Crotone – Juventus Streaming Gratis Diretta Live Tv Rojadirecta

By | 08/02/2017
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E dunque ci siamo, forse-forse è la volta buona. Ormai lo diciamo sottovoce e con qualche condizionale d’ordinanza, ché le volte in cui s’è ipotizzato (perché subodorato e lasciato intuire) l’impiego di Marko Pjaca dal primo minuto, non si contano. Così come non si contano le volte – pari sono – in cui l’attesa s’è rivelata vana. Giacché alle (belle) parole – trattasi a questo punto d’un ritornello, un mantra: «Pjaca sarà la rivelazione del 2017» – non sono mai seguiti i fatti.

Però, in questo caso, la sensazione – a prescindere dal «può darsi di cui sopra» – è che finalmente ci possa essere il “battesimo di Pjaca”. Per la gioia del diretto interessato nonché per quella della piazza bianconera tutta, curiosa com’è di vedere all’opera come titolare il giovane talento, 21enne, per il quale la Juventus è arrivata a sborsare la bellezza di 23 milioni di euro alla Dinamo Zagabria, quest’estate. Riuscendo soltanto alla fine di un lunghissimo botta e risposta a suon di rilanci ad avere la meglio sul Milan. E a rendere indigesta la cena di Adriano Galliani a Zagabria con i dirigenti della Dinamo e gli agenti del giocatore.

Trattasi, Pjaca, del quinto investimento più oneroso nella gesione Marotta-Agnelli (davanti a Pjaca, nell’ordine, soltanto il brasiliano Alex Sandro pagato 26 milioni, Miralem Pjanic pagato 32 milioni, Paulo Dybala costato 32 milioni più 8 di bonus, e ovviamente mister novanta milioni di euro Gonzalo Higuain). Nonché, di conseguenza, come anticipavamo, trattasi di un giocatore che per Massimiliano Allegri rappresenta una risorsa importantissima in termini di qualità tecniche e di specifiche caratteristiche. Oltre ad aver indicato il croato, appunto, come una delle sicure rivelazioni del nuovo anno, il tecnico bianconero ha sottolineato in più occasioni che soltanto Pjaca e Cuadrado hanno determinate peculiarità e possano “spaccare la partita”. Ora che s’è passati al 4-2-3-1, non è più necessario inserirli a gara in corso perché “spacchino”. Come ha dimostrato proprio Cuadrado ultimamente e come, oggi, potrebbe/dovrebbe fare Pjaca. Con la sua velocità, la sua abilità negli spazi stretti, la sua padronanza nell’uno contro uno.
Finora il ragazzo è dovuto rimanere ai margini (11 presenze, ok, ma per un totale di appena 148 minuti tra campionato e Coppe): vuoi per necessità di adattamento e concorrenza, vuoi per l’infortunio (frattura al perone) rimediato a novembre. Acqua passata, il predestinato è pronto a gettarsi nella mischia e provare finalmente a svolgere il ruolo del protagonista. In una partita al contempo agevole (nel senso che non è di big match che stiamo parlando) e insidiosa (guai a sottovalutare il Crotone). Pjaca scalpita e non lo nasconde, anzi sbandiera le sue emozioni via social: “looking forward to #gameday tomorrow”, in attesa della partita di domani, cinguettava ieri su Twitter.

Con lui, scalpitante e smanioso di gettarsi in un nuovo inizio, anche Dani Alves: l’altro importante “acquisto” del 2017 bianconero, nei piani di Allegri. Il tecnico assicura che il brasialiano non solo ha smaltito le scorie dall’infortunio, ma si è anche finalmente calato nella realtà bianconera e, soprattutto, del calcio italiano.
Su Alves, così come su Pjaca, saranno puntati oggi i riflettori. Un “vecchio” e un “bambino” accomunati dalla stessa voglia di ricominciare. E, come ha twittato Alvs: di fare la storia.

Quei venti minuti abbondandi giocati contro l’Inter sembravano il preludio al ritorno di Claudio Marchisio tra i titolari, dopo che un affaticamento muscolare lo aveva tenuto fuori dalle partite con Lazio e Sassuolo. Invece il centrocampista si è fermato di nuovo: il finale vibrante del match contro i nerazzurri gli ha lasciato in eredità, oltre ai tre punti pesanti conquistati dalla Juventus, un fastidioso problema alla schiena che gli ha impedito di partire per Crotone. Nulla di grave, ha spiegato Massimiliano Allegri: «Fa parte del processo di recupero dal lungo infortunio, un po’ di acciacchi sono fisiologici: non li ha avuti appena rientrato e li sta avendo adesso».

