovvietà conosciuta. É stato appurato che lo sterco di mucca protegga particolarmente bene dall’insorgenza di patologie allergiche. Il contatto con le mucche, il letame, la paglia ed il latte crudo è il segreto dell’effetto protettivo del maso contadino. L’alta varietà di microorganismi sono un ottimo allenamento per il sistema immunitario del bambino, offrendogli la possibilità di mettersi alla prova, tanto da non lasciargli spazio per sviluppare allergie. Un maso contadino è, per così dire, una vera e propria scuola per il sistema immunitario. Come ciò avvenga non è stato ad oggi ancora completamente spiegato, ma è ancora oggetto di studio.

Spesso le allergie non vengono prese sul serio oppure sono minimizzate. Soprattutto i sintomi poco gradevoli del raffreddore allergico (raffreddore da fieno, rinite allergica) sono il più delle volte ignorati. Alla lunga tuttavia ciò non è di nessun vantaggio, anzi. Da un raffreddore allergico non trattato è possibile che si sviluppi un’asma allergica: i bambini affetti da rinite allergica hanno un rischio sette volte maggiore di sviluppare l’asma allergica rispetto ai bambini della stessa età. Per gli adulti la probabilità di sviluppare l’asma allergica è doppia se già esiste il raffreddore allergico. Ma è possibile impedire il peggioramento dell’allergia prima che essa coinvolga il polmone. Basta prendere sul serio e a tempo debito l’allergia stessa. Ignorarla purtroppo non serve a risolvere il problema. In caso di sospetto questo questionario di screening può essere il primo passo nell’identificazione di un’allergia.

Avete il sospetto di soffrire di allergia? Allora prendeteVi il tempo per rispondere alle seguenti domande. Ciò facendo forse avete intrapreso il primo passo nell’identificare una patologia allergica, come ad esempio la rinite o una congiuntivite allergica.

Sommate i punti accanto alle risposte selezionate. Più alta è la somma, più alta è la probabilità che soffriate di una rinite allergica. Vi preghiamo di considerare tuttavia che questo semplice test non può in nessun caso sostituire la diagnosi di un medico! 0-5 punti: bassa probabilità di un’allergia La probabilità che soffriate di una patologia allergica delle vie respiratorie (allergia da fieno) è bassa. Se, tuttavia, soffrite comunque di prurito agli occhi e/o naso oppure il naso vi si tappa spesso, contattate al più presto il vostro farmacista o medico. 6-8 punti: media probabilità di un’allergia La probabilità che soffriate di una patologia allergica alle vie respiratorie (allergia da fieno) è media. Se soffrite di naso tappato o vi gocciola con insistenza, rivolgeteVi al vostro farmacista o medico al più presto per un chiarimento diagnostico. 9-15 punti: alta probabilità di un’allergia La probabilità che soffriate di una patologia allergica alle vie respiratorie (allergia da fieno) è alta. La vostra qualità della vita sta già soffrendo dei tipici disturbi come il prurito oppure il naso tappato. Dal raffreddore da fieno spesso si sviluppa l’asma allergica („la marcia allergica“). Rivolgetevi con urgenza al vostro farmacista o medico per ulteriori chiarimenti diagnostici. 16-24 punti: altissima probabilità di un’allergia La probabilità che soffriate di una patologia allergica alle vie respiratorie (allergia da fieno) è altissima. La vostra qualità della vita sta già soffrendo dei tipici disturbi come il prurito oppure il naso tappato. Dal raffreddore da fieno spesso si sviluppa l’asma allergica („la marcia allergica“). Rivolgetevi con urgenza al vostro farmacista o medico per ulteriori chiarimenti diagnostici.

