Il Signor Distruggere annuncia la morte del padre su Facebook: “Aveva la febbre e non riusciva a respirare”

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Il Signor Distruggere in mascherina

Vincenzo Maisto, blogger e scrittore salernitano, è un personaggio abbastanza noto sul web.

E’ noto con il suo pseudonimo, Il Signor Distruggere, ed ha un importante seguito su Facebook (parliamo di oltre un milione di like sulla sua fanpage, aggiornata su base quotidiana).

Quest’oggi è arrivato da parte sua un drammatico aggiornamento, in cui annunciava la morte del padre:

Il pensiero, anche date le dinamiche raccontate, è andato al coronavirus ma è sotato lo stesso Maisto a specificare, ulteriormente, in un commento:

“Ringrazio tutti per i messaggi e i commenti che state lasciando.
Mio padre aveva 75 anni, era cardiopatico e diabetico.
Da una settimana aveva la febbre a 38, il suo medico lo stava curando per una tracheite, ma non so se lo abbia mai realmente visitato. Ieri gli è stato fatto un sierologico che oggi pomeriggio ci hanno comunicato essere positivo, ma il sierologico non è il tampone e quest’ultimo post mortem non glielo faranno. Questa mattina ha chiamato mia sorella, che vive in una casa vicina con il marito, dicendole che non riusciva a respirare e che aveva le febbre alta. Il tempo impiegato da mia sorella per chiamare l’ambulanza e andare da lui per aprire la porta ai portantini ed è stato trovato morto seduto a terra nel bagno. Essendo io ateo, mia sorella atea, mio padre ateo e non essendo ipocriti, non ci sarà alcun funerale, ma solo la cremazione domani pomeriggio a Napoli. Ufficialmente, stando al certificato del medico presente questa mattina, è morto di insufficienza cardiaca.
Questo è tutto, anche per colmare la morbosità di alcuni giornalisti a cui ho rifiutato diverse telefonate, perché dovevano sapere se era covid oppure no”.

Con un commento estremamente lucido, in un momento di sicuro dolore, Maisto ha messo in chiaro le dinamiche di quanto accaduto – saziando così le eventuali curiosità legate frattanto al peculiare momento storico.

Rispettiamo frattanto la privacy del blogger, cui estendiamo le nostre condoglianze.

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