Il nuovo stop di Marchisio e il recupero non ancora completo di Lemina, che però è tornato a lavorare in gruppo e sarà a disposizione da giovedì, così come Mandragora, escludono un cambio di rotta per quanto riguarda il modulo: «Sono gli unici due che possono giocare da centrali in un centrocampo a tre, quindi l’assetto non cambierà», ha anticipato il tecnico bianconero. Avanti dunque con il 4-2-3-1, utilizzato per la prima volta proprio in occasione dello stop di Marchisio contro la Lazio. A cambiare saranno però gli interpreti, rimasti pressoché immutati nelle ultime quattro partite e ai quali pertanto farebbe bene tirare il fiato.
Ovviamente non potranno farlo tutti: di sicuro riposeranno Chiellini, neppure convocato, e Lichtsteiner. Al posto dello svizzero tornerà tra i titolari Dani Alves, mentre a rilevare l’azzurro dovrebbe essere Rugani, favorito su Benatia. Probabile panchina per Barzagli, reduce da tre giorni di influenza.
Di certo, lo ha annunciato lo stesso Allegri, qualcosa cambierà a centrocampo, dove Pjanic e Khedira hanno giocato dal’inizio alla fine le ultime quattro partite. Molto difficile che il tecnico rinunci a entrambi, ma uno dei due, più probabile il tedesco che era titolare anche a Firenze dove il bosniaco aveva riposato, inizierà in panchina: Sturaro favorito su Rincon per rimpiazzarlo.

Chi non riposerà neppure a Crotone è Mandzukic: «Sturaro ala sinistra? Non esageriamo, è più probabile che continui a giocare Mario. Il nuovo ruolo lo ha fatto ringiovanire di 10 anni», ha scherzato Allegri sul croato, sempre più importante nello scacchiere bianconero. Nonostante il grande lavoro in copertura l’attaccante è in forma strepitosa e non sembra accusare la fatica anche se nelle prossime partite è probabile che pure per lui arrivi una pausa. La conferma di Mandzukic a sinistra si porta dietro la presenza di Higuain come centravanti, visto che la Juventus non ne ha altri di ruolo, così a riposare per far posto all’annunciato debutto tra i titolari di Pjaca sarà uno tra Dybala e Cuadrado. Più probabile vedere in campo la Joya, per permettere al croato di esordire sulla fascia, la stessa che occupa in Nazionale.

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CROTONE – C’è un modo per battere questa Juventus? «Sì, se non si presentano. Battuta a parte giochiamo contro la squadra più forte d’Italia, ma dobbiamo restare compatti e avere la stessa voglia che abbiamo avuto contro l’Empoli». Parola di Davide Nicola, il tecnico del Crotone che ha avuto solo 48 ore per prearare al meglio quello che lui definisce “bonus”. «È come prendere un Gratta e vinci – dice l’allenatore del Crotone – ma in questo caso in parte può dipendere da come gratti con la monetina».
Sarà sicuramente un Crotone diverso e con alcuni cambi importanti. In difesa, per esempio, dovrebbe rientrare Mesbah a sinistra, mentre sulla fascia destra di centrocampo Sampirisi sembra aver vinto la concorrenza di Acosty che, però, potrebbe entrare a partita in corso. In mezzo al campo le scelte sono obbligate: fuori Rohden per infortunio e Crisetig per squalifica, la coppia di centrali sarà Capezzi-Barberis. Attenzione anche in attacco dove non è per niente scontato l’utilizzo di Trotta dal primo minuto. A sopresa Davide Nicola potrebbe inserire il nazionale bulgaro Tonev dall’inizio al fianco di Falcinelli, ripetendo un po’ quello che era avvenuto contro l’Empoli quando giocò Palladino in quel ruolo.

