Le Iene e il paragone tra i negazionisti della peste e quelli del covid: pioggia di critiche dai follower

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I negazionisti del covid

Sul profilo di Instagram de Le Iene viene pubblicato un interessante post inerente i negazionisti della peste del 1630 – che causò in un’Italia popolata da circa 4 milioni di persone oltre 1 milione di morti.

Lo storico Giuseppe Ripamonti scriveva a suo tempo: “Io son d’avviso che tra i fomiti del contagio, molti pur troppo e fatali, nessun altro contribuì di più ad accrescerla, quanto l’ostinazione della plebe in negarlo, insultando con fischi, con ghigni ed improperi chiunque ne profferiva il nome”.

Per le Iene, forti sono i parallelismi tra le parole di Ripamonti e quello che viviamo al giorno d’oggi con i cosiddetti negazionisti del Coronavirus (che ha causato oltre un milione di morti. Su sette miliardi di abitanti nel mondo):

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Era il 1630, c’era la peste e c’erano i negazionisti. Vi suona familiare? È proprio vero che il tempo passa ma certe cose non cambiano. E così un testo scritto dallo storico Giuseppe Ripamonti ai tempi della peste del 1630, sembra scritto oggi, nel 2020 del Covid, dei negazionisti e delle dispute infinite: “Io son d’avviso che tra i fomiti del contagio, molti pur troppo e fatali, nessun altro contribuì di più ad accrescerla, quanto l’ostinazione della plebe in negarlo, insultando con fischi, con ghigni ed improperi chiunque ne profferiva il nome”, da “La peste di Milano del 1630”, di Giuseppe Ripamonti “Libri cinque (…) volgarizzati per la prima volta dall’originale latino da Francesco Cusani” #leiene

Un post condiviso da Le Iene (@redazioneiene) in data:

Ma molti follower del programma su Italia 1 pare non abbiano gradito questo parallelismo.

Questa una selezione dei commenti:

“Ah certo, adesso paragoniamo la peste al covid19…buffoni 🤣🤣🤣🤣”

“Nessuno nega che ci sia il virus ma come ha detto oggi un geriatra che fa parte del cts, l’età media delle persone decedute è 82 anni e sono più soggetti anziani con patologie pregresse. Il virus ha una letalità solo 5 volte superiore all’influenza. Bisogna prevenire e tutelare le persone più fragili, lasciando vivere gli altri che devono comportarsi con responsabilità. I negazionisti sono quelli che negano l’olocausto, non facciamo paragoni. Questo si chiama realismo”

“paragonare la peste al coronavirus mi sembra sia opera di ideologia, demagogia e politica, non rispettoso della scienza e nemmeno della verità storica … del resto non siete né storici ne’ scienziati per cui che ve ne frega ! L’informazione ormai si fa solo con uno scopo che non è informare ….ma convincere !”

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