Trascorriamo il 90% del nostro tempo in spazi chiusi! Per questo motivo è di particolare interesse, sopratutto per gli allergici, fare attenzione affinchè il clima domestico sia salutare. Se si vuole creare uno spazio vitale sano tra le quattro mura domestiche, bisogna fare attenzione a due cose fondamentali: la quantità di allergeni e l’inquinamento di polveri sottili. Il significato della diminuzione degli allergeni a casa è facile da intuire. Meno allergeni si trovano negli ambienti, meno sintomi allergici si avranno. Le polveri sottili invece hanno il difetto di legare tanti inquinanti e allergeni su una superficie molto ampia. Poichè le polveri sottili possono raggiungere facilmente i polmoni, gli allergeni riescono a raggiungere con estrema semplicità gli organi che più ne soffrono al contatto. Ecco spiegato il motivo per cui nei propri spazi abitativi gli allergici dovrebbero cercare di minimizzare sia gli allergeni, sia le polveri sottili. L’acaro domestico L’acaro della polvere è il principale fattore scatenante di allergie negli spazi domestici. Gli allergici in realtà non regiscono all’acaro stesso, ma ad una molecola proteica racchiusa nello sterco dell’acaro. Contrariamente a coloro che sono allergici ai pollini, chi è ipersensibile alla polvere domestica combatte tutto l’anno con questa allergia. Con l’inizio dei periodi freddi e l’accensione del riscaldamento domestico, quindi soprattutto in autunno e in inverno, il soggetto allergico alla polvere deve affrontare il periodo più difficile. Lo scambio d’aria all’interno degli ambienti a causa dei termosifoni muove notevoli quantità di allergeni e polveri. I sintomi in inverno sono ancora più accentuati dal fatto che tendenzialmente si rimane più tempo in spazi chiusi e si è quindi più soggetti all’azione degli allergeni. Per gli allergici all’acaro della polvere casalingo è di vitale importanza ridurre il più possibile la quantità degli allergeni negli ambienti per evitare negli anni lo svilupparsi di un’asma allergica. Consigli pratici per gli allergici della polvere domestica L’acaro della polvere domestica si trova particolarmente a suo agio in letti, materassi, sofà, tappeti o peluche. Se si vuole ridurre la quantità di allergeni, allora lo slogan deve essere: „meno tessuto possibile!“. I pesanti tendaggi, i divani ed i tappetti devono essere limitati o eliminati nei soggiorni e nelle camere da letto. Gli allergici è meglio che non usino l’aspirapolvere, perchè aspirare la polvere con un elettrodomestico normale vuol dire soprattutto muovere gli acari e gli allergeni e non eliminarli del tutto dall’aria che si respira. Solo gli aspirapolveri con appositi filtri per le polveri sottili (filtri HEPA) possono risolvere questo problema. Coloro che sono affetti da questa forma di allergia è bene che lavino la loro biancheria da letto con regolarità ad almeno 60°C. Un metodo efficace per distruggere gli acari dai peluche è una combinazione tra congelamento e lavaggio. Una permanenza del peluche in freezer uccide gli acari della polvere depositati sul giocattolo. Un seguente lavaggio ad alte temperature elimina definitivamente le molecole proteiche racchiuse nello sterco dell’acaro. La stessa strategia può essere applicata ai cuscini. Chi è affetto da allergia alla polvere farebbe bene a tenersi lontano dagli ambienti climatizzati. I condizionatori, oltre a provocare un alto tasso di polvere nelle stanze, asciugano molto l’aria, rendendo le vie respiratorie screpolate, distruggendo in tal modo una delle barriere che impediscono agli allergeni di intrufolarsi nel nostro corpo. Le polveri sottili Le polveri sottili sono un mix tra particelle ultrasottili e particelle liquide di diversa grandezza e consistenza. In linea di principio vale quanto segue:

