Sindrome locked-in: una tecnologia per leggere il pensiero

By | 06/02/2017
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I pazienti a quel punto non sono in grado di comunicare con nessuno e non possono neppure muovere gli occhi, pur rimanendo coscienti e capaci di pensare. “Per questo credo che se questa tecnica potrà essere sviluppata potrà avere un grande impatto sulla qualità della vita di questi pazienti“, ha dichiarato il professor Niels Birbaumer che ha guidato lo studio.Lo studio dimostra che questi pazienti sono ancora in grado di elaborare pensieri e comunicare con l’esterno.

La risposta più sorprendente dai malati di Sla è arrivata alla domanda “sei felice?“, alla quale tutti e quattro i pazienti hanno risposto di sì.

Il passo successivo per Niels Birbaumer, il neuroscienziato autore leader dello studio, è quello di lavorare su un sistema di comunicazione che utilizzi la cuffia di telerilevamento del cervello per consentire alle persone affette da sindrome locked-in di parlare, ad esempio come Jean-Dominique Bauby, che, muovendo la sola palpebra sinistra, l’unico, mvimento che gli era rimasto dopo un ictus, era riuscito a dettare, parola per parola, i suoi pensieri, tanto da riuscire a scrivere il libro ‘Lo scafandro e la farfalla’. Sembra che qualora questa tecnologia venisse implementata potrebbe davvero entrare nella vita quotidiana dei pazienti paralizzati ed aiutarli nella comunicazione con il mondo esterno.

Lo studio ha coinvolto per più di un anno 4 pazienti, 3 donne e un uomo di età compresa tra 24 e 76 anni, affetti da Clis, tutti soggetti tenuti in vita artificialmente e assistiti nel proprio contesto familiare. Le domande sono state poste più volte per avere la certezza sulla risposta del paziente. Il documento continuava annotando: “We define such a state operationally as a vegetative state present one month after an acute traumatic or non-traumatic brain injury or a vegetative state of at least one month’s duration in patients with degenerative or metabolic disorders or developmental malformations”.

Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Anche se possono comparire in modo inconsistente, essi sono tuttavia riproducibili e vengono mantenuti sufficientemente a lungo per essere differenziati da comportamenti riflessi. Adesso una rivoluzionaria interfaccia cervello-computer permetterà a chi ha la SLA di comunicare. L’interfaccia è stata basata sulla spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso: questa è in grado di captare la risposta del soggetto e decodificarla sul computer. Inoltre, la presenza di afasia, agnosia, aprassia possono rappresentare fattori importanti per la “non-responsività “del paziente“.