Fermento

È stata una giornata a forti tinte bianconere quella di ieri per la Calabria e per Crotone. Tantissimi i tifosi che hanno atteso l’arrivo della Juventus all’aeroporto di Lamezia Terme dove, però, è stato praticamente impossibile anche solo vederli i calciatori di Allegri. Poi il lungo serpentone di auto di polizia e carabinieri che ha scortato il pullman della Juventus fino a Crotone. Lungo gli oltre cento chilometri di strada il pullman con a bordo Hiugain e compagni ha dovuto fermarsi diverse volte, soprattutto in concomitanza dei centri abitati, dove centinaia di tifosi bianconeri hanno atteso il passaggio della squadra Campione d’Italia. Poi l’arrivo a Crotone e altro bagno di folla davanti all’albergo che ospita la Juventus con consegeunte blocco della strada statale 106 Jonica. E anche quando i calciatori erano entrati ormai da tempo nell’albergo, fuori erano rimasti decine di tifosi che non volevano andare via senza almeno un saluto. All’interno dell’albergo, poi, la premiazione organizzata dagli Juventus Club della Calabria che hanno consegnato a Marotta, Buffon, Bonucci e Mariella Scirea, alcune opere realizzate dal maestro orafo crotonese Gerardo Sacco, juventino di vecchia data, ma anche super tifoso del Crotone.

Una è il Derby d’Italia, che domenica sera ha vissuto la 230ª edizione, ha deciso scudetti ed è diventata, dopo Calciopoli, la sfida forse più sentita in assoluto dai tifosi juventini. L’altra è un inedito in Serie A, con appena due precedenti in B. La partita con l’Inter di tre giorni fa e quella di oggi a Crotone, però, per la Juventus hanno in comune la cosa più importante, ha sottolineato Massimiliano Allegri alla vigilia: «Tre punti con l’Inter valgono come quelli contro il Crotone». Equivalenza scontata, ma che a volte rischia di venire dimenticata. O meglio, ciò che in alcune occasioni sfugge non è tanto che una partita come quella di oggi allo Scida, recupero della 18ª giornata, valga tre punti, quanto il fatto che la vittoria non sia una naturale conseguenza dello scendere in campo, ma vada conquistata proprio come in uno scontro diretto.

«Ci siamo già cascati a Genova, ci siamo cascati lo scorso anno pareggiando in casa col Frosinone e perdendo a Verona alla fine, anche se eravamo già campioni d’Italia, e ci siamo cascati due anni fa perdendo 1-0 a Parma». La trappola della superficialità può spalancarsi sotto i piedi in qualsiasi momento e Allegri avvisa i sui giocatori, convinto che i tre schiaffi presi a Marassi dal Genoa in 29’ il 27 novembre siano stati una lezione indimenticabile: «Sono sicuro che i ragazzi domani affronteranno la partita in modo diverso, soprattutto all’inizio… Tanto tutto sta nell’approccio: se l’approccio è giusto poi la partita va di conseguenza; se l’approccio è sbagliato rimettere le partita in carreggiata diventa complicato. E facciamo il triplo della fatica. Invece dobbiamo cercare di fare una partita giusta e i ragazzi la faranno».

Sicurezza e convinzione, quelle del tecnico bianconero, figlie della fiducia in una squadra che sa riconoscere i monenti decisivi e interpretarli adeguatamente. Che il periodo da qui alla sosta pasquale, ossia fino a Sampdoria-Juventus del 19 marzo, sia fondamentale, Allegri e gli stessi giocatori lo hanno dichiarato apertamente, ultimo il tecnico proprio ieri, con un crescendo eloquente: «E’ un momento delicato della stagione, importante della stagione e decisivo della stagione». Conquistare i tre punti a Crotone permetterebbe alla squadra bianconera di rimettersi in pari con le rivali quanto a partite disputate, ma con un vantaggio non recuperabile in due giornate: a Roma e Napoli, che per giunta si scontreranno nella capitale il 4 marzo, non basterebbe battere la Juventus all’Olimpico e al San Paolo per raggiungerla. Una situazione ottimale, alla portata grazie alla vittoria bella, meritata e sofferta di domenica. Un successo da non sprecare: «A Crotone abbiamo solo un risultato, perchè altrimenti i tre punti che abbiamo fatto con l’Inter vengono buttati a mare».

Oltre a poter piazzare un allungo forse decisivo in campionato, sfruttando lo scontro diretto delle inseguitrici e un calendario che le proporrà solo due avversarie tra le prime dieci nelle prossime sei partite (il Milan, ottavo, e la Samp, decima), la Juventus dovrà anche affrontare le due fondamentali sfide col Porto in Champions League. Giocarle con un vantaggio rassicurante in campionato permetterebbe di gestire al meglio energie fisiche e mentali: e un vantaggio rassicurante in campionato passa per una vittoria a Crotone.