più piccole sono le particelle, più alto è il grado di rischio per la salute. Un alto tasso di inquinamento da polveri sottili può peggiorare molto i sintomi di un allergico e di un asmatico. Proprio a causa della loro esigua grandezza queste piccolissime particelle possono spingersi fino ai polmoni e anche nel sangue. Per colpa del meccanismo sopra descritto le polveri sottili fungono da trasportatrici degli allergeni nelle profondità del nostro corpo. Costruire ed abitare per allergici: intervista con Birgit Maier Birgit Maier frequenta la scuola tecnica per le costruzioni soprasuolo a Saalfelden. Dopo aver concluso gli studi di architettura nel 1997, la signora Maier entra nell’azienda famigliare dei propri genitori, assolve l’esame per tecnico civile e l’esame da carpentiere. Dal 2002 Birgit Maier amministra l’azienda di famiglia insieme alla sorella Gundi Maier. La „torre di legno“ – un progetto pilota per le costruzioni orientate alla salute ed in linea con le esigenze degli allergici. Da dove viene quest’idea? Perchè un progetto di questo tipo? L’idea è nata in seguito agli studi medici eseguiti dall’università privata Paracelsus di Salisburgo in concomitanza con uno studio sulle cascate Krimml. Per un intero anno noi della „Holzbau Maier“, insieme al dr. Arnulf Hartl dell’università Paracelsus, abbiamo analizzato gli effetti degli spazi realizzati con il legno sugli allergici e sugli asmatici. La nostra ditta ha appositamente realizzato una torre di tre piani in legno, che è stata oggetto di studio in riferimento a concentrazione di polveri sottili, ionizzazione dell’aria e presenza di allergeni al suo interno. La torre è contemporaneamente uno showroom percorribile che mostra tre tipologie di costruzione in legno, che ora sono state realizzate dalla nostra ditta.

Cosa rende il materiale „legno“ tanto attraente per chi soffre di allergie? Holzbau Maier offre tre tipologie di sistema parete in legno – la tradizionale tecnica della costruzione a blocchi di legno, la tecnica a traliccio di legno – molto isolante – e le costruzioni in legno massiccio. Tutti e tre i sistemi mostrano ottimi risultati, ma sono le costruzioni a blocchi di legno a ridurre al minimo la creazione di polveri sottili. Le differenze sono tuttavia esigue tra le tre tipologie e tutte si sono dimostrate eccezionali per le costruzioni in cui dovranno abitare soggetti allergici. Tutte e tre le costruzioni in legno si caratterizzano per una concentrazione molto più alta di ioni rispetto agli spazi interni usuali, il che fa ridurre l’inquinamento da allergeni, come i peli di animali o degli acari della polvere. Ecco il motivo per cui questi spazi sono stati valutati con il voto „buono“ sulla base delle rigide norme universitarie per le costruzioni adatte alle persone affette da allergie e asma. Esistono idee per nuovi progetti e ci saranno ulteriori sviluppi in questa direzione? I progetti in realtà sono sempre molto individuali, unici da persona a persona, perchè ognuno reagisce ai materiali in modo diverso. In relazione agli effetti degli allergeni sulle persone è importante valutare anche il luogo in cui la costruzione sarà realizzata e l’impatto dell’ambiente circostante sulla struttura. Per questo motivo, prima di iniziare la progettazione, il commitente è invitato a compilare un questionario insieme al dr. Arnulf Hartl, il quale prenderà in considerazione diversi criteri sulla base dei quali noi realizzeremo un progetto per una casa fatta su misura del cliente. A cosa bisogna fare attenzione nell’allestimento interno di un appartamento se si soffre di allergie? Come è meglio arredare gli interni per tutelare chi soffre di patologie allergiche? Ecco un breve elenco delle più importanti conoscenze tratte dalle misurazioni e dalle analisi eseguite: × Vi è un alto tasso di allergeni dell’acaro della polvere anche a 1.500 metri sul livello del mare! × Un ambiente secco non è associabile ad una concentrazione minore di allergeni della polvere! × Temperature basse o sotto zero non presentano minori concentrazioni di allergeni della polvere. × I pavimenti in legno oleato, oltre a quelli in pietra o a piastrella, vantano un minor tasso di allergeni. × Molti tessuti (tende, tappeti, pesanti sofà o poltrone, ecc.) producono polveri sottili. × L’allestimento degli interni e l’arredamento dovrebbero essere per lo più realizzati con materiali in legno non trattato e con imbottiture sottili e realizzate con materiali naturali. × Il legno „respira“ e racchiude nei suoi pori grandi quantità di umidità che può ridonare all’ambiente se serve. Con questo scambio il clima interno agli ambienti è percepito come positivo e gli ioni dell’aria rimangono all’interno degli spazi vivibili. × Pochi mobili interni che appoggiano a terra (senza piedini) aiutano a ridurre la quantità di polvere. × Rendere il cliente partecipe nella scelta dei materiali costruttivi a bassa emissione, lasciandogli annusare e respirare i profumi naturali e valutando insieme a lui la sensazione che ne deriva.

