Home Interni Addio a Ines ‘Rina’ Pioli, la partigiana ‘femminista’ perde la battaglia col...

Addio a Ines ‘Rina’ Pioli, la partigiana ‘femminista’ perde la battaglia col Covid

0
371

E’ morta all’età di 94 anni la partigiana Ibes ‘Rina’ Pioli. Il Covid l’ha portata via nella casa di riposo che la ospitava a Modena. Ibes, nota col nome di battaglia ‘Rina’ ha partecipato alla Resistenza nelle fila della Brigata Remo. Nata il 18 Febbraio 1926 da una famiglia povera di Cavezzo nella provincia di Modena, Ibes visse i primi anni della sua vita a casa degli zii materni a Ferrara.

Dal 1943 la città estense cominciò ad essere bombardata e in due anni le vittime ufficiali furono 1070. In uno degli attacchi morì all’età di 10 anni il fratellino più piccolo di Ibes. La ragazza diciassettenne tornò dai genitori a Cavezzo e all’istituzione della Repubblica di Salò cominciò a collaborare con la Resistenza.

La famiglia Pioli era antifascista e il padre e il fratello maggiore di Ibes furono dei perseguitati politici. La ragazza era troppo giovane per combattere e quindi cominciò ad agire come ‘staffetta partigiana’, trasportando ordini ed armi con la sua bicicletta. Ibes fungeva da collegamento tra Modena e Mirandola nelle Brigate Walter Tabacchi, Remo e Ivan. Il nome di battaglia ‘Rina’ le venne dato quando giunse a Modena spostata dal movimento del Comitato di liberazione nazionale “a fare il lavoro politico per le donne modenesi” come lei stessa raccontava.

Nonostante fosse molto giovane, Ibes ‘Rina’ Pioli fu molto attiva nella Resistenza, sempre ferma nelle sue convinzioni: “Sentivo in me qualcosa di diverso, come ragazza. Aspiravo ad avere le mie idee, i miei pensieri, volevo essere una donna diversa… Al tempo i fascisti dicevano che la donna era senza cervello, ma io ho dimostrato che sapevo dire ciò che pensavo e lo facevo anche bene.

Organizzatrice dei Gruppi di difesa della donna nella zona sud di Modena (Paganine, Vaciglio, Cantone di Mugnano fino a Casinalbo), ‘la Rina’ fece parte del Comitato provinciale dei Gruppi, occupandosi di stampa e propaganda. Fu la principale animatrice della requisizione al salumificio Frigieri di Paganine dell’8 marzo 1945, la più importante e significativa manifestazione femminile di tutta l’Emilia-Romagna durante i mesi dell’occupazione.

La partigiana proseguì il suo impegno anche dopo la fine del conflitto mondiale, prodigandosi attivamente nella lotta per ‘non dimenticare’. Ibes girò per molti anni nelle scuole raccontando ai giovani le esperienze della guerra, “Le piaceva tanto parlare con i ragazzini, la faceva sentire utile” racconta il figlio.

Tra i tanti messaggi di cordoglio quello del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli è particolarmente esplicativo: “Ci lascia una donna che ha sempre lottato, assieme ad altre donne e al fianco degli uomini, per i valori della libertà e della Liberazione. Ibes ha continuato fino a che ha potuto il suo infaticabile impegno nel trasmettere, soprattutto alle giovani generazioni, l’esperienza della Resistenza e il suo patrimonio di ideali.”

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here