Addio a Carlo Smuraglia: chi è stato il partigiano presidente Anpi che dedicò la vita alla politica

L’ex partigiano, nonché docente, avvocato, membro del Csm, ex parlamentare e presidente Anpi, si è spento qualche mese prima dei suoi 99 anni. Il ricordo della politica e dell’Anpi di Carlo Smuraglia, che “resterà per sempre nella storia del Paese”

Ci ha lasciati sull’onorata soglia dei 99 anni Carlo Smuraglia, presidente onorario dell’Anpi ed ex parlamentare e partigiano.

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Uomo di politica e valori nonché docente e avvocato, Smuraglia, classe 1923 e originario di Ancona, avrebbe compiuto il prossimo agosto 99 anni.

A dare la notizia della sua scomparsa è la segreteria nazionale dell’Anpi, che lo ricorda così:

“Il suo nome resterà nella storia di questo Paese per l’appassionata partecipazione alla Resistenza, lo strenuo impegno per la piena attuazione della Costituzione, dei diritti, della democrazia”.

Nella nota pubblicata sui social si legge anche: “Tutta l’Anpi, nel ricordare l’umanità, la sapienza e la forza con cui Carlo ha presieduto l’Associazione si stringe al dolore della moglie Enrica, dei figli e dei nipoti”.

Smuraglia si è spento a Milano.

Addio a Carlo Smuraglia: il ricordo dell’uomo partigiano, senatore e membro del Csm che dedicò la sua vita all’Italia

Con Smuraglia se ne va un pezzo della storia politica italiana e della resistenza.

Nato ad Ancona nel 1923, Smuraglia dovette interrompere i suoi studi in giurisprudenza presso l’Università di Pisa nel 1943.

In quegli anni rifiuta la chiamata dell’appena nata Repubblica Sociale Italiana per arruolarsi alla Resistenza.

Ed è proprio alla Resistenza che dedica la sua vita, fino alla liberazione dell’Italia dal Fascismo che gli consentirà di riprendere gli studi.

Una volta divenuto avvocato Smuraglia si impegnò in prima persona in alcuni casi di difesa di ex partigiani, costituendosi parte civile sia per i fatti di Reggio Emilia che per la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli.

La carriera politica di Carlo Smuraglia

L’amore per la politica prende vita ulteriormente fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta diventando assessore alla giustizia nel pisano dal 1947 al 1960.

Ma la svolta nel suo curriculum politico avviene in Lombardia, dove diventa consigliere regionale per il Pci fra il 1970 e il 1985, anni in cui ricopre anche il ruolo di presidente.

Impossibile non menzionare uno dei suoi incarichi più illustri, quello di membro del Consiglio superiore della magistratura tra il 1986 e il 1990 e dal 1992.

Terminata l’esperienza dell’organo del Csm, Smuraglia ritorna in politica nei panni di Senatore per il gruppo Sinistra democratica-Ulivo.

Un ruolo, questo, che manterrà per 3 mandati consecutivi fino al 2001, esperienza durante la quale viene eletto come presidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama.

L’esperienza nell’Anpi e il dibattito sull’invio di armi all’Ucraina

Si pone alla guida dell’Anpi fra il 2011 e il 2017, incarico che fino a oggi ha ricoperto in una posizione onoraria.

Ed è proprio recentemente che è stato protagonista di uno scontro con l’attuale presidente, Gianfranco Pagliarulo, riguardante l’invio di armi in Ucraina.

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“Un popolo che resiste contro l’invasore va aiutato, anche con le armi”, aveva dichiarato Smuraglia qualche mese fa a La Repubblica, pur specificando di condividere “valori, principi, visione politica nonché la grave preoccupazione per la prospettiva di un allargamento del conflitto in corso” con Pagliarulo.

Il cordoglio della politica per la morte di Carlo Smuraglia

Sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio per la scomparsa dell’ex partigiano.

Fra questi quello di Enrico Letta: “Ci lascia oggi un grande italiano. Testimonianza, pensiero, azione ed esempio, per noi e per le nuove generazioni”, si legge sul profilo Twitter del segretario del PD.

Nicola Fratoianni lo ha definito come “Difensore della Costituzione, della libertà e della democrazia”, mentre Laura Boldrini ha espresso “Profondo dispiacere per la scomparsa di Carlo Smuraglia. Partigiano, presidente onorario dell’Anpi, senatore e giurista, autore della legge che consente l’attività lavorativa dei detenuti. L’Italia perde un grande protagonista della storia democratica. Mancherà molto”.

Anche il capogruppo di Leu a Montecitorio, Federico Fornaro, lo ha voluto ricordare come colui “per tutta la vita ha difeso la Costituzione e la democrazia, frutto della Resistenza”.

Un messaggio di cordoglio anche dal primo cittadino di Milano Beppe Sala, che ha scritto: “il suo impegno per la libertà e la democrazia, per la difesa dell’uguaglianza e dei diritti, lascia un segno nella storia della nostra città”.

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