La nostra alimentazione si è fortemente modificata negli ultimi decenni. Ci dedichiamo sempre meno alla cucina e a preparare pasti fatti in casa e utilizziamo sempre più prodotti preconfezionati. Ma sono proprio questi ultimi a contenere una lunga serie di ingredienti che possono scatenare problemi intestinali. Più di un quarto della popolazione presenta disturbi dopo aver ingerito del cibo. Allergie alimentari, intolleranze o semplicemente lo stress nel consumare un pasto in breve tempo o in orari irregolari possono essere la causa di problemi digestivi. Allergie o intolleranze? I termini allergie e intolleranze alimentari sono spesso confusi tra loro. In caso di allergia il nostro sistema immunitario reagisce di fronte a sostanze che stiamo introducendo nel nostro corpo con il cibo. In questo contesto si creano anticorpi di classe IgE che si legano a specifici nutrienti alimentari A volte bastano pochissime quantità per scatenare una reazione. In caso di intolleranza alimentare invece il nostro corpo non è capace di digerire una determinata sostanza, ossia al corpo mancano gli strumenti per scomporre l’alimento nei suoi singoli elementi. Così facendo i pezzi non scomposti dell’alimento digerito giungono nel nostro sistema digestivo provocando fastidiose reazioni. Allergie alimentari incrociate derivanti da ipersensibilità ai pollini Molti allergici nel corso degli anni sviluppano anche un’allergia alimentare. Questa reazione del nostro corpo si comprende se si considera che il nostro sistema immunitario tende a confondere cose che sono molto simili fra loro. Nel caso delle classiche allergie incrociate il nostro sistema immunitario reagisce male di fronte a certi alimenti i cui eccipienti sono simili ai pollini. Gli anticorpi dell’allergia preesistente riconoscono gli elementi presenti in un cibo come intrusi e reagiscono di conseguenza. Molto spesso le allergie incrociate si hanno in caso di reazioni allergiche ai pollini delle betulle. Gli eccipienti ad esempio delle mele, della frutta con nocciolo in generale, delle noci, dei kiwi ecc. sono molto simili ai pollini delle betulle ed il nostro sistema immunitario non riesce a compredere queste lievi differenze. Qui il trucco è molto facile: mangiare frutta e verdura di stagione! Se le mele sono mature il periodo di pollinazione delle betulle è già concluso da tempo e diminuisce il rischio di una sbagliata associazione. Le allergie incrociate sono possibili anche senza allergia ai pollini. Anche in caso di allergia agli acari della polvere si possono riscontrare allergie incrociate con crostacei e molluschi, anche se è un caso piuttosto raro.

