Insegnante di geometria tortura a morte i suoi gatti e si giustifica: voleva sentirsi potente

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graham reid

Quanto è avvenuto in Texas lascia senza parole per la crudeltà verso gli animali da parte di un insegnante di geometria, che ha torturato a morte i suoi quattro gattini (che avevano tra le poche settimane e l’anno di vita). La motivazione? Voleva sentirsi potente. L’insegnante, Graham William Reid, ha ammesso di averlo fatto dopo che da ragazzino era stato vittima di bullismo.

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Secondo quando riporta il Daily Mail il 29enne insegnante di geometria ha ucciso uno dei suoi gatti con una spranga in metallo, è stato questo l’elemento che ha permesso alle autorità di catturarlo, grazie anche alla segnalazione del veterinario.

Sempre secondo quanto riportato Graham ha torturato e trattato in modo del tutto abominevole i suoi quattro gatti, che si chiamavano rispettivamente (traducendo ovviamente i nomi) Cavolo, Carota, Broccoli e Pastinaca. I documenti del tribunale riportano di torture e maltrattamenti per un periodo di oltre sei mesi.

I dettagli della violenza sono spregevoli. Reid arrestato dopo la denuncia del veterinario

I dettagli sono assurdi e davvero spregevoli: i gatti avevano i denti rotti, le code tagliate, le dita completamente insanguinate, le ossa fratturate e avevano problemi respiratori. Stando ai documenti depositati in tribunale Reid ha gettato uno dei suoi gatti nella spazzatura dopo averlo picchiato, mentre un altro gatto lo avrebbe graffiato e lui si sarebbe arrabbiato colpendolo con un tiragraffi.

Il quarto gattino, di appena pochi mesi, è stato colpito duramente con la paletta della lettiera, dopo aver fatto i bisogni fuori dalla lettiera stessa.

Graham Reid è stato tratto in arresto il 28 aprile, dopo che il veterinario ha deciso di sporgere denuncia in quanto i danni sui gatti sono risultati loro fatali.

Reid si è giustificato davanti alle autorità dicendo di aver compiuto tutto questo per il fatto che da ragazzo era stato vittima di bullismo e si sarebbe innervosito a causa di alcuni fattori “legati allo stress“.

 

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