Do you speak English? La classifica EF condanna alcuni paesi. E l’Italia…

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Saper parlare bene in inglese è diventato un requisito indispensabile (se non addirittura minimo), soprattutto in ambito lavorativo. Insomma, non basta più, infatti, farsi capire alla bell’e meglio, come ci ha insegnato il buon vecchio Trapattoni, negli anni idolo del web dopo il suo tormentone “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

In un articolo di Euronews.travel, secondo Statista, circa 1,35 miliardi di persone nel mondo parlano inglese, da madrelingua o come seconda lingua. Mentre la seconda lingua più parlata al mondo è il cinese mandarino, con 1,12 miliardi di parlanti. Tuttavia, malgrado l’inglese sia la lingua a più ampia diffusione nel mondo, i britannici sono notoriamente terribili nell’apprendimento delle lingue, con sondaggi che spesso li condannano come i peggiori d’Europa.

Uno studio della Commissione europea nel 2020, infatti, ha scoperto che il 62% degli intervistati nel Regno Unito non sapeva parlare una seconda lingua, rispetto al 56% delle persone nell’UE che ne parlano almeno una. Giocare in casa è andato sicuramente a loro discapito, a differenza degli altri paesi che puntano molto sull’apprendimento di un’altra lingua, in modo tale da colmare sempre di più il gap tra parlanti nativi e non. Ma non è semplice. Nella stessa Unione Europea si registrano importanti differenze rispetto alla conoscenza dell’inglese da paese a paese. Se c’è chi arranca, c’è chi anche raggiunge invece punteggi sorprendenti.

L’azienda di istruzione globale Education First (EF) ha riunito, in questo senso, i primi e gli ultimi paesi d’Europa, tramite l’indice di conoscenza della lingua inglese, l’EF EPI, un raccolta dati che tenta di classificare le competenze in lingua inglese di i vari paesi (non per forza e non solo europei) tra gli adulti che hanno sostenuto il test EF, disponibile gratuitamente su internet. Il sondaggio online è stato pubblicato per la prima volta nel 2011 basato sui dati dei test di 1,7 milioni di partecipanti, l’ultima edizione invece è stata rilasciata a novembre 2021.

Per ottenere i risultati, EF ha analizzato i dati di 2 milioni di persone che hanno sostenuto i test in inglese in tutto il mondo, comprese persone provenienti da 35 paesi europei. Hanno quindi assegnato a ciascun paese 800 punti, componendo poi una classifica, in base ai voti ottenuti. I risultati hanno dimostrato che la conoscenza dell’inglese è più alta in quasi tutte le grandi città e che le capitali generalmente superano le stesse nazioni nel loro insieme, dato questo dovuto al divario tra i grandi centri economici ed i paesi limitrofi, meno esposti ai lavori d’ufficio e per questo poco propensi all’utilizzo di una lingua straniera che limita quindi lo sviluppo di un ambiente internazionale, creando piuttosto un divario tra paese e città.

Ma non finisce qui. La conoscenza dell’inglese è anche la più alta in Europa rispetto ad altri continenti ed è aumentata in modo significativo dal 2011. Eppure, alcune delle maggiori potenze economiche europee, tra cui Germania, Francia e Italia, non sono riuscite a entrare nella top 10. Ma andiamo con ordine, partendo proprio dalle prime posizioni.

Quali paesi europei parlano meglio l’inglese?

Ben otto paesi dell’Unione Europea hanno ottenuto i primi posti, tra cui la Croazia in decima posizione; ma sono stati i paesi nordici, soprattutto del blocco scandinavo, a dominare, con la Norvegia, la Finlandia e Svezia in primo piano e la Danimarca terza in classifica.

L’Austria, invece, è arrivata al secondo posto, con ben 641 punti sugli 800 possibili, quindi malgrado il tedesco sia la lingua nazionale, nelle zone turistiche non si avranno problemi a ordinare una birra in inglese (anche se non è così difficile nemmeno in tedesco ). L ‘Austria è stata battuta dai Paesi Bassi che hanno guadagnato ben 663 punti su 800. Tra il 91 e il 93% degli olandesi afferma, infatti, di poter conversare tranquillamente in inglese.

Uno dei motivi principali è che gli olandesi non doppiano i loro programmi TV. Tutti i programmi in lingua inglese vengono mostrati nel loro formato originale e i sottotitoli in olandese vengono aggiunti in cima. Ciò significa che i bambini olandesi crescono ascoltando la lingua inglese, rendendo molto più facile l’apprendimento a scuola.

Aiuta anche il fatto che le due lingue condividano le stesse radici, con l’olandese e l’inglese provenienti dallo stesso gruppo germanico di lingue indoeuropee, pertanto l’apprendimento sarebbe anche più agevolato.

Quale paese dell’UE parla meno inglese?

Una brutta batosta tocca invece all’Italia che si è piazzata nella classifica mondiale solo al 35esimo posto, dietro anche alla Spagna 33esima. Ma c’è di più. Il nostro paese è arrivato ultimo nella classifica dell’UE con 535 punti su 800 possibili.

Fa sicuramente meglio la Germania che, malgrado l’esclusione dalla top ten, raggiunge comunque l’undicesima posizione: a Berlino, così come a Monaco, è possibile parlare solo ed esclusivamente in inglese, poiché la maggior parte dei tedeschi conosce molto bene la lingua.

Male anche la Francia, trentunesima, confermando in qualche modo il trend negativo dei paesi neolatini non proprio propensi a parlare una lingua che non sia la loro. Solo la Romania, in questo senso, fa meglio, aggiudicandosi la quindicesima posizione. Aspettiamo quindi il ranking dell’anno prossimo per poterci rifare.

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