 Il tempo libero nonostante allergie e asma Quando il naso è tappato, le orecchie prudono e gli occhi si gonfiano è facile intuire che è nuovamente giunto il momento della pollinazione. Piante ed alberi si svegliano dal sonno invernale e rendono la primavera un inferno per ogni allergico. Ma proprio quando le giornate diventano nuovamente belle, il sole splende forte in cielo e sarebbe piacevole soffermarsi all’aperto, gli allergici pagano un prezzo altissimo per la loro patologia. Solo la pioggia lenisce le sofferenze allergiche. La stagione dei pollini a queste latitudini inizia già a fine gennaio con le prime fioriture del nocciòlo e dell’ontano. Tra gli alberi produttori di pollini una particolare importanza va rilegata alla betulla. Essa è la prima produttrice di polline in Europa Centrale, avendo, tra le altre cose, il più forte potenziale di allergeni. La stagione della fioritura inizia di regola a metà marzo e raggiunge il massimo di polline 1-3 settimane dopo. Per coloro che reagiscono con ipersensibilità ai pollini della betulla è tempo di nascondersi in casa. Ma appena gli alberi hanno concluso la loro fioritura, sono le piante a continuare la pollinazione. Molte piante utilizzano il vento per impollinare, quindi non è raro trovare nubi polverose che vengono trasportate dall’aria. In tutto il mondo i pollini delle piante sono la causa principale per il raffreddore da fieno. Il fleo, l’erba mazzolina oppure la coda di volpa fioriscono da metà aprile a metà agosto, provocando molti disturbi agli allergici. La soluzione ideale per coloro che soffrono di allergia da fieno sarebbe ovviamente evitare qualunque tipo di contatto con la fonte allergica. Nella pratica questa soluzione è di difficile realizzazione. Alcuni trucchi possono facilitare la vita agli allergici durante il periodo della pollinazione. L’uso di un filtro antipolline alle finestre può essere d’aiuto per lasciare l’allergene fuori dalle quattro mura. Un altro accorgimento potrebbe essere quello di non appendere gli abiti lavati fuori di casa per farli asciugare e non portare in camera da letto gli indumenti usati durante il giorno. Un occhiale da sole non è solo trendy, ma può anche evitare che il vento porti i pollini direttamente nei nostri occhi. Durante la stagione più intensa della pollinazione è importante rinunciare ad attività sportive all’aperto. Chi proprio non ne può fare a meno può usare una maschera antipolline. Queste maschere filtrano l’aria che si respira, impedendo ai pollini e agli allergeni di raggiungere le vie respiratorie. Lo slogan „forza e coraggio e sempre avanti“ non è certo il motto ideale per gli allergici durante la stagione della pollinazione. Soffrire inutilmente alla lunga non porta assolutamente a niente, se non trasformare il raffreddore allergico in asma allergica. In aggiunta un soggetto allergico ai pollini deve fare più attenzione all’alimentazione in questo periodo dell’anno, perchè è in queste stagioni che si sviluppano anche le allergie incrociate con gli alimenti.

Nessuna paura di muoversi e praticare dello sport Coloro che pensano che con l’asma sia meglio stare tranquilli, si sbagliano di grosso! Queste idee sono ormai sorpassate. Oggi è più diffusa la concezione secondo cui è meglio controllare la malattia che farsi controllare da essa! Con l’asma o con un’allergia non è necessario rinunciare allo sport. Anzi: asmatici e allergici avranno grandi vantaggi dal muoversi con regolarità! Lo sport è una delle misure più efficaci che gli asmatici possono intraprendere per ridurre l’affanno in modo attivo. Un asmatico allenato riesce a superare senza problemi diversi piani di scale a piedi senza problemi di respirazione. Di contro un asmastico senza allenamento può avere il fiato corto anche con sforzi molto ridotti. Avere l’affanno o la dispnea è una sensazione molto sgradevole, che non è piacevole provare. Ma proprio per impedire che questa sensazione si ripresenti, tanti smettono di praticare attività fisica. Con un atteggiamento rinunciatario diminuiscono resistenza fisica e allenamento. Diminuendo le capacità fisiche si abbassa anche il limite d’irritazione per la mancanza di fiato. Inizia così anche un circolo vizioso che non rappresenta solo un pericolo per gli adulti, ma anche per i bambini. Se si confrontano gli atteggiamenti verso il movimento e lo sport in bambini affetti da asma con quelli sani si vedono grandi differenze: i bambini senza asma sono in media dalle due alle tre volte più attivi dei bambini asmatici. Con l’aumento del movimento e dell’attività fisica si riduce l’intensità del respiro nei momenti sotto sforzo. Questo vuol dire che il limite d’irritazione che porta all’affanno può efficacemente essere alzato, se allenato con sport e movimento. L’allenamento fisico è quindi un trattamento non medicamentoso dell’asma. Fitness per i polmoni Sedersi comodamente su un sofà, guardare la tv o navigare su internet: chi non ama oziare in questo modo? Tuttavia è giusto tenere a mente che i nuovi media rendono pigra la muscolatura delle nostre vie respiratorie. Quando rimaniamo seduti davanti al computer o alla tv il nostro modo di respirare muta. Inconsciamente il tasso di sospiri (sospiri inconsci al minuto) diminuisce notevolmente e noi respiriamo in modo più piatto. Per la muscolatura del polmone i sospiri sono come una seduta di fitness, necessari per tenersi in forma. Se questo allenamento sparisce per un uso smodato dei nuovi media, la reattività del polmone allo stress aumenta e quindi si evidenzia una sensibilizzazione delle vie respiratorie, senza che vi siano infiammazioni in corso.

I CONSIGLI DELL’ESPERTO della terapia del respiro degli Alti Tauri Herwig Zobl partecipa attivamente al programma asma di Krimml da ormai 5 anni. Zobl è fisioterapista autonomo presso il Kristallbad in Wald di Pinzgau. La sua lunga esperienza come fisioterapista e sanitario d’emergenza, nonchè i suoi numerosi corsi d’aggiornamento e di professionalizzazione, come ad esempio la formazione per le procedure osteopatiche in fisioterapia, rendono il programma da lui ideato di grande successo. Nell’ambito della terapia del respiro le sue conoscenze sono molto fondate e le spiegazioni sugli esercizi pratici in presenza di asma, di allergie e di eventuali malattie associate, sono molto utili. Respirare correttamente Per le persone asmatiche esiste un ampio e diversificato spettro di esercizi e tecniche di respirazione. Questi esercizi e tecniche hanno lo scopo di rilassare e tranquillizzare, ma anche di sostenere una respirazione controllata e tranquilla in caso di emergenza. Esercizi di rilassamento e respirazione, come lo yoga, possono essere utili per prevenire i disturbi asmatici e migliorare il benessere generale. Una questione di tecnica… Esistono esercizi specifici che possono facilitare la respirazione in caso di necessità. Tra di essi vi sono tecniche per una respirazione tranquilla e controllata in caso di iniziale attacco d’asma. A causa della paura e dell’agitazione molto spesso la situazione precipita, il respiro diventa veloce e inefficace Sport – possibilmente nella natura incontaminata degli Alti Tauri (iperventilazione). In caso di forte asma le persone colpite spesso non hanno difficoltà a inspirare, ma grosse complicazioni nell’espirazione. Nelle esercitazioni si insegnano e ci si allena su tecniche di respirazione come la „tecnica delle labbra socchiuse“ e posizioni del corpo facilitanti per il respiro, come la „posizione del portiere“ e la „posizione del cocchiere“. Con questi esercizi gli organi della respirazione si rilassano, la muscolatura coaditiva delle vie aree si attiva e coadiuva l’espirazione. Sport e asma Sport e movimento sono attività fisiche molto importanti per le persone affette da asma. Una regolare attività sportiva contribuisce ad avere un fisico allenato e cuore e polmoni in buono stato. Allo stesso modo tenersi in forma aumenta la capacità dell’apparato respiratorio di inglobare quantità d’aria ad ogni respiro. Tanti malati d’asma sono convinti di dover abbandonare l’attività sportiva, soprattutto perchè il movimento fisico spesso può causare un attacco d’asma da sforzo. Una mirata terapia contro l’asma può al contrario prevenire i disturbi respiratori che si possono avvertire durante le attività sportive. Studi scientifici indicano chiaramente che sport e movimento possono ridurre nel lungo periodo le problematiche legate a questa malattia. In aggiunta a ciò, un allenamento intervallato può prevenire anche l’apparizione dell’asma da sforzo. L’allenamento intervallato è quello che prevede fasi di sforzo e fasi di riposo. Ciò che è particolarmente importante è adattare le attività fisiche al proprio fisico. Questo può voler dire, ad esempio, programmare una pausa dalle attività sportive nel caso si avvertano disturbi alla respirazione. Anche la fase di riscaldamento e la progressione dello sforzo svolgono un ruolo importante. Per reagire velocemente in caso di un potenziale attacco d’asma è importante avere sempre con sé i medicinali necessari. A volte è sensato fare uso di questi medicinali specifici anche prima di uno sforzo fisico. Un consiglio personale Il mio consiglio personale è allenarsi quotidianamente con le tecniche e gli esercizi di respirazione sopra elencati per interiorizzarli il più possibile. É responsabilità di ognuno eseguire questi esercizi automaticamente ed in tempo utile per risolvere una situazione di necessità. Quando le crisi respiratorie si fanno sentire è importante reagire velocemente per contrastare l’attacco d’asma. Nel caso in cui l’attacco d’asma sia inevitabile, l’esecuzione delle tecniche e degli esercizi di respirazione così interiorizzati è fondamentali.

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