Lutto nella “famiglia” di Diabolik: è morto Enzo Facciolo

0
295
diabolik

Enzo Facciolo, lo storico disegnatore del fumetto del supereroe / antieroe Diabolik, è morto l’altroieri all’età di 89 anni a Milano, città che gli aveva dato i natali il 2 ottobre del 1931.

Non è stato lui a creare il personaggio, ma quando era arrivato tutti l’avevano acclamato come un salvatore: ha carattterizzato definitivamente il personaggio per come è passato alla storia e per come lo conosciamo oggi, dando un fondamentale contributo all’ascesa.

Enzo Facciolo, il salvatore di Diabolik

Enzo Facciolo entra nella “famiglia” di Diabolik solo nel 1963, quando il fumetto era già arrivato al suo decimo numero.

E pensare che proprio allora gli altri stavano per mollare la presa: le sorelle Giussani, infatti, le creatrici del personaggio, si erano accorte che per continuare con la loro idea avrebbero dovuto chiedere aiuto a un disegnatore professionista, altrimenti il loro fumetto non avrebbe mai preso piede.

E così è stato: l’arrivo di Enzo Facciolo fu salutato come l’arrivo di un salvatore.

Ha cambiato drasticamente le caratteristiche di Diabolik, rivoluzionandolo rispetto a  come l’aveva disegnato Angelo Zarcone, il vecchio disegnatore.

Mario Gomboli, direttore di Astorina (casa editrice di Diabolik) ha in tal senso raccontato: “Prima di Enzo Facciolo Diabolik aveva sopracciglia cespugliose degne di Zerocalcare, il volto coperto da un banale passamontagna come quello dei rapinatori da strada e un fisico che, invece di ricordare quello del Tarzan dell’epoca, Johnny Weismuller, come volevano le sorelle Giussani, faceva venire più in mente Maurizio Arena (attore capitolino molto in voga negli anni ’50, ndr)”.

La rivoluzione sul personaggio

È stato invece Enzo Facciolo a donare il classico sguardo di ghiaccio a Diabolik, si dice ispirandosi allo sguardo di Robert Taylor.

Questa è stata la caratteristica (o una delle caratteristiche, se vogliamo) che ha contribuito a tessere un alone di mistero attorno a uno dei personaggi più amati del fumetto italiano (la cui popolarità è stata tale da ispirare film, radiofumetti, serie animate e videogiochi).

E pensare che prima di allora il compianto Facciolo (che aveva frequentato la Scuola d’Arte al Castello Sforzesco) non aveva grande dimestichezza con i fumetti, con una breve esperienza nel 1959 come disegnatore per Clint Due Colpi per le Edizioni